Il Comune di Avellino, con il CUGRI dell’Università di Salerno e ACCA software, applica al Partenio-Lombardi un piano di monitoraggio statico-strutturale: ispezioni trimestrali su 31 corpi strutturali, sensori accelerometrici e di spostamento, rilievo da drone e un digital twin della tribuna Montevergine, tutto raccolto in un’unica piattaforma ACDat.
Alla fine del secondo trimestre di attività, nessuna criticità richiede interventi urgenti: solo manutenzioni programmabili entro uno e tre anni.
Il progetto: chi lo ha realizzato e perché
Il piano di monitoraggio statico-strutturale dello Stadio Partenio-Lombardi di Avellino è un sistema di sorveglianza continua che combina ispezioni periodiche, sensoristica IoT, rilievo da drone e una piattaforma digitale unica per raccogliere, in un solo ambiente, tutti i dati sullo stato di salute dell’impianto sportivo. Il piano è stato presentato il 27 luglio 2026 nella sala stampa del Comune di Avellino dal Prof. Luigi Petti dell’Università di Salerno, alla presenza del sindaco Nello Pizza e degli assessori Enza Ambrosone (Lavori Pubblici), Ettore Iacovacci (Patrimonio) e Giuseppe Giacobbe (Gestione e valorizzazione delle strutture sportive). L’incarico è stato affidato con Determina dirigenziale n. 1695 del 27/08/2025 (CUP G34J25000260002).
Il progetto è realizzato dal CUGRI – Centro Universitario per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi dell’Università di Salerno, che cura la parte ispettiva, scientifica e di audit sotto la responsabilità scientifica del prof. Luigi Petti, in collaborazione con ACCA software, che fornisce la piattaforma digitale collaborativa su cui confluiscono documenti, modelli, rilievi e dati dei sensori. Per il Comune di Avellino il progetto è seguito, come RUP, dall’ing. Diego Mauriello.
Le figure coinvolte nel progetto: il RUP Diego Mauriello, il responsabile scientifico Luigi Petti, i referenti scientifici Rosario Montuori e Fernando Fraternali (Università di Salerno), il responsabile ispettori Domenico Greco e il team di gestione della piattaforma digitale. Partner: Comune di Avellino, CUGRI, laboratorio certificato EDIL-TEST e ACCA software.
Il monitoraggio nasce da un duplice presupposto: da un lato la necessità di sorvegliare nel tempo un impianto sportivo pubblico frequentato da migliaia di persone; dall’altro un obbligo normativo, quello della gestione digitale delle opere pubbliche introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici, che vedremo nel dettaglio più avanti.
Il vuoto normativo: perché uno stadio non è (solo) una questione sismica
Uno dei passaggi più netti dell’incontro è la testimonianza del professor Rosario Montuori (Università di Salerno), collegato da remoto durante la presentazione: a suo dire, nel quadro normativo italiano non esiste ad oggi una disciplina specifica per l’ispezione e il monitoraggio di strutture come scuole, piscine o stadi. Per queste tipologie di opere, diverse da ponti e gallerie (per cui esistono linee guida dedicate), il monitoraggio del Partenio-Lombardi rappresenterebbe una delle prime esperienze strutturate in Italia.
Il contesto normativo italiano sulle costruzioni esistenti si è comunque evoluto in modo significativo negli ultimi vent’anni, soprattutto dopo il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia (2002), evento che ha innescato un percorso legislativo e tecnico che ha portato l’Italia ad avere, tra i pochi Paesi al mondo, una sezione delle Norme Tecniche per le Costruzioni interamente dedicata alla gestione delle costruzioni esistenti (NTC, Capitolo 8).
Su questo impianto normativo generale, il CUGRI ha costruito negli anni un’esperienza applicativa concreta: attività di sorveglianza e priorizzazione degli interventi per la Provincia di Salerno, collaborazioni con la rete dei laboratori ReLuis, con Autostrade per l’Italia e con ANAS, oltre al ruolo di ente di audit esterno per la Tangenziale di Napoli.
Il riferimento operativo è il Manuale Metodologico per la verifica e il monitoraggio di ponti e viadotti della Provincia di Salerno (Università degli Studi di Salerno, versione 1.0, aprile 2020), che introduce gli indici di danno e di priorità (IDG, IDM, IAG, IP) poi adattati alla logica di priorizzazione degli interventi sullo stadio. È questo bagaglio di competenze che viene ora trasferito, per la prima volta secondo quanto dichiarato durante l’incontro, al monitoraggio di un impianto sportivo.

