ROMA – Prima la Germania, poi si è accodata la Svizzera e a ruota anche Austria, Finlandia e Svezia. Nel pallottoliere si arriva a una fila di cinque Paesi che hanno deciso di rimandare in Italia i ‘dublinanti’, ovvero i migranti richiedenti asilo entrati in Europa dal Belpaese.

LA CRONOLOGIA DEGLI ANNUNCI

Dopo l’annuncio apripista di Berlino dei giorni scorsi, poi quello di Berna e ieri sera Vienna. E ancora, nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto, è stato una seguirsi rapido di altre dichiarazioni: prima il ministero dell’Interno finlandese ha tenuto a far sapere che “i trasferimenti sulla base del nuovo Patto Ue per l’asilo sono attualmente in fase di preparazione”. Solo qualche ora dopo, da Stoccolma la voce della portavoce del ministro svedese per la migrazione Johan Forssell: “La Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del Patto sull’immigrazione e l’asilo”.

C’È CHI DICE ‘NO’. LA SCELTA DI FRANCIA E SPAGNA

Per fortuna, sul fronte opposto, Francia e Spagna fanno sapere che per ora non intendono riattivare i rimpatri verso il nostro Paese. Il governo spagnolo inoltre- che in tema di migranti non se la sta passando bene a Ceuta- si dice “favorevole” a gestire la questione dei dublinanti “attraverso i meccanismi europei di solidarietà previsti nel Patto europeo su migrazione e asilo e le normative recenti dell’Unione europea, piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali isolate”.

Malgrado i due assist di Parigi e Madrid, quanto sta accadendo nell’Ue in tema di migrati potrebbe riportare in Italia migliaia di richiedenti asilo, dopo che il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è entrato nella fase di applicazione delle nuove norme il 12 giugno scorso.

QUANTI SONO I RIMPATRI PER ORA

Non si sa al momento di quanti numeri si parli. Berna ha fatto sapere che i primi voli verso l’Italia sono già stati prenotati e che i trasferimenti riprenderanno dalla fine di agosto. L’Austria ha comunicato di aver iniziato nuovamente a trasferire verso l’Italia alcuni richiedenti asilo. La Finlandia ha quindi fatto sapere che i trasferimenti sono in fase di preparazione. La Svezia ha comunicato di aver già effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e che intende continuare a farlo, secondo quanto previsto dalle nome europee.

I DUBLINANTI, CHI SONO

Il termine “dublinanti” nel linguaggio giornalistico e politico viene usato per indicare i richiedenti di protezione internazionale che si trovano in uno Stato diverso da quello che, secondo le regole europee, è responsabile dell’esame della loro domanda. ll principio di fondo, previsto dalla convenzione di Dublino firmata nel 1990 e dai suoi aggiornamenti, è che una domanda deve essere esaminata da un solo Stato. Dal 12 giugno 2026 “Dublino III” è stato sostituito e, per le nuove domande, si applica il Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, conosciuto con l’acronimo inglese AMMR, da Asylum and Migration Management Regulation. Il regolamento è uno dei principali provvedimenti del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Per le domande registrate prima del 12 giugno continuano invece a valere, ai fini dell’individuazione dello Stato responsabile, le regole di Dublino III. 

IL PRINCIPIO DELLO ‘STATO RESPONSABILE’ E I CRITERI PER STABILIRLO

Il nuovo regolamento AMMR stabilisce una serie di criteri per individuare lo Stato responsabile, che devono essere applicati secondo l’ordine previsto dal regolamento. I criteri, per esempio, considerano la situazione dei minori non accompagnati e la presenza di un familiare in un determinato Paese. Quindi in altri casi può essere rilevante la presenza del coniuge, del partner o dei figli del richiedente. Il regolamento considera anche situazioni di dipendenza familiare: se, per gravi ragioni di salute, disabilità, gravidanza o età avanzata, il richiedente dipende dall’assistenza di un parente che vive in un altro Stato, o viceversa, può essere quello Stato a risultare competente. In via successiva, sono presi in considerazione altri collegamenti come il rilascio di un visto o di un titolo di soggiorno, di un diploma conseguito in un Paese. In ordine successivo, si stabilisce anche il criterio dell’ingresso irregolare nell’Unione europea.

