Cremona Sera – Cremona segna il passo nel secondo trimestre e rallenta, dopo aver trainato la crescita nei primi mesi. Bene l’export, ma la domanda interna si arresta


Nel secondo trimestre del 2026, l’andamento economico delle province di Cremona, Mantova e Pavia continua a essere influenzato dalle complessità del contesto macroeconomico e geopolitico globale. Il persistere delle tensioni in Medio Oriente e le attuali dinamiche tariffarie internazionali mantengono un elevato grado di incertezza, con ricadute dirette sulle prospettive dell’export e sui costi di approvvigionamento.

A livello territoriale, i dati evidenziano una rideterminazione delle dinamiche di crescita rispetto all’avvio d’anno, con un rallentamento per il territorio di Cremona, la cui variazione si ferma a un più contenuto +1,3%. Nonostante i risultati del trimestre risultino nel complesso positivi, il comparto artigianale delle province di Cremona, mantova e Pavia mantiene un profilo di forte cautela: le aspettative degli operatori per la seconda metà dell’anno restano infatti improntate alla prudenza, in stretta correlazione con le perduranti incognite dei mercati internazionali.

“Il secondo trimestre del 2026 conferma la capacità di resilienza e di adattamento dei territori di Cremona, Mantova e Pavia, pur all’interno di un quadro macroeconomico in costante evoluzione e non privo di insidie” – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, Gian Domenico Auricchio – “Le perduranti tensioni internazionali e le incognite legate alle dinamiche commerciali globali continuano a condizionare le aspettative del nostro sistema produttivo. Tuttavia, i dati di questo trimestre testimoniano una vitalità diffusa, pur con equilibri interni mutati rispetto all’inizio dell’anno. Spicca in questa fase l’eccellente performance di Pavia, affiancata dalla solida progressione di Mantova, a dimostrazione della forte reattività e competitività dei rispettivi tessuti economici. Cremona, dopo aver trainato la crescita nei primi mesi dell’anno, attraversa oggi una fase di più cauto assestamento, riuscendo comunque a mantenere un segno positivo. Resta alta l’attenzione sul comparto artigiano, dove il persistere di un clima di prudenza in vista della seconda metà dell’anno ci ricorda che le sfide imposte dall’attuale congiuntura internazionale non sono affatto superate.

Oggi più che mai, in un contesto di continui riposizionamenti dei mercati, è fondamentale accompagnare le nostre imprese nei percorsi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. La Camera di commercio, in forte sinergia con il sistema camerale lombardo, continuerà a garantire il proprio supporto concreto al tessuto economico locale. Proseguiremo nella promozione di interventi e strumenti dedicati alla transizione sostenibile, allo sviluppo delle competenze e al rafforzamento della competitività, affinché le aziende dei nostri territori possano affrontare con gli strumenti adeguati le sfide dei prossimi mesi”.

Il secondo trimestre del 2026 delinea dunque una fase di fisiologico rallentamento per l’economia della provincia di Cremona, che, dopo aver registrato l’accelerazione più marcata nel contesto regionale nei primi mesi dell’anno, evidenzia ora dinamiche più contenute. Il settore manifatturiero locale archivia, infatti, il periodo in esame con un incremento della produzione pari al +1,3% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Sul fronte della domanda si evidenziano andamenti divergenti: a trainare le vendite è principalmente la spinta dei mercati internazionali, con gli ordinativi esteri che mettono a segno un solido +5,3%, mentre la componente interna accusa una battuta d’arresto, registrando una flessione del -2,4%. Grazie al buon andamento dell’export, il fatturato complessivo delle imprese industriali riesce a chiudere in territorio positivo, segnando un +3,3%. Nonostante il rallentamento dei ritmi produttivi e la debolezza del mercato nazionale, gli imprenditori cremonesi manifestano aspettative orientate alla fiducia. Per il terzo trimestre del 2026, infatti, emerge un sentiment positivo su tutti i principali indicatori economici (produzione, fatturato, occupazione e ordini), sostenuto in particolar modo dalle previsioni riguardanti i futuri livelli produttivi e il consolidamento della domanda estera.

Nel secondo trimestre del 2026, il comparto artigiano ha confermato le previsioni di rallentamento ipotizzate a inizio anno, con una flessione della produzione pari al -2,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questa contrazione dell’attività si accompagna a una debolezza diffusa della domanda, evidenziata da un calo degli ordinativi che si attestano al -3,3%. Nonostante le evidenti difficoltà sul fronte produttivo e commerciale, le imprese del settore riescono ancora a difendere i ricavi, mantenendo il fatturato in territorio positivo con un +2,4%, seppur in decelerazione rispetto ai mesi precedenti. Guardando al futuro immediato, permane un clima di cautela: in controtendenza rispetto alla fiducia espressa dai colleghi dell’industria, le aspettative degli artigiani per il terzo trimestre del 2026 stimano ancora valori negativi per tutti i principali indicatori economici nel breve periodo.

Analizzando il territorio regionale nel suo complesso, nel secondo trimestre del 2026 l’industria manifatturiera della Lombardia conferma un andamento positivo e consolidato. La produzione registra un incremento tendenziale del +2,1%, accompagnata da una crescita generalizzata degli altri indicatori principali: il fatturato sale del +4,4%, trainato in particolar modo dall’ottima performance degli ordini esteri, che compiono un balzo del +6,7%, mentre la domanda interna si attesta su un solido +2,1%. A livello settoriale, l’industria lombarda vede segni positivi per i comparti dei mezzi di trasporto (+5,5%), delle pelli-calzature (+3,3%), della chimica (+3,0%), degli alimentari (+2,8%), della carta-stampa (+2,7%) e della meccanica (+2,4%). Valori sempre di segno più, ma inferiori alla media, si segnalano per il tessile (+1,9%), i minerali non metalliferi (+1,2%) e la gomma-plastica (+1,2%). Al contrario, le maggiori difficoltà si registrano per le industrie attive nei settori della siderurgia (-0,5%), del legno-mobilio (-0,9%) e dell’abbigliamento (-2,9%). Per quanto concerne il clima di fiducia verso il terzo trimestre del 2026, le aspettative degli industriali lombardi delineano uno scenario misto: le previsioni si mantengono infatti improntate all’ottimismo per i futuri livelli di produzione e per il fatturato, mentre si registra un diffuso pessimismo sul fronte commerciale, con attese in territorio negativo per gli ordinativi sia sul mercato interno sia su quello internazionale.

 

Per quanto riguarda l’artigianato lombardo, i dati consuntivi del secondo trimestre confermano la sostanziale tenuta del comparto. La produzione si mantiene su un percorso di crescita stabile, replicando il +2,0% registrato a inizio anno, dinamica che si riflette positivamente sui ricavi, spingendo il fatturato a un progressivo +2,5%. Sul fronte commerciale, le imprese artigiane vedono gli ordinativi esteri che registrano un +8,7%, e una crescita più moderata degli ordini interni (+1,1%). Nonostante questi risultati, il clima di fiducia per il terzo trimestre del 2026 resta confinato in area negativa. Le attese degli operatori sono infatti improntate a un diffuso pessimismo per la totalità dei principali indicatori economici, a testimonianza delle persistenti incertezze che gravano sulle prospettive a breve termine dei piccoli operatori.

 




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