Purtroppo, lo scorso 6 agosto, le 108 pagine del documento che rappresenta l’elemento fondamentale per giudicare se il Comune funzioni o no, non le ha lette né il primo cittadino, né il vice, né gli assessori, perché nella delibera non viene espresso neppure lo straccio di una preoccupazione
MARCIANISE (G.G.) – Alla ottima dottoressa Maria Luigia Iodice non ha ordinato certo il medico, in questo caso uno che non sia lei, altrimenti ci sarebbe conflitto di interessi, di fare il sindaco di Marcianise.
Nel momento in cui ha deciso di cimentarsi, riteniamo che avesse l’idea di farlo meglio dei suoi predecessori Velardi e Trombetta.
Chi ha combattuto per anni come noi contro quei sistemi di potere, costruiti con diverse modalità attorno a questi due sindaci, si aspetta che la Iodice faccia meglio e di più. Ma se ci fermiamo solo a un auspicio di ordine generale, rischiamo di rendere la nostra idea sterile e sfuggente. Perché tale è affermare genericamente che bisogna costruire il cambiamento, il rinnovamento, parole nella bocca di tanti, i quali non fanno andare un cm avanti nella loro concettualizzazione e declinazione. Ci dicono che la Iodice stia vivendo una fase in cui, con consultazioni con mondi di cui si fida, vuole capire cosa sia mai questo cambiamento rispetto alle amministrazioni passate, anche rispetto a chi lei stessa ha voluto e appoggiato come sindaco per un significativo periodo. Ci riferiamo naturalmente a Trombetta, per gli amici Tonino. E allora, siccome Casertace è Casertace, siccome, per dirla con diverse espressioni dialettali, “ci sfelettiamo” (questa viene dal mio Sannio) e “ce simm sbulut” (ci siamo marcianisanamente), speriamo che un approccio legato prima di tutto ai contenuti vada a incrociare questa volontà esposta dalla Iodice di capire e comprendere.
Chiaramente la sindaca deve evitare di andare in giunta come ci è andata lo scorso 6 agosto e, soprattutto, deve indurre i suoi assessori a sviluppare delle analisi, delle valutazioni per stimolare un dibattito, un confronto, ma soprattutto un approfondimento di ciò che alla giunta viene sottoposto, ossia le proposte di delibera.
Nella citata seduta, la giunta di Marcianise ha approvato all’unanimità dei presenti — mancava solamente Milena Taddia — la delibera riguardante REFERTO CONTROLLO DI GESTIONE ESERCIZIO 2025, che la segretaria generale Cotugno ha redatto con la certezza matematica che nessuno degli assessori ci avrebbe capito un’acca e soprattutto con la certezza che le 108 pagine, tecnicamente anche un po’ complesse, avrebbero condotto tutti, a partire dal sindaco Iodice e purtroppo anche dal vicesindaco, che ricordiamo è anche assessore al Bilancio e alle Finanze e alla programmazione economica del Comune di Marcianise, Antimo Rondello, a star ben lontani da una lettura finanche veloce e sommaria di questo documento. Ed ecco perché abbiamo iniziato l’articolo dicendo che alla Iodice, ma il discorso vale anche per Rondello e gli altri assessori, non è stata obbligata da alcun medico.
Essere primo cittadino di Marcianise, terza città della provincia, implica sacrifici, applicazione, studio. La Iodice può anche stare 8-10 ore nella sua stanza al Comune, ma il problema è come ci sta. Nel 2026, qui ci riferiamo anche a quel simpaticone del marito, essere un sindaco all’altezza significa essere un sindaco che conosce gli strumenti che attivano la macchina amministrativa meglio di ogni altro assessore e consigliere comunale, a un livello che gli permette di interloquire con le potestà della burocrazia, in questo caso con la segretaria generale, con i dirigenti e paradirigenti, alla pari, guardandoli negli occhi, con la capacità di farli abbassare, di fronte a una contestazione ficcante.
Essere sindaco non significa indossare una fascia e partecipare ad eventi di rappresentanza. Va bene visitare le scuole, comprendere quali siano le esigenze strutturali, ma non basta. Quando si va in una scuola non è sufficiente dire al proprio dirigente ai lavori pubblici e all’edilizia scolastica “fai tu”, perché quando questi qua si accorgono che un sindaco non ha competenze specifiche ed è innamorato solo della vanagloria (capito, Scognamiglio?) se lo girano alla grande, ovviamente lisciando il pelo come scaltri cortigiani.
