Casa abusiva del vice sindaco Crosta a Zingarello? Ismaele La Vardera chiede una verifica alla Regione


Sul caso dell’immobile abusivo costruito a Zingarello a meno di 150 metri di distanza dalla battigia e di cui è in parte proprietario anche il vice sindaco di Agrigento, Giovanni Crosta, notizia che è stata pubblicata nei giorni scorsi da una testata giornalistica locale, interviene il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, che ai microfoni di AgrigentoNotizie anticipa: “Abbiamo avviato un’indagine interna nel nostro movimento perché vogliamo vederci chiaro sulla vicenda della casa del vice sindaco. Noi siamo abituati che quando qualcosa accade nel nostro movimento non ci giriamo dall’altra parte e quando chiediamo chiarezza agli altri avversari la pretendiamo anche in casa nostra, perché la coerenza non è qualcosa che si vende al supermercato. Ho mandato una lettera precisa al vice sindaco e dovrà rispondermi punto per punto”.

La Vardera, ha anche chiesto una verifica alla Regione, e lo ha fatto scrivendo al dirigente generale del Dipartimento regionale di Urbanistica e a quello del Servizio di vigilanza Urbanistica. “Richiesta urgente di ispezione e verifica in materia urbanistico edilizia – immobile sito in contrada Zingarello, Comune di Agrigento”. Questo è l’oggetto della Pec che il deputato regionale ha inoltrato lo scorso 2 settembre ai competenti uffici regionali.

“Gentili dirigenti – scrive La Vardera – con la presente intendo sottoporre alla vostra attenzione una vicenda appresa da organi di stampa e che, per la sua natura, ritengo meritevole di una verifica da parte dell’autorità regionale competente in materia di vigilanza urbanistica. Da quanto riportato pubblicamente, Giovanni Crosta, avrebbe ereditato dal padre un immobile sito nel territorio del Comune di Agrigento, la cui realizzazione risalirebbe ai primi anni ottanta e che, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sarebbe stato realizzato in assenza di un regolare titolo edilizio. Lo stesso sig. Crosta – si legge ancora nella richiesta ispettiva – nella propria pubblica replica ha dichiarato che l’immobile sarebbe stato realizzato dal padre e che, nel 1985, sarebbe stata presentata una domanda di sanatoria che risulterebbe tuttora pendente presso il Comune di Agrigento. 

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È proprio alla luce di tale dichiarazione – si legge ancora nella Pec che La Vardera ha inoltrato agli uffici della Regione – che ritengo doveroso chiedere l’intervento di un soggetto terzo, tecnicamente competente e imparziale, affinché la vicenda venga ricostruita esclusivamente sulla base degli atti amministrativi e della normativa vigente. La presente richiesta non intende formulare alcun giudizio anticipato sulla posizione personale del sig. Crosta, né attribuire responsabilità in assenza di un accertamento documentale. Al contrario, proprio per garantire la massima trasparenza e per evitare che una questione di natura urbanistico-edilizia venga affrontata attraverso contrapposizioni politiche o dichiarazioni di parte, si chiede a codesto Ufficio, per quanto di propria competenza, di voler verificare con la massima sollecitudine:

 1. se presso il Comune di Agrigento risulti effettivamente presentata nel 1985 una domanda di sanatoria ai sensi della legge n. 47/1985 relativa all’immobile in questione e quale sia l’attuale stato della relativa pratica; 

2. quali siano stati gli atti adottati dal Comune di Agrigento dal momento della presentazione dell’istanza sino ad oggi e se la pratica risulti effettivamente ancora pendente;

 3. quali siano le ragioni dell’eventuale mancata definizione della pratica nell’arco di oltre quarant’anni, verificando altresì se siano intervenuti provvedimenti di accoglimento, diniego, richieste di integrazione, pareri di altri enti, ovvero eventuali ulteriori atti amministrativi;

 4. se la vicenda rappresenti un caso isolato ovvero sia riconducibile a una più generale situazione di arretrato nelle pratiche di sanatoria presso il Comune di Agrigento, chiedendo, ove possibile, di conoscere il numero delle pratiche di condono/sanatoria ancora pendenti e la relativa anzianità;

 5. se ricorrano i presupposti per l’esercizio dei poteri di vigilanza e degli eventuali poteri sostitutivi attribuiti dalla normativa regionale in materia di abusivismo edilizio e di inerzia degli enti locali. Qualora una pratica urbanistico-edilizia risulti effettivamente pendente da decenni, ritengo infatti che debba essere verificato se si tratti di una situazione circoscritta al singolo caso oppure di un fenomeno più ampio e diffuso. Una situazione di prolungata inerzia nella definizione delle pratiche di sanatoria – scrive ancora La Vardera – potrebbe infatti determinare, oltre che un evidente problema sotto il profilo dell’efficienza amministrativa, una pericolosa zona grigia nella quale il protrarsi dei procedimenti e la loro mancata definizione potrebbero alimentare la percezione di una sostanziale assenza di conseguenze, con il rischio di incentivare, anche indirettamente, ulteriori condotte edilizie irregolari. Qualora dagli accertamenti dovessero emergere irregolarità o situazioni di inerzia amministrativa, si chiede a codesto ufficio di porre in essere, per quanto di propria competenza, ogni conseguente iniziativa finalizzata al ripristino della legalità urbanistico-edilizia e alla corretta definizione dei procedimenti amministrativi. Si chiede altresì che l’attività ispettiva venga svolta con particolare rigore, trasparenza e tempestività, proprio al fine di escludere qualsiasi possibile disparità di trattamento e di garantire che la normativa urbanistica ed edilizia venga applicata allo stesso modo nei confronti di tutti i cittadini, indipendentemente dal ruolo politico, istituzionale o pubblico eventualmente ricoperto”.

Sulla richiesta ispettiva, il leader del movimento politico Controcorrente ai microfoni di AgrigentoNotizie ribadisce: ”Dobbiamo avere il coraggio di dire che anche i nostri iscritti devono in qualche modo rispondere, ho fiducia nell’operato del vice sindaco, però voglio vederci chiaro, non passi il messaggio che noi siamo irruenti con i nostri avversari e in casa nostra ci giriamo dall’altra parte”.


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