Focus sul mercato mondiale del lime


Il mercato del lime presenta andamenti divergenti a livello globale: in Europa le forniture restano scarse e i prezzi elevati, mentre in Nord America l’offerta è abbondante e la domanda debole. Le difficoltà produttive legate al meteo nelle principali aree di coltivazione e i cambiamenti nei flussi commerciali internazionali continuano a condizionare le dinamiche di mercato.

© Viola van den Hoven-Katsman | FreshPlaza.it

Sebbene la domanda rimanga sostenuta in alcuni mercati, in particolare durante l’estate nell’emisfero nord, i prezzi elevati stanno influenzando i comportamenti d’acquisto in diverse aree europee. Altrove, le aspettative legate a nuove origini e alle prossime produzioni stagionali stanno orientando il sentiment di mercato nelle settimane a venire.


Italia: i prezzi alti frenano i consumi
La situazione generale del mercato del lime è attualmente complessa e caratterizzata da prezzi molto elevati, che oscillano tra 11 e 13 euro in acquisto a seconda del calibro e della qualità del prodotto. Questo rincaro, in corso da circa un mese e mezzo, è dovuto a diverse cause: la scarsità di frutta all’origine, alcuni problemi di qualità e l’impatto dei Mondiali di calcio, che hanno deviato le forniture verso altre aree come gli Stati Uniti, lasciando di fatto il Brasile come unica fonte di approvvigionamento per l’Europa. Sebbene si stiano ora affacciando sul mercato i primi arrivi da Messico e Colombia e la campagna spagnola sia in partenza tra circa quindici giorni, la tendenza per le prossime due settimane prevede che i prezzi si manterranno ancora stabilmente alti, con possibili lievi oscillazioni legate alla richiesta settimanale.

Il mercato italiano sta affrontando questa situazione con notevole difficoltà a causa di una domanda debole e altalenante. Durante l’ultimo periodo, le vendite in generale sono state scarse e i prezzi troppo elevati del lime hanno frenato ulteriormente i consumi. Di fronte a queste cifre, gli acquirenti in Italia tendono infatti a tirarsi indietro o a cercare partite di merce “più chiara” (di qualità visiva inferiore rispetto a quella super verde) pur di pagare di meno. Pertanto, nonostante l’effettiva mancanza di merce, la domanda interna rimane “zoppicante”, una dinamica classica che si verifica abitualmente quando i prezzi di mercato raggiungono livelli percepiti come eccessivi dai consumatori.

Paesi Bassi: la volatilità continua a dominare il mercato
Negli ultimi 18 mesi, il mercato del lime è stato caratterizzato da forti oscillazioni in termini di disponibilità, prezzi e sentiment. “Per molti operatori, il 2025 è stato un anno difficile. L’offerta brasiliana era abbondante e ha tenuto il mercato sotto pressione per lunghi periodi. I prezzi bassi e i margini ridotti hanno reso difficile ottenere rendimenti soddisfacenti lungo tutta la filiera”, afferma un importatore olandese.

“L’inizio del 2026 ha presentato uno scenario molto diverso. A gennaio e febbraio la disponibilità era limitata, i prezzi sono saliti rapidamente e si sono verificate temporanee carenze. La situazione è poi cambiata nuovamente a partire da marzo: fino a metà giugno, gli elevati volumi brasiliani hanno generato una sovrapproduzione strutturale e un prolungato periodo di prezzi bassi. Solo dalla metà di giugno il mercato ha cominciato a riprendersi, sostenuto da un migliore equilibrio tra domanda e offerta e da una ripresa dei consumi”.


Secondo l’operatore, gli estremi del mercato del lime stanno diventando sempre più marcati. “Se un tempo le correzioni di mercato erano relativamente brevi, oggi assistiamo a periodi sempre più lunghi sia di sovrapproduzione sia di carenza. Nel frattempo, la produzione globale continua a crescere e nuovi operatori si affacciano sul mercato del lime. Questo genera ulteriore dinamismo, ma aumenta anche la concorrenza e accentua la volatilità dei prezzi”.

Spagna: la domanda si riprende dopo l’eccesso di offerta primaverile
L’inizio dell’anno è stato atipico per il mercato del lime in Spagna. I primi mesi hanno registrato una domanda solida, ma tra aprile e maggio il mercato ha dovuto fare i conti con una sovrapproduzione. Da giugno in poi, con l’arrivo dell’estate in Europa, le temperature più elevate e la sovrapposizione con grandi eventi sportivi come i Mondiali di calcio, la domanda è tornata ai livelli tipici di questo periodo dell’anno. I grandi eventi sportivi tendono a stimolare il consumo di lime, soprattutto quando si svolgono in estate: in questi periodi aumentano le occasioni di ritrovo in bar, terrazze e case, con il lime ampiamente utilizzato in bevande e cocktail.

Sul fronte dell’offerta, il Brasile rimane il principale fornitore del mercato europeo, talvolta affiancato da Messico, Perù e Colombia. Tuttavia, la disponibilità di frutto brasiliano è diminuita nelle ultime settimane a causa delle condizioni meteorologiche. Sebbene le aree di produzione brasiliane si trovino normalmente in un periodo più secco dell’anno, gli effetti di El Niño hanno portato piogge eccessive, compromettendo la produzione e riducendo i volumi disponibili. Di conseguenza, i prezzi all’origine sono aumentati sensibilmente e questi rincari si sono trasferiti sui prezzi di vendita in Europa.

Il maggiore costo del prodotto è determinato principalmente dai prezzi all’origine piuttosto che dalla logistica. I costi di importazione rimangono su livelli simili a quelli dello stesso periodo dell’anno scorso. Sebbene il trasporto marittimo sia diventato più costoso a causa dell’aumento del prezzo del carburante e dei relativi sovrapprezzi, le riduzioni tariffarie previste dagli accordi commerciali con il Mercosur hanno in parte compensato questi incrementi.