Il vuoto normativo alla base del progetto: mentre per ponti e gallerie esiste un sistema organico di ispezione e monitoraggio (Linee Guida Ponti), in Italia non esiste un documento equivalente per stadi e impianti sportivi. Il CUGRI trasferisce al Partenio-Lombardi il know-how maturato nel monitoraggio delle infrastrutture viarie.
Il metodo: ispezioni “da vicino”, droni “dall’alto” e sensori continui
Il piano di monitoraggio del Partenio-Lombardi combina tre livelli di osservazione, pensati per rispondere alle diverse velocità con cui un difetto strutturale può manifestarsi ed evolvere.
Ispezioni “da vicino”, ogni tre mesi
Un team di ispettori, coordinato dal responsabile Domenico Greco e composto da Antonio Ansalone, Prisco Gambardella, Valeria Pagano e Mattia Viviano, esegue, ogni tre mesi, un sopralluogo fisico su tutte le strutture dello stadio, descrivendo lo stato di fatto attraverso schede tecniche che riportano sintomi e rappresentazioni dei difetti (telai, gradinate, coperture). Ogni difetto viene classificato non solo per tipologia, ma anche per estensione (puntuale o diffusa) e per velocità di evoluzione (rapida o lenta): sono questi due parametri, insieme alla gravità, a determinare se la programmazione dell’intervento debba essere immediata, a breve o a medio termine.
Rilievo “dall’alto”, con drone e fotogrammetria
In parallelo alle ispezioni trimestrali, un rilievo aerofotogrammetrico da drone produce ortofoto ad alta risoluzione dell’intero impianto, incluse le parti non ispezionabili da terra senza mezzi come i cestelli elevatori. Questo archivio fotografico, aggiornato ogni tre mesi, consente sia agli ispettori sia alla pubblica amministrazione di tenere un registro storico dell’avanzamento dei difetti e degli interventi di manutenzione già eseguiti.
Monitoraggio strumentale continuo
Il terzo livello è quello della sensoristica installata in modo permanente sulla struttura, distinta in due macrocategorie: il monitoraggio dinamico, tramite accelerometri triassiali MEMS ad alta sensibilità che registrano la risposta dinamica della copertura due volte al giorno (alle 3 di notte e nel pomeriggio, per confrontare le condizioni con e senza il rumore di fondo urbano); e il monitoraggio statico, tramite sensori con funzione integrata di distanziometro, inclinometro e sonda termica, che rilevano l’evoluzione degli spostamenti a cadenza variabile da 2 a 6 ore in base al livello di criticità riscontrato (attualmente ogni 6 ore, in assenza di criticità in atto). In totale sono attivi 15 sensori statici (siglati D-1…D-15), distribuiti su Tribuna Montevergine, Curva Sud, Tribuna Terminio e Curva Nord, e 4 accelerometri dinamici (A-1…A-4) installati sulla sola tribuna Montevergine.

La strategia di monitoraggio adottata: dal rilievo globale su larga scala (drone e fotogrammetria) al monitoraggio locale con sensori, fino alla valutazione puntuale in scala di dettaglio, documentata nella scheda di ispezione-rapporto trimestrale.

Il Manuale Metodologico per la verifica e il monitoraggio di ponti e viadotti della Provincia di Salerno (Università degli Studi di Salerno, versione 1.0, aprile 2020), con gli indici di rischio (IDG, IDM, IAG, IP) usati come modello di priorizzazione degli interventi, poi adattato allo stadio.
Come è partizionato lo stadio: 31 corpi strutturali
Per rendere gestibile una mole di informazioni altrimenti dispersiva, lo stadio è stato scomposto in 31 corpi strutturali, raggruppati nei quattro macro-corpi Curva Nord, Curva Sud, Tribuna Terminio e Tribuna Montevergine, oltre alla palestra interna (parte integrante dell’impianto anche se non visibile dall’esterno).
Ogni corpo è a sua volta suddiviso in settori e, per ciascun settore, in elevazioni: è a questo livello di dettaglio che vengono associate le schede ispettive e i dati dei sensori, così da poter risalire in ogni momento allo stato puntuale di ogni singola porzione dell’edificio.

