Roma, 7 luglio 2026 – Per la prima volta nella storia dell’Ue, è stata ufficialmente avviata una procedura d’indagine per il presunto mancato rispetto dei valori fondamentali dell’Unione europea, tra cui la democrazia e i diritti umani, da parte di un partito politico. Un precedente inedito a Strasburgo. L’Europarlamento ha infatti autorizzato oggi un’indagine ufficiale sul partito di estrema destra Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), costituito dopo le elezioni europee del 2024 su iniziativa Alternative für Deutschland (AfD). I voti a favore sono stati 414, 224 contrari e 18 astensioni. Inoltre ha richiesto all’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni europee (Appf) se la fazione rispetti ancora i requisiti necessari per il finanziamento pubblico. Il voto positivo del Parlamento costituisce tuttavia un passaggio procedurale che consente tale verifica e non rappresenta una presa di posizione nel merito della questione. Il voto, inoltre, si è tenuto a scrutinio segreto.
Cosa succede ora
La procedura è stata avviata dopo che l’Appf, competente per la registrazione, il controllo e l’eventuale irrogazione di sanzioni nei confronti dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, ha informato il Parlamento, il Consiglio e la Commissione di fatti che sollevano dubbi sul rispetto, da parte di Esn, dei valori dell’Unione, come previsto dalla normativa. L’autorità indipendente procederà ora a verificare se Esn rispetti i valori fondamentali dell’Ue, quali la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, requisito necessario per la registrazione come partito politico europeo, conformemente alla procedura prevista dall’articolo 13 del regolamento.
Il controllo democratico costituisce un elemento essenziale della procedura: un’eventuale futura decisione di cancellare un partito dal registro può entrare in vigore solo in assenza di obiezioni da parte del Parlamento o del Consiglio. Sebbene al Parlamento europeo esista un gruppo politico con lo stesso nome, questo è giuridicamente e funzionalmente distinto dal partito politico Esn, che è soggetto a una disciplina specifica dell’Ue: i partiti politici europei sono strumenti essenziali per formare una coscienza politica europea ed esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione.
Vannacci: “Vile attacco politico, Ppe vota di nuovo con la sinistra”
Pronta è arrivata la replica del generale e leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, che dal 2026 è eurodeputato anche del gruppo Esn, rappresentando di fatto una delegazione italiana all’interno della compagine sovranista di estrema destra. “Oggi, per l’ennesima volta il Ppe, di cui Forza Italia fa parte, si schiera con la sinistra e con l’estrema sinistra, quella che vorrebbe legalizzare le occupazioni abusive delle case altrui, che si fa fotografare con terroristi finanziatori di Hamas e che giustifica la rivolta sociale. Oggi votano e promuovono un’inchiesta sul partito di ‘Europa delle Nazioni Sovrane’ in quanto, a loro dire, contrario ai principi democratici dell’Unione Europea”, risponde il generale all’AdnKronos. Vannacci parla di “vile attacco politico” e attacca in particolare il collega del Pd Brando Benifei, che come membro della Commissione Affari Costituzionali ha promosso l’azione assieme ad altri europarlamentari dei gruppi politici europeisti e della sinistra.
Una procedura inedita e il nodo dei finanziamenti
L’indagine ratificata rappresenta un passaggio procedurale inedito e storico: è la prima volta in assoluto che le istituzioni comunitarie attivano la procedura prevista dall’Articolo 13 del regolamento Ue sui partiti. Il voto di Strasburgo non costituisce una condanna definitiva nel merito, bensì fornisce un mandato vincolante all’Appf per condurre una revisione tecnica indipendente. Se l’Autorità dovesse accertare la violazione sistematica dei valori Ue, l’Esn perderà il diritto di attingere a milioni di euro di finanziamenti pubblici. È tuttavia cruciale sottolineare una rigida distinzione tecnica: il partito Esn è un’entità giuridica formalmente distinta dal gruppo parlamentare Esn, presente all’interno dell’Eurocamera. Di conseguenza, il temuto definanziamento andrebbe a colpire esclusivamente le casse del partito politico, mentre i deputati, i loro seggi e l’operato del gruppo parlamentare non subirebbero alcun tipo di limitazione diretta.
Le reazioni
Gli esponenti dell’Esn hanno rigettato l’intero impianto accusatorio. Il portavoce della fazione ha dichiarato alla stampa di aver partecipato alla votazione per “difendere l’idea che democrazia e pluralismo sono messi in grave discussione”, accusando l’attuale maggioranza di voler attaccare politicamente un avversario per silenziarlo. I promotori del testo, al contrario, hanno ribadito con inflessibile fermezza che “razzismo e antisemitismo non hanno posto in Europa e chi diffonde odio non deve ricevere fondi Ue”. Per The Left si tratta di “un duro colpo”, un segnale “forte” che indica l’avvio di un’indagine “per accertare se l’AfD abbia fatto un uso improprio del denaro dei contribuenti e violato le norme Ue”. Di tutt’altro avviso la replica che giunge dal lato opposto nell’aula di Strasburgo. “L’idea che la maggioranza possa nominare un’autorità composta da persone come loro per procedere a un controllo dei pareri delle minoranze è antidemocratico e ridicolo, qui non si sta parlando di uno scudo democratico. Noi non stiamo difendendo l’Esn in linea di massima, ma la libertà di parola”, commenta il co-presidente dei Conservatori e Riformisti europei, Patryk Jaki. Il partito Europa delle nazioni sovrani, la cui ala all’Europarlamento annovera – come detto – l’eurodeputato italiano Roberto Vannacci, ha risposto alla decisione del Parlamento europeo e afferma in un comunicato che “i disaccordi politici appartengono alle urne, non alle procedure amministrative”. Esn “rigetta fondamentalmente” l’approccio dell’Eurocamera, si legge nel testo. Nei prossimi mesi l’Appf analizzerà a fondo il dossier. L’esito finale segnerà uno spartiacque normativo e politico decisivo sui limiti dell’Unione Europea nel finanziare forze che si spingono ai confini dei suoi principi democratici fondativi.
Cos’è l’Esn e le accuse a suo carico
L’Esn è un partito paneuropeo fondato nell’agosto del 2024, che raggruppa sotto un’unica egida formazioni fortemente nazionaliste ed euroscettiche. Tra i membri di maggiore spicco figurano esponenti del partito tedesco AfD e della fazione bulgara Vazrazhdane.
L’indagine, promossa inizialmente dal gruppo dei Verdi/Ale e sostenuta con compattezza dai Socialisti, ha superato agevolmente le 180 firme minime necessarie per approdare in aula, raccogliendone oltre 200. Le accuse al centro del dibattito riguardano episodi reiterati di incitamento all’odio. Un rapporto di 250 pagine consegnato all’Ue elenca molteplici potenziali violazioni, tra cui pubbliche dichiarazioni razziste, omofobe e antisemite. Vengono citati in particolare un video in cui un eurodeputato slovacco lancia pesanti insulti razziali all’indirizzo di un migrante sudanese e un comunicato diffuso da un partito bulgaro che equipara direttamente l’omosessualità alla pedofilia.
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