Il bollo auto torna al centro del dibattito politico e potrebbe diventare uno dei temi della prossima Legge di Bilancio 2027. L’ipotesi è quella di cancellare la tassa automobilistica, una proposta rilanciata da Forza Italia e dal vicepremier Antonio Tajani. Al momento, però, non c’è ancora un provvedimento che preveda l’abolizione: la strada è ancora da definire, soprattutto perché occorre trovare una soluzione per compensare le entrate che oggi arrivano alle Regioni. Secondo i dati riportati da Sky TG24, il bollo garantisce infatti circa 7,5 miliardi di euro ogni anno. Nel frattempo, per gli automobilisti ci sono comunque diverse novità già approvate. Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147 ha modificato alcuni aspetti della tassa automobilistica, introducendo cambiamenti che entreranno in vigore in momenti diversi tra il 2026 e il 2028. Tra le novità più importanti ci sono il nuovo sistema delle scadenze, le regole per le auto a noleggio, la gestione del bollo in caso di fermo amministrativo e una maggiore integrazione delle banche dati.
Le novità sul bollo auto 2026
La prima cosa da chiarire è che il 2026 non coincide con l’abolizione del bollo. La tassa resta dovuta, ma il sistema si prepara a cambiare. La riforma approvata nell’estate 2026 stabilisce infatti un percorso che porterà dal 2028 a collegare la scadenza del bollo al mese di immatricolazione per i veicoli interessati dal nuovo regime. Il primo pagamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo a quello dell’immatricolazione, mentre negli anni successivi la scadenza sarà legata al mese in cui l’auto è stata immatricolata. Le Regioni potranno inoltre prevedere il pagamento quadrimestrale per alcune categorie di veicoli.
Questo significa che, almeno per il momento, chi possiede già un’auto non deve aspettarsi un cambiamento immediato del calendario. Per i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 2027 continuano infatti a valere le scadenze già previste, salvo diverse decisioni della Regione competente. È quindi importante controllare la propria posizione e non dare per scontato che le nuove regole abbiano già modificato la scadenza del proprio bollo.
Un altro punto importante riguarda il fermo amministrativo. Con la nuova disciplina, il bollo continua a essere dovuto anche quando sul veicolo è stato disposto un fermo. In altre parole, il fatto che l’auto non possa essere utilizzata non fa venire meno l’obbligo legato al possesso del mezzo. Cambiano inoltre alcune regole per il noleggio a lungo termine: dal 2027, per i nuovi contratti e per alcune fattispecie di rinnovo o proroga, il soggetto tenuto al pagamento sarà l’utilizzatore indicato nel contratto e registrato al PRA.
Il quadro delle agevolazioni resta invece molto legato alla Regione. Per le auto elettriche, la regola nazionale prevede generalmente cinque anni di esenzione dalla prima immatricolazione, ma alcune amministrazioni regionali hanno introdotto condizioni più favorevoli. In Lombardia, per esempio, l’esenzione per le vetture esclusivamente elettriche non ha una scadenza temporale. Anche per le auto ibride non esiste invece un’esenzione automatica valida in tutta Italia: eventuali agevolazioni dipendono dalle singole Regioni e possono essere legate alla tecnologia, alla potenza, alle emissioni o all’anno di immatricolazione.
Va ricordato anche che le prime anticipazioni sulle modifiche al bollo, pubblicate nel 2025, descrivevano un sistema con pagamento in un’unica soluzione e scadenza personalizzata già per i veicoli immatricolati dal 2026. Il quadro è però successivamente cambiato con il decreto legislativo approvato nel 2026: la nuova cadenza annuale legata al mese di immatricolazione entrerà a regime dal 2028.
Cos’è il bollo auto e l’ipotesi abolizione
Il bollo auto è la tassa automobilistica legata al possesso di un veicolo. Non si tratta quindi di un pagamento che dipende dall’effettivo utilizzo dell’auto: in linea generale, chi risulta proprietario del mezzo è tenuto a versare il tributo secondo le regole previste. L’importo può variare in base alle caratteristiche del veicolo e alla disciplina applicata dalla Regione competente. Proprio la natura regionale della tassa rende particolarmente importante distinguere le regole nazionali dalle numerose agevolazioni locali.
Oggi esistono già diverse categorie che possono beneficiare di esenzioni o riduzioni. Oltre alle auto elettriche, ci sono agevolazioni per alcune persone con disabilità e per determinati veicoli storici. Le vetture con più di 30 anni possono essere esonerate dal normale bollo di possesso, mentre per quelle tra 20 e 29 anni, se vengono rispettati i requisiti previsti, è generalmente prevista una riduzione del 50%. Anche per GPL e metano, in determinate condizioni, il tributo può essere ridotto fino a circa un quarto rispetto a quello di un’auto equivalente a benzina.
L’ipotesi di abolizione è quindi un tema distinto dalle modifiche già approvate. Forza Italia punta a portare la cancellazione del bollo al tavolo della Manovra, ma perché la proposta diventi realtà bisognerà prima individuare le risorse necessarie. Il problema principale riguarda proprio i bilanci regionali: eliminare la tassa significherebbe rinunciare a un gettito di circa 7,5 miliardi di euro l’anno, che dovrebbe essere compensato con nuove risorse o attraverso un diverso meccanismo di finanziamento.
Per questo motivo, parlare oggi di abolizione definitiva è prematuro. La proposta esiste ed è tornata con forza nel dibattito politico, ma non è ancora una misura approvata. Nel frattempo, la riforma del 2026 procede su un binario diverso: non cancella il bollo, ma modifica progressivamente il modo in cui viene gestito. L’appuntamento decisivo sarà quindi la discussione sulla Legge di Bilancio 2027, quando si capirà se l’ipotesi di cancellazione riuscirà davvero a trasformarsi in una norma. Fino ad allora, il bollo auto resta un tributo da pagare secondo le regole della propria Regione.
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