PERCHÈ L’ITALIA PARTE SVANTAGGIATA

E nel caso dell’Italia, uno degli elementi più ricorrenti è, decisamente, quello del primo ingresso nell’Unione europea. Se un migrante arriva in Italia e qui viene identificato per la prima volta per poi raggiungere successivamente un altro Paese europeo, nel caso in cui presenti domanda di asilo nello Stato di destinazione, le impronte registrate nella banca dati Eurodac possono dimostrare il precedente passaggio dall’Italia. Basta questo, sulla base dei criteri previsti dalle norme europee, ad attribuire la responsabilità dell’esame della domanda all’Italia.

E PERCHÈ IL ‘BUBBONE’ DEI DUBLINANTI È ESPLOSO ORA

Nel 2022 a dire il vero tutto il sistema Dublino era stato sospeso per l’Italia: per quasi quattro anni, il meccanismo che prevedeva il ritorno in Italia dei richiedenti asilo di competenza italiana è rimasto sostanzialmente congelato. Questo perché nel 2022, pochi mesi dopo l’insediamento del governo Meloni, il Ministero dell’Interno inviò ai rispettivi Paesi una circolare con cui, a causa dell’indisponibilità di posti nelle strutture di accoglienza, chiedeva di sospendere temporaneamente i trasferimenti verso l’Italia, fatta eccezione per i ricongiungimenti dei minori non accompagnati. Di fatto, da allora, i trasferimenti sono rimasti in gran parte bloccati.

La questione è arrivata più volte alla Corte di giustizia dell’Unione europea che già nel 2024 si era espressa a sfavore della sospensione dei trasferimenti verso l’Italia. La sentenza è arrivata nel marzo scorso e ha stabilito che “uno Stato individuato come responsabile secondo Dublino III non poteva liberarsi unilateralmente della propria responsabilità” e non accettare così i trasferimenti. A deroga di ciò la previsione che, se un trasferimento non veniva effettuato entro il termine previsto, la responsabilità passava allo Stato che avrebbe dovuto eseguirlo. E con l’entrata in vigore delle nuove regole il 12 giugno 2026, i trasferimenti verso l’Italia sono tornati al centro del confronto con altri Paesi europeo.

I NUMERI: OLTRE 24 MILA RICHIESTE DI TRASFERIMENTO IN ITALIA NEL 2025

I numeri mostrano quanto abbia pesato lo ‘stop’ ai trasferimenti richiesto dal governo Meloni. Tra il 2018 e il 2022 erano stati effettivamente trasferiti in Italia 17.605 richiedenti asilo. Dalla fine del 2022 e per quasi quattro anni, il meccanismo che prevedeva il ritorno in Italia dei richiedenti asilo di competenza italiana, è rimasto sostanzialmente congelato.

Ma l’Italia è anche il Paese europeo con destinatario del maggior numero di richieste di trasferimento: per capirci nel 2025 l’Italia sono state 24.152 . A seguirla la Germania, con ‘solo’ 16.519 richieste e lo stesso Paese, allo stesso tempo, è stato quello che ha presentato il maggior numero di richieste agli altri Stati membri, ben 35.933.

Ora Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo punta a rendere nuovamente operativo il sistema di responsabilità tra gli Stati membri ed è chiaro che i paesi più penalizzati e colpiti sono quelli che si affacciano sul Mediterraneo- come Italia, Grecia e Spagna- la via principale di ingresso all’Europa da parte dei migranti.

SCHLEIN: “BOOMERANG CLAMOROSO SOSPENDERE SCHENGEN”

“È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l’Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro paese. Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo. Con l’aggravante che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull’accoglienza. Per superare l’ingiusto criterio Dublino del ‘primo Paese di ingresso’ e stabilire finalmente che chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese UE deve fare la sua parte nell’accoglienza.”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in una nota.
“Stiamo parlando di persone, non di pacchi- aggiunge la segretaria Dem- E non si possono mandare in giro per cinico calcolo politico. È ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei Paesi che non vogliono condividere l’accoglienza di chi entra in Europa dall’Italia e sono ben contenti di discutere solo dei fallimentari centri in Albania: inumani, illegali, e rimasti pure vuoti”.

