A Palazzo Piacentini premiati ICE, Salone del Mobile.Milano e Marco Fortis. Premio alla memoria a Giorgio Armani
Premio De Sanctis Made in Italy PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante
(AGR) Quattro storie diverse, un filo comune: trasformare cultura e creatività in impresa e valore internazionale. La prima edizione del Premio De Sanctis Made in Italy celebrata nel Salone d’onore del MIMIT, “la casa delle imprese”
ROMA – Quattro storie diverse, un filo comune: la capacità italiana di trasformare cultura, creatività, competenze e visione in impresa, valore e riconoscibilità internazionale. Sono ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Salone del Mobile.Milano, Marco Fortis, i protagonisti della prima edizione del Premio De Sanctis Made in Italy, celebrata nel Salone d’onore del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Palazzo Piacentini.
A definirlo, durante la cerimonia, «la casa delle imprese» è stato il Capo di Gabinetto del MIMIT Federico Eichberg: il luogo nel quale arrivano ogni giorno donne e uomini che lavorano per «continuare a scrivere un verso in più in questo poema che è il Made in Italy». Eichberg ha ricordato come Piacentini avesse voluto fare dell’edificio una sorta di vetrina dei materiali italiani, dall’ardesia al travertino, fino a trasformarsi nel tempo nella casa istituzionale di quel sistema di imprese che oggi costituisce una delle espressioni più riconoscibili dell’Italia.
Premio De Sanctis Made in Italy PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante
Questa prima edizione si inserisce nella XV edizione del Premio De Sanctis ed è nata dalla collaborazione tra la Fondazione De Sanctis e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze produttive, l’innovazione responsabile e la sostenibilità al centro del sistema industriale italiano.
Una nuova sezione, dunque, del Premio presieduto da Gianni Letta, nato inizialmente come riconoscimento dedicato alle eccellenze della saggistica italiana e progressivamente ampliatosi ad altri ambiti della vita culturale, sociale ed economica del Paese.
«Un patrimonio che unisce creatività, tradizione, innovazione e capacità di ricerca», ha spiegato il presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis. «Con questo Premio vogliamo valorizzare i protagonisti e raccontare un’Italia che sa trasformare il proprio talento e le proprie competenze in crescita, lavoro e prestigio internazionale».
Premio De Sanctis Made in Italy PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante
Nel suo saluto, De Sanctis ha ringraziato il ministro Adolfo Urso, che ha creduto nel progetto e ha accolto la prima edizione nella sede del MIMIT, insieme a Eichberg, Roberto Luongo e alle persone del Ministero. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza, presenti con numerosi giovani allievi, e al presidente Gianni Letta, «una presenza costante, discreta, preziosa».
Dal canto suo, Letta ha portato la riflessione sulla radice culturale del Made in Italy, partendo proprio dalla figura alla quale il Premio è intitolato: «Questo premio approda oggi qui perché è diventato anch’esso una testimonianza del Made in Italy. Francesco De Sanctis è stato una figura centrale nella storia culturale e civile italiana e uno dei protagonisti del processo di costruzione dell’unità nazionale. La sua opera rappresenta non soltanto un’opera fondamentale della cultura italiana, ma anche l’espressione di un’idea della cultura come motore dell’azione, del progresso e della crescita civile».
Il Made in Italy in numeri
Il passaggio dalla cultura all’impresa è stato al centro dell’intervento di Federico Eichberg, che ha definito il Made in Italy una realtà che nasce dalla straordinaria articolazione dei territori italiani: 8 mila Comuni, circa 8 mila chilometri di coste e una molteplicità di ecosistemi produttivi legati a culture, paesaggi e condizioni climatiche differenti. È anche da questa diversità che deriva la capacità di sviluppare nei secoli competenze e specializzazioni.
