Risò, al via il Festival Internazionale del Riso. Italia leader in Ue per produzione, export oltre 800 mln. DATI, VIDEOINTERVISTE E INTERVENTI: Meloni, Lollobrigida, Pichetto, Cirio, La Pietra, Fidanza, ICE, Agea, Crea, Ismea, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Filiera Italia, Confcooperative, Ente Risi, Federunacoma
Al via oggi fino al 13 settembre alla seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso, organizzato dalla Provincia e Comune di Vercelli insieme all’Ente Nazionale Risi, con il sostegno di Regione Piemonte e Masaf. Il Festival, che conferma una forte vocazione internazionale, sarà l’occasione per celebrare uno dei prodotti di eccellenza del made in Italy, con buyer provenienti da 20 Paesi e delegazioni da 25 Stati esteri.
Al centro dell’incontro inaugurale focus sulle principali sfide della filiera: competitività, reciprocità negli scambi commerciali, innovazione, ricerca e tutela delle produzioni di qualità.
IL RISO IN NUMERI
L’Italia è il 1° produttore di riso nell’UE con il 56% della superficie e il 53% dell’intera produzione.
La campagna 25/26 ha registrato una produzione di 1,36 milioni di tonnellate (+1,1% sul 24/25). Quest’anno la raccolta è iniziata in anticipo, tra fine agosto e inizio settembre, con superfici intorno ai 233.500 ettari. Le province di Pavia, Vercelli e Novara rappresentano l’83% della superficie coltivata e l’84% della produzione nazionale.
L’export di riso italiano supera gli 800 milioni di euro annui e genera un saldo commerciale positivo di circa 550 milioni di euro. Le esportazioni riguardano prevalentemente riso semilavorato e lavorato destinato ai principali mercati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito.
Il riso italiano si distingue per standard qualitativi tra i più elevati al mondo, garantiti da rigorosi disciplinari produttivi e controlli lungo tutta la filiera.
Elementi che comportano costi di produzione superiori rispetto a quelli sostenuti in molti Paesi extraeuropei, ma che consentono di offrire ai consumatori qualità, sicurezza alimentare e tracciabilità certificate.
L’Italia può contare su tre riconoscimenti a Indicazione Geografica: il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, il Riso Nano Vialone Veronese IGP e il Riso del Delta del Po IGP, esempi di un modello produttivo che lega qualità, territorio e valore aggiunto.
EU-RICE, L’ALLEANZA EUROPEA A TUTELA DEL RISO
L’anno scorso è nata Eu-Rice, l’alleanza europea che mette insieme gli otto produttori europei di Riso: Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Bulgaria, Romania e Ungheria. Questa associazione nasce per sensibilizzare le istituzioni internazionali e sovranazionali sull’importanza della produzione di Riso in Europa e sulle conseguenze che alcune politiche possono avere sulla capacità di produzione di riso che si traduce anche in sicurezza alimentare per l’Unione europea.
Circa il 60% dell’import di riso totale nell’UE avviene a dazio zero, a seguito di accordi in favore dei Paesi Meno Avanzati (PMA), in particolare Cambogia e Myanmar. L’Europa lo fa per favorirne lo sviluppo economico senza però tenere in considerazione che in queste nazioni si usano sostanze vietate in Italia e in Europa e si sfrutta la manodopera impiegando nel lavoro anche i bambini.
Il prezzo di questi prodotti è ovviamente più basso rispetto a quelli italiani ed europei, ma non è dovuto alla maggior competitività delle loro imprese, ma al fatto che producono senza regole, non rispettando gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese agricole europee.
Per questo l’Italia chiede all’Unione Europea più reciprocità negli scambi commerciali, standard equivalenti a quelli richiesti ai produttori europei e maggiori controlli. Un tema posto dal ministro Francesco Lollobrigida anche all’attenzione del Commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič lo scorso ottobre, alla sua prima visita in Italia.
RISO, I CONTROLLI NEL SETTORE
A partire dal 2021, l’attività dell’ICQRF nel comparto risicolo si è concentrata in particolare sul contrasto alle frodi nella produzione di riso biologico italiano, attraverso controlli mirati sugli operatori a maggiore rischio.
Con l’Accordo di collaborazione 2023-2028 tra ICQRF ed Ente Nazionale Risi, l’attività di controllo si è ulteriormente strutturata, con particolare attenzione alle caratteristiche merceologiche dei prodotti, al riso biologico, alle importazioni extra UE e alla ricerca di residui di sostanze non autorizzate.
I numeri testimoniano l’intensità dell’attività di vigilanza. Nel biennio 2024-2025 sono stati effettuati 1.201 controlli, di cui 682 ispettivi e 519 analitici, coinvolgendo 567 operatori e 853 prodotti. Sono stati inoltre prelevati 448 campioni.
Nel 2026 l’attività è stata ulteriormente rafforzata con uno specifico programma sviluppato insieme all’Ente Nazionale Risi, che prevede il prelievo di circa 170 campion i, con particolare attenzione ai risi biologici e ai prodotti importati dai Paesi extra UE, anche attraverso il coordinamento con le autorità doganali e portuali. Complessivamente, l’obiettivo per il 2026 è di circa 450 controlli. Al 31 luglio risultano già effettuati 170 controlli su 118 operatori.
DI SEGUITO GLI INTERVENTI:
Risò, Meloni: Italia leader in Ue per produzione riso, export a oltre 800 mln euro
Risò, Marchi (Ismea): comparto virtuoso nella gestione rischio: 75% coperto. VIDEOINTERVISTA
Risò, Coldiretti: riso asiatico a dazio zero minaccia redditi agricoli e salute dei cittadini
Riso: Cia a Meloni, acqua, ricerca e tutela del mercato per salvare la filiera
Copagri: riso, difendere confini commerciali della qualità e puntare sulla ricerca
Federunacoma, macchine innovative per la risicoltura italiana a Risò
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