Dal 6 al 9 luglio Strasburgo chiude prima della pausa estiva con i voti su accordo UE-Messico, passeggeri e allargamento



L’ultima plenaria del Parlamento europeo prima della pausa estiva, in programma a Strasburgo dal 6 al 9 luglio, si concentrerà su alcuni dei dossier più sensibili dell’agenda europea, tra cui competitività industriale, sostegno al settore agricolo, tutela dei diritti sociali e dei viaggiatori, commercio estero, allargamento e risposta alle emergenze climatiche. Tra i voti più rilevanti figurano la riforma dei diritti dei passeggeri aerei, il coordinamento della sicurezza sociale per i lavoratori mobili, l’accordo globale UE-Messico e le relazioni sul percorso di adesione di Serbia, Ucraina e Moldova.

La sessione si svolgerà inoltre in concomitanza con il vertice NATO di Ankara del 7 e 8 luglio, dedicato al rafforzamento degli investimenti nella difesa, della produzione industriale e del sostegno all’Ucraina. Sullo sfondo, il Parlamento tornerà quindi a discutere anche delle conclusioni del Consiglio europeo di giugno, che hanno riguardato proprio Ucraina, Medio Oriente, difesa, migrazione, allargamento e prossimo Quadro finanziario pluriennale.

I dibattiti cruciali

Ad aprire la settimana in Plenaria sarà il confronto di martedì 7 luglio con il Taoiseach, il premier irlandese, Micheál Martin, che presenterà all’Aula le priorità della presidenza irlandese del Consiglio dell’UE, iniziata il 1° luglio. Dublino ha posto al centro del semestre competitività, valori e sicurezza, con un’attenzione specifica alla semplificazione, al rafforzamento del mercato unico, alla transizione energetica, al digitale e all’intelligenza artificiale.

La presidenza irlandese dovrà inoltre gestire alcuni dossier ad alta intensità politica: il sostegno all’Ucraina, l’impegno europeo in Medio Oriente, l’avanzamento dell’allargamento ai Balcani occidentali, all’Ucraina e alla Moldova, oltre al complesso negoziato sul bilancio pluriennale dell’Ue per il periodo 2028-2034. Sul fronte della difesa, l’Irlanda, Paese neutrale, intende lavorare su appalti comuni, mobilità militare, cybersicurezza e contrasto alle minacce ibride.


Nel briefing pre-plenaria organizzato dalla rappresentanza italiana del Parlamento europeo, Giuseppe Lupo (Pd, S&D) ha chiesto alla presidenza irlandese una linea più netta sul QFP, sottolineando la distanza fra Parlamento, Consiglio e Commissione e chiedendo una maggiore tutela per coesione, Politica agricola comune e pesca. Secondo l’eurodeputato, le nuove priorità non possono essere finanziate riducendo le risorse destinate agli agricoltori. Mario Furore (M5S, The Left) ha invece contestato l’ipotesi di ulteriori tagli al bilancio e ha indicato nella riduzione delle risorse per la difesa una possibile alternativa per proteggere programmi come Erasmus, coesione e PAC.

Sempre martedì, gli eurodeputati discuteranno le difficoltà dell’industria automobilistica europea. Il settore sta affrontando difficoltà senza precedenti, stretto tra prezzi dell’energia ancora elevati, vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, concorrenza internazionale, in particolare cinese, e necessità di finanziare nello stesso tempo elettrificazione e digitalizzazione. Il dibattito giunge una settimana dopo le indiscrezioni relative al colosso tedesco Volkswagen, che starebbe valutando il taglio di fino a 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi — Hannover, Zwickau, Emden e lo stabilimento Audi di Neckarsulm — nell’ambito di un massiccio piano di ristrutturazione.

