Il degrado stradale di Roma non risparmia più nessun quadrante, trasformando la quotidianità dei cittadini in un incubo logistico tra voragini, transenne e asfalto sbriciolato. Dalle prime ore di ieri 1° giugno l’ironia amara dei residenti esplode sui social con l’apertura di altre due buche ad allungare la mappa delle voragini e arricchire la fotografia del dissesto stradale della Capitale.
Roma sprofonda tra cantieri milionari e le voragini vecchie e nuove: le chiusure stradali dalla periferia al centro non risparmiano nessun quartiere
La provocazione per i finti rattoppi a un passo dal collasso è arrivata dai social con la frase “Dacci oggi la nostra buca quotidiana”, come recita il polemico post apparso sulla pagina social dedicata al quartiere della Pisana, nello specifico all’interno del gruppo “Sei di Via della Pisana se…”.
L’allarme è scattato proprio il 1 giugno a seguito dell’ennesimo cedimento strutturale verificatosi precisamente in Via dei Bentivoglio, all’altezza dell’angolo con Via dei Bonadies. Sul posto è dovuta intervenire d’urgenza una pattuglia della Polizia Municipale per effettuare i primi rilievi e mettere in sicurezza l’area interessata dal dissesto.
La rabbia dei residenti è giustificata dal fatto che il cratere si è aperto esattamente sopra un precedente intervento di riparazione. Si tratta di un rattoppo eseguito evidentemente non a regola d’arte, dato che la toppa di asfalto non ha retto minimamente al passaggio dei veicoli pur in totale assenza di piogge recenti o di eventi meteo avversi. La totale fragilità del manto fa presumere che la strada subirà una nuova e inevitabile chiusura totale nel corso della giornata per consentire nuovi lavori.
La mappa delle strade chiuse da mesi nella Capitale
L’episodio della Pisana è solo la punta di un iceberg che vede la mappa delle strade chiuse allargarsi drammaticamente in ogni direzione. La situazione più critica si registra in Viale dei Colli Portuensi, dove la strada è completamente sbarrata a causa di una voragine a cratere.
Il blocco totale in direzione della Circonvallazione Gianicolense dura addirittura dal 4 aprile scorso, costringendo i tecnici a istituire il doppio senso di circolazione sulla carreggiata opposta. Per tentare di alleggerire il caos, i vigili hanno dovuto imporre il senso unico di marcia in Via Giovanni Torrecremata, nel tratto che va da Viale dei Colli Portuensi a Via Edoardo Jenner, un provvedimento d’emergenza valido sino a cessate esigenze che sta esasperando gli automobilisti della zona da quasi due mesi.
Alberi, massi e muri perimetrali che bloccano i quartieri
Spostandosi verso la periferia e le grandi arterie di scorrimento, i tempi di attesa per i ripristini diventano biblici e i disagi insostenibili. In Via Aurelia Antica, all’altezza di Via delle Fornaci, la circolazione è totalmente bloccata in direzione di Via di Villa Betania a causa della presenza pericolosa di alberi sulla carreggiata. Questo sbarramento persiste dal 14 maggio.
Giudicata dai residenti ancora più scandalosa, la situazione di Via di Fioranello, dove il transito è interdetto addirittura dal 23 febbraio nel tratto compreso tra la Via Appia Nuova e la Via Ardeatina. La caduta di massi sulla carreggiata ha costretto le autorità a consentire il traffico ai soli residenti, lasciando gli interventi di rimozione del tutto fermi da mesi.
Non va meglio sulla Via Laurentina, dove si registra una pesante riduzione di carreggiata nel tratto compreso tra Via Trisulti e Via Cristoforo Colombo a causa di uno smottamento e del conseguente cedimento di un muro perimetrale che ha riversato detriti sull’asfalto, una situazione di pericolo congelata dal 7 gennaio di quest’anno.
Dai crateri del Pigneto ai sensi unici di Tor Tre Teste
Il quadrante est di Roma mostra ferite altrettanto profonde e mai rimarginate. In Via del Pigneto un’altra voragine a cratere ha imposto la chiusura totale della via a partire dal 18 aprile 2026, costringendo a deviare tutto il traffico ordinario su Via Alipio e i veicoli pesanti all’altezza di Piazza dei Condottieri.
La protesta del comitato Pigneto-Prenestino
Il comitato di quartiere aveva denunciato pubblicamente una viabilità interna ormai al collasso: “Nel nostro quartiere la circolazione interna è da tempo molto compromessa. Come se non bastassero il traffico e i problemi alla circolazione provocate dai lavori della stazione ferroviaria, le continue interruzioni del servizio di tram su via Prenestina, la definitiva sospensione del trenino giallo, ora dobbiamo fare i conti anche con le strade che sprofondano! Dal settembre scorso Via Romanello da Forlì è chiusa per un cedimento e da qualche giorno si è aggiunta Via del Pigneto: in questo modo gli unici percorsi possibili per attraversare la zona sono via Gentile da Mogliano in una direzione e via di Villa Serventi nell’altra, due strade insufficienti e che costringono a lunghi giri. Per Via Romanello da Forlì ci era stato risposto che erano necessarie indagini del sottosuolo: ma ora il tempo è passato ed è arrivato il momento di agire, e per Via del Pigneto non sono accettabili tempi così lunghi”.
Più recentemente, il 10 maggio si quest’anno, anche Via Aristide Staderini ha subito un divieto di transito a causa del manto stradale gravemente danneggiato tra Via Carlo Buttarelli e Via Pietro Fumaroli. Per agevolare la circolazione nel quartiere di Tor Tre Teste, dal 23 maggio è stato istituito un senso unico di marcia in Via Giuseppe Candiani verso Via Giuseppe Enrico Flack, testimoniando un continuo stravolgimento della viabilità locale.
Il paradosso del centro storico tra cantieri milionari e incuria
Il culmine del disastro manutentivo si è toccato nel cuore della Roma storica, a cavallo tra i rioni Monti e Celio. dalle prime ore del 1° giugno, Via dei Laterani, un’arteria di collegamento a due passi dalla Basilica di San Giovanni è stata ufficialmente chiusa al traffico all’altezza di Via della Ferratella in Laterano.
La strada si è ridotta a una vera e propria mulattiera impraticabile, un colabrodo che ha sollevato le vibranti proteste dei residenti del Rione Monti. Le immagini dei crateri e dei marciapiedi distrutti erano già diventate virali sui social, denunciando il paradosso di una via intitolata all’antica famiglia dei Laterani ridotta peggio di una pista rurale.
La beffa più grande è di natura economica, poiché Via dei Laterani collega Via dell’Amba Aradam a Piazzale Ipponio, un’area strategica lambita dai cantieri milionari del Giubileo e dai lavori della nuova stazione della Metro C di Porta Metronia. Nonostante il passaggio di fiumi di denaro pubblico, la strada di trecentocinquanta metri è stata dimenticata fino al collasso strutturale odierno. Oltre al blocco dei veicoli, costretti a deviazioni su Via Gallia o Via Druso, i residenti denunciano l’impossibilità di camminare a piedi a causa delle barriere architettoniche che impediscono il transito a passeggini e sedie a rotelle.
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Elisa Palchetti
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