Torniamo alle 108 pagine. Non le abbiamo lette tutte, perché non siamo ancora giunti alla determinazione di organizzarci alla Casertace col sistema del pelo e contropelo. Però qualcosa l’abbiamo letta e capita. E sapete perché? Perché in anni e anni di lavoro Casertace ha trascorso migliaia di ore a studiare atti amministrativi. Per cui, primo, non si fa mai impressionare dal volume degli stessi costituito dal numero di pagine contenute, visto che noi vogliamo fare un giornalismo di qualità ogni giorno, e secondo, perché tutta questa applicazione ci ha consentito di capire qualcosa su tanti argomenti. A pagina 13, ci siamo soffermati sia sul prospetto 1 che sul prospetto 2.
Per quello che vogliamo significare in questo articolo, basta il n. 1; il 2 ce lo conserviamo per un altro articolo. Dunque, andiamo a verificare le cifre suddivise tra i vari settori che discriminano la macchina amministrativa del Comune di Marcianise, riguardanti la relazione aritmetica, esplicitata in numeri assoluti e percentuali, tra quello che è stato previsto per quel settore in sede di bilancio di previsione nel 2025, senza entrare nel merito del PEG (Piano esecutivo di gestione), perché in questo caso dovremmo ragionare anche sul secondo prospetto, che va a parcellizzare ulteriormente le cifre previste per le aree specifiche interne a ogni settore.
I NUMERI IMPIETOSI
I Settore, che gestisce gli Affari Legali, il Personale, il Contenzioso e le politiche giovanili. In sede di previsione di bilancio sono stati apprestati 4.374.459,00 euro. In quel periodo di competenza sono stati realizzati impegni di spesa, badate bene, non spese ma solo impegni, per 3.361.143,00.
I numeri più eclatanti riguardano, ad esempio, il II Settore, l’area dei servizi finanziari e proprio beffardamente del controllo di gestione, affidati al laureato Pegaso sotto Danilo Iervolino, Salvatore Fattore. Su 16.519.183,00 approntati, sono stati realizzati impegni di spesa di 5.092.337,00, pari a nemmeno un terzo dei soldi disponibili, specificamente pari al 30,8%.
Veniamo al III Settore, ossia Ufficio Tecnico, Gare, Contratti e provveditorato. 31.035.980,00; impegni di spesa 12.398.517, pari al 39,9%.
Se andassimo a controllare, come si può fare, i soldi effettivamente spesi, cioè già usciti dalle casse del Comune, salterebbe fuori una cifra ancora più bassa.
Il V Settore, che riunisce Ambiente e il SUE collegato al SUAP, è normale che vi sia una percentuale alta del 92,4%, perché ci troviamo di fronte alla gestione del rapporto economico tra il Comune e l’impresa che esercita la raccolta dei rifiuti, che deve pagare gli stipendi ai dipendenti.
Particolari sono i numeri del famoso VII Settore, quello che fu aggiunto dall’amministrazione Trombetta e affidato ad Aniello Iuliano, che andava a isolare dal settore dei lavori pubblici tutti i lavori e tutte le procedure riguardanti il PNRR.
Su 28.404.00,00 l’impegno di spesa è di 1.685.04,00, pari ad un misero 5,9%. Conclusione, cos’è un referto?
Il presente documento è elaborato in ottemperanza agli articoli 198 e 198-bis del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), con l’obiettivo di fornire una rappresentazione complessiva e approfondita dei risultati ottenuti dal Comune di Marcianise nel corso dell’anno 2025. Il controllo di gestione rappresenta uno strumento essenziale per: ▪ verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati e, attraverso l’analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell’organizzazione dell’ente, nonché la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche;
SINDACO, MA COSA DEVE SUCCEDERE PER INCIDERE COME UN BISTURI NEI SUOI UFFICI?
Domanda alla sindaca Iodice in senso costruttivo, come lei desidera: siamo di fronte a un documento che rappresenta il termometro concreto e ufficiale per capire se un Comune funzioni o meno. Non diciamo che questo documento non dovesse essere approvato, perché naturalmente ciò avrebbe costituito un esercizio inutile, demagogico, mentre approvarlo è un atto dovuto. Però, è mai possibile che nella delibera del 6 agosto, in calce, non sia presente la traccia di un dibattito interno alla giunta in cui questa esprima una preoccupazione, non altro, per come funzionino malissimo alcuni settori della macchina comunale?
Se uno dice che vuole interpretare il cambiamento, non può affrontare in maniera superficiale, sciatta e trasandata, con l’indifferenza degli incompetenti, un atto amministrativo così importante. Quando noi diciamo che la rivoluzione del Comune di Marcianise deve rappresentare il segno fondamentale del cambiamento è proprio perché sappiamo da anni come funzionano le cose in quegli uffici, così come racconteremo, per casi più specifici, nei prossimi giorni.
Cosa le dobbiamo dire di più rispetto a questi dati impietosi, numeri che non sono un’opinione, sul funzionamento del Comune di Marcianise?
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Maria Concetta Varletta
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