Il dibattito non sarà accompagnato da una risoluzione, ma offrirà all’Aula l’occasione per sollecitare ulteriori misure di sostegno a occupazione, investimenti e competitività del settore. Sul tema, sempre intervenendo nel briefing pre-plenaria l’eurodeputato del PD Lupo ha indicato la necessità di verificare l’attuazione delle proposte della Commissione sul comparto e sugli obiettivi al 2035, rilanciando l’idea di un fondo europeo per l’automotive. Da parte sua, Furore ha chiesto una nuova politica industriale, sostenendo che “la competitività non arriva dalla deregolamentazione ma da innovazione”, e ha richiamato la proposta di uno strumento sul modello di SURE per digitale, robotica e automotive.

Mercoledì 8 luglio il Parlamento discuterà con Consiglio e Commissione le conclusioni del vertice europeo del 18 e 19 giugno. Al centro del confronto ci saranno il sostegno militare all’Ucraina e la pressione sulla Russia — mentre è in corso il negoziato sul 21° pacchetto di sanzioni — la situazione in Medio Oriente, con i dossier Libano, Gaza e Cisgiordania, il prossimo QFP, sicurezza e difesa, migrazione e allargamento. Il dibattito consentirà ai gruppi di valutare la linea dei governi sulle priorità strategiche fissate dal Consiglio europeo.

Sul Medio Oriente, Leoluca Orlando (Avs, Verdi/ALE) ha criticato durante il briefing con la stampa italiana quella che considera l’assenza di una posizione europea autonoma e ha richiamato la necessità di una strategia fondata su diplomazia, dialogo e compromesso. Sempre sullo stesso tema, Furore ha chiesto che il Parlamento affronti anche la ricostruzione di Gaza e che l’Ue mantenga come priorità l’accesso umanitario, il rispetto del diritto internazionale e il riconoscimento dello Stato palestinese. Lupo ha, invece, segnalato la necessità di adeguate risorse europee per Gaza, senza sottrarre sostegno ad altri teatri, a partire dall’Ucraina.


Nella stessa giornata, l’Aula affronterà la risposta europea alle ondate di calore e agli incendi boschivi. La discussione arriva dopo una primavera particolarmente calda e una nuova fase di temperature estreme in diverse aree del continente, in particolare nell’Europa occidentale, esponendo le difficoltà di adattamento dei Paesi europei. Per l’estate 2026, l’UE ha predisposto il più ampio dispositivo europeo di risposta agli incendi mai realizzato, con 777 vigili del fuoco di 14 Paesi schierati nelle zone considerate ad alto rischio, tra cui Italia, Grecia, Francia, Spagna, Portogallo e Cipro.

Su questo dossier i tre eurodeputati delle forze progressiste hanno chiesto la necessità di una maggiore attenzione all’agenda climatica europea. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l’esponente dem Lupo ha sollecitato un’accelerazione della transizione verde e della decarbonizzazione, insieme al rafforzamento della prevenzione degli incendi. Orlando ha lamentato una risposta ancora insufficiente della Commissione a un fenomeno da trattare come strutturale, richiamando anche gli effetti del riscaldamento delle acque sulla pesca e sull’acquacoltura. Furore ha insistito sul fatto che “non basta intervenire quando gli incendi sono esplosi”, ma servono investimenti nella prevenzione e nel sostegno ai territori colpiti.

Sempre mercoledì è previsto un dibattito sulle modalità con cui l’UE può sostenere la società civile russa, gli attivisti contrari alla guerra e i media indipendenti. Il confronto si inserisce nel tentativo del Parlamento di mantenere un canale politico con le forze democratiche e pacifiste russe, in un contesto segnato dalla repressione interna e dal proseguimento della guerra contro l’Ucraina.

Giovedì 9 luglio, infine, i deputati discuteranno il futuro della Politica comune della pesca. L’obiettivo è sollecitare la Commissione a modernizzare il quadro normativo, sostenere la flotta e la pesca artigianale, ridurre gli oneri burocratici e garantire risorse adeguate nel prossimo bilancio europeo. La risoluzione sul tema sarà tuttavia votata soltanto nella plenaria di settembre. Orlando ha chiesto un approccio sistemico alla pesca al 2040, che tenga conto anche dell’acquacoltura e degli effetti del cambiamento climatico sul settore.

