“No alle nuove costruzioni, difendiamo il polmone verde”


Livorno, 5 settembre 2026 – Un lungo serpentone che dalla zona di via Goito ha raggiunto il palazzo comunale. Una manifestazione pacifica, come nell’intento degli organizzatori. A Livorno si è tenuto l’evento nazionale con tante sigle dell’associazionismo verde e non solo per difendere gli Orti Urbani, un’area verde in cui negli anni diverse persone hanno fatto sorgere appunto degli orti coltivati. Un polmone verde sul quale c’è un progetto di edilizia residenziale, dopo che un privato ha acquistato l’area.

La vicenda Orti Urbani

Il nucleo di persone che gestisce gli Orti Urbani non ci sta, non vuole la cementificazione. La loro è però un’occupazione abusiva dell’area. La contrapposizione con il Comune e con la ditta Frangerini, che ha acquistato lo spazio, è in corso.

E la manifestazione del pomeriggio di sabato 5 settembre rappresenta una tappa delle proteste del comitato degli Orti. Nonostante le rassicurazioni della nuova proprietà dell’area e dell’amministrazione comunale c’è molta inquietudine tra i componenti del comitato.

Livorno e la maxi manifestazione per gli Orti Urbani sorti in città: “No alle nuove costruzioni, difendiamo il polmone verde”

La partenza del corteo è stata alle 16 dall’area degli Orti. Quindi l’attraversamento di piazza Mazzini fino appunto al Comune. “Chi semina cemento raccoglie resistenza”: questo lo striscione che ha aperto il corteo. Tante sigle dunque nel corteo: insieme al Comitato degli Orti Urbani c’erano ad esempio i lavoratori della Gkn. 

L’assessore regionale Lenzi al corteo

Tra i partecipanti alla manifestazione, anche l’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi, già sindaco di Fauglia ed esponente di Alleanza Verdi Sinistra. “Il caldo è sotto gli occhi di tutti – dice – Ora andiamo verso un autunno che sarà anche peggiore per quanto riguarda le precipitazioni e un verde così importante va mantenuto. Sempre nel rispetto della legalità. Il fronte politico si sta dividendo? Avs è in maggioranza, chiediamo solo che i nostri impegni in campagna elettorale vengano rispettati. Speriamo che il sindaco dia retta anche alla nostra volontà politica”. 

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Alcuni dei cartelli dei manifestanti durante il corteo per gli Orti Urbani

Gli slogan

“Proteggiamo il parco”, “Gli orti urbani non si toccano”, “Gli spazi verdi sono nostri e li difenderemo” sono alcuni degli slogan scritti su carteli e striscioni. Nel corteo tante le associazioni ambientaliste, qualche striscione No Tav, Potere al Popolo, le sigle Usb e in testa il Comitato degli orti. Il corteo, intorno alle 19, è arrivato in piazza del Comune. Qui i manifestanti sono saliti fin sulle scale del palazzo civico e hanno scandito altri slogan, tra cui “Giù le mani dagli Orti Urbani”. 

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La storia degli Orti Urbani e del progetto edilizio

I manifestanti sono contrari alla realizzazione di quattro nuovi palazzi che l’aggiudicatario dell’area privata, l’imprenditore Stefano Frangerini (il terreno è stato da lui acquistato all’asta fallimentare nei mesi scorsi), costruirà secondo un’idea progettuale “green” che ha illustrato qualche giorno fa sul 20% della porzione edificabile, e secondo la previsione urbanistica del piano strutturale vigente. Il terreno, circondato da grandi palazzi, è in parte occupato abusivamente da 14 anni da alcuni orti gestiti dal comitato, e in parte da vegetazione spontanea, canneti e sterpaglie. Il tribunale dovrà restituire al proprietario l’area libera da cose e persone. Nell’operazione rientra anche una convenzione con l’amministrazione comunale che impone al nuovo proprietario dell’area di realizzare a sue spese sul restante 80% del terreno un parco pubblico che sarà ceduto interamente al comune.

Pd, l’onorevole Simiani: “Inopportuna la presenza di esponenti della giunta regionale”

“Sulla vicenda degli orti urbani – dice il deputato Pd Marco Simiani – è necessario riportare il confronto alla realtà dei fatti e alle procedure amministrative, evitando strumentalizzazioni che rischiano soltanto di alimentare confusione e tensioni. Non comprendiamo le polemiche rivolte al sindaco Luca Salvetti e all’amministrazione comunale, perché ci troviamo di fronte a una vicenda urbanistica che affonda le proprie radici in decisioni e previsioni risalenti a molti anni fa, e che riguarda un’area privata e diritti edificatori consolidati nel tempo e confermati da diverse amministrazioni”.

Simiani difende l’operato del primo cittadino di Livorno: “Questa amministrazione ha fatto, invece, tutto ciò che era possibile fare nell’ambito delle proprie competenze – spiega in una nota -, riuscendo anche a migliorare sensibilmente l’impostazione precedente e a ottenere dalla proprietà una significativa riduzione dei volumi edificabili, oltre a condizioni che consentono di tutelare e valorizzare la parte destinata a verde pubblico. È questo il dato politico e amministrativo che dovrebbe essere riconosciuto, non certo utilizzato per costruire polemiche”. Per Simiani “difendere le regole non significa essere contro il verde o contro i cittadini. Significa amministrare con serietà, trasparenza e imparzialità, cercando di ottenere il massimo risultato possibile per Livorno. Il sindaco Salvetti e questa amministrazione stanno facendo esattamente questo”. Simiani sottolinea come “politicamente inopportuna e istituzionalmente non corretta la presenza, alla manifestazione di oggi, di esponenti della Giunta regionale”, in riferimento all’assessore Alberto Lenzi, “che dovrebbero mantenere un ruolo di garanzia e imparzialità rispetto a una vicenda che coinvolge direttamente le istituzioni”.

Le parole della consigliera regionale Fallani

“Europa Verde oggi è presente alla manifestazione per la tutela del verde e contro il consumo di suolo insieme a tutte le persone che hanno mostrato una spiccata sensibilità rispetto a questi temi che per noi sono importanti e per i quali faremo sentire sempre la nostra voce”. Lo ha detto la consigliera regionale di Avs Diletta Fallani, che ha partecipato alla manifestazione. “È bello – ha aggiunto – vedere tante famiglie con bambini per mano che ci ricordano che abbiamo ricevuto un mondo da custodire, non da consumare. Prendercene cura nel tempo significa lasciare alle generazioni future una casa in cui poter ancora sognare”.


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