Si comincia a fare sul serio, anche se il risultato conterà relativamente. A poco più di due settimane dall’esordio ai Campionati Europei, l’Italia campione del mondo torna in campo mercoledì 26 agosto al PalaCalafiore di Reggio Calabria per affrontare la Germania nella prima delle tre amichevoli della FIPAV Cup Men Elite. Fischio d’inizio alle 21 per un test che dovrà soprattutto fornire a Ferdinando De Giorgi indicazioni sulla condizione del gruppo e sulle scelte da compiere in vista della rassegna continentale. Dopo la Germania arriveranno due verifiche ancora più impegnative. Gli azzurri si trasferiranno infatti a Messina, dove il 28 agosto affronteranno Cuba e il 30 agosto il Brasile. Tre partite in cinque giorni contro avversarie dalle caratteristiche molto differenti, prima dell’ultimo collegiale programmato a Firenze dal 3 al 7 settembre e dell’esordio europeo del 10 settembre a Napoli.

De Giorgi ha portato a Reggio Calabria quattordici giocatori, un numero che inevitabilmente avvicina questa convocazione a quella definitiva per l’Europeo. In regia ci sono Simone Giannelli e Riccardo Sbertoli, gli opposti sono Yuri Romanò e Kamil Rychlicki, mentre al centro figurano Gianluca Galassi, Giovanni Sanguinetti e Pardo Mati. Fabio Balaso e Gabriele Laurenzano compongono il reparto dei liberi. La situazione più interessante riguarda però i posti 4, dove sono stati convocati Mattia Bottolo, Daniele Lavia, Francesco Sani, Luca Porro e soprattutto Alessandro Michieletto. Ed è proprio la presenza del fuoriclasse trentino a trasformare Italia-Germania in qualcosa di più di una normale amichevole precampionato. Michieletto non disputa una partita ufficiale dal 21 gennaio, quando giocò in Champions League con Trento. Gli esami successivi hanno evidenziato una frattura da stress incompleta del peduncolo destro della quarta vertebra lombare, problema che lo ha costretto a saltare tutta la parte conclusiva della stagione con il club e l’intera Nations League con la Nazionale.

Ad aprile la situazione era ancora delicata. De Giorgi aveva spiegato che i tempi non potevano essere stabiliti sulla base di esigenze tecniche, ma dovevano dipendere dalle valutazioni mediche e dalla risposta ai sintomi. Lo stesso Michieletto raccontava di svolgere pesi, fisioterapia e piscina, aspettando gli esami necessari per poter aumentare gradualmente i carichi. La situazione è però cambiata radicalmente durante l’estate. A fine luglio Michieletto aveva infatti confermato di essere tornato a giocare e di avere già ripreso ricezione e salti. Il problema, a quel punto, non sembrava più essere soltanto la guarigione della lesione, ma il recupero della condizione specifica: dopo oltre sei mesi senza partite, mancavano soprattutto ritmo, capacità di sostenere scambi prolungati e quella che lo stesso azzurro definiva la componente di fatica metabolica propria della gara. Aveva inoltre indicato proprio Italia-Germania del 26 agosto come obiettivo per il ritorno.

La sua convocazione nei collegiali di Cervia e Verona e ora per la FIPAV Cup rappresenta quindi un altro segnale incoraggiante. Questo non significa automaticamente che mercoledì De Giorgi lo utilizzerà, né tantomeno che possa già sostenere una partita intera. La soluzione più logica, se lo staff medico concederà il via libera definitivo, potrebbe essere un rientro progressivo: qualche rotazione, eventualmente un set o una porzione di partita, aumentando il carico nelle successive sfide con Cuba e Brasile. È un’ipotesi tecnica, non un’indicazione proveniente dallo staff azzurro. La prudenza ha una spiegazione precisa. Una frattura da stress nasce dall’accumulo di microtraumi ripetuti, quando il carico applicato supera temporaneamente la capacità dell’osso di adattarsi e ripararsi. Nel caso delle reazioni e delle fratture da stress lombari degli atleti, la letteratura indica generalmente come prima scelta il trattamento conservativo, con riduzione dei carichi e successiva riabilitazione progressiva; movimenti ripetuti di estensione e rotazione del tronco sono tra quelli potenzialmente coinvolti nelle sollecitazioni della zona lombare.

Per un pallavolista questo aspetto assume particolare importanza. Salto, rincorsa, attacco e soprattutto la ripetizione ad alta intensità di questi gesti richiedono alla catena cinetica e al tronco di sopportare carichi molto differenti da quelli di una normale preparazione atletica. Essere tornato ad allenarsi non equivale dunque automaticamente a essere pronto per disputare cinque set ad altissimo livello. Il passaggio decisivo è quello dalla guarigione e dalla tolleranza dei singoli gesti alla capacità di ripeterli senza dolore e senza una risposta negativa nelle ore o nei giorni successivi.

Il vero obiettivo, insomma, per Michieletto non è Italia-Germania, ma il 10 settembre. Tra la partita di Reggio Calabria e il debutto europeo restano quindici giorni: un periodo breve per recuperare completamente il ritmo dopo oltre sette mesi senza gare, ma sufficiente per utilizzare Germania, Cuba e Brasile come una sorta di percorso di riavvicinamento agonistico. Se Michieletto dovesse scendere in campo già mercoledì, anche soltanto per pochi punti, sarebbe quindi una delle notizie più importanti della serata.

Sul piano strettamente tecnico, la Germania costituisce un avversario adatto per iniziare questa fase. La squadra è allenata dall’italiano Massimo Botti e presenta diversi giocatori di alto livello internazionale. Johannes Tille e Jan Zimmermann sono i palleggiatori, mentre in posto 4 figurano Moritz Reichert, Moritz Karlitzek, Tim Peter, Tobias Brand, Theo Mohwinkel ed Erik Röhrs. Il reparto centrale offre centimetri e qualità con Anton Brehme, Tