La possibilità di una donazione emerge spesso in terapia intensiva, accanto a un paziente la cui morte deve essere accertata senza lasciare margini d’incertezza. I medici devono prendere decisioni rigorose; per i familiari quelle stesse ore coincidono con una perdita irreparabile. Il progetto 4×4 porta questa realtà nel SimLab… prima che gli specializzandi la incontrino in corsia.
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Dalla diagnosi al DCD, il calendario del SimLab
Al Centro di simulazione della Scuola di Medicina e Chirurgia il gruppo A entrerà dalle 9 alle 12.30; il gruppo B dalle 13.30 alle 17. L’argomento del giorno sarà identico per entrambi.
Lunedì 7 sarà dedicato alla diagnosi di morte con criteri neurologici. Martedì i partecipanti affronteranno il trattamento del donatore; mercoledì il trasporto e l’assistenza in sala operatoria durante il prelievo. Giovedì simuleranno il colloquio con i familiari. Venerdì toccherà alla gestione dei donatori DCD.
Unina pubblica orari e argomenti senza specificare le attrezzature né annunciare la presenza di attori. Nelle edizioni precedenti sono stati impiegati anche manichini; quel precedente non documenta l’allestimento scelto a Napoli.
I professionisti che guideranno le esercitazioni
Giuseppe Feltrin, direttore del CNT, è il responsabile scientifico del corso. Giuseppe Servillo, che dirige la Scuola federiciana, coordina le attività dell’ateneo.
Pierino Di Silverio è il coordinatore regionale trapianti; Sara Mascarin è la referente del CNT. Partecipano entrambi alla selezione dei formatori insieme alla Federico II e al centro regionale.
I nomi degli altri docenti non compaiono nella documentazione pubblica. Mancano l’anno di specializzazione dei partecipanti e le regole usate per sceglierli; nessun documento conferma che arrivino tutti dalla Federico II.
Quasi tre anni di sperimentazione prima della tappa napoletana
Il 4×4 precede l’appuntamento napoletano di quasi tre anni. Alla fine del 2023 il CNT e le scuole di specializzazione costruirono un programma basato su quattro modalità didattiche distribuite in quattro sedi; da quella combinazione nasce il nome.
Nel 2024 il progetto pilota coinvolse Bari, L’Aquila, Siena e Trieste. Nel 2025 aderirono Ancona, Bologna, Foggia, Genova, Milano San Raffaele e Udine; la denominazione rimase invariata dopo l’allargamento a sei scuole.
Dal 2026 il 4×4 rientra stabilmente nella formazione del CNT. L’edizione corrente coinvolge quattro scuole. I nomi di tre sedi non compaiono e gli elenchi passati non bastano a identificarle.
Dopo il SimLab, la corsia e l’incontro nazionale
Conclusa la settimana napoletana, gli specializzandi osserveranno un caso reale in reparto; seguirà una sessione online dedicata alle regole medico-legali e all’organizzazione del sistema. Al CNT-ISS di Roma dieci rappresentanti presenteranno poi i casi clinici delle scuole.
I materiali non precisano se quei dieci medici verranno scelti fra tutti i partecipanti o soltanto all’interno di alcune sedi. Attribuire i posti alla sola coorte napoletana andrebbe oltre quanto è stato pubblicato.
Le date successive all’11 settembre non sono state rese note. Mancano anche il monte ore attribuito a Napoli e l’eventuale riconoscimento di crediti ECM; l’accesso del pubblico all’apertura non viene specificato.
Morte encefalica e coma sono condizioni diverse
Per una famiglia vedere il torace sollevarsi rende quasi impossibile associare quel corpo alla parola morte. Il movimento viene dal ventilatore, che continua a ossigenare gli organi senza restituire una respirazione autonoma. La legge 578 del 29 dicembre 1993 identifica la morte nella perdita irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo; il coma non coincide con tale condizione.
Quando ricorrono i presupposti clinici previsti, la direzione sanitaria avvia l’accertamento anche se non seguirà alcuna donazione e convoca un collegio composto da un anestesista-rianimatore, un medico legale e un neurofisiopatologo.
Quando il medico legale non è disponibile, il suo posto viene assunto da un medico di direzione sanitaria o da un anatomopatologo. Al neurofisiopatologo subentra, nei casi ammessi, un neurologo o un neurochirurgo esperto in elettroencefalografia. Tutti lavorano in strutture sanitarie pubbliche; il giudizio deve essere unanime.
I medici che certificano la morte restano separati dalle équipe incaricate dell’eventuale prelievo o del trapianto. Le condizioni di chi attende un organo non influenzano l’accertamento sul paziente ricoverato.
Sei ore di accertamenti continui
Le sei ore minime previste non sono un’attesa vuota. Il collegio accerta l’assenza di coscienza e dei riflessi del tronco encefalico; la respirazione spontanea viene esaminata attraverso il test di apnea. L’elettroencefalogramma registra l’eventuale attività elettrica corticale.
Ogni EEG dura almeno trenta minuti e viene eseguito all’inizio e al termine del periodo stabilito. Nei bambini sotto un anno è obbligatorio accertare anche l’assenza di flusso sanguigno cerebrale. Lo stesso esame viene richiesto in alcune condizioni capaci di interferire con le prove, fra cui gli effetti di farmaci depressori del sistema nervoso.
Il collegio dichiara la morte soltanto quando tutti i requisiti persistono per l’intero periodo. Il decreto ministeriale dell’11 aprile 2008 stabilisce durata e modalità nel rispetto della legge del 1993.
DCD, venti minuti di elettrocardiogramma continuo
DCD è la sigla usata per la donazione dopo una morte accertata con criteri circolatori. In Italia l’assenza di attività elettrica cardiaca deve essere documentata attraverso un elettrocardiogramma continuo di almeno venti minuti, conservato su carta o in formato digitale.
L’arresto circolatorio segue talvolta un evento improvviso; in altri casi arriva dopo la sospensione di trattamenti di sostegno vitale giudicati futili e sproporzionati. Tale decisione riguarda esclusivamente il paziente e precede ogni ipotesi di prelievo; l’eventualità della donazione non determina la limitazione delle terapie.
Nel 2025 i donatori DCD utilizzati sono stati 428, il 50,7% in più dell’anno precedente. Hanno rappresentato il 24,3% dei donatori deceduti utilizzati e hanno consentito 897 trapianti. Dieci anni prima erano sei: la crescita maturata in un decennio giustifica lo spazio autonomo riservato al DCD nel corso.
Parlare con la famiglia quando la morte è appena stata comunicata
Quando una persona muore, chi le è accanto deve ricevere la notizia con parole comprensibili e senza fretta. L’eventuale donazione viene affrontata soltanto dopo, in un colloquio separato; la richiesta non deve confondersi con la decisione clinica sul paziente, già conclusa dall’accertamento della morte.
Nel 2025 le opposizioni registrate nelle terapie intensive sono state il 29,2%. Il bilancio nazionale stima in circa 2.400 i trapianti non realizzati a causa di quei rifiuti. Nello stesso anno le anagrafi hanno raccolto 3.766.794 dichiarazioni durante il rinnovo dei documenti e i dissensi sono stati il 40,1%. Le percentuali appartengono a popolazioni differenti: una nasce nei reparti di rianimazione, l’altra dalle scelte depositate dai cittadini.
I 2.400 trapianti costituiscono una stima e non interventi già assegnati poi cancellati. Nessun numero dovrebbe entrare nel colloquio come pressione su chi ha appena perso una persona.
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