Resistenza agli stress e adattamento alle mutate condizioni climatiche, ma anche risposte ai biostimolanti e a diverse condizioni di nutrizione e disponibilità di acqua. Al Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona la ricerca si concretizza grazie al lavoro dei ricercatori e dei docenti che dedicano tempo e risorse a piante orticole e frutticole.
Nella serra del Dipartimento, recentemente attrezzata con nuove lampade C-LED fornite dall’Organizzazione Orlandelli, nelle ultime settimane l’attenzione è rivolta a pomodoro, rucola, mais, vite. Spiegano la ricercatrice Elisa Fasani e la professoressa Anita Zamboni: “La nostra ricerca in ambito vegetale è indirizzata allo studio dei meccanismi di base, quindi caratterizzazione genetica dei processi fisiologici, come la fotosintesi, e dei meccanismi di risposta allo stress abiotico oppure ai patogeni”.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itCristian D’Elia, Emma Ribul Moro, Mauro Maver, Anita Zamboni, Elisa Fasani
Non mancano rapporti con il tessuto imprenditoriale, come ben descrive Fasani. “Sviluppiamo tutta una parte di interazione con le aziende in cui viene fatta ricerca applicata, come ad esempio per l’efficienza e le proprietà nutrizionali dei fertilizzanti o dei biostimolanti, oppure studi sulle possibilità di rispondere a stress nutrizionali, abiotici o biotici”.
Una domanda che si pongono quasi tutti gli imprenditori è come far adattare le piante al clima che non è più quello che ci si aspetterebbe. “La ricerca va anche in questa direzione. Ad esempio, assistiamo sempre più spesso a un cambiamento della fase fenologica associato all’aumento medio della temperatura, quindi stiamo cercando, tra le altre ricerche, di individuare composti naturali per rallentare la dinamica di maturazione”.
“Al Dipartimento di Biotecnologie, da molti anni ormai si studiano le dinamiche della maturazione, così da capire come regolare questi processi. La genetica della pianta ha un ruolo importante e per questo facciamo anche ricerca genetica per selezionare linee genetiche nelle quali questi meccanismi fisiologici siano migliorati, cercando di venire incontro alle esigenze del mondo produttivo”.

Il primo nucleo delle serre di ricerca, in questo Dipartimento dell’Università di Verona, è sorto oltre 25 anni fa. Nei mesi scorsi è stato effettuato un cambio luci, con lampade C-LED, per aumentare l’efficienza. “Nella nostra serra – prosegue Fasani – la luce è di supporto (in tre ambienti su quattro) e abbiamo notato notevoli differenze. Nel nostro caso, la luce artificiale subentra quando la quantità di luce fotosinteticamente attiva scende al di sotto di un certo livello, o quando c’è l’esigenza di mantenere fotoperiodi specifici a fronte dei cambiamenti stagionali”.
“Nel caso del quarto ambiente, dove vi è il fenotipizzatore, la luce diventa fondamentale perché l’impianto è basato sul principio di riflettanza di lunghezze d’onda che ricadono nel visibile e nel vicino infrarosso. La variabilità luminosa ha un impatto anche sulla capacità di misurazione dello strumento. Ci serve quindi illuminazione stabile e costante”.

Una strumentazione che è in dotazione da poco tempo al Dipartimento di Biotecnologie è il fenotipizzatore. Il sensore di cui è dotato si muove al di sopra delle piante. È dotato di una sorgente luminosa e un detector. Lo scanner che passa al di sopra delle piante in pratica restituisce una “nuvola di punti”, un’immagine 3D della pianta che viene tradotta, sul computer, in misure precise, consentendo di valutare ogni fase di crescita. La piattaforma permette di caratterizzare parametri di piante migliorate in tratti agronomici attraverso metodi che vanno da quelli tradizionali di incrocio, fino alle moderne tecniche come il genome editing”, conclude la ricercatrice.
Una partnership per l’orticoltura del futuro
La fornitura completa di questo impianto è il frutto di un lavoro di co-progettazione realizzato a quattro mani da C-LED e Organizzazione Orlandelli. “In qualità di distributore ufficiale e partner per le nostre soluzioni di illuminazione – spiega Raffaello Montanari, responsabile commerciale C-LED settore ortofloricoltura – l’Organizzazione Orlandelli porta in dote conoscenza ed esperienza. Queste competenze permettono di integrare e applicare con precisione i sistemi di illuminazione C-LED alle attrezzature professionali, come carrelli DC, sistemi di vertical farming e strutture di produzione, con l’obiettivo di ottimizzare al massimo gli spazi e le rese di coltivazione. Si tratta di soluzioni versatili e su misura, capaci di rispondere a qualsiasi esigenza: dai laboratori di ricerca scientifica più avanzati fino alla coltivazione intensiva in serra”.

Sinergia operativa e divisione dei ruoli
“Per la riuscita di questo progetto – interviene Cristian D’Elia, responsabile tecnico – la collaborazione si è articolata su diversi piani. Come C-LED, ci siamo occupati dei sopralluoghi, dei rilievi sul campo e della raccolta delle specifiche tecniche dei ricercatori. Questa fase ha portato alla definizione di un progetto illuminotecnico dedicato e customizzato, studiato per rispondere esattamente alle necessità agronomiche in termini di spettro luminoso, intensità e disposizione dei corpi illuminanti in tutte e quattro le aree”.
“Dal canto suo, Organizzazione Orlandelli, grazie alla sua profonda conoscenza del mercato e alla sua solida struttura, ha curato tutta la gestione commerciale e la complessa macchina logistica, garantendo un’integrazione tra i sistemi di illuminazione e i supporti strutturali”.
“Vedere oggi questo impianto tecnologico in funzione, pienamente operativo e performante, è per noi una grandissima gratificazione”, dice in conclusione Marco Orlandelli responsabile di Organizzazione Orlandelli.
For more information
C-LED
Via Gambellara, 34
40026 – Imola (BO) – Italy
+39 0542 654980
[email protected]
www.c-led.it
Organizzazione Orlandelli
Via Lombardi, 26
46010 Curtatone (MN) – Italy
+39 0376 960311
[email protected]
www.orlandelli.it
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