Adesso sul project financing da circa 100 milioni di euro della Provincia di Cosenza c’è anche una segnalazione all’ANAC.
E la vicenda, sulla quale La Novità Online ha acceso i riflettori da tempo, assume una dimensione ancora più delicata.
A intervenire è Sinistra e Libertà Cosenza, che annuncia di avere investito formalmente l’Autorità Nazionale Anticorruzione chiedendo che venga affrontato il dossier relativo alla maxi concessione costruita durante la precedente amministrazione provinciale guidata da Rosaria Succurro.
Una presa di posizione che arriva dopo quanto accaduto all’Asp di Cosenza, dove ANAC è intervenuta su un partenariato pubblico-privato da 138.904.821,22 euro, rilevando criticità tali da chiedere alla stazione appaltante di procedere all’annullamento in autotutela degli atti contestati.
Ed è proprio qui che la questione politica diventa esplosiva.
Il precedente dell’Asp che pesa come un macigno
Con il parere di precontenzioso n. 88 del 4 marzo 2026, ANAC ha esaminato il partenariato pubblico-privato dell’Asp di Cosenza relativo alla riqualificazione edile e impiantistica e a una serie di servizi nelle strutture sanitarie provinciali.
Le conclusioni dell’Autorità sono pesanti.
ANAC ha rilevato, tra l’altro, l’assenza di un effettivo rischio di disponibilità trasferito sull’operatore privato e carenze nel Piano Economico-Finanziario, uno degli strumenti fondamentali per verificare la sostenibilità e la corretta allocazione dei rischi in un partenariato pubblico-privato.
Non una semplice osservazione formale, dunque.
L’Autorità ha stabilito che la stazione appaltante, previo annullamento in autotutela degli atti contestati, dovesse rimuovere i vizi e le criticità individuate.
Ed è precisamente questo precedente che oggi Sinistra e Libertà mette sul tavolo della Provincia.
«Abbiamo segnalato tutto all’ANAC»
La posizione è netta.
Sinistra e Libertà annuncia di avere segnalato all’ANAC la necessità di procedere alla revoca del project financing della Provincia di Cosenza, richiamando esplicitamente quanto già accaduto all’Asp.
Secondo il movimento, la Provincia dovrebbe rinunciare a quella che viene definita «un’operazione inutile e di scarsa trasparenza che costa milioni di euro alla collettività».
Non solo.
La questione sarà sottoposta anche ai parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra, affinché il caso assuma una dimensione politica nazionale.
Il ragionamento posto da Sinistra e Libertà è semplice: se ANAC ha individuato criticità così profonde in un’operazione di partenariato pubblico-privato dell’Asp di Cosenza, occorre verificare fino in fondo il project della Provincia, che presenta elementi che da tempo alimentano interrogativi sulla concorrenza e sull’interesse pubblico.
Il project dell’era Succurro
Ed eccoci al punto.
La maxi operazione della Provincia nasce durante la gestione di Rosaria Succurro e riguarda una concessione mediante project financing per la gestione degli immobili provinciali attraverso fornitura di vettori energetici, manutenzione impiantistica ed efficientamento energetico.
La durata prevista è di vent’anni.
L’impegno economico indicato negli atti è nell’ordine dei 5 milioni di euro all’anno, portando il valore complessivo dell’operazione attorno ai 100 milioni di euro.
Un vincolo ventennale enorme per un ente pubblico.
E non stiamo parlando di un dossier emerso ieri.
La Novità Online aveva posto il problema già nel novembre 2024, quando praticamente nessuno sembrava interessato ad approfondire la vicenda.
Successivamente i consiglieri provinciali Pino Capalbo e Giuseppe Ciacco chiesero formalmente l’accesso agli atti, denunciando la necessità di fare chiarezza su un’operazione di dimensioni finanziarie straordinarie.
Poi il caso arrivò addirittura in Parlamento.
L’interrogazione di Vittoria Baldino: «Dov’è la concorrenza?»
Nel novembre 2025 la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino presentò un’interrogazione al ministro dell’Interno proprio sulla maxi concessione provinciale.
Al centro dell’iniziativa parlamentare c’era uno degli interrogativi fondamentali che La Novità Online aveva già sollevato: la tutela della concorrenza.
Baldino denunciava il rischio che la procedura avesse favorito di fatto una sola offerta, impedendo un autentico confronto concorrenziale tra operatori economici.
Dunque la sequenza oggi è impressionante.
Prima gli articoli e le denunce giornalistiche.
Poi gli accessi agli atti.
Poi l’interrogazione parlamentare.
Poi il pronunciamento dell’ANAC su una gigantesca operazione dell’Asp di Cosenza.
E adesso la segnalazione direttamente all’Autorità sul project della Provincia.
E Faragalli cosa intende fare?
È qui che inevitabilmente entra in scena il nuovo presidente della Provincia, Biagio Antonio Faragalli.
Faragalli non ha concepito questa operazione: il project appartiene politicamente e amministrativamente alla precedente gestione guidata da Rosaria Succurro.
Ma dal 9 marzo 2026 è lui il presidente della Provincia.
E dunque adesso la responsabilità politica è sua.
La domanda non può più essere rinviata:
che cosa intende fare la nuova amministrazione provinciale di questa eredità?
Vuole mantenerla?
Vuole sottoporla a una verifica complessiva?
Vuole chiedere un parere agli organismi competenti?
Oppure, alla luce di quanto accaduto all’Asp di Cosenza, ritiene opportuno valutare l’autotutela?
Il silenzio, a questo punto, rischia di diventare esso stesso una scelta politica.
Due project, un territorio e interrogativi troppo simili
Naturalmente le due procedure – Asp e Provincia – non possono essere automaticamente considerate giuridicamente identiche senza un esame puntuale degli atti.
Ma proprio per questo la richiesta di un intervento dell’ANAC assume un peso particolare.
Perché l’Autorità ha già indicato, nel caso Asp, alcuni principi essenziali: effettivo trasferimento del rischio al privato, solidità del PEF, corretta istruttoria e rispetto della disciplina del partenariato pubblico-privato.
Adesso occorre verificare se e in quale misura quegli stessi principi siano stati rispettati nell’operazione della Provincia.
Ed è esattamente ciò che Sinistra e Libertà chiede all’Autorità.
Ora non basta più far finta che il problema non esista
C’è infine un dato politico.
Sinistra e Libertà chiama direttamente in causa anche la sinistra e l’opposizione, chiedendo che escano dal silenzio e assumano una posizione chiara.
Perché impegnare un ente per vent’anni e per una cifra nell’ordine dei cento milioni di euro non è ordinaria amministrazione.
È una scelta strategica.
E una scelta di queste dimensioni deve poter superare il massimo livello possibile di verifica sulla
Per mesi La Novità Online ha posto domande su questa vicenda quando farlo sembrava quasi esercizio solitario.
Oggi quelle domande non sono più sole.
Sono finite in Consiglio provinciale, sono arrivate in Parlamento e adesso sono state depositate davanti all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
A questo punto la questione non è più soltanto che cosa farà ANAC.
La prima domanda è molto più vicina:
che cosa farà Biagio Faragalli?
Perché il project lo ha ereditato dalla gestione Succurro.
Ma decidere se continuare a tenerlo in vita, adesso, compete alla Provincia che governa lui.
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