Recensione OPPO Enco Air5 Pro, qualcosa è cambiato


Dopo diverso tempo senza provare un paio di auricolari in-ear di OPPO, ero davvero curioso di scoprire se l’azienda fosse riuscita a ripetere quanto di buono aveva fatto con gli Enco Air3 Pro, auricolari che avevo apprezzato moltissimo per la loro impostazione sonora molto equilibrata e a tratti neutrale. 

Le aspettative, non lo nego, erano piuttosto alte e una volta arrivati, li ho utilizzati intensamente fino a qualche girono fa, alternandoli alle mie cuffie abituali (con un prezzo di listino decisamente più alto) e confrontandoli proprio con, i sempre ottimi, Enco Air3 Pro. 

Più passavano le ore e più mi rendevo conto che qualcosa è cambiato e che OPPO ha scelto una direzione completamente diversa rispetto al passato.

Design, costruzione e comfort

In termini di unboxing, purtroppo, la confezione trasmette una sensazione decisamente più economica rispetto ai modelli precedenti. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma come per tutti i prodotti tech è sempre un peccato vedere una minore attenzione al packaging.


All’interno della scatola troviamo la documentazione, i gommini nelle misure piccola e grande, mentre quelli medi sono già installati sugli auricolari. Manca invece il cavo USB-C per la ricarica, una scelta ormai diventata uno standard ma che continuo a non apprezzare.

La variante Pearl White che ho provato è probabilmente quella più elegante. La finitura perlata riflette la luce in maniera molto gradevole, mentre il logo OPPO con effetto a specchio incassato nella custodia mantiene quel tocco premium tipico dei prodotti del gruppo BBK. Sul frontale trova posto un piccolo LED di stato, mentre sul fondo sono presenti la porta USB-C e il pulsante dedicato all’associazione Bluetooth e al reset, dettaglio sempre gradito perché rende molto più semplice gestire eventuali problemi di connessione senza pregare in connessioni automatiche fra auricolari e device.

Gli auricolari, invece, ricordano moltissimo gli ultimi modelli della serie Air Pro. Il design generale è praticamente identico, ma OPPO ha migliorato una delle poche criticità dei modelli precedenti: l’area sensibile ai comandi touch è più ampia e naturale da raggiungere.

Nonostante utilizzino un driver dinamico da ben 12 mm, quindi decisamente generoso, il comfort rimane uno dei loro punti di forza. Ho sempre avuto una certa sensibilità all’orecchio sinistro quando utilizzo auricolari con scocche troppo grandi, ma con gli Enco Air5 Pro non ho mai avvertito fastidi nemmeno dopo diverse ore consecutive di utilizzo. È evidente che OPPO abbia lavorato con attenzione sull’ergonomia, riuscendo a distribuire bene peso e ingombri senza portare l’utente finale a impazzire nella ricerca della misura perfetta per i gommini.


Un’app davvero completa

Dal punto di vista software gli Enco Air5 Pro sono probabilmente tra gli auricolari più completi della loro fascia di prezzo. La connessione sfrutta il Bluetooth 6.0 e, se non si possiede uno smartphone OPPO, tutte le impostazioni vengono gestite tramite l’applicazione HeyMelody. L’interfaccia è piacevole e permette praticamente di controllare ogni singolo aspetto degli auricolari.

Le modalità di cancellazione del rumore sono quattro: Alta, Moderata, Bassa e Automatica, oltre naturalmente alla possibilità di disattivarla completamente. Personalmente, vista la sua efficacia, avrei preferito che la modalità Alta mantenesse sempre lo stesso livello di attenuazione invece di adattarsi continuamente all’ambiente circostante, ma si tratta di gusti personali e nel complesso il sistema funziona bene.

Non manca la modalità Trasparenza. Funziona, ma come il 99% degli auricolari, o delle cuffie, che la offrono, la sensazione è quella di una riproduzione posticcia dell’ambiente circostante. Fa il suo dovere e per il prezzo al quale sono venduti gli OPPO Enco Air5 Pro, è indubbiamente migliore rispetto a quella presente in moltissimi altri auricolari di fasce di prezzo ben più elevate.