La mappa di partizionamento dello Stadio Partenio-Lombardi nei quattro corpi strutturali principali – Curva Nord, Curva Sud, Tribuna Terminio e Tribuna Montevergine – ciascuno suddiviso in settori numerati per l’attribuzione puntuale delle schede ispettive.
La piattaforma digitale: un’unica fonte di verità (ACDat)
Tutti i dati raccolti — documenti, modelli, rilievi, misure — confluiscono in un’unica piattaforma collaborativa in cloud che funge da Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat) del progetto usBIM.platform di ACCA software.
All’interno sono organizzate cartelle dedicate: una raccoglie la documentazione pregressa dello stadio (progetti, as-built); una raccoglie schede tecniche e immagini di posizionamento dei sensori e il progetto del piano di monitoraggio; una (“MON”) archivia le ispezioni trimestrali; un’ultima raccoglie il modello tridimensionale, l’aerofotogrammetria e le ortofoto prodotte a ogni campagna di rilievo.
Il modello digitale dello stadio è federato e in formati aperti openBIM (IFC), non proprietari: una scelta che garantisce l’indipendenza del dato da uno specifico software nel tempo, e ne conferma la proprietà in capo alla committenza pubblica. Attraverso un’interfaccia in ambiente usBIM.geotwin, integrata con la piattaforma ArcGIS di Esri, il modello dello stadio è georeferenziato e navigabile: cliccando su una porzione dell’edificio si accede direttamente a tutte le ispezioni, alle schede e alle immagini registrate in quel punto nel tempo, mentre una componente di business intelligence e di IA elabora i dati per evidenziare rapidamente le priorità di intervento.
Va sottolineato che, in questo progetto, la piattaforma è impiegata soltanto per la fase di monitoraggio: il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) rende obbligatorio, per le stazioni appaltanti, l’uso di un Ambiente di Condivisione dei Dati lungo l’intero ciclo di vita dell’opera — progettazione, cantiere e manutenzione — in coerenza con gli standard UNI EN ISO 19650 e UNI 11337. Il caso del Partenio-Lombardi mostra quindi un uso specifico e circoscritto di uno strumento che la normativa immagina, molto più esteso.

La descrizione digitale dello stadio: il flusso di condivisione dei dati tipico di un Ambiente di Condivisione Dati (ACDat/CDE) e il modello a nuvola di punti ottenuto da rilievo laser scanner e fotogrammetrico dell’intero impianto.

I componenti oggetto di ispezione trimestrale: telai, gradinate e coperture, elementi in carpenteria metallica e supporti, scale, giunti, setti e muri di contenimento, censiti nella scheda ispezione-rapporto trimestrale.

Il layout dei 15 sensori di monitoraggio statico (distanziometri-inclinometri triassiali con sonda di temperatura integrata, sigla D-1…D-15) installati su Tribuna Montevergine, Curva Sud, Tribuna Terminio e Curva Nord, collegati via wireless a un gateway centralizzato

Il layout della rete di monitoraggio dinamico sulla tribuna Montevergine: 4 accelerometri triassiali MEMS (A-1…A-4), server di centrale controllo e, in basso, un esempio di segnale accelerometrico con il relativo spettro di Fourier.
Il digital twin della tribuna Montevergine
Un focus a parte riguarda la tribuna Montevergine, il corpo di fabbrica più antico dello stadio, su cui il professor Fernando Fraternali (Università di Salerno) ha sviluppato un modello virtuale di digital twin della sola copertura, oggetto di specifica strumentazione con sensori dinamici.
Il professore ha tenuto a precisare la natura di questo modello: non si tratta di un modello di calcolo strutturale né di una verifica del grado di sicurezza ai sensi della normativa vigente (che richiederebbe l’applicazione delle norme tecniche attuali, diverse da quelle in vigore all’epoca della progettazione della struttura), ma di un modello di caratterizzazione della risposta dinamica attuale, costruito per essere incrociato con i dati sperimentali dei sensori.
Le prime elaborazioni riguardano i modi di vibrazione della struttura, con le maggiori deformazioni concentrate sulla copertura (più flessibile rispetto alla gradinata, molto più rigida) e frequenze proprie pari a 2,44 Hz, 2,88 Hz, 3,35 Hz e 4,59 Hz per i primi quattro modi di vibrazione, valori confrontabili con quelli rilevati dai sensori installati sulla copertura. Le stesse frequenze, ricontrollate nelle campagne del 15 dicembre 2025, 15 marzo 2026 e 31 maggio 2026, si mantengono sostanzialmente stabili nel tempo, a conferma dell’assenza di variazioni significative nel comportamento dinamico della struttura.
È stata inoltre condotta un’analisi statica sotto carico da neve, sia nella condizione normativa di combinazione dei carichi sia nella sola condizione di carico da neve: quest’ultima consente di stimare la freccia attesa in copertura, quantificata in circa 9 mm, un valore di riferimento da confrontare con gli spostamenti effettivamente misurati dai sensori in caso di nevicata.