Nelle ultime settimane, la combinazione tra una domanda stagionale più vivace e prezzi all’origine più elevati ha sostenuto una ripresa dei prezzi di vendita in Spagna e nel resto d’Europa. “I prezzi si trovano attualmente a livelli che non vedevamo da un paio d’anni, compresi tra 11 e 13 euro a cartone a seconda della pezzatura e del marchio”, afferma un importante importatore e commerciante spagnolo. Per far fronte alla domanda attuale e integrare le forniture via mare, l’azienda sta incrementando i propri programmi di importazione di lime via aerea.


Germania: la domanda sostenuta mantiene i prezzi alti
La stagione del lime ha finora registrato risultati migliori rispetto all’anno scorso, con due picchi di prezzo nei primi sette mesi dell’anno. Molti importatori avevano subito perdite nel 2025 a causa di prezzi FOB elevati e quotazioni di mercato bassi in Europa, il che ha indotto un approccio più cauto in questa stagione. Sul mercato spot, la maggior parte degli importatori ha ridotto i propri volumi, consentendo al mercato di tornare a oscillazioni di prezzo più tipiche. Tuttavia, nel tentativo di recuperare le perdite precedenti, il rialzo dei prezzi ha rapidamente stimolato nuovi acquisti, contribuendo a mantenere i livelli più elevati per un periodo più lungo.

“Nelle ultime settimane abbiamo registrato grosse carenze, erano in corso promozioni nei supermercati e la domanda era piuttosto alta e stabile fino alla settimana scorsa. In questo momento, con l’inizio delle vacanze, ci aspettiamo un calo. Quanto ai prezzi, tutto dipenderà dall’interazione tra un’offerta che sta tornando a crescere e una domanda europea difficile da prevedere in questo preciso momento”, afferma un importatore.

Come nelle settimane precedenti, il lime rimane molto caro sui mercati all’ingrosso tedeschi, principalmente a causa della forte domanda del settore della ristorazione, trainata dalle condizioni meteorologiche stagionali. Il maggiore aumento di prezzo finora registrato si è verificato nella settimana di calendario 26. Le forniture provengono principalmente dall’America Latina e dal Sudafrica.

La domanda di lime cresce tradizionalmente nei mesi estivi. Al tempo stesso, le condizioni meteorologiche sfavorevoli in Brasile e Colombia hanno ridotto le rese, in particolare nel comparto biologico. Anche i Mondiali di calcio di quest’anno hanno sostenuto la domanda sul mercato statunitense, riducendo i volumi disponibili per l’esportazione verso l’Europa.

Oltre alle forniture dall’America Latina, a partire da metà agosto si prevede un aumento delle importazioni dal Marocco e dalla Spagna, con l’obiettivo di diversificare gli approvvigionamenti e contribuire ad allentare la pressione sul mercato.


Nord America: offerta abbondante, domanda in calo
Le forniture di lime dal Messico rimangono abbondanti, ma la qualità è destinata a cambiare con le prossime spedizioni, come è tipico in questo periodo dell’anno. Ciò è conseguenza del caldo eccessivo in Messico e delle piogge sporadiche durante la stagione di crescita. Di conseguenza, alcuni frutti hanno sviluppato macchie oleose, mentre le pezzature sono attese in aumento settimana dopo settimana, anche per effetto delle recenti precipitazioni.

I lime messicani provengono attualmente da Veracruz, Tabasco, Oaxaca, Michoacán, Jalisco, Colima, Yucatán e Tamaulipas. Anche Guatemala e Honduras riforniscono il mercato.

All’inizio dell’anno le forniture erano più limitate e i prezzi molto elevati. Sebbene il prodotto fosse disponibile, il mercato aveva raggiunto livelli eccezionalmente alti, con la percezione che i prezzi potessero non scendere al di sotto dei 22-26 euro per tutto l’anno.

Attualmente la domanda è debole e l’atteso boom legato ai Mondiali di calcio in Nord America non si è concretizzato, con i prezzi che sono scesi nel corso del torneo. I frutti di grande pezzatura (calibro 110 e 150) si attestano in media tra 12 e 14 euro, il calibro 175 intorno agli 11 euro, il calibro 200 intorno ai 10 euro, mentre i lime più piccoli (calibro 230 e 250) si aggirano tra i 9 e i 10 euro.

Sudafrica: le scorte basse sostengono i prezzi
Le scorte di lime sono attualmente ridotte, a differenza di altre categorie di agrumi sui mercati all’ingrosso: sul mercato di Johannesburg sono disponibili solo circa 1.000 sacchi da 3 kg. Di conseguenza, i prezzi all’ingrosso si attestano intorno a 2,49 euro al chilogrammo, ovvero tra 7,46 e 8,00 euro per sacco da 3 kg, per lime fuori stagione.


I volumi sono attesi in aumento verso la fine dell’anno, con il rialzo delle temperature, e il picco di offerta si concentra tra marzo e maggio. Gli operatori descrivono il lime come una categoria stabile, con una crescita limitata di anno in anno.

“Quando arrivano i grandi volumi, i prezzi possono scendere fino a 0,80-1,00 euro per sacco da 3 kg. A quel punto si parla di soli 0,27-0,33 euro/kg”, afferma un commerciante. I ristoranti sono i principali acquirenti, che utilizzano il lime per cocktail, guacamole e salsa.

Un altro commerciante di lime riferisce che le vendite dirette ai ristoranti e i programmi con la Grande distribuzione hanno dato buoni risultati nella stagione appena conclusa, e segnala un aumento degli acquisti di lime nei supermercati da parte dei consumatori che cucinano in casa.


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