Molto interessante la presenza del collegamento multipoint per due dispositivi in contemporanea. Il passaggio è pressoché immediato ma è importante tenere in considerazione che questa funzione viene disattivata automaticamente quando si utilizza il codec LHDC ad alta risoluzione.


L’app integra inoltre il Sound Master EQ con diversi preset sonori, tra cui Ultimate Sound, Pure Vocals e Thundering Bass. Il vero valore aggiunto, però, è rappresentato dall’equalizzatore manuale a dieci bande con regolazione di ±6 dB. È una soluzione decisamente più avanzata rispetto a quella proposta da molti concorrenti che si limitano a un numero di bande inferiori a un prezzo più elevato.

Le possibilità di personalizzazione continuano con la modalità Gioco a bassa latenza, Spotify Tap, Sound Space per i suoni rilassanti, la funzione Trova i miei auricolari, il test di vestibilità dei gommini, Windows Fast Pair e una gestione estremamente dettagliata dei controlli touch, completamente configurabili per ciascun auricolare.

A voler essere pignoli, l’unica funzione che non mi ha convinto del tutto è la modalità Gioco. Gli effetti sonori risultano piuttosto confusi e il tentativo di creare una simulazione di “audio spaziale” per i giocatori, finisce in un impastamento generale delle sorgenti sonore. Probabilmente basterà un aggiornamento software per migliorarne sensibilmente il comportamento.

Cancellazione del rumore e chiamate

OPPO dichiara una cancellazione attiva del rumore fino a 55 dB su una banda di frequenze che arriva a 5.000 Hz. Come sempre invito a prendere questi numeri con il giusto spirito critico perché rappresentano il picco massimo raggiungibile su una specifica frequenza e non l’attenuazione media dell’intero spettro sonoro.

Al di là di questo, però, posso dire che gli Enco Air5 Pro svolgono davvero un ottimo lavoro. Ventole, condizionatori, motori e traffico vengono attenuati con notevole efficacia, soprattutto tutte quelle frequenze basse e costanti che normalmente risultano più fastidiose durante un viaggio o una giornata in ufficio.


Anche la qualità delle chiamate rappresenta una piacevole sorpresa. I sei microfoni integrati lavorano insieme a un algoritmo di riduzione del rumore molto efficace e durante le prove effettuate in una strada estremamente trafficata la mia voce è sempre rimasta comprensibile.

Ho provato a cambiare continuamente le modalità ANC durante la chiamata proprio per verificare se l’elaborazione simultanea della cancellazione del rumore e della pulizia della voce modificasse la timbrica del parlato. Il risultato è stato molto convincente e, almeno nelle mie prove, non ho riscontrato variazioni particolarmente evidenti.

In ambienti chiusi come casa o ufficio la qualità sale ulteriormente, rendendo questi auricolari assolutamente affidabili anche per smart working e videoconferenze, insomma OPPO per questo prezzo ha compiuto una vera e propria magia.

Una qualità audio che cambia filosofia

È qui che gli Enco Air5 Pro mostrano la nuova identità scelta da OPPO. I driver dinamici da 12 mm con diaframma rivestito in titanio supportano una risposta in frequenza da 20 Hz fino a 40 kHz e sono compatibili con i codec SBC, AAC e LHDC 5.0. 


Gli Enco Air3 Pro, per esempio, utilizzavano LDAC, oggi compatibile con un numero molto più elevato di dispositivi. Il passaggio a LHDC ha perfettamente senso all’interno dell’ecosistema BBK, ma riduce inevitabilmente la compatibilità con smartphone di altri produttori.

Dal primo ascolto emerge chiaramente una scelta precisa: volume molto elevato e bassi decisamente enfatizzati. Rispetto sempre agli Enco Air3 Pro cambia completamente la filosofia sonora. Dove prima si ricercava un forte equilibrio, naturalezza e una timbrica che ricordasse, con le giuste misure, un monitor da studio, oggi si trova un’impostazione molto più commerciale, pensata per stupire immediatamente.

Il basso è il protagonista assoluto. È potente, profondo, molto presente e probabilmente conquisterà gran parte del pubblico. Personalmente, però, ho avuto spesso la sensazione che fosse stato volutamente esagerato per creare un “effetto wow” immediato.

