L’agroalimentare lombardo fa rete a Goito: innovazione, export e “Food Valley” al centro dell’evento del Circolo delle Imprese


Una serata d’eccellenza dedicata a uno dei settori chiave dell’economia e dell’identità del territorio. Nella cornice della Latteria Agricola San Pietro di Goito (MN) — punto di riferimento per la produzione del Grana Padano DOP MN474 — si è tenuto il nuovo appuntamento promosso dal Circolo delle Imprese. L’incontro ha riunito imprenditori, rappresentanti istituzionali ed esperti per fare il punto sulle sfide future dell’agroalimentare: dalla necessità di “fare sistema” all’innovazione scientifica, fino alla conquista dei grandi mercati internazionali.

Ad aprire i lavori è stato il padrone di casa Stefano Pezzini, Presidente della Latteria San Pietro e di Confcooperative Agroalimentare Lombardia, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione di incontro tra la realtà produttiva locale e il tessuto imprenditoriale regionale: “Per noi è sempre una grande opportunità per far incontrare una realtà come la nostra alle imprese del territorio e fuori”. Pezzini ha ripercorso la storia dell’azienda, che ha celebrato i suoi 60 anni di attività, ricordando l’impatto economico e sociale del distretto nato attorno ai prati stabili del Mincio (sei comuni e sei latterie per un fatturato complessivo di circa 700 milioni di euro). Un modello virtuoso che punta sui giovani — con un’età media aziendale di 34 anni — e che ha dato vita al Distretto del Cibo Mantova Food. Pezzini ha inoltre lanciato una sfida strategica: valorizzare la filiera lattiero-casearia attraverso la ricerca scientifica e l’estrazione di nutrienti e proteici dai sottoprodotti del latte, evitando di dipendere dalle importazioni estere, e puntare su una più decisa internazionalizzazione sulla scia del lavoro già avviato per il Grana Padano.

Integrazione e visione di rete sono stati i concetti chiave richiamati anche da Alessandro Fiorentino, Presidente e Roberto Chitelotti, Referente del Circolo delle Imprese Mantova, che hanno ricordato come la mission dell’associazione sia proprio quella di creare ponti concreti tra le piccole e medie imprese del territorio, le grandi metropoli come Milano e i centri decisionali comunitari come Bruxelles.

Verso una “Food Valley” Lombardo-Emiliana
A testimoniare il fermento economico dell’area mantovana è intervenuto il Presidente della Provincia di Mantova, Carlo Bottani, che ha scattato una fotografia estremamente dinamica del territorio.

– Export record: La provincia di Mantova ha registrato una crescita dell’export del +6,2% nel 2026, un dato superiore alla media regionale e delle province confinanti.

– Investimenti e infrastrutture: Bottani ha rimarcato l’importanza strategica dello sblocco della ZLS (Zona a Logistica Semplificata) e l’avvio delle ZIS (Zone di Innovazione e Sviluppo Territoriale). “Dobbiamo lavorare e investire insieme: la rete ha dei buchi, il sistema non ne ha”, ha dichiarato Bottani
– ⁠Strategia dello sblocco della ZLS (Zona a Logistica Semplificata) e l’avvio delle ZIS (Zone di Innovazione e Sviluppo Territoriale): “Dobbiamo lavorare e investire insieme: la rete ha dei buchi, il sistema non ne ha”, ha dichiarato Bottani, richiamando la necessità di coniugare crescita economica, sostenibilità ed equilibrio geopolitico.

L’analisi prospettica della serata è stata arricchita dalla lectio del professor Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano, che ha invitato il comparto a superare i confini provinciali e a “pensare in grande”: “Dobbiamo costruire una vera e propria Food Valley integrata tra Brescia, Mantova, Cremona, Lodi ed Emilia”. Noci ha rimarcato il potenziale inespresso del Made in Italy nei mercati extra-europei ad alto popolamento come l’India e la Cina, auspicando investimenti su scala, marketing strategico globale, innovazione nei prodotti ad alto contenuto proteico (longevity) e il potenziamento di infrastrutture chiave come l’aeroporto di Brescia Montichiari per l’export rapido.

In conclusione, l’Eurodeputato e Vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento Europeo, Massimiliano Salini, ha richiamato l’attenzione sul ruolo fondamentale del territorio come motore dell’innovazione.

La sfida di Salini: “L’Unione Europea tuteli la produttività e la libertà d’impresa”
Nel suo lungo e articolato intervento, Salini ha sottolineato come la vera innovazione politica ed economica nasca spesso proprio dal profondo legame con i territori: “Ci sono terre in cui il principio del ‘dal basso verso l’alto’ genera innovazione autentica. Qui l’élite creativa è attaccata alla terra, al lavoro quotidiano, ed è capace di indicare la strada”.

Tuttavia, secondo l’europarlamentare, questo modello virtuoso è oggi minacciato da impostazioni comunitarie che rischiano di soffocare l’impresa e il manifatturiero:

– Sostegno alla produttività reale: Salini ha criticato la logica dei finanziamenti agricoli europei basati sulla mera estensione della superficie (ad ettaro) anziché sulla produttività effettiva del terreno, un meccanismo che penalizza territori ad altissimo rendimento e qualità come la Pianura Padana.

– Libertà tecnologica e mercato: Richiamando le recenti vicende della transizione ecologica e del settore automotive, ha evidenziato il pericolo delle regolamentazioni che impongono una sola tecnologia per legge (come il motore elettrico al 2035). “Imporre un’unica tecnologia non aiuta gli investimenti, ma imbriglia l’offerta e spegne la spinta a innovare. Bisogna invece lasciare gli imprenditori liberi di rischiare e di incontrare la domanda del mercato in purezza”.

– Manifattura e Welfare: Sollecitato dal tema della spesa pubblica, Salini ha ricordato come l’Europa concentri quasi il 50% della spesa mondiale di welfare a fronte del 7% della popolazione globale. “Per continuare a sostenere servizi fondamentali come sanità e istruzione, l’unica strada percorribile è sostenere chi crea la ricchezza: la manifattura, l’agricoltura di qualità e l’esportazione”.

– Il marketing dell’appartenenza: Salini ha infine spronato gli imprenditori a presentarsi sui mercati globali non solo facendo leva sulla bontà della materia prima, ma vendendo l’esperienza e l’identità del territorio. “Quando qualcuno compra una forma di Grana Padano o un prodotto di questa terra, deve sentire di iscriversi a una storia, di diventare socio di una bellezza fatta di lavoro e passione”.

Un’eccellenza che cresce: inaugurato il nuovo magazzino da 110.000 forme
A conferma della capacità di investire e di guardare avanti, i partecipanti all’evento hanno potuto visitare gli stabilimenti della Latteria San Pietro. Accanto al magazzino storico da 35.000 forme di Grana Padano DOP in prima stagionatura, è stato presentato e visitato il nuovo magazzino di stagionatura da poco inaugurato: un’imponente struttura all’avanguardia in grado di contenere ben 110.000 forme, con tempi di maturazione che per alcune Selezioni possono spingersi fino a 50 mesi.

Proprio all’interno del nuovo padiglione si è tenuto l’aperitivo di networking finale, durante il quale i presenti hanno potuto degustare le eccellenze gastronomiche locali, abbinando i formaggi della Latteria San Pietro ai prodotti artigianali del Salumificio Sei Colli. Una serata che ha saputo fondere riflessione politica, visione industriale e profondo legame con la propria terra.

Caterina Romanello


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