Entrare nel reparto ortofrutta di un supermercato oggi significa, spesso, trovarsi davanti a vaschette per le fragole, reti per le arance, film estensibili per ogni singolo frutto. Ma questo scenario ha i giorni contati. Con l’introduzione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), l’Europa ha dato il via a una rivoluzione che trasformerà radicalmente le nostre abitudini di acquisto.
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Sebbene il regolamento sia ufficialmente entrato in vigore l’11 febbraio 2025, la data da segnare in rosso sul calendario è il 12 agosto 2026, momento in cui le restrizioni diventeranno pienamente operative. Per i consumatori e per l’industria, non è solo una questione di ecologia, ma di una ridefinizione totale del concetto di imballaggio che culminerà in obiettivi ambiziosi tra il 2030 e il 2040 (cioè la riduzione dei rifiuti di imballaggio per abitante del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040).
“Il PPWR introduce restrizioni che incidono direttamente sul DNA della progettazione industriale, costringendo le aziende a superare le logiche lineari del passato”, dichiara Antonio Castelluccio, responsabile commerciale della Pack Sistem, società specializzata nella lavorazione di imballaggi in cartone, plastica e legno con sede a Policoro (Matera).

Tre sono i pilastri tecnici che fungono da punti di rottura: “A partire dal 12 agosto 2026, scatta il divieto assoluto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti contenenti sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Questa misura impone un monitoraggio rigoroso delle materie prime per eliminare rischi per la salute e l’ambiente. Inoltre, l’imballaggio è ora un prodotto regolato secondo logiche di efficienza volumetrica. Per il trasporto e l’e-commerce, lo spazio vuoto non potrà superare il 50%, imponendo un design tailor-made che eviti lo spreco di risorse. Terzo pilastro, ma non meno importante, la riciclabilità obbligatoria. Il percorso è tracciato verso il circular design: ogni imballaggio dovrà essere progettato per il riciclo entro il 2030, per poi dimostrare una reale riciclabilità su scala industriale entro il 2035″.

“Questa transizione – commenta Castelluccio – richiede una riprogettazione profonda che va ben oltre la sostituzione di un materiale. Il nostro lavoro oggi si concentra sulla garanzia della conformità normativa: supportiamo i clienti nell’ottenimento delle nuove Dichiarazioni di Conformità, fondamentali per attestare l’assenza di PFAS e il rispetto dei nuovi standard volumetrici e di riciclo”.
Oltre la minaccia dell’1,5 kg
“La novità che ci riguarda più da vicino è il divieto di alcuni imballaggi in plastica monouso considerati superflui, tra cui le confezioni per frutta e verdura fresca con peso inferiore a 1,5 kg – continua Castelluccio – Per la nostra azienda si tratta di un cambiamento importante, perché tra i prodotti principali ci sono le vaschette in plastica per fragole, pesche e uva, vendute soprattutto nei formati sotto questa soglia”.

“Sebbene alcuni Paesi possano introdurre deroghe, prevedendo l’obbligo della plastica per specifiche tipologie di frutta e verdura, ci siamo già mossi per tempo. Abbiamo guardato al futuro con proattività, sviluppando alternative plastic-free già pronte all’uso. Non ci siamo limitati a subire il cambiamento; lo abbiamo cavalcato, offrendo ai nostri partner soluzioni che eliminano il problema normativo alla radice, garantendo continuità operativa alla Grande distribuzione organizzata senza il rischio di inciampare in future restrizioni”.
Soluzioni avanzate per l’ortofrutta
La risposta concreta di Pack Sistem si traduce in una gamma che unisce la protezione del prodotto (shelf-life optimization) a una sostenibilità certificata, utilizzando prevalentemente cartone e polpa di legno. “Per le referenze più delicate, come piccoli frutti e fragole, abbiamo introdotto una vaschetta in cartone protetta da un ‘cluster’ (un guscio protettivo coordinato) con finestra in PLA. Questa soluzione rappresenta un traguardo tecnico: garantisce la massima visibilità del frutto per il consumatore finale, mantenendo l’integrità strutturale necessaria per la logistica, senza rinunciare alla conformità PPWR”, spiega Castelluccio.

Per pesche e albicocche, la versatilità è il punto di forza. “Offriamo soluzioni in cartone e polpa di legno adattabili a ogni esigenza: dai formati 60×40 (per 10-12 pezzi) ai classici pack da 500 g e 1 kg. Un’attenzione particolare è rivolta ai prodotti di nicchia, come le vaschette per le nettarine piatte Ondine. L’uso di alveoli in carta e polpa di legno è ormai uno standard consolidato, spinto dalla forte domanda della GDO internazionale”.
Nel caso dell’uva da tavola, il presidio del mercato globale è evidente, secondo Castelluccio. “L’assortimento di vaschette, da 500 g, 1 kg, 2 kg, e di buste con o senza manico serve i giganti della distribuzione europea. Collaboriamo attivamente con brand come LIDL, Despar, Ja, Kaufland, Rewe e Naturaplan, offrendo packaging personalizzati che rispondono ai più severi capitolati di fornitura internazionali”.

Per meloni, kiwi e agrumi, la transizione verso materiali cellulosici è quasi totale. “Gli alveoli in polpa di legno per meloni hanno soppiantato la plastica, mentre per kiwi e agrumi il passaggio alla carta è una realtà operativa da anni, limitando l’uso dei polimeri a casi marginali e tecnicamente indispensabili”, conclude Castelluccio.
Pack Sistem non ferma la sua ricerca. È attualmente in fase avanzata di sviluppo un progetto esclusivo per una vaschetta in cartone dedicata specificamente alla melagrana, un frutto che richiede soluzioni di packaging robuste e dal design ricercato per valorizzare le sue proprietà premium.
Per maggiori informazioni:
Pack Sistem Srl
Via Bellini, 11
75025 Policoro (MT) – Italy
+39 339 2018577
[email protected]
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