Le frequenze medie risultano leggermente arretrate ma mantengono una buona corposità, soprattutto con le voci maschili che non diventano mai sottili o nasali. Anche le voci femminili conservano una piacevole naturalezza.


Le alte frequenze sono invece la parte che continua a ricordarmi la vecchia OPPO. Sono dettagliate, morbide e mai aggressive. Riescono a offrire brillantezza senza diventare affaticanti anche dopo lunghe sessioni d’ascolto.

La scena sonora e l’imaging rimangono su buoni livelli, anche se, quando si usano smartphone non compatibili con il codec LHDC, nei brani più complessi iniziano a emergere alcuni limiti nella separazione degli strumenti. 

L’audio spaziale, invece, mi ha lasciato piuttosto indifferente. L’effetto sembra limitarsi ad ampliare artificialmente la scena spostando maggiormente i canali destro e sinistro senza ricreare una vera tridimensionalità. Ha senso in questa fascia di prezzo, ma risulta una funzione inserita giusto per fare numero. 

Nel complesso il suono rimane ottimo, coinvolgente e molto divertente, ma chi aveva apprezzato l’equilibrio della OPPO di qualche anno fa, potrebbe rimanere spiazzato. Io stesso ho avuto la sensazione che si sia deciso di sacrificare parte della propria identità per avvicinarsi maggiormente al carattere sonoro più commerciale già visto su OnePlus e Realme.


Vale la pena acquistarli?

La risposta a questa domanda è un sonoro SÌ, ma con alcune considerazioni da fare prima dell’acquisto. Da una parte è impossibile non riconoscere l’ottimo lavoro svolto sul fronte delle funzionalità. L’app HeyMelody è una delle più complete che abbia provato negli ultimi mesi, la personalizzazione è praticamente totale, la cancellazione attiva del rumore è più che convincente, il comfort è eccellente e anche la qualità delle chiamate è tra le migliori che abbia trovato in questa fascia di prezzo.

Sono auricolari estremamente moderni, ricchi di funzioni e capaci di adattarsi praticamente a qualsiasi utilizzo quotidiano. Che si tratti di ascoltare musica, guardare una serie TV, affrontare una lunga giornata di lavoro o semplicemente isolarsi dal rumore dei mezzi pubblici, gli Enco Air5 Pro svolgono sempre il loro dovere con grande affidabilità e, soprattutto, lo fanno a un prezzo davvero competitivo per quello che offrono.

Dall’altra parte, però, bisogna essere consapevoli che questi nuovi Enco Air5 Pro hanno un’ideintità che si distacca da quella ricerca della naturalezza che ha caratterizzato OPPO nelle generazioni precedenti di auricolari.

La prima cosa che si nota è il volume, subito dopo arrivano i bassi. Sono due elementi che catturano immediatamente l’attenzione e che, probabilmente, rappresentano esattamente ciò che la maggior parte degli utenti desidera oggi. È una scelta commerciale comprensibile e, molto probabilmente, vincente.

Quindi se siete amanti dei bassi corposi e definiti, difficilmente rimarrete delusi. Anzi, sono proprio uno dei punti di forza di questi auricolari. Se invece preferite una pasta sonora più neutrale, omogenea ed equilibrata, potrebbero non fare per voi.


L’altra considerazione riguarda il codec LHDC 5.0. Dal punto di vista qualitativo non ho dubbi sul suo potenziale, ma l’abbandono del LDAC, almeno per il momento, rappresenta un piccolo passo indietro sul fronte della compatibilità. Chi possiede uno smartphone OPPO, OnePlus o Realme probabilmente non noterà alcuna differenza, mentre chi utilizza dispositivi di altri marchi potrebbe non riuscire a sfruttare completamente le capacità degli auricolari.

Resta il fatto che gli OPPO Enco Air5 Pro vengono proposti a un prezzo di listino di 89,99 euro, una cifra estremamente competitiva se paragonata all’indubbia qualità di questi auricolari, quindi se il vostro obiettivo è trovare un paio di auricolari completi, facili da usare, cono sonorità molto commerciali e ricchi di funzioni, è difficile che rimaniate delusi. 


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 Andrea Maiellano

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