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Con la pubblicazione su YouTube del video ufficiale di “Busco lo zio Bobby”, il nuovo singolo di Luana Perdon acquista anche una dimensione visiva e porta al centro della scena una domanda che nasce spontanea già leggendo il titolo: perché dedicare una canzone proprio a Bobby Solo?
La risposta conduce molto più lontano di quanto possa suggerire l’ironia del titolo. Dietro “Busco lo zio Bobby” c’è infatti un intreccio di ricordi, solitudine, voglia di leggerezza e desiderio di ricominciare. E Bobby Solo diventa il simbolo di qualcosa che appartiene alla memoria personale di Luana, ma anche a quella collettiva di diverse generazioni di italiani.
«Bobby Solo appartiene a quella musica che faceva parte delle nostre case, delle radio accese, dei ricordi di un’Italia che forse aveva un modo diverso di vivere e anche di sognare», racconta Luana Perdon. «Per me richiama inevitabilmente l’infanzia, un tempo in cui la musica arrivava senza bisogno di cercarla, entrava nella quotidianità e finiva per legarsi alle persone, ai luoghi, ai momenti».
È proprio qui che si trova la chiave della canzone. Bobby Solo non viene semplicemente citato come uno dei protagonisti della musica italiana: diventa una presenza familiare, quasi una figura alla quale rivolgersi quando si sente il bisogno di recuperare una parte più leggera della propria vita.
«In “Busco lo zio Bobby” quel nome diventa quasi un simbolo, qualcosa di familiare e rassicurante, ma allo stesso tempo ironico. Mi piaceva l’idea di giocare con un riferimento così riconoscibile e trasformarlo in una specie di compagno di viaggio, qualcuno da cercare quando senti il bisogno di uscire dalla solitudine, rimetterti in movimento e magari tornare anche un po’ bambina».
Scritto da Luigi Mosello, prodotto da Andrea Biandrino e distribuito internazionalmente da Believe International, “Busco lo zio Bobby” è un brano pop che utilizza un linguaggio immediato per affrontare un sentimento decisamente meno leggero: la solitudine e il bisogno di ritrovare una ragione per sorridere.
Ed è proprio Luana a riconoscere quanto della propria esperienza personale sia inevitabilmente entrato nell’interpretazione.
«C’è sicuramente qualcosa di me, perché credo che ogni cosa che interpretiamo finisca inevitabilmente per attraversarci. Ho conosciuto momenti bellissimi, ma anche la solitudine e le ferite, non l’ho mai nascosto».
Parole che mostrano un lato differente della performer che il pubblico ha conosciuto nel corso degli anni anche in esperienze cinematografiche più audaci, oltre che attraverso televisione, conduzione, recitazione e spettacolo. Dietro un’immagine caratterizzata da sensualità, ironia, emancipazione e una forte presenza scenica emerge oggi una donna che rivendica anche il diritto alla fragilità.
«Essere forti non significa non avere fragilità. Io ho avuto ferite che hanno richiesto tempo per cicatrizzarsi e sono state anche quelle a rendermi la donna che sono oggi».
Il punto, però, non è restare ancorati alle ferite. È ciò che accade dopo.
«Ricominciare significa non cancellare quello che è stato, ma portarlo con sé senza permettergli di impedirci di tornare a sorridere».
“Busco lo zio Bobby” intercetta anche una contraddizione molto contemporanea. Viviamo costantemente collegati attraverso smartphone e social network, eppure la solitudine continua a essere una presenza importante nella vita di molte persone.
Luana ha una posizione molto chiara: «Essere connessi non significa necessariamente essere vicini».
Per l’artista, la differenza la fanno ancora i rapporti reali: «Possiamo avere centinaia di persone intorno attraverso uno schermo e sentirci comunque soli. Forse abbiamo bisogno di tornare un po’ alla semplicità, a guardarci negli occhi, a trovare il tempo per qualcuno e soprattutto a costruire rapporti che non abbiano bisogno di essere mostrati continuamente per esistere».
È probabilmente anche per questo che una figura appartenente ai ricordi dell’infanzia come Bobby Solo può assumere nel brano un significato particolare: rappresentare quella familiarità emotiva che nessun algoritmo può riprodurre.
Il singolo arriva inoltre in una fase particolare del percorso di Luana Perdon. Dopo avere attraversato differenti territori dello spettacolo, oggi affronta la musica senza l’ansia di dover dimostrare qualcosa.
«Ho sperimentato, viaggiato, conosciuto persone e vissuto esperienze che mi hanno dato grandi soddisfazioni, ma anche ferite importanti. Oggi sono una donna diversa, ho raggiunto un equilibrio che custodisco giorno per giorno e forse proprio per questo posso permettermi di affrontare anche la musica con maggiore libertà».
Non si tratta, quindi, semplicemente di aggiungere la parola “cantante” a una carriera già poliedrica. La musica sembra piuttosto diventare un altro strumento attraverso il quale raccontare le molte anime di Luana.
E “Busco lo zio Bobby” potrebbe non rimanere un’esperienza isolata.
«La musica mi permette di mettere insieme tante anime che mi appartengono: l’ironia, la sensualità, la leggerezza, ma anche quella parte più profonda che forse negli anni è rimasta meno visibile. Ho ancora voglia di sperimentare e di sorprendermi, prima ancora di sorprendere gli altri».
Il futuro, per il momento, rimane volutamente aperto. Ma Luana lascia una porta tutt’altro che socchiusa: «Non voglio anticipare troppo, perché preferisco parlare dei progetti quando iniziano davvero a prendere forma, però posso dire che la voglia di continuare c’è. E quando sento quella voglia, difficilmente riesco a stare ferma».
Con il video ufficiale ora pubblicato su YouTube, “Busco lo zio Bobby” prosegue dunque il proprio viaggio. Una canzone che utilizza un titolo divertente per parlare di qualcosa di estremamente umano:cercare una presenza capace di farci stare bene quando ci sentiamo soli e trovare dentro di noi la voglia di ripartire.
E forse è proprio questo il senso di quello “zio Bobby”: non soltanto Bobby Solo, ma il ricordo rassicurante di un tempo, di una musica o di una persona capace, anche solo per qualche minuto, di riportarci a casa.
“Busco lo zio Bobby” – Luana Perdon
Autore e compositore: Luigi Mosello
Produzione: Andrea Biandrino
Distribuzione: Believe International
Label, Ufficio Stampa, Web & Promoradio: Music Universe APS
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