La Rottamazione-quinquies degli enti locali rappresenta una delle novità fiscali più attese del 2026, delineando un’importante opportunità di pacificazione tra contribuenti e amministrazioni territoriali. Con la pubblicazione dell’elenco ufficiale da parte di Agenzia delle entrate-Riscossione, che conta circa 1.500 enti locali e regioni aderenti, si apre ufficialmente la fase operativa di una misura che mira a svuotare i magazzini dei crediti inesigibili e, contemporaneamente, a garantire un gettito immediato e fresco nelle casse dei Comuni e delle Regioni. Per i cittadini, d’altro canto, si profila la possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria legata a tributi locali e sanzioni amministrative accumulati in un arco temporale molto ampio, ovvero dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, usufruendo di uno sconto drastico sui costi accessori.
L’impianto normativo della definizione agevolata ricalca in buona parte i meccanismi collaudati nelle precedenti edizioni nazionali, ma si innesta in un contesto di forte autonomia degli enti creditori. La sanatoria permette l’abbattimento totale delle sanzioni amministrative, degli interessi di mora e delle sanzioni per omessa o infedele dichiarazione. Il contribuente che decide di aderire alla misura è tenuto a corrispondere esclusivamente la sorte capitale, ossia l’importo originario del tributo o della violazione, a cui si aggiungono unicamente le spese sostenute dall’agente della riscossione per le eventuali procedure esecutive o cautelari già avviate e i diritti di notifica della cartella di pagamento.
L’adesione dei circa 1.500 enti locali estende i benefici della rottamazione a una platea vastissima di cartelle esattoriali e avvisi di accertamento esecutivi. Tra le voci di spesa di natura tributaria che possono essere inserite nella domanda di definizione agevolata figurano le imposte comunali sugli immobili e i servizi. Nello specifico, rientrano l’IMU (Imposta Municipale Unica), la TARI (Tassa sui Rifiuti), la TASI (Tributo per i Servizi Indivisibili) e la vecchia TOSAP (Tassa per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche), oggi confluita nel Canone Unico Patrimoniale. Si tratta di pendenze che spesso gravano sulle famiglie e sulle piccole imprese locali, le quali trovano in questa misura un canale preferenziale per azzerare il contenzioso senza il peso delle sanzioni irrogate negli anni.
Un capitolo a parte, di enorme impatto numerico, riguarda le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada, comunemente note come multe stradali, e le violazioni dei regolamenti comunali. In questo specifico settore, la disciplina della rottamazione prevede un meccanismo parzialmente diverso: poiché le multe non sono tributi ma sanzioni esse stesse, l’agevolazione non cancella l’importo della sanzione base, ma azzera totalmente gli interessi di mora e le maggiorazioni semestrali previste dalla legge, che nel corso del tempo tendono a raddoppiare o triplicare il valore originario del verbale. Accanto a multe e imposte, la sanatoria stringe l’occhio anche alle entrate patrimoniali e assimilate, come le bollette e i canoni del servizio idrico integrato gestito direttamente dai Comuni, i canoni di locazione degli immobili comunali e le rette dei servizi scolastici o di refezione rimaste insolute.
La macchina organizzativa della Rottamazione-quinquies prevede una cronologia rigida e scadenze perentorie che i contribuenti devono monitorare con attenzione per non perdere il diritto ai benefici. Il primo passo fondamentale è la verifica preliminare: non tutti i Comuni italiani hanno scelto di affidare la riscossione all’ente nazionale o di aderire alla sanatoria. Pertanto, l’utente deve collegarsi al portale istituzionale di Agenzia delle entrate-Riscossione per consultare l’elenco telematico e verificare se l’ente locale creditore figura tra i soggetti aderenti.
Superata la fase di verifica, la finestra temporale per l’azione vera e propria si aprirà in autunno. La presentazione della dichiarazione di adesione dovrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica, tramite i canali web dell’agente della riscossione, in un arco di tempo compreso tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. All’interno della domanda, il contribuente indicherà i numeri delle cartelle o degli avvisi che intende inserire nella sanatoria e specificherà la modalità di pagamento preferita. Entro i primi mesi dell’anno successivo, l’Agenzia delle entrate-Riscossione invierà la comunicazione delle somme dovute, contenente l’esito della richiesta, il calcolo definitivo dell’importo scontato e i relativi bollettini di pagamento.
La flessibilità dei pagamenti rappresenta uno dei punti di forza di questa quinta edizione. Il debitore può optare per il versamento in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027, azzerando immediatamente ogni pendenza. In alternativa, per agevolare i bilanci familiari e aziendali, la legge concede una rateizzazione a lungo termine eccezionalmente estesa, dilatando l’impegno finanziario in un massimo di 54 rate bimestrali. Questa dilazione consente di spalmare il debito su più anni, riducendo l’impatto della quota periodica, sebbene sulle rate successive alla prima si applichino gli interessi di dilazione previsti dalla normativa vigente.
L’adesione massiccia degli enti locali risponde a una duplice esigenza: da un lato alleviare la pressione fiscale sui cittadini in difficoltà economica, dall’altro ripulire i bilanci comunali da crediti vecchi e difficilmente esigibili attraverso le normali procedure di pignoramento o fermo amministrativo. Per i Comuni, incassare anche solo la quota capitale di crediti risalenti a dieci o quindici anni fa significa disporre di risorse immediate da destinare ai servizi essenziali, alla manutenzione del territorio e al welfare locale. Per il contribuente, la Rottamazione-quinquies si traduce in un risparmio che, nei casi di cartelle molto datate, può superare il 50% dell’importo complessivo inizialmente richiesto, offrendo un’occasione unica di ripartenza finanziaria e di riabilitazione nei confronti del fisco locale.
Una duplice riflessione va tuttavia condotta, la prima riguarda il numero di contribuenti completamente incapienti e che continuano a non versare alcuna imposta locale, in particolare la TARI, aggravando il peso dei debiti degli Enti Locali per i servizi erogati senza copertura, la seconda riguarda la dimensione del peso delle imposte locali nelle vite delle famiglie se si rende necessario periodicamente il ricorso a questi strumenti di deflazione.
*Dottore Commercialista – Revisore Legale
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