Il borgo di Sapri occupa una posizione particolare sulla carta geografica italiana: è l’ultimo centro costiero della Campania prima della Basilicata, il paese più popoloso del Golfo di Policastro e uno dei luoghi simbolo dell’estremo Cilento. Ad accoglierlo c’è una baia ampia e armoniosa che rientra dolcemente nel Tirreno, protetta alle spalle dai rilievi dell’Appennino meridionale. Chi arriva dalle alture lucane vede apparire all’improvviso il golfo e comprende subito il motivo per cui questo tratto di costa abbia affascinato viaggiatori, scrittori e uomini politici per secoli.
Non è un caso che Greci e Romani individuarono presto il valore strategico di questo approdo naturale, una sorta di porto spontaneo. In età romana, infatti, la baia divenne luogo di villeggiatura per famiglie facoltose, attratte dal clima mite e dalla posizione privilegiata. Proprio Cicerone, conquistato dalla sua bellezza, la definì “Parva Gemma Maris Inferi”, la piccola gemma del mare del Sud.
Gran parte dell’identità contemporanea ruota però attorno a un episodio del Risorgimento: nel giugno del 1857, Carlo Pisacane sbarcò qui insieme ai suoi compagni durante la celebre Spedizione dei 300. L’mpresa terminò tragicamente, eppure entrò nella memoria collettiva grazie ai versi di Luigi Mercantini. Da allora Sapri è diventata per milioni di italiani la “Città della Spigolatrice“, figura femminile in grado di trasformare un evento storico in racconto popolare.
Cosa vedere a Sapri
Oltre alle spiagge e alla fama legata alla Spigolatrice, questa cittadina della Campania conserva angoli che raccontano epoche differenti. Dall’età romana al ‘900, passando per la spiritualità popolare e le vicende del Risorgimento, il percorso urbano permette di leggere la storia direttamente nel paesaggio.
La Specola e l’obelisco dedicato a Carlo Pisacane
All’ingresso della città si innalza la Specola, antico Osservatorio Astronomico Meteorologico costruito nel 1927. Alta circa 15 metri, è senza dubbio una delle architetture più riconoscibili del panorama saprese. La struttura domina l’area delle Cammarelle e richiama un periodo nel quale l’osservazione scientifica del cielo assumeva grande importanza.
Accanto alla torre si trova l’obelisco dedicato a Carlo Pisacane, eretto per ricordare lo sbarco del 1857. L’insieme monumentale crea un dialogo suggestivo tra scienza, memoria storica e paesaggio marino. Sullo sfondo, invece, c’è la Chiesa di Santa Croce, edificio ottocentesco dalle linee gotiche che completa la prospettiva.
La Spigolatrice e lo Scoglio dello Scialandro
Nessun simbolo rappresenta Sapri quanto la Spigolatrice: una statua in bronzo inaugurata nel 1994 che occupa lo Scoglio dello Scialandro, una formazione rocciosa che emerge dalle acque del golfo. Lo sguardo della figura femminile sembra rivolgersi verso il punto raggiunto dai patrioti di Pisacane.
Attorno allo scoglio ruota anche una leggenda molto più antica. Stando alla tradizione, il naufrago greco Scialandro (unico superstite di una nave affondata nei pressi di Punta Infreschi durante l’VIII secolo a.C) venne accolto dalla popolazione locale e divenne guida del villaggio fino alla morte in battaglia. Da quel racconto deriverebbe il nome dello scoglio.
Piazza Plebiscito e la Chiesa dell’Immacolata Concezione
Cuore della vita cittadina, Piazza Plebiscito raccoglie alcune delle testimonianze più significative del patrimonio locale. Qui sorge la Chiesa dell’Immacolata Concezione, costruita nel 1730 e considerata il principale edificio religioso della città.
