Nel panorama degli oltre trenta regimi sanzionatori attualmente gestiti dall’Unione Europea, tre assumono oggi un’importanza primaria per gli operatori economici italiani, sia per la loro estensione normativa sia per l’impatto concreto sulle attività di business: il regime nei confronti della Russia, il regime nei confronti della Bielorussia e il regime nei confronti dell’Iran.
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L’articolo è estratto dal nuovo ebook “Le misure restrittive dell’Unione Europea”, una guida operativa, appena pubblicata, per orientarsi tra sanzioni UE, nuovi reati e obblighi di compliance.
Un volume operativo che approfondisce:
- D.Lgs. 211/2025 e nuove fattispecie penali;
- responsabilità 231;
- sanzioni verso Russia, Bielorussia e Iran;
- screening delle controparti e gestione del rischio.
Con “Le misure restrittive dell’Unione Europea”, professionisti e imprese hanno a disposizione una guida aggiornata per tradurre una normativa complessa in controlli e procedure concrete.
1) Il contesto storico e la struttura normativa duale
Le misure restrittive dell’UE nei confronti della Russia traggono la loro prima origine dalla crisi del 2014: in seguito all’annessione della Crimea e alla destabilizzazione del Donbass da parte di gruppi armati sostenuti da Mosca, l’Unione Europea adottò, nel marzo 2014, un primo pacchetto di misure soggettive e settoriali che inizialmente colpì un numero limitato di funzionari politici e militari russi. Nel luglio 2014, a seguito dell’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17, il Consiglio ampliò significativamente il regime con l’introduzione di misure settoriali nei settori della finanza, dell’energia, della difesa e dei beni a duplice uso – il cosiddetto «regime settoriale» – che rimase sostanzialmente stabile fino al febbraio 2022.
Il 24 febbraio 2022, con l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, la risposta sanzionatoria dell’Unione Europea ha subito un’accelerazione senza precedenti. In quattro anni, il Consiglio ha adottato più di venti «pacchetti» di misure restrittive aggiuntive, aggiornando e ampliando in modo esponenziale sia le liste di soggetti designati sia le misure settoriali. Il testo consolidato del Regolamento (UE) n. 833/2014 risulta oggi modificato da oltre quaranta atti successivi, a dimostrazione dell’intenso e ininterrotto ritmo di aggiornamento del regime. Negli ultimi anni si sono poi succeduti programmi di misure restrittive non collegate alle azioni militari su territorio ucraino, bensì alle attività di repressione interna e di c.d. hybrid threats imputate alla Federazione Russa.
In via principale, tuttavia, l’impianto normativo del regime russo si fonda ancora oggi su due regolamenti principali, entrambi emanati in risposta all’invasione del territorio ucraino da parte dell’esercito russo, che operano in modo sinergico.
Il Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio del 17 marzo 2014 opera prevalentemente attraverso misure soggettive: il congelamento di tutti i fondi e le risorse economiche delle persone fisiche e giuridiche elencate nell’allegato I e il divieto di mettere fondi o risorse economiche a loro disposizione, direttamente o indirettamente. L’allegato I al Reg. 269/2014 conta oggi oltre duemila designazioni tra persone fisiche e giuridiche, inclusi alcuni dei maggiori oligarchi russi, le principali banche di Stato, enti energetici e imprese militari. Il regolamento prevede un sistema di esenzioni e autorizzazioni specifiche, gestite in Italia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il Regolamento (UE) n. 833/2014, a differenza del Reg. 269/2014, contiene principalmente misure di carattere settoriale e merceologico, che si applicano per lo più indipendentemente dall’identità delle controparti coinvolte e colpiscono interi comparti dell’economia. Oltre a restrizioni dedicate al settore finanziario, dell’energia e dei trasporti, il Reg. 833/2014 impone una serie di divieti di esportazione di prodotti, non solo strategici (quali i prodotti a duplice uso o i c.d. quasi duali listati nell’allegato VII) ma anche di carattere industriale comune (si pensi alla lista di numerosi prodotti elencati nell’allegato XXIII del Regolamento). Per tali prodotti vige un divieto ampio di vendita, trasferimento ed esportazione, diretta e indiretta, verso soggetti stabiliti in Russia o per un uso in Russia, nonché un divieto a prestare qualsivoglia servizio connesso all’installazione, manutenzione, uso di tali beni nel territorio russo. Allo stesso tempo il Reg. 833/2014 mira a ridurre gli introiti dell’economia russa tramite divieti di acquisto e di importazione estesi a variegate categorie merceologiche originarie della Federazione Russa.