Analisi modale FEM della copertura della tribuna Montevergine a cura del prof. Fernando Fraternali (Università di Salerno): i primi 4 modi di vibrazione individuati, con frequenze proprie di 2,44 Hz, 2,88 Hz, 3,35 Hz e 4,59 Hz.
Certificazione e audit: chi garantisce i dati
Le attività di monitoraggio strumentale sono certificate dal laboratorio EDIL-TEST, autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, abilitato sia alle prove standard sui nuovi edifici sia alle prove sulle costruzioni esistenti. Il rapporto di prova certificato che ne deriva è, nelle parole di uno dei relatori, un documento che tutela la responsabilità di tutte le parti coinvolte, perché attesta con terzietà la validità dei dati raccolti.
A questa certificazione si affianca un sistema di audit su più livelli, analogo a quello adottato dal CUGRI in altri contesti infrastrutturali:
- un livello interno, in capo all’operatore che esegue materialmente la sorveglianza;
- un livello esterno, ruolo che il CUGRI ricopre anche per la Tangenziale di Napoli;
- un livello ministeriale, riservato ad esempio alla rete autostradale. Per lo Stadio Partenio-Lombardi, la gestione della piattaforma, il monitoraggio strumentale e l’audit sono seguiti dal team formato da Costanza Maria De Gaetano, Carmine Lupo, Filomena Nuccio e Michela Tenore, mentre l’infrastruttura di monitoraggio e i rilievi sono curati da Renato Erra e Marco Limongiello.

La dashboard usBIM.IoT con l’andamento nel tempo di spostamento e temperatura registrati dai sensori statici installati sullo stadio, dalla vista d’insieme al trend del singolo sensore.

Il monitoraggio dinamico nel tempo: prima, seconda e terza frequenza indicativa di oscillazione rilevate su Corpo Tribuna Lato Sud e Lato Nord nelle campagne del 15 dicembre 2025, 15 marzo 2026 e 31 maggio 2026, validate tramite analisi di cross-correlazione e stima del rumore.
I risultati al secondo trimestre 2026
Il giro completo di ispezione dei 31 corpi strutturali dello stadio è realizzato da una squadra di cinque ispettori nell’arco di 6-7 giorni lavorativi, ogni tre mesi, in stretto coordinamento con l’ufficio tecnico comunale per non interferire con gli allenamenti della squadra che utilizza l’impianto.
Alla fine del secondo trimestre di monitoraggio, il quadro complessivo mostra un miglioramento rispetto alla prima rilevazione: gli elementi che inizialmente richiedevano un intervento pressoché immediato sono stati tutti sistemati dall’ufficio tecnico comunale, così come parte degli interventi meno urgenti.
Allo stato attuale non risultano interventi urgenti da programmare: le uniche criticità residue riguardano soprattutto telai, gradinate/coperture, elementi in carpenteria metallica/supporti e giunti – distribuiti tra Curva Nord, Curva Sud e Tribuna Terminio – e rientrano nelle fasce di programmazione a uno e a tre anni, tipiche della manutenzione ordinaria e straordinaria pianificata; nessuna criticità risulta invece su scale, setti e muri di contenimento.
Un dettaglio segnalato dai relatori, utile a comprendere la sensibilità del sistema anche in condizioni di esercizio reale: durante la partita Avellino-Sampdoria, la registrazione accelerometrica ha mostrato una serie di picchi non riconducibili solo ai gol dell’Avellino, ma anche al tifo sugli spalti durante l’incontro, confermando che il sistema è in grado di percepire anche le sollecitazioni dinamiche generate dagli eventi sportivi stessi.

Il modulo di Business Intelligence/IA della piattaforma: modello federato dello Stadio Partenio, indicatore sintetico di priorità e tabella dei tempi di intervento per corpo strutturale.