Eichberg ha ricordato che lo scorso anno l’Italia ha raggiunto circa 300 miliardi di euro di export, collocandosi, per pochi milioni, in competizione con il Giappone per il quarto posto mondiale, dopo Cina, Stati Uniti e Germania. Ma il punto centrale è stato il rapporto tra istituzioni e chi investe e crea lavoro. «Se c’è una cosa che noi non dobbiamo tradire è la speranza di chi vuole generare, di chi vuole fare impresa», ha detto Eichberg, portando il saluto del ministro Urso, assente per impegni legati al Consiglio Competitività, e auspicando continuità a questo dialogo tra istituzioni e sistema produttivo.
I premiati
Il primo riconoscimento è andato a ICE – Agenzia per la promozione all’estero, premiata per il ruolo svolto in un secolo di attività. La motivazione ha ricordato le origini dell’Agenzia, erede dell’Istituto Nazionale per le Esportazioni nato nel 1926, e la sua evoluzione fino all’affermazione dell’export come componente centrale della competitività del Paese. Un patrimonio di uomini, donne, competenze e relazioni.
A ritirare il premio è stato il direttore generale Lorenzo Galanti, che lo ha dedicato alle persone che lavorano nell’Agenzia. «Oggi ICE lavora al fianco delle imprese», ha detto, evidenziando la necessità di accompagnare sempre più aziende verso nuovi mercati, in una fase di trasformazioni nelle rotte commerciali. Ringraziamento condiviso con il presidente Matteo Zoppas.
Il secondo riconoscimento ha premiato il Salone del Mobile.Milano, indicato come realtà capace di trasformare una manifestazione fieristica in «un punto di riferimento mondiale per il design, l’arredamento e la cultura del progetto».
A ricevere il premio è stata la presidente Maria Porro: «Noi pensiamo che anche il design possa essere espressione della storia civile e morale di un popolo». Nato nel 1961, «non è semplicemente un evento, ma è un’infrastruttura culturale e produttiva», dove imprese, progettisti, ricerca e cultura si incontrano.
«Il design italiano nasce dalla manifattura, dall’impresa, dalla creatività che spinge sull’innovazione, ma soprattutto nasce dalla cultura e dalla ricerca, che rappresenta circa 52 miliardi di euro di fatturato, con il 50 per cento destinato all’export», ha sottolineato Porro, ricordando i numeri del Salone: circa 1.900 espositori da 35 Paesi e oltre 16 mila giovani talenti accolti nel SaloneSatellite.
A Marco Fortis, economista, professore di Economia industriale all’Università Cattolica di Milano e direttore della Fondazione Edison, è stato riconosciuto il lavoro per dare forma e visibilità al concetto di Made in Italy. Motivazione: un lavoro capace di restituire «orgoglio e consapevolezza» e di portare nel dibattito «meno slogan e più evidenze, meno pessimismo e più consapevolezza».
Fortis ha accolto il premio con «grande onore e commozione», legandolo a oltre quarant’anni di studio. Ha ricordato il suo primo articolo sul Sole 24 Ore nel 1983 sul Made in Italy e l’evoluzione di un concetto che dalla moda si è esteso a nautica, farmaceutica, meccanica, alimentare. «Non è facile costruire questo perimetro, dare un’identità a quello che chiamiamo Made in Italy: è qualcosa di più complesso: non è una semplice specializzazione, ma è una caratteristica strutturale del nostro Paese».
Il ricordo di Giorgio Armani
La cerimonia si è chiusa con un momento dedicato a Giorgio Armani, al quale la Fondazione ha conferito un riconoscimento alla memoria per l’eredità lasciata alla moda italiana. Il ricordo ha ripercorso la storia di Armani dagli anni Settanta, quando contribuì all’affermazione di un modello capace di coniugare «qualità sartoriale, innovazione e visione industriale», fino agli anni Ottanta, quando il suo stile si impose sulla scena internazionale.
L’iniziativa è organizzata nell’ambito della XV edizione insignita con medaglia del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il MIMIT, con Rai e Camera Nazionale della Moda Italiana come partner istituzionali, Gruppo FS e Deloitte come main sponsor, Federalimentare e Confagricoltura come official sponsor, con la partecipazione di Invitalia e Il Sole 24 Ore come media partner.
Ufficio Stampa
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