RENZI: “DA MELONI AUTOGOL PER RINCORRERE VANNACCI”

“Alla fine Giorgia Meloni ha fatto un autogol clamoroso. Per rincorrere Vannacci ha infranto le regole europee. E adesso Germania, Svizzera, Austria e Finlandia ci restituiscono pan per focaccia rimandandoci indietro persone che altrimenti non sarebbero mai tornate in Italia. E brava Giorgia, bel capolavoro: hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci. Ma ci rendiamo conto dei danni che fa questo Governo?”. Così, sui suoi social, il leader di Iv Matteo Renzi.

MAGI: “FINLANDIA APPLICA IL PATTO UE SULL’ITALIA, BOOMERANG MELONI”

“Germania, Svizzera, Austria e anche ora Finlandia seguono la ricetta Meloni e rispediscono in Italia i richiedenti asilo: la linea del nostro governo sui migranti si sta rivelando un boomerang”. Lo afferma in una nota il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
“Per anni abbiamo insistito sulla necessità di superare il regolamento di Dublino con norme che sancissero l’obbligo di condivisione dell’accoglienza e di redistribuzione tra i Paesi membri- ricorda Magi- Meloni non solo si è sempre detta contraria a questa soluzione, ma con la decisione di sospendere Schengen con la Spagna dopo Ceuta ha scatenato un vero e proprio effetto a valanga per cui tutti i Paesi membri alzano la guardia applicando alla lettera il nuovo piano europeo, voluto fortemente anche dal nostro governo: Meloni dica cosa vuole fare ora, come intende rispondere e soprattutto se si rifiuterà di applicare il nuovo piano europeo sui migranti che lei stessa ha rivendicato”.

MOLLICONE (FDI): “ITALIA LEADER IN EUROPA, LAMPEDUSA NON PIÙ LA NOSTRA CEUTA

“Italia ha preso una posizione chiara sui dublinanti. Le richieste totali di presa in carico inviate all’Italia dagli altri Paesi europei, dal 5 dicembre 2022 al 31 dicembre 2025, sono state 80mila. I trasferimenti di dublinanti effettivamente accettati dall’Italia nello stesso periodo sono stati zero. I trasferimenti passati registrati nel quinquennio antecedente erano quasi 18mila. Questo è lo stato di fatto”. Così ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone in diretta su La7 durante la trasmissione Aria che tira.
“Abbiamo registrato un netto calo degli ingressi irregolari, -55% rispetto al 2025 e -89% rispetto al 2023, e un aumento del 34% di rimpatri nel primo semestre del 2026. Grazie al lavoro del Governo Meloni, come ha evidenziato la nostra Responsabile del dipartimento Immigrazione Kelany, Lampedusa non è più la nostra Ceuta. Prima, con i governi di sinistra, c’era una situazione analoga, oggi non l’ha più. Sulla questione migrazione, siamo sempre più leader in Europa”.

MONTARULI (FDL): “LA SINISTRA DIFENDE SÁNCHEZ CONTRO L’INTERESSE DELL’ITALIA”

“Sull’immigrazione si sta cercando di creare un polverone contro il governo italiano solo perché si è opposto giustamente alla deriva del loro paladino Sánchez. A farlo è una sinistra disperata che cerca di raccontare come novità il tema del paese di primo approdo già previsto dai trattati di Dublino che, proprio non ritenendoli vantaggiosi per l’Italia, la destra al Governo ha cercato di superare con la politica degli hub nei paesi terzi. La Schlein, anziché parlare di boomerang inesistenti, ci spieghi perché lei e i suoi amici sostengono ancora quelle regole contro l’interesse italiano e non ricordano invece le norme che tutelano l’Italia sul fronte dei movimenti secondari, come dovrebbero fare in questo momento non a sostegno del governo ma dell’Italia tutta. Dopo un mese che non si vede neanche l’ombra di lei, Elly Schlein potrebbe far sentire la sua voce su qualcosa di più che un rimescolamento di non notizie”. Così in una nota il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.




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