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Cherry Bank ha pubblicato i risultati relativi al primo semestre 2026 approvati dal Consiglio di Amministrazione della Banca presieduto da Marina Natale.

“I risultati del primo semestre 2026 sono positivi e lievemente sopra le aspettative del nostro Piano Strategico 2026-2028. Già dal 2025 è in corso una revisione progressiva del modello di business secondo direttrici chiare e coerenti: sviluppo del Factoring e della finanza speciale alle imprese, consolidamento del modello Relationship Bank grazie ai servizi di Private & Wealth Management e alla rete Retail. I nuovi business mostrano una dinamica di crescita e confermano che la direzione tracciata è corretta e ci consentirà nei prossimi mesi di consolidare il nostro ruolo di partner di riferimento per gli imprenditori e le loro imprese” ha dichiarato Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Cherry Bank.

Business model e posizionamento strategico

Nei primi sei mesi del 2026, in linea con le direttive del Piano Strategico 2026-2028, la Banca ha proseguito nel percorso di riposizionamento del modello di business già avviato nel corso del 2025. In particolare, in questi primi sei mesi, Cherry Bank ha:

– rafforzato, con nuove competenze specialistiche, l’Area Corporate & Investment Banking;

– proseguito nello sviluppo dell’Area Relationship Bank, secondo il modello costituito un anno fa, attraverso:
– il rafforzamento della Business Unit Private & Wealth Management – focalizzata a fornire una proposta sinergica con il CIB – con 31 relationship manager (al 30.6.2026) e con l’ampliamento dell’offerta grazie a nuovi accordi con partner di standing globale (nel primo semestre comunicate le partnership con Coller Capital per investimenti nel mercato secondario del private credit e Fasanara Capital per l’accesso ai private markets);
– lo sviluppo ulteriore del Factoring come componente specialistica del credito alle imprese rispetto alla finanza tradizionale;
– la crescita del segmento Retail, che continua a svilupparsi sia in termini di raccolta sia di erogazione del credito, grazie alla riconoscibilità del brand e alla prossimità sui territori, con 24 filiali e 13 uffici: l’ultima filiale è stata aperta a Milano a giugno 2026.

– continuato il percorso di graduale completamento del business dei crediti fiscali, in linea con quanto previsto dal Piano Strategico, con un contributo al risultato economico che si mantiene positivo, seppure atteso in progressiva riduzione fino al 2028. La crescita del Factoring e dell’Area CIB consentirà, infatti, di sostituire completamente l’apporto di tale redditività entro l’orizzonte del Piano Strategico;

– mantenuto un approccio altamente rigoroso e selettivo sul business degli NPL, massimizzando la redditività con una rapidissima rotazione del capitale impiegato per ottimizzare gli impatti patrimoniali.

RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2026

Andamento dei business

L’Area Corporate & Investment Banking – specializzata nel Turnaround e Strategic Finance, Finanza Strutturata, Special Situations e Alternative Investments – ha concluso nuove operazioni a supporto delle imprese per € 112,5 milioni nei primi sei mesi del 2026 con impieghi in crescita del 35% rispetto a fine 2025. Tra queste, figura la prima operazione di destocking (il 7 luglio 2026 Cherry Bank ha comunicato la prima operazione in Italia di destocking. L’operazione promossa al fianco di CDP per un valore di €10 milioni prevede la cartolarizzazione del magazzino di Brazzale Spa) in Italia a soli due mesi dalla pubblicazione della nuova Legge PMI 2026 che ne regolamenta l’operatività, a conferma della specializzazione e della proposta innovativa della Banca.

Nel corso del semestre, l’attività commerciale verso le PMI è stata orientata verso il Factoring. Grazie all’expertise di professionisti dedicati allo sviluppo e valutazione del prodotto Factoring, al 30.6.2026 sono stati realizzati oltre €77,5 milioni di impieghi lordi vs. 43,2 milioni del 31.12.2025 (+79%). Il sostegno creditizio alle PMI sarà ulteriormente rafforzato nel corso del secondo semestre 2026 tramite altre forme tecniche di finanziamento, anche per PMI in difficoltà.