I voti

Il primo voto politicamente e concretamente più rilevante è quello previsto per martedì 7 luglio sulla riforma dei diritti dei passeggeri aerei. L’accordo è stato raggiunto con gli Stati membri lo scorso 25 giugno e giunge alla fine di un lunghissimo negoziato iniziato nel 2004. L’accordo conferma il diritto al rimborso o al reindirizzamento in caso di cancellazione e mantiene la compensazione per ritardi superiori a tre ore, cancellazioni comunicate meno di quattordici giorni prima della partenza e negato imbarco.


Le nuove norme prevedono inoltre procedure di rimborso più rapide, l’obbligo per le compagnie di garantire senza supplementi che un adulto accompagni un minore di 14 anni sedendosi accanto a lui e una maggiore trasparenza sui prezzi. Compagnie, intermediari e motori di ricerca dovranno infatti mostrare fin dall’inizio il costo del biglietto comprensivo del bagaglio a mano.

Su questo tema, l’eurodeputato del PD Lupo ha rivendicato l’impegno del gruppo dei socialisti sul dossier, rivendicando il mantenimento delle tutele per ritardi superiori a tre ore e le novità su rimborsi, trasparenza dei prezzi, assistenza alle persone con disabilità e viaggi delle famiglie. Furore ha osservato che il lungo negoziato evidenzia la necessità di rendere più rapidi i processi decisionali europei, senza sacrificare la qualità delle norme e le garanzie democratiche. Orlando ha collegato il dossier alla più ampia questione della sovranità digitale europea e della tutela dei diritti dei cittadini rispetto alle grandi piattaforme.

Martedì l’Aula dovrebbe inoltre approvare definitivamente l’aggiornamento delle norme sul coordinamento della sicurezza sociale. La riforma riguarda i lavoratori che vivono o lavorano in un altro Stato membro e stabilisce criteri più chiari per individuare la legislazione nazionale applicabile. Il testo interviene su disoccupazione, prestazioni familiari, assistenza a lungo termine, accesso alle prestazioni sociali per cittadini mobili economicamente inattivi e regole per lavoratori distaccati o impiegati in più Paesi.

Nella stessa tornata di voti, il Parlamento dovrebbe adottare in procedura d’urgenza nuove misure di sostegno agli agricoltori colpiti dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il provvedimento punta a facilitare l’accesso ai pagamenti diretti della PAC e a rendere più rapido il sostegno finanziario. L’iniziativa viene collegata sia alle conseguenze della guerra russa contro l’Ucraina sia ai recenti effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz sui costi di approvvigionamento.

Nel briefing, Orlando ha richiamato la necessità di accompagnare gli aiuti con controlli contro eventuali pratiche speculative lungo le filiere dei fertilizzanti. Lupo ha sostenuto da parte sua che le nuove priorità dell’Unione non dovrebbero gravare su agricoltori e fondi della PAC.


Un passaggio centrale della plenaria arriverà mercoledì, con il voto sugli accordi UE-Messico. Il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sia sull’accordo globale aggiornato, destinato a sostituire il quadro in vigore dal 2000, sia sull’accordo commerciale interinale. Quest’ultimo consentirebbe di applicare le disposizioni commerciali di competenza esclusiva dell’UE senza attendere la ratifica completa dell’accordo globale da parte di tutti gli Stati membri.

Il voto ha una rilevanza geopolitica oltre che economica: il Messico è il secondo partner commerciale dell’UE in America latina, mentre l’Unione è il terzo partner commerciale del Paese e il suo secondo mercato di esportazione dopo gli Stati Uniti.

