Confindustria stima che l’export italiano nel Mercosur possa quasi raddoppiare a 14 miliardi. Al via missione in Argentina e Brasile con oltre 100 imprese.
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Per il made in Italy si apre una finestra di opportunità importante nell’area Mercosur. Secondo le stime di Confindustria, a pieno regime l’export italiano verso il blocco sudamericano potrebbe arrivare a 14 miliardi di euro, quasi il doppio dei livelli attuali.
Il tema è stato al centro della missione imprenditoriale di sistema in Argentina e Brasile, al via dal 6 settembre, che segue la visita istituzionale in Uruguay guidata dal 3 al 6 settembre dalla vicepresidente di Confindustria Barbara Cimmino.
Mercosur: perché interessa così tanto il made in Italy
Il Mercosur è il mercato comune che riunisce alcuni grandi Paesi dell’America Latina, tra cui Argentina, Brasile e Uruguay. Si tratta di un’area a forte potenziale per l’industria italiana: più domanda interna, crescita demografica e bisogno di tecnologie e impianti rendono questi mercati particolarmente interessanti per l’export.
Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, ha spiegato che il margine di crescita per le esportazioni italiane nell’area «è ancora significativo» e che, «a pieno regime, stimiamo prudenzialmente che l’export italiano verso l’area possa arrivare a 14 miliardi di euro, quasi raddoppiando il valore attuale».
Per Tarquini, è in questo modo che «un accordo commerciale passa dalla carta all’economia reale: nuovi mercati, contratti, investimenti, export e lavoro».
Accordo Ue‑Mercosur: dalle regole ai numeri dell’export
L’area sta già dando segnali concreti. Tarquini ha ricordato che «nel 2025 l’export italiano verso il Mercosur ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro» e che «nel maggio 2026 è cresciuto del 21,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente».
Un aumento che, nelle parole del direttore generale di Confindustria, rappresenta «un riscontro immediato delle opportunità legate all’accordo commerciale Ue-Mercosur, firmato subito prima». L’intesa tra Unione europea e Mercosur punta a ridurre barriere tariffarie e regolamentari agli scambi, facilitando sia le esportazioni di beni sia i flussi di investimento tra le due aree.
Export italiano ancora in crescita nonostante le tensioni globali
Il quadro positivo non riguarda solo il Sudamerica. Tarquini ha sottolineato che «l’export italiano continua a crescere» anche in un contesto globale complesso. Nel primo semestre del 2026 le vendite italiane all’estero hanno raggiunto «337 miliardi di euro, il 4,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».
Per il direttore generale di viale dell’Astronomia, si tratta di «un risultato costruito dalle nostre imprese in condizioni tutt’altro che semplici». Il riferimento è alle tensioni globali e al «quadro geopolitico complesso» che negli ultimi anni hanno inciso su commercio, catene di fornitura e costi energetici.
Proprio per questo, Tarquini avverte che «per continuare a crescere serve guardare oltre, diversificare i mercati di sbocco e creare nuove opportunità anche attraverso accordi commerciali come quello tra Unione europea e Mercosur».
La missione in Argentina e Brasile: oltre 100 imprese in cerca di accordi
Con questo obiettivo, spiega Tarquini, prende il via «la missione imprenditoriale in Argentina e Brasile, frutto di un impegno straordinario e di un intenso lavoro di preparazione e coordinamento da parte di Confindustria e Agenzia Ice».
Confindustria è la principale organizzazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia, mentre Ice-Agenzia è l’ente pubblico che supporta l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la promozione del made in Italy nel mondo.
Alla missione partecipa anche il governo italiano, rappresentato dai ministri Antonio Tajani e Giuseppe Valditara. Insieme a loro, tutto il sistema di sostegno alle imprese che puntano sull’estero: istituzioni, finanza e assicurazioni per l’export.
Il cuore dell’iniziativa è la presenza di «oltre 100 imprese italiane» attive in comparti chiave per l’interscambio con l’America Latina: agroalimentare, macchinari e impiantistica, farmaceutico‑medicale, tecnologie digitali e transizione energetica.
Le aziende, ha spiegato Tarquini, «incontreranno le controparti locali in un intenso programma di B2B, per trasformare le opportunità offerte dall’accordo in nuove relazioni commerciali e industriali». Con B2B si intendono incontri diretti tra imprese (business-to-business), mirati a costruire partnership, firmare contratti di fornitura o avviare progetti comuni.
Una delegazione di vertice per spingere l’internazionalizzazione
La delegazione di Confindustria in Argentina e Brasile è descritta come «significativa». A guidarla è il presidente Emanuele Orsini, affiancato da un’ampia rappresentanza dei vertici e del sistema di rappresentanza degli industriali.
Fanno parte della missione i vicepresidenti Barbara Cimmino, Fausto Bianchi (presidente della Piccola Industria di Confindustria), Riccardo Di Stefano, Aurelio Regina, Annalisa Sassi (presidente del consiglio delle rappresentanze regionali), lo special advisor per l’intelligenza artificiale Alberto Tripi e lo stesso direttore generale Maurizio Tarquini.
Accanto a Confindustria, sono presenti anche i vertici delle principali strutture pubbliche di supporto all’export e all’internazionalizzazione: il presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas, l’amministratore delegato di Sace Michele Pignotti e quello di Simest Regina Corradini D’Arienzo. In delegazione figurano inoltre rappresentanti di Abi (l’associazione che rappresenta le banche italiane) e di Cdp (Cassa Depositi e Prestiti).
Il coinvolgimento congiunto di imprese, associazioni industriali, istituzioni e sistema finanziario punta a rafforzare in modo coordinato la presenza italiana nei Paesi Mercosur e a trasformare il potenziale dell’accordo Ue‑Mercosur in export, investimenti e nuova occupazione.
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