Agrigento, si dimette il vicesindaco Giovanni Crosta dopo il caso della casa abusiva


Giovanni Crosta si dimette dalla carica di assessore e vicesindaco di Agrigento. La decisione arriva dopo giorni di fortissime polemiche politiche e mediatiche legate alla vicenda della casa abusiva di Zingarello ereditata dal padre, un immobile che sarebbe stato utilizzato in più occasioni e sul quale sarebbero stati effettuati lavori edili. È lo stesso Crosta ad annunciare il passo indietro, spiegando di non avere, nell’attuale clima, la serenità necessaria per continuare a svolgere il proprio mandato nell’interesse della città.

“A seguito dell’enorme clamore mediatico creatosi attorno alla mia persona, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di assessore e vicesindaco di Agrigento, non avendo in questo momento la necessaria serenità per portare avanti il mio mandato ed operare al meglio nell’interesse della collettività, come ho fatto fino ad oggi”. Si chiude così, almeno sul piano amministrativo, una vicenda che negli ultimi giorni aveva provocato fortissime tensioni politiche ad Agrigento, fino alla richiesta di dimissioni avanzata dal leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e alla successiva espulsione di Crosta dal movimento.

Giovanni Crosta si dimette da vicesindaco e assessore di Agrigento

La decisione di Crosta rappresenta la svolta più importante di una vicenda che in pochi giorni aveva assunto una dimensione politica sempre più rilevante. Il caso era esploso intorno a un immobile abusivo a Zingarello, ereditato dal padre. Attorno alla casa erano emerse polemiche legate anche al suo utilizzo in più occasioni e alla presenza di lavori edili. Il clamore prodotto dalla vicenda aveva progressivamente investito non soltanto la posizione personale del vicesindaco, ma anche gli equilibri politici dell’Amministrazione comunale e i rapporti interni a Controcorrente. Crosta ha adesso deciso di interrompere la propria esperienza nell’esecutivo cittadino, lasciando sia la carica di assessore sia quella di vicesindaco. La motivazione indicata riguarda soprattutto l’impossibilità, nelle attuali condizioni, di continuare a lavorare con la serenità che ritiene indispensabile per svolgere il proprio ruolo pubblico.

Il caso della casa abusiva ereditata dal padre a Zingarello

Al centro delle polemiche c’è la casa di Zingarello che Giovanni Crosta ha ereditato dal padre. La questione dell’abusivismo dell’immobile aveva aperto un confronto politico particolarmente acceso, anche in relazione al ruolo istituzionale ricoperto dall’avvocato nell’Amministrazione comunale di Agrigento. Secondo quanto emerso, la casa sarebbe stata utilizzata in più occasioni e sull’immobile sarebbero stati effettuati dei lavori edili. Una situazione che aveva alimentato ulteriormente il dibattito pubblico e determinato un’escalation politica fino alla richiesta esplicita di un passo indietro. Crosta, nel comunicare le proprie dimissioni, rivendica però la correttezza del proprio operato amministrativo e attribuisce parte delle polemiche a dinamiche di natura politica.

Crosta: “vittima di speculazioni politiche strumentali”

Nel suo intervento, l’ormai ex vicesindaco di Agrigento non nasconde la propria valutazione di quanto accaduto negli ultimi giorni. Secondo Crosta, dietro il clamore che si è sviluppato intorno alla vicenda ci sarebbero anche interessi politici mirati ad alterare gli equilibri esistenti. “Ritengo fermamente di essere vittima di speculazioni politiche strumentali finalizzate a rompere gli equilibri sino ad oggi in atto”. Una posizione netta, alla quale Crosta affianca però la scelta di farsi da parte. Le dimissioni vengono presentate come un gesto determinato dal rispetto verso le istituzioni e verso la comunità agrigentina, con l’obiettivo di evitare che le polemiche possano continuare a condizionare l’attività amministrativa. “Tuttavia, il rispetto che nutro per le istituzioni e per i cittadini mi impone di fare un passo indietro per mettere fine a sterili polemiche”. Il passo indietro arriva quindi senza una rinuncia alla propria lettura politica della vicenda: Crosta continua a ritenersi oggetto di una campagna strumentale, ma considera comunque le dimissioni necessarie per interrompere il clima di tensione.

Lo scontro con Ismaele La Vardera e Controcorrente

La vicenda aveva assunto una dimensione ancora più rilevante quando Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, aveva chiesto apertamente le dimissioni di Giovanni Crosta. Una posizione che aveva aperto una forte frattura politica attorno all’Amministrazione comunale e che era stata seguita da un ulteriore provvedimento: l’espulsione di Crosta dal movimento. La questione della casa abusiva era così diventata rapidamente un vero e proprio caso politico cittadino. Il confronto non riguardava più soltanto le caratteristiche e la situazione dell’immobile, ma la compatibilità politica della permanenza di Crosta negli incarichi di governo della città. Il vicesindaco aveva inizialmente resistito alle richieste di dimissioni, mentre la polemica continuava ad alimentarsi. Con la comunicazione odierna arriva invece il definitivo passo indietro.

Il clamore mediatico alla base della decisione

È proprio il peso assunto dalla vicenda nel dibattito pubblico uno degli aspetti maggiormente evidenziati da Crosta. L’ex vicesindaco parla esplicitamente di “enorme clamore mediatico”, spiegando che la situazione creatasi non gli consentirebbe più di esercitare con la necessaria tranquillità le funzioni amministrative affidategli. Il punto centrale, nella sua ricostruzione, non riguarda quindi una rinuncia alla difesa della propria posizione, ma la constatazione che le condizioni politiche e mediatiche non gli permetterebbero più di lavorare come aveva fatto fino ad oggi. Le dimissioni chiudono così una fase particolarmente turbolenta per l’Amministrazione comunale di Agrigento, chiamata adesso a gestire anche le conseguenze politiche e amministrative dell’uscita di scena del vicesindaco.

Crosta ringrazia gli elettori e la città di Agrigento

Nel suo messaggio di addio all’incarico, Giovanni Crosta dedica infine un passaggio ai cittadini che lo avevano sostenuto e alle persone che gli hanno manifestato vicinanza durante i giorni più difficili della polemica. “Ringrazio gli elettori che, con la loro fiducia, mi hanno permesso di mettere le mie competenze a disposizione della collettività, e tutta la cittadinanza per l’affetto ricevuto e la vicinanza dimostrata in questi giorni”. Con queste parole l’avvocato chiude la propria esperienza da assessore e vicesindaco di Agrigento.


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