Gli esiti del rapporto del secondo trimestre 2026: nessun intervento urgente rilevato; le criticità residue riguardano telai, gradinate/coperture, elementi in carpenteria metallica/supporti e giunti, con priorità e tempistiche di intervento comprese tra 1 e 3 anni.
Perché questo modello conta per ogni ente pubblico
Al di là del caso specifico, l’esperienza del Partenio-Lombardi ha un valore che va oltre lo stadio di Avellino. Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) rende progressivamente obbligatoria, per le pubbliche amministrazioni, la gestione digitale delle opere attraverso un Ambiente di Condivisione dei Dati: la piattaforma diventa lo strumento con cui la stazione appaltante governa l’intero processo, dalla progettazione alla manutenzione, evitando duplicazioni di file, versioni disallineate e perdita di informazioni nel passaggio tra un fornitore e l’altro.
Il patrimonio di dati raccolto oggi per il monitoraggio — nuvole di punti, modelli 3D, documenti, dati dei sensori — resta disponibile domani per programmare gli interventi di manutenzione, e sempre come storico consultabile a supporto delle decisioni future dell’ente. La stessa piattaforma, inoltre, è pensata per dialogare con altri sistemi (IoT, facility management, GIS territoriale, piattaforme di e-procurement), evitando la logica dei silos informativi separati che ancora caratterizza molta parte della gestione del patrimonio pubblico costruito.
Tabella di sintesi: i livelli di monitoraggio del Partenio-Lombardi
| Livello | Strumento | Frequenza | Finalità |
| Ispezione visiva | Schede difettologiche | Ogni 3 mesi | Individuare e classificare i difetti |
| Rilievo dall’alto | Drone, fotogrammetria, ortofoto | Ogni 3 mesi | Aree non accessibili da terra |
| Monitoraggio dinamico | Accelerometri triassiali MEMS | 2 volte al giorno | Risposta dinamica della copertura |
| Monitoraggio statico | Sensori di spostamento/inclinometrici | Ogni 2-6 ore | Evoluzione lenta del comportamento |
| Analisi avanzata | Digital twin (tribuna Montevergine) | Continua | Confronto simulazione-dati reali |
FAQ-Monitoraggio strutturale dello stadio
Perché uno stadio esistente ha bisogno di un piano di monitoraggio strutturale?
Perché, a differenza di ponti e gallerie, per impianti sportivi, scuole e piscine non esiste in Italia una normativa specifica di ispezione: il monitoraggio continuo, con ispezioni periodiche e sensori, è oggi lo strumento più affidabile per individuare per tempo eventuali criticità e programmare la manutenzione di strutture frequentate da migliaia di persone.
Con che frequenza viene ispezionato lo Stadio Partenio-Lombardi?
Ogni tre mesi una squadra di cinque ispettori completa, in 6-7 giorni, il giro di controllo su tutti i 31 corpi strutturali dello stadio (curve, tribune e palestra), mentre i sensori installati registrano dati con continuità tra un’ispezione e l’altra.
Cos’è l’ACDat e perché una pubblica amministrazione è tenuta a usarlo?
L’ACDat (Ambiente di Condivisione dei Dati) è la piattaforma digitale in cui confluiscono documenti, modelli e misure di un’opera pubblica. Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) ne rende obbligatorio l’uso progressivo per le stazioni appaltanti, in coerenza con gli standard UNI EN ISO 19650 e UNI 11337.
Che differenza c’è tra ispezione visiva e monitoraggio strumentale continuo?
L’ispezione visiva, trimestrale, rileva e classifica i difetti attraverso un sopralluogo diretto e schede tecniche; il monitoraggio strumentale, tramite accelerometri e sensori di spostamento attivi 24 ore su 24, misura invece in continuo il comportamento dinamico e statico della struttura, anche tra un’ispezione e l’altra.
Cos’è un digital twin strutturale e a cosa serve nel monitoraggio di uno stadio?
È un modello virtuale di una parte della struttura (nel caso del Partenio-Lombardi, la copertura della tribuna Montevergine) usato per simulare il comportamento dinamico e statico atteso e confrontarlo con i dati raccolti dai sensori reali, senza sostituirsi a una verifica di sicurezza sismica ai sensi della normativa vigente.
Fonti e aggiornamento
Aggiornato al 27 luglio 2026. Fonti: Conferenza di presentazione del Piano di monitoraggio statico-strutturale dello Stadio Partenio-Lombardi (Comune di Avellino, 27 luglio 2026); slide di presentazione ACCA software. Sulla base degli interventi tecnici del convegno di presentazione tenutosi presso il Comune di Avellino il 27 luglio 2026.
Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/monitoraggio-strutturale-degli-stadi-il-caso-del-partenio-lombardi-di-avellino-tra-bim-sensori-iot-e-digital-twin/
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Cristina Fratello
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