La Business Unit Private & Wealth Management – focalizzata su consulenza evoluta nella gestione patrimoniale, accesso diretto esclusivo a strategie e fondi non quotati e investimenti diretti in opportunità di venture capital – ha raggiunto € 939,1 milioni di Asset under management (+21% vs. 31.12.2025) pari al 66% del totale AuM (gli Asset under management comprendono: raccolta amministrata incluse azioni di propria emissione, raccolta gestita, gestioni patrimoniali e assicurazioni) della Banca (€ 1,4 miliardi, in crescita del 18% vs. 31.12.2025).

Relativamente all’Area NPL, la Banca mantiene una presenza tattica per sfruttare le opportunità del mercato italiano con una gestione disciplinata del capitale regolamentare. L’operatività si fonda su una rigorosa selezione dei portafogli in entrata, acquistati prevalentemente sul mercato secondario, con una gestione del credito orientata alla rapida rotazione del capitale, privilegiando soluzioni stragiudiziali per massimizzare l’efficienza e il ritorno degli investimenti. Al 30.06.2026 il portafoglio NPL relativo all’acquisto e alla gestione dei crediti deteriorati ammonta a € 7,5 miliardi lordi (“GBV”) ed è formato prevalentemente da crediti small ticket unsecured, con impieghi netti pari a € 130,4 milioni.

Per quanto riguarda il business dei crediti fiscali (i.e ex Superbonus), lo stock al 30.6.2026 è pari a € 616,0 milioni, in decrescita fisiologica del 37% rispetto a € 978,7 milioni al 30.6.2025. Entro il 2028 si esaurirà gradualmente il sostanziale contributo a conto economico di questo business.

Principali voci di conto economico

L’utile ante imposte al 30 giugno 2026 è pari a € 38,0 milioni, in linea con i risultati del 30.6.2025 (€ 38,1 milioni).

L’utile netto è di € 23,6 milioni inclusivo di maggiori impatti fiscali per le variazioni normative introdotte a partire dall’esercizio 2026 (tax rate al 38% nel 1H26 vs. 34% nel 1H25, prevalentemente per effetto dell’introduzione dell’indeducibilità del 4% degli interessi passivi). Il ROE è al 20,4%.

Il margine di intermediazione è pari a € 102,2 milioni e risulta sostanzialmente stabile nella dinamica a/a (€ 103,8 milioni al 30.6.2025) come risultato di: 1) il contributo crescente dei business CIB e Factoring, con ulteriori attese di crescita grazie a iniziative in corso di rafforzamento; 2) la riduzione attesa dei margini generati dall’operatività sui crediti fiscali in fisiologica contrazione.

Al netto del contributo dei crediti fiscali, il margine di intermediazione è in aumento del 7% a/a.

Il margine di interesse è di € 25,2 milioni, in crescita del 63% a/a (€ 15,5 milioni al 30.6.2025) grazie all’attenta rimodulazione del portafoglio crediti verso impieghi a maggior rendimento.

Le commissioni nette sono di € 10,5 milioni (+51% rispetto a € 7,0 milioni al 30.6.2025) grazie allo sviluppo del Factoring e del Private & Wealth Management.

Le rettifiche di valore sui crediti al 30.6.2026 si attestano a € 6,2 milioni (€ 7,1 milioni al 30.6.2025) e sono sostanzialmente riferibili al processo periodico di valutazione del portafoglio crediti ordinario della Banca.

Il costo del rischio è di 112 punti base (vs. 151 punti base del primo semestre del 2025). La Banca prosegue attivamente nel miglioramento dell’asset quality, con l’obiettivo di raggiungere entro fine 2026 un Gross NPE ratio inferiore al 5%. Al 30 giugno 2026, il Gross NPE e il Net NPE ratio normalizzati (incluse due cessioni finalizzate nel mese di luglio, quindi con effetti contabili successivi al 30.6.2026. Escludendo le cessioni, nel 1H26 il Gross NPE ratio è 7,1%, mentre il Net NPE ratio è 5,2%) si attestano rispettivamente al 6,5% e 4,9%. Il risultato netto della gestione finanziaria è di €96,0 milioni ed è sostanzialmente allineato al primo semestre 2025 (€ 96,8 milioni al 30.6.2025) per effetto del solido e veloce sviluppo del Corporate & Investment Banking in sostituzione del contributo dei crediti fiscali.

