Pmi europee in affanno, Camisa (Confapi) al vertice Cea-Pme: cosa cambia


Cristian Camisa (Confapi) è il nuovo vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme. Focus su pmi europee, rallentamento economico e burocrazia Ue.


7 Luglio 2026 alle 13:01






Cristian Camisa, presidente di Confapi, entra nella cabina di regia delle piccole e medie imprese europee. È stato infatti eletto vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme, la principale confederazione che riunisce le associazioni nazionali delle pmi nel continente.

Che cos’è la Cea-Pme e quanto pesa in Europa

European Entrepreneurs Cea-Pme è una confederazione europea con sede a Bruxelles che rappresenta il mondo delle piccole e medie imprese (pmi). Parliamo di aziende che, in base ai criteri europei, hanno dimensioni contenute per fatturato e numero di addetti ma che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo.

La confederazione riunisce 30 associazioni nazionali che, nel complesso, rappresentano 2,4 milioni di aziende per un totale di 20 milioni di dipendenti. Un perimetro che dà la misura del ruolo economico e occupazionale del network di Cea-Pme nell’Unione Europea.

Camisa: “Europa in un momento cruciale per le pmi”

Commentando la nomina, Camisa sottolinea la portata della fase che sta attraversando il sistema produttivo europeo: «Sono onorato della nomina e consapevole della sfida che attende il mondo delle piccole e medie industrie private».

Il presidente di Confapi richiama l’attenzione sul contesto macroeconomico: «L’Europa sta attraversando un momento cruciale. Le ultime previsioni economiche per il 2026 mostrano chiaramente un preoccupante rallentamento, con il resto del mondo che continua a crescere a un ritmo più sostenuto».


Per un lettore non specialista, le previsioni economiche sono le stime sull’andamento futuro di variabili come crescita del Pil (il prodotto interno lordo, cioè il valore complessivo dei beni e servizi prodotti), inflazione e occupazione. Se l’Europa rallenta mentre altre aree del mondo corrono, la capacità delle imprese europee di competere sui mercati internazionali si indebolisce.

Competitività sotto pressione: il nodo energia

Al centro delle preoccupazioni di Camisa c’è la competitività delle aziende manifatturiere europee, cioè la capacità delle imprese dell’industria di trasformazione di reggere la concorrenza globale per costi, qualità e innovazione.

«La competitività delle nostre aziende manifatturiere, cuore pulsante dell’economia europea, è messa a dura prova da una pluralità di fattori, tra cui l’impennata dei costi energetici», osserva il presidente di Confapi.

L’aumento dei costi dell’energia, in particolare per gas ed elettricità, impatta in modo diretto sui conti delle imprese, perché l’energia è una delle principali voci di costo per molte attività produttive. Per le pmi, che spesso hanno margini più ridotti rispetto alle grandi aziende, questi rincari possono tradursi in minore redditività, investimenti rinviati e, nei casi più critici, nella perdita di competitività sui mercati internazionali.

26 milioni di pmi e mid-cap alla ricerca di un contesto favorevole

Camisa allarga lo sguardo all’intero universo delle imprese europee di dimensione piccola e media, comprese le mid-cap, ossia quelle aziende di media capitalizzazione che si collocano tra le pmi tradizionali e i grandi gruppi.


«I 26 milioni di pmi e mid-cap presenti in tutto il continente – prosegue Camisa – hanno bisogno di un contesto che permetta loro di prosperare».

Per “contesto favorevole” si intende un insieme di condizioni normative, fiscali, finanziarie e infrastrutturali che renda più semplice fare impresa: meno burocrazia, regole chiare, tempi rapidi nelle autorizzazioni, accesso al credito e alle misure di sostegno, politiche industriali mirate.

Più ruolo per Cea-Pme e Ue chiamata a velocizzare le decisioni

Alla luce di questo scenario, il neopresidente punta su un ruolo più incisivo della confederazione verso le istituzioni di Bruxelles: «Per questo motivo, mi impegnerò perché Cea-Pme assuma un ruolo sempre più proattivo nei confronti delle istituzioni europee».

Essere proattivi, in questo caso, significa intervenire in anticipo nel dibattito regolatorio e nelle scelte di politica industriale dell’Ue, portando sul tavolo le esigenze specifiche delle pmi e delle mid-cap, che rappresentano la gran parte del tessuto produttivo europeo.

Il confronto con le altre grandi aree economiche mondiali è netto: «È cruciale che la Ue acceleri i processi decisionali: Stati Uniti e Cina hanno tempi rapidi sul varo di norme e approvazione di politiche industriali di settore, la Ue deve sburocratizzarsi e adeguarsi ai tempi imposti da un mondo che va a una velocità in costante crescita».


Il tema della sburocratizzazione tocca uno dei nodi storici del progetto europeo: la complessità delle procedure e la lentezza nell’approvazione di nuove regole e misure di sostegno. Tempi lunghi possono tradursi in ritardi negli investimenti, nella diffusione di nuove tecnologie e nel sostegno alle filiere industriali, proprio mentre concorrenti globali come Stati Uniti e Cina riescono a intervenire in maniera più rapida e coordinata.

La nomina di Camisa alla vicepresidenza di European Entrepreneurs Cea-Pme si inserisce quindi in un passaggio delicato per l’economia europea, in cui il rapporto tra istituzioni Ue e mondo produttivo, soprattutto quello delle pmi, sarà decisivo per affrontare il rallentamento atteso e la crescente competizione internazionale.

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