Eredità attesa, Bankitalia: consumi +7% e risparmi -17%. Cosa significa


Secondo uno studio di Bankitalia chi si aspetta un’eredità consuma il 7% in più, risparmia il 17% in meno e investe di più. Gli effetti su disuguaglianze e scelte.


26 Luglio 2026 alle 11:21





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Le famiglie italiane che si aspettano di ricevere un’eredità in futuro tendono a spendere di più e a risparmiare di meno già oggi. È quanto emerge da uno studio della Banca d’Italia, pubblicato nella collana “Questioni di Economia e Finanza”, che analizza l’impatto delle aspettative di successione sulle principali decisioni economiche delle famiglie.

Cosa raccontano i numeri di Bankitalia su consumi e risparmi

Secondo lo studio, le famiglie che dichiarano di essere in attesa di un’eredità mostrano livelli di consumo superiori del 7% rispetto a nuclei con caratteristiche simili ma senza la stessa aspettativa. Al tempo stesso, il risparmio risulta inferiore di circa il 17%.

Questi comportamenti sono definiti coerenti con l’idea che, se ci si aspetta un incremento della ricchezza futura, si percepisce un minor bisogno di accumulare risorse nel presente. In altre parole, la prospettiva di un trasferimento di patrimonio in avanti nel tempo porta alcune famiglie ad allentare oggi la prudenza finanziaria.

La ricerca è stata realizzata da David Loschiavo, Mirko Moscatelli, Eleonora Porreca e Francesca Zanichelli, utilizzando i dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, l’indagine campionaria con cui Bankitalia raccoglie informazioni su redditi, ricchezza, debiti e comportamenti economici dei nuclei familiari.


Consumi correnti, beni durevoli e scelte di studio

L’effetto delle aspettative di eredità non riguarda solo il livello complessivo di spesa, ma entra nel dettaglio delle diverse categorie di consumo. Lo studio indica che l’aumento coinvolge sia i consumi correnti sia quelli durevoli.

In particolare, la spesa per beni non durevoli (come alimentari, abbigliamento, beni di uso quotidiano) è superiore di circa il 6% rispetto alle famiglie senza aspettative di successione. Cresce anche la probabilità di effettuare acquisti di beni durevoli, come automobili, mobili o elettrodomestici, ossia beni che hanno una vita utile pluriennale.

Le aspettative di ricevere un’eredità incidono anche sulle decisioni legate all’istruzione. Nelle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 30 anni, aumenta infatti la probabilità che i giovani proseguano gli studi o partecipino a percorsi di formazione. Questo suggerisce che la prospettiva di maggiori risorse future può favorire investimenti nel capitale umano, cioè nelle competenze e nella formazione.

Più investimenti finanziari e maggiore propensione al rischio

Un altro canale su cui si riflette l’aspettativa di successione è quello degli investimenti finanziari. Secondo lo studio, l’ammontare di attività finanziarie detenute dalle famiglie che si aspettano un’eredità è più elevato di circa il 20% rispetto alle altre.

Non solo: queste famiglie mostrano una preferenza per strumenti finanziari con un profilo di rischio-rendimento più elevato. In termini generali, questo significa che sono più inclini a scegliere investimenti potenzialmente più redditizi, ma anche più volatili o rischiosi, rispetto a soluzioni considerate più sicure.


Nell’interpretazione degli economisti, la percezione di una maggiore ricchezza futura può rendere più accettabile, per alcune famiglie, esporsi oggi a strumenti finanziari meno prudenti, confidando nella capacità di assorbire eventuali perdite grazie ai trasferimenti attesi.

Credito al consumo e indebitamento

Le aspettative di eredità influenzano anche il ricorso al debito. Lo studio rileva che chi si aspetta un trasferimento intergenerazionale fa più frequentemente ricorso al credito al consumo, ossia ai finanziamenti destinati all’acquisto di beni e servizi (per esempio rate per auto, elettrodomestici o altre spese non immobiliari).

Il credito al consumo è una forma di indebitamento non garantita da immobili, tipicamente con durata inferiore ai mutui e tassi generalmente più elevati. Il maggiore utilizzo di questo strumento da parte di chi attende un’eredità è coerente con un atteggiamento meno prudente, legato alla percezione di una rete di sicurezza futura.

Effetti sulle disuguaglianze: il ruolo delle aspettative

Gli autori dello studio sottolineano che le evidenze individuate sono correlazioni statistiche e non permettono di stabilire rapporti causali certi. In statistica, una correlazione segnala che due fenomeni si muovono insieme, ma non dimostra che uno sia la causa diretta dell’altro.

Nonostante questa precisazione, la conclusione della ricerca è che le aspettative di ricevere trasferimenti intergenerazionali influenzano le scelte economiche ben prima che tali trasferimenti vengano effettivamente realizzati.


Secondo lo studio, queste aspettative potrebbero anche contribuire ad amplificare le disuguaglianze, perché risultano più diffuse tra le famiglie già economicamente più avvantaggiate. In pratica, chi parte da una posizione migliore non solo ha maggiori probabilità di ricevere in futuro un’eredità, ma tende anche a modulare diversamente consumi, investimenti, istruzione e utilizzo del credito proprio in funzione di questa prospettiva.

In questo quadro, i trasferimenti di ricchezza tra generazioni non incidono solo nel momento in cui vengono effettivamente erogati, ma iniziano a plasmare i comportamenti economici e le opportunità delle famiglie con largo anticipo, contribuendo a definire la struttura della distribuzione della ricchezza nel Paese.

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