Mercoledì l’Aula voterà anche le relazioni annuali su Serbia, Ucraina e Moldova. Per Belgrado, il Parlamento segnala una fase di stallo dovuta alle preoccupazioni sullo Stato di diritto, sulla polarizzazione politica e sulla necessità di riforme anticorruzione, chiedendo inoltre una normalizzazione complessiva delle relazioni con il Kosovo e un pieno allineamento alla politica estera dell’UE.

La relazione sull’Ucraina riconosce invece gli sforzi di riforma compiuti durante la guerra, in particolare sulla giustizia e sul contrasto alla corruzione. Per la Moldova, gli eurodeputati dovrebbero sostenere l’obiettivo di chiudere provvisoriamente i negoziati entro l’inizio del 2028, con l’adesione all’UE entro il 2030. Su questo dossier, Orlando ha rilevato che Serbia, Ucraina e Moldova devono ancora compiere passi rilevanti, soffermandosi in particolare sulla necessità per Belgrado di sciogliere il nodo dei rapporti con il Kosovo.

Tra gli altri voti della sessione figura quello sull’avvio della procedura d’urgenza per la deroga ePrivacy relativa al contrasto degli abusi sessuali online sui minori. Il Parlamento dovrà decidere se accelerare l’esame della posizione del Consiglio, che punta a consentire nuovamente ai fornitori di servizi internet di rilevare volontariamente materiale pedopornografico sulle proprie piattaforme. Il dossier resta politicamente delicato perché incrocia protezione dei minori, riservatezza delle comunicazioni e garanzie giudiziarie.


L’Aula voterà inoltre sulla richiesta di verificare se il partito politico europeo Europe of Sovereign Nations (ESN) rispetti i valori fondanti dell’Unione. La procedura riguarda il partito europeo, distinto dal gruppo parlamentare ESN, e rappresenta il primo utilizzo del meccanismo previsto dalle nuove norme europee in materia di trasparenza, interferenze straniere e rispetto dei valori dell’UE. L’eurodeputato di AVS e membro del gruppo dei Verdi, Orlando, ha definito l’avvio della verifica un passaggio dovuto, sostenendo che un partito in contrasto con i valori dell’Unione non dovrebbe accedere ai finanziamenti europei.

Chiuderanno la sessione i voti sulle proposte fiscali relative al futuro regime paneuropeo “EU Inc.” e al settore finanziario. Il Parlamento chiederà un sistema più coerente per le imprese innovative, con norme fiscali armonizzate, una base imponibile consolidata, dichiarazioni standardizzate e procedure Iva semplificate. Sul settore finanziario, l’Aula dovrebbe invece sollecitare una revisione dell’esenzione Iva europea, considerata ormai superata e fonte di frammentazione nel mercato dei capitali.

Sul futuro 28° regime gli eurodeputati intervenuti nel briefing pre-plenaria si sono concentrati anzitutto sui diritti dei lavoratori. Nello specifico, il dem Lupo ha chiesto che la semplificazione per le nuove imprese non riduca la tutela dei lavoratori, che dovrebbero restare soggetti alle regole del Paese in cui svolgono l’attività. Orlando ha invece invocato standard comuni elevati, mentre da parte sua, l’esponente M5S Furore ha espresso timori per la creazione di un ordinamento parallelo, con possibili ricadute su diritto societario, protezione del lavoro e capacità dell’Italia di attrarre imprese innovative. Furore ha sottolineato l’importanza per il M5S e per il gruppo The Left del dossier che vede l’eurodeputato Pasquale Tridico relatore unico al Parlamento Europeo per la proposta di regolamento che istituisce il nuovo modello societario europeo “EU Inc.”. L’eurodeputato pentastellato ha spiegato che il Movimento chiederà modifiche al testo e valuterà un voto contrario in assenza di correttivi.

Nel corso del briefing, Lupo e Furore hanno inoltre rilanciato il tema di una tassa europea sui servizi digitali, oggi assente dalla proposta della Commissione sulle risorse proprie, auspicando che la presidenza irlandese contribuisca a far avanzare il dossier.



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