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2) Le disposizioni antielusione e la «No Russia Clause»
Una delle innovazioni più rilevanti introdotte nel regime russo – e di grande impatto pratico per gli esportatori italiani verso Paesi terzi – è poi l’insieme delle disposizioni finalizzate a prevenire attività elusive dei divieti. Il Reg. 833/2014, nella versione modificata dall’undicesimo pacchetto sanzionatorio (adottato a giugno 2023), ha introdotto l’articolo 12-octies, che impone agli esportatori dell’Unione l’obbligo di includere nei propri contratti di vendita, stipulati con acquirenti in Paesi terzi, di determinate categorie, tra cui i c.d. beni comuni ad alta priorità elencati nell’allegato XL, una clausola contrattuale che vieti espressamente al cliente la riesportazione verso la Russia o per uso in Russia (la cosiddetta «No Russia Clause»). Per gli stessi beni comuni ad alta priorità è stato poi previsto un obbligo di due diligence rafforzata in capo agli esportatori unionali volto mitigare il rischio di elusione in tutte le operazioni di esportazione verso Paesi terzi. Inoltre, sono stati introdotti divieti di transito, attraverso il territorio russo, per talune tipologie di beni più critiche destinate a Paesi terzi.
| L’articolo è estratto dall’eBook “Le misure restrittive dell’Unione Europea“, una guida completa, appena pubblicata, che costituisce un supporto indispensabile per avvocati, compliance officer, responsabili legali, CFO e operatori del commercio estero chiamati a orientarsi in una disciplina complessa e in continua evoluzione. |
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3) La «shadow fleet» e il controllo delle rotte alternative
Un ulteriore profilo di grande attualità pratica riguarda il fenomeno della cosiddetta «shadow fleet»: la flotta di navi cisterna che, operando al di fuori delle strutture assicurative e finanziarie occidentali, trasporta petrolio russo verso destinazioni che non sono direttamente soggette alle sanzioni UE (Cina, India, Turchia, Emirati Arabi Uniti). Le istituzioni europee hanno risposto a questo fenomeno con l’inserimento di alcune di queste navi nelle liste di designazione soggettiva del Reg. 269/2014, determinando il blocco di qualsiasi servizio portuale, di bunkeraggio, di assicurazione e di finanziamento da parte di operatori europei nei loro confronti. Per le compagnie di navigazione e i broker assicurativi italiani, questa evoluzione ha determinato la necessità di presidi specifici di controllo sulle navi con cui operano, sul modello dello screening delle controparti personali.
| L’articolo è estratto dall’eBook “Le misure restrittive dell’Unione Europea“, una guida operativa che accompagna gli operatori economici italiani nell’intero percorso di comprensione e adeguamento a questa nuova disciplina, con un taglio al tempo stesso rigoroso e concreto. |
4) Per saperne di più
L’articolo è estratto dal nuovo ebook “Le misure restrittive dell’Unione Europea”, il nuovo volume digitale, aggiornato al quadro normativo di luglio 2026, dedicato alle sanzioni UE e alle conseguenze operative per imprese e professionisti.
Il volume analizza il sistema europeo delle misure restrittive, con particolare attenzione ai regimi sanzionatori verso Russia, Bielorussia e Iran.
Al centro dell’approfondimento sono le novità del D.Lgs. 211/2025, che ha introdotto nel Codice penale nuove fattispecie di reato per la violazione delle sanzioni UE. Ampio spazio è riservato anche alla responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001 e al nuovo apparato sanzionatorio applicabile alle persone giuridiche.
L’ebook “Le misure restrittive dell’Unione Europea” affronta inoltre gli aspetti più operativi della compliance: aggiornamento dei Modelli 231, screening delle controparti, classificazione merceologica e gestione del rischio sanzionatorio.
Una guida pensata per avvocati, compliance officer, responsabili legali, CFO e operatori del commercio estero chiamati a orientarsi in una disciplina complessa e in continua evoluzione. Uno strumento aggiornato per comprendere le nuove responsabilità, adeguare i controlli aziendali e ridurre il rischio di violazioni nelle operazioni commerciali e finanziarie internazionali.
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