Il totale dei costi operativi ammonta a € 58,0 milioni, in leggera diminuzione a/a dell’1% (€ 58,7 milioni al 30.6.2025). I costi del personale sono di €31,4 milioni, in crescita dell’8% a/a per l’evoluzione dell’organico della Banca a supporto dei progetti di sviluppo dei business e del Piano strategico 2026-2028. Al 30.6.2026 la Banca conta 618 dipendenti, +3,3% rispetto al 30.6.2025 (598 dipendenti): il genere femminile rappresenta il 46%, l’età media è di 41 anni.
Gli altri costi amministrativi sono di € 26,5 milioni e risultano in flessione del 10% nel confronto a/a, beneficiando degli effetti delle azioni di cost optimization già avviate e progressivamente riflesse nella dinamica dei costi.

Stato patrimoniale

Gli attivi ammontano a €4.653,9 milioni (+2% vs 31.12.2025) con crediti verso la clientela in crescita del 10% a €3.536,3 milioni. Gli impieghi netti core legati al business sono in crescita del 3% vs. il 31.12.2025 grazie al più che positivo contributo del Factoring (+79%) e del CIB (+35%). Sul lato delle passività, la Banca prosegue nella strategia di bilanciamento delle fonti di raccolta.

Al 30.6.2026 la raccolta totale è di €4.306,9 milioni (+1% vs. 31.12.2025) di cui €2.285,5 milioni da debiti verso clientela (53% del totale) e €2.021,4 milioni da raccolta istituzionale (47% del totale).

In dettaglio, la raccolta da clientela è così suddivisa:

– la raccolta tradizionale (da filiale) cresce del 22% (€1.235,6 milioni al 30.6.2026 vs. €1.009,2 milioni del 31.12.2025);

– la raccolta online Italia segna +18% nel confronto con fine anno (€709,0 milioni al 30.6.2026 vs. €602,9 al 31.12.2025), mentre il canale Raisin decresce a €340,9 milioni (dai €712,4 milioni del 31.12.2025) in linea con le aspettative e con la strategia di run- off dei crediti fiscali a cui è collegata.

Gli indicatori di liquidità della Banca si mantengono elevati con un LCR pari a 303,8%, (+41 bps rispetto al 31.12.2025).

Il patrimonio netto al 30.6.2026 ammonta a €242,6 milioni (+11% vs. 31.12.2025), rafforzato dall’utile generato nel semestre. I requisiti patrimoniali sono in crescita con un CET1 ratio e un TCR pari al 17,15% (rispetto a 16,30% al 31.12.2025) superiori alle soglie SREP. Stato Patrimoniale riclassificato (dati in migliaia di €) 1H26 FY25 Var % vs. FY25 Cassa e disponibilità liquide 32.346 122.923 n.s. Attività finanziarie valutate al fair value 80.603 98.905 -19%

FATTI DI RILIEVO DEL PERIODO

Rinnovato il Consiglio di Amministrazione di Cherry Bank

Il 3 febbraio 2026 l’Assemblea di Cherry Bank ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2028, affidando la presidenza a Marina Natale. Il rafforzamento del board, composto da 9 professionisti con una solida expertise bancaria, è in linea con il Piano Strategico 2026-2028 a supporto dei progetti di crescita della Banca. Il Collegio Sindacale, nominato dall’Assemblea del 29 aprile 2024, resta in carica per il triennio che si concluderà con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.

Approvato il Piano Strategico 2026-2028

Il 9 marzo 2026 il Consiglio di Amministrazione di Cherry Bank ha approvato il Piano Strategico 2026-2028 che si articola nei seguenti driver:

• generazione di elevati livelli di reddittività grazie alla diversificazione del business con consolidamento della Banca nel Corporate & Investment Banking, nel Factoring e nel Private & Wealth Management;

• rafforzamento del modello Relationship Bank coniugando presenza fisica (filiali) e digitale;

• conferma dell’attività selettiva sui crediti deteriorati;

• gestione rigorosa del capitale regolamentare, solidità patrimoniale – supportata dalla non distribuzione di dividendi in arco Piano – e stabilità del funding.

GD – www.ftaonline.com


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