La facciata presenta forme sobrie, mentre gli interni mostrano una decorazione più ricca e articolata. Alle spalle della chiesa si trova il Pozzo di San Vito, collegato a una tradizione popolare secondo la quale il santo patrono avrebbe purificato l’unica sorgente utilizzata dalla popolazione.
La Villa Marittima romana delle Cammarelle
Pochi visitatori immaginano che Sapri abbia custodito una delle più grandi residenze costiere dell’area tirrenica meridionale. Tra il I e il II secolo d.C. sorse una villa marittima estesa per circa 7.000 metri quadrati.
L’edificio comprendeva ambienti termali, spazi teatrali, approdi privati e raffinati mosaici. Gran parte del complesso andò perduta nel corso dei secoli e ulteriori danni arrivarono con la realizzazione della moderna viabilità. I resti superstiti, distribuiti tra Santa Croce e le Cammarelle, continuano comunque a testimoniare l’importanza raggiunta dalla baia durante l’età imperiale.
Il porto turistico
Inserito in uno dei più sicuri approdi naturali del Tirreno meridionale, il porto turistico è uno dei punti più dinamici della città. Moli, pontili e imbarcazioni animano una zona che conserva una forte relazione con il mare.
Da qui partono escursioni verso la costa cilentana e lucana, oltre ai percorsi diretti alle grotte marine che caratterizzano il tratto costiero compreso tra Sapri e Maratea.
Cosa fare a Sapri
Seppur minuto, Sapri è un borgo che offre attività molto diverse tra loro. Cultura, natura e mare consentono di alternare facilmente esperienze differenti nel corso della stessa giornata.
- Percorrere il sentiero Apprezzami l’Asino: antica mulattiera utilizzata per collegare Sapri e Maratea, regala scorci spettacolari sul Tirreno. Il curioso nome deriva da una leggenda legata al valore economico degli asini che trasportavano merci lungo il tracciato.
- Raggiungere la Torre di Mezzanotte: restano poche tracce dell’antica struttura difensiva medievale, eppure il panorama sulla costa ripaga ampiamente la salita.
- Trascorrere qualche ora sul lungomare: panchine, palme, locali e vista sul golfo rendono questo tratto uno dei posti più amati dai residenti.
- Partecipare alla rievocazione storica dello sbarco dei 300: durante l’estate la città ricorda l’impresa risorgimentale con cortei e rappresentazioni che coinvolgono migliaia di persone.
- Esplorare le spiagge cittadine: Cammarelle, Lungomare e San Giorgio presentano caratteristiche differenti e consentono di scegliere tra arenili più raccolti oppure spazi più ampi.
- Scoprire le grotte marine: tra le più interessanti figurano la Grotta di Matrepellara e l’area del Cartolano, frequentata già in epoche remote secondo alcune ipotesi archeologiche.
- Partire per un’escursione in barca: la costa verso il confine lucano alterna baie, scogliere e cavità naturali che rivelano il volto più spettacolare del territorio.
Dove si trova e come arrivare
Sapri si trova all’estremo sud della provincia di Salerno, all’interno del Golfo di Policastro, tra Villammare e Acquafredda. La cittadina segna il punto d’incontro tra Campania e Basilicata e fa parte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Chi viaggia in auto può raggiungerla attraverso la SS18 Tirrena Inferiore oppure tramite gli svincoli autostradali di Padula-Buonabitacolo e Lagonegro Nord.
Collegamenti ferroviari diretti la uniscono a Napoli, Salerno, Roma, Reggio Calabria, Firenze e Milano grazie alla presenza della stazione sulla linea tirrenica principale. Durante la bella stagione risultano attivi anche collegamenti marittimi verso alcune delle più celebri località del Tirreno.
Qualunque sia il punto di partenza, l’arrivo regala sempre la stessa sensazione, oovero quella di una baia luminosa che compare tra le montagne e il mare, confermando ancora oggi l’intuizione di Cicerone: Sapri resta davvero una piccola gemma affacciata sul Sud.
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