Le imprese dei serramenti. Chi sono e che cosa fanno


Dopo aver pubblicato i dati macro del settore infissi, vedi news, approfondiamo il tema sulla base del recente Report di Confartigianato che ci aiuta a comprendere meglio chi sono le imprese dei serramenti e come operano.

Qui la prima parte dell’articolo

Riassunto della prima parte. Il Report ‘Serramenti: imprese, produzione, scambi commerciali e incentivi fiscali’ predisposto dall’Ufficio Studi di Confartigianato fotografa un settore costituito da oltre 20 mila imprese dei serramenti che fatturano circa 14 miliardi di euro e offrono impiego a oltre 92mila addetti.

Le imprese di serramenti

Alla fine del terzo trimestre 2025, quindi circa un anno fa circa, erano registrate nelle varie banche dati ufficiali 20.738 imprese che producono serramenti. Di queste 14.124 sono imprese artigiane, pari al 68,1% del totale. Fonte del Report, ricordiamo, sono i dati Istat, Eurostat, Unioncamere-Infocamere e Inps. Nel dettaglio 14.222 sono imprese che producono serramenti in metallo, 6.001 sono imprese dei serramenti in legno e 515 sono imprese di serramenti in plastica. Va premesso che oramai è talmente diffusa “l’osmosi tra i materiali”, specie tra i settori del metallo e del PVC, che i codici Ateco, vecchi e nuovi, offrono una narrazione della vita delle imprese non più corrispondente alla realtà.

Fotografia da ritoccare

Un altro dato di cui manca contezza, difficilmente reperibile, è il numero di aziende produttrici trasformatesi negli ultimi anni in aziende commerciali di porte e finestre, insomma in rivenditori. Esse, all’occorrenza, producono ancora porte e finestre nel materiale di predilezione. Comunque, in mancanza di ulteriori e più approfondite precisazioni, troviamo ancora comodo far riferimento ai vecchi Ateco, tenendo bene in mente che potrebbero essere obsoleti e incompleti.

Le imprese di serramenti per materiale

Elaborazione di Confartigianato su dati Istat, Eurostat, Unioncamere-Infocamere e Inps (2025)
1-Metallo

Le 14.222 imprese dei serramenti metallici – anzi di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli in metallo, come recita il loro codice Ateco – offrono impiego a 60.642 addetti. Il 66% è costituito da imprese artigianali, ovvero in numero: 9.472 che danno lavoro a 29.110, ovvero il 48%. È dato noto che questo cluster di aziende tratta spesso anche serramenti in PVC, vuoi come produzione che come rivendita.

2-Legno

Delle 6.001 imprese dei serramenti in legno il 73,2% è impresa artigiana (4.392 in numero). Gli addetti in totale assommano a 24.652. Le imprese del legno danno lavoro a 12.585 addetti, ossia il 51,1%. Sovente rivendno anche serramenti in PVC nonché persiane e scuri in alluminio.

3-PVC

Infine, le imprese dei serramenti in materia plastica. Sono 515, metà di esse sono artigiane: 260, ovvero il 50,1%. Globalmente impiegano 7.198 addetti. Le aziende artigiane offrono impiego a 1.375 dipendenti. Tendenza recente presso queste aziende è una produzione aggiuntiva di serramenti in alluminio.

Gli addetti

In termini di occupazione, il settore conta 92.492 addetti con un importante apporto delle imprese di minor dimensione: l’artigianato ha una quota del 46,6% (43.070 unità) e nei comparti di riferimento le micro e piccole imprese con meno di 50 addetti hanno una quota dell’81,1%.

Il valore delle produzioni

Altri dati estremamente significativi emergono dallo studio di Confartigianato sono i valori 2023 delle produzioni di serramenti. Sono dati che posizionerebbero l’Italia al secondo posto nell’Unione europea per valore della produzione cluster di riferimento dei serramenti con quota del 16,6% su 24 paesi. L’elaborazione è dell’Ufficio Studi di Confartigianato sulla base di dati Eurostat. Occorre segnalare che i dati risalgono al 2023 quando era ancora forte l’impatto del Superbonus sul mondo dei serramenti. In secondo luogo le voci relative a Legno e PVC contemplano dichiaratamente altri manufatti, oltre che gli infissi in legno e in PVC. Con tutto il rispetto che merita il grande lavoro dietro il Report, ci sembra improprio assommare, come viene fatto nella quarta colonna, i numeri delle produzioni delle tre voci Metallo, Legno e PVC. In conclusione, non saremo molto probabilmente secondi nella classifica UE ma certamente siamo buoni terzi.

Export ed import di serramenti

Gli scambi commerciali dell’Italia in serramenti vedono nel 2024 esportazioni per 953 milioni di euro, importazioni per 1.391 milioni ed un saldo commerciale negativo per 438 milioni. Il segmento del metallo contribuisce con 769 milioni di export mentre l’import è meno della metà, 333 milioni di euro. Segue il segmento della plastica con 157 milioni di export e l’import di 995 milioni di euro (qui si vede l’effetto Superbonus) e quello in legno con 27 milioni di export e un import più che doppio, pari a 63 milioni di euro.

Verso dove l’export

L’export 2024 di serramenti dell’Italia è diretto per il 57,1% all’UE ed i primi 5 mercati del Made in Italy sono: Francia (182 milioni di euro di euro, quota di 19,1%), USA (101 milioni di euro, il 10,6%), Spagna (74 milioni di euro, il 7,8%), la Germania con 59 milioni e la Svizzera con 47 milioni. Da notare che 10 anni fa gli USA erano al quinto posto e ora sono passati al secondo.

Da dove l’import

Nel 2024 i primi 5 paesi importatori di infissi in Italia sono stati Polonia con 638 milioni, Romania con 269, Germania con 163, Austria con 88 e Cina con 28. Nuova e interessante la presenza della Cina che 10 anni prima non compariva tra le prime 15 nazioni importatrici di infissi. Da segnalare che alcuni importatori si sono giovati largamente della forte domanda di infissi scatenata negli 2022-23-24 dai lavori di Superbonus.

Prossimamente

La terza parte dell’articolo indagherà sui settori affini e contigui a quelli della produzione di serramenti, come il commercio di porte e finestre, le imprese di posa, le produzioni complementari come le produzioni di porte blindate.

(continua)

Ennio Braicovich


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