Frase fatta ma è così. “E povero a chi capita”, commentando con un altro luogo comune. Per farla breve, come osserva l’ex consigliere comunale di Matera Michele Paterino, che ha suonato la ‘’sveglia’’ in più occasioni in altre consiliature, occorre essere lungimiranti e individuare responsabilità, laddove ci sono, visto che si arriva a sentenza, dopo qualche lustro, con indennizzi da pagare a privati, gravati da interesse. Paterino va oltre e invita ad affrontare il problema alla radice, cercando il confronto per arrivare a un contenzioso dall’esisto spesso infausto per il Comune e per le casse pubbliche, come è accaduto di recente a Matera. E allora? Ricognizione d’obbligo sui contenziosi in corso e sulle sentenze a scadenza. Altrimenti a pagare è “Pantalone’’, con i soldi della comunità sottratti alle priorità quotidiani o a progetti di pubblica utilità.
LE RIFLESSIONI DI MICHELE PATERINO
Comune di Matera. “Aumento del contenzioso : ma chi cerca cause e responsabilità?”
Il fenomeno dei debiti fuori bilancio negli enti locali è spesso sintomo di criticità organizzative, carenze nella programmazione, ritardi nelle decisioni amministrative o insufficiente presidio del contenzioso. Intervenire solo nella fase del riconoscimento del debito è generalmente troppo tardi.
Emblematico, in tal senso, è quanto emerso in occasione della predisposizione del provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio e dell’assestamento generale del bilancio di previsione pluriennale 2026-2028. A seguito di una richiesta urgente da parte della Segretaria Comunale al Settore Legale di aggiornamento dei giudizi in itinere, si è reso necessario adeguare il fondo contenzioso per il 2026 da 6.605.661,39 euro a 11.065.632,49 euro. Tale significativo incremento ha comportato, di fatto, la necessità di neutralizzare l’utilizzo della quota di avanzo disponibile, in gran parte già destinata al finanziamento di opere pubbliche, servizi e manutenzioni. Tutto ciò evidenzia una modalità di gestione del contenzioso che non può essere condivisa.
È legittimo interrogarsi sul perché non si sia proceduto per tempo a un monitoraggio sistematico e periodico del contenzioso, tale da consentire agli organi politici di assumere decisioni consapevoli e tempestive, evitando interventi correttivi all’ultimo momento e potenziali ripercussioni sugli equilibri di bilancio. Il monitoraggio deve essere costante, strutturato e periodico, e i relativi aggiornamenti devono essere portati tempestivamente a conoscenza degli organi politici, affinché possano assumere le opportune determinazioni in tempo utile e non in condizioni di emergenza.
Il contenzioso, così come i debiti fuori bilancio, non rappresenta soltanto un problema contabile, ma è spesso il riflesso di una gestione non pienamente efficace delle risorse pubbliche e dei processi amministrativi. Per questo è indispensabile che, accanto agli adeguamenti contabili, si rafforzi anche la capacità di programmazione, controllo e responsabilizzazione, nell’interesse della tenuta complessiva del bilancio e della corretta gestione dell’Ente.
Nel corso dei diversi mandati che ho svolto come Consigliere comunale ho più volte proposto la predisposizione di linee guida per la gestione del contenzioso, affinché tutti gli uffici operassero secondo criteri uniformi, monitorando costantemente le controversie e valutando tempestivamente, ove ne ricorressero i presupposti di legge e la convenienza economica per l’Ente, il ricorso a soluzioni transattive. Una controversia gestita in modo tempestivo e razionale può evitare che il costo finale per la collettività aumenti in maniera significativa.
Ho sempre sollecitato la necessità di accertare, quando ne ricorrano i presupposti, le cause e le eventuali responsabilità connesse sia alla formazione del debito fuori bilancio sia all’aggravamento del danno economico derivante da ritardi nei pagamenti, interessi moratori, spese legali, procedure esecutive e pignoramenti presso il tesoriere comunale.
Non si tratta di una logica punitiva, ma dell’applicazione del principio di responsabilità che deve caratterizzare ogni amministrazione pubblica e che rappresenta anche uno strumento di prevenzione per il futuro.
Purtroppo, anche su questo fronte, non si è riusciti a consolidare un sistema di reale programmazione e controllo. Si è spesso intervenuti in modo tardivo, senza un monitoraggio costante e aggiornato del contenzioso, con il risultato di dover affrontare le criticità solo in occasione delle scadenze contabili o delle verifiche straordinarie.
La politica, nel corso degli anni, non ha avuto la determinazione di promuovere quel cambiamento organizzativo e gestionale che avrebbe potuto ridurre il fenomeno.
Oggi ci troviamo, ancora una volta, a riconoscere nuovi debiti fuori bilancio, con un inevitabile impatto sugli equilibri finanziari del Comune e sulle risorse che potrebbero essere destinate ai servizi per i cittadini.
Opportuno anche far rilevare che ogni volta che si parla di debiti fuori bilancio, tutti i sindaci lamentano giustamente di essere chiamati a rispondere di vicende che hanno avuto origine molti anni prima del loro insediamento. È un’obiezione comprensibile, ma spesso si dimentica un dato altrettanto evidente: i tempi della giustizia sono talmente lunghi che anche gli eventuali debiti maturati durante questa amministrazione potrebbero emergere solo tra dieci o quindici anni, quando saranno altri sindaci a doverne gestire le conseguenze. In altre parole, ciò che oggi viene imputato agli amministratori del passato potrebbe, domani, riguardare gli amministratori di oggi. Non si tratta quindi di un problema legato alle singole persone, ma di una criticità strutturale del sistema, che crea uno scollamento tra chi genera un’obbligazione e chi è chiamato a iscriverla in bilancio.
Per questo motivo, il dibattito dovrebbe abbandonare le polemiche di circostanza e concentrarsi sulle vere soluzioni: accelerare i tempi della giustizia, rafforzare il monitoraggio del contenzioso e garantire una programmazione finanziaria capace di intercettare tempestivamente i rischi. Solo così sarà possibile evitare che i debiti fuori bilancio continuino a trasformarsi in un’eredità che ogni amministrazione scarica su quella successiva.
Sarebbe utile che l’attuale Amministrazione cogliesse l’occasione per intervenire per fare in modo che il ricorso ai debiti fuori bilancio torni ad essere un evento eccezionale e non una ricorrenza periodica. Quindi di passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione , rafforzando i controlli interni, definendo procedure chiare per la gestione del contenzioso, promuovendo il ricorso alle transazioni quando siano legittime e convenienti e verificando con rigore eventuali responsabilità che abbiano determinato o aggravato il danno economico per il Comune.
Solo così sarà possibile tutelare realmente le risorse pubbliche e restituire ai cittadini la fiducia in un’amministrazione attenta, responsabile ed efficiente.
Matera, luglio 2026 Michele Paterino
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Franco Martina
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