di Sara Ferrari | Tra boschi, campagne e centri storici della provincia di Brescia vivono numerose specie di pipistrelli. Animali spesso vittime di pregiudizi, ma fondamentali per l’equilibrio dell’ambiente e protetti dalla legge.
Quando il sole tramonta e le luci della città iniziano ad accendersi, sopra i tetti di Brescia e nei cieli della provincia prende vita uno spettacolo che spesso passa inosservato. Dai vicoli del centro storico alle campagne della Bassa Bresciana, fino ai boschi delle Prealpi e alle sponde del lago di Garda, decine di piccoli mammiferi iniziano la loro attività notturna: sono i pipistrelli, gli unici mammiferi al mondo capaci di un vero volo attivo.
Ancora oggi questi animali sono accompagnati da superstizioni e falsi miti che li dipingono come pericolosi. La realtà, però, è ben diversa. I pipistrelli rappresentano una risorsa preziosa per l’ambiente e svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio naturale.
Realmente un aiuto silenzioso contro gli insetti.
In Italia ne vivono oltre 35 specie, tutte protette dalla normativa nazionale ed europea. La loro presenza è un indicatore della buona salute degli ecosistemi.
Ogni notte un solo pipistrello può catturare migliaia di piccoli insetti, tra cui numerose zanzare ed altri artropodi nocivi per l’agricoltura. Si tratta quindi di autentici “disinfestatori naturali”, che contribuiscono gratuitamente al controllo degli insetti senza alcun impatto sull’ambiente. Tutti sappiamo che esistono, molte persone li hanno visti, alcuni da molto vicino e diverse persone ne hanno timore per strane leggende e per la loro forma. E allora innanzitutto definiamoli.
Cosa sono I PIPISTRELLI?
Appartengono all’ordine dei Chirotteri e sono gli unici mammiferi al mondo capaci di un vero volo attivo. Questo significa che a differenza degli scoiattoli volanti, ad esempio, che possono planare ma non volare, I pipistrelli generano la spinta necessaria al volo grazie al battito delle ali . Ali che sono formate da una membrana sottile (patagio) sostenuta dalle dita della mano che durante l’evoluzione si sono allungate in modo straordinario. Grazie alla struttura riescono a rimanere quasi immobili e decollare in pochi istanti. Sono creature davvero straordinarie e particolari perchè sono mammiferi come ricci, volpi e caprioli: partoriscono piccoli vivi, li allattano con latte materno e sono ricoperti di pelo ma, allo stesso tempo, pur avendo ali a differenza degli uccelli non hanno piume.
Anche Brescia è una terra di pipistrelli.
La provincia bresciana offre habitat ideali per numerose specie.
I pipistrelli trovano rifugio:
* nei sottotetti delle abitazioni;
* nei campanili e negli edifici storici;
* nelle cascine di campagna;
* nelle cavità naturali;
* nei boschi delle Prealpi bresciane;
* nelle aree protette come il Parco dell’Adamello e il Parco Alto Garda Bresciano.
Non è raro, soprattutto durante l’estate, che qualche giovane esemplare venga trovato a terra dopo una caduta dal suo rifugio oppure che entri accidentalmente in un’abitazione.
Tra le specie comuni nel nostro territorio troviamo:
- pipistrello albolimbato
- pipistrello nano: diffuso nei parchi, giardini e centri abitati
- pipistrello di Savi: zone collinari e montagne
- molosso di Cestoni: molto veloce e presente nei centri urbani
- orecchione bruno: molto legato ad ambienti forestali
Nel parco delle colline di Brescia sono stati documentati il pipistrello nano, albolimbato e l’orecchione a conferma dalla presenza vicino alla città. In Lombardia sono state censite 27 specie presenti in modo stabile o occasionale e oggetto di un Piano d’Azione regionale per la tutela. (www.parcocollinebrescia.it – www.naturachevale.it)
Cosa fare se si trova un pipistrello?
La prima regola è non farsi prendere dal panico.
I pipistrelli non sono aggressivi e non cercano il contatto con l’uomo. Se però un esemplare appare ferito o incapace di volare è importante:
*contattare un Centro Recupero Animali Selvatici o personale esperto.
* non toccarlo a mani nude;
* utilizzare guanti spessi oppure un panno;
* riporlo delicatamente in una scatola di cartone con piccoli fori per l’aria;
* mantenerlo al buio e al riparo dal caldo;
Tentare di nutrirlo o liberarlo senza indicazioni potrebbe compromettere le sue possibilità di sopravvivenza, quindi meglio non farlo.
I riferimenti nel Bresciano
Nella nostra provincia esistono realtà che possono rappresentare un punto di riferimento per la tutela della fauna selvatica.
Tra queste:
* il CRAS del Parco dell’Adamello, specializzato nel recupero della fauna selvatica;
* lo Sportello Tutela Animali del Comune di Brescia, che può indirizzare i cittadini verso i servizi competenti;
* ENPA Brescia, che collabora nella tutela degli animali e può fornire indicazioni sui riferimenti territorio
* Tutela Pipistrelli APS, associazione nata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la conservazione dei pipistrelli attraverso attività di divulgazione, consulenza e recupero.
L’associazione, presieduta dalla naturalista Tomassini, collabora con esperti e centri di recupero presenti sul territorio nazionale e fornisce supporto ai cittadini che trovano pipistrelli in difficoltà, aiutandoli a individuare il referente più vicino.
Superare i falsi miti
I pipistrelli non sono animali aggressivi, non si impigliano nei capelli e non attaccano le persone. Grazie a un sofisticato sistema di ecolocalizzazione riescono a orientarsi perfettamente anche nel buio più completo, evitando ostacoli con straordinaria precisione.
La loro presenza è un segnale di biodiversità e di un ambiente ancora ricco di vita. Conoscere i pipistrelli significa imparare a rispettare una delle specie più affascinanti della fauna italiana. Proteggerli significa non solo salvaguardare questi piccoli mammiferi, ma anche difendere l’equilibrio degli ecosistemi di cui tutti beneficiamo, e perchè no, frequentare anche corsi di formazione sulla gestione dei chirotteri. La prossima volta che, in una sera d’estate, vedremo una piccola sagoma sfrecciare nel cielo al tramonto, potremo guardarla con occhi diversi: non come un animale misterioso da temere, ma come uno straordinario alleato della natura.
CHI SONO?
Sara Ferrari… Laurea alla Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia come educatore e specializzazione in colloqui clinici ed attività consultoriali presso l’Università Cattolica passando per il corso di perfezionamento in Psicologia Clinica perinatale. La formazione professionale improntata agli studi psico-socio-educativi è stata applicata lavorando in servizi formativi ed educativi, in particolare in centri rivolti a minori per prevenzione del disagio ed alle famiglie per interventi di riduzione dell’abbandono scolastico. Parlo di animali con gli animali. Sono preda di amore folle per forme canine e gattose. Mi propongo di contribuire ad aiutare vite pure che spesso hanno zampe o ali.
PER SEGNALAZIONI, PROPOSTE E SUGGERIMENTI SCRIVETE A: codeinmovimento.contatti@ gmail.com
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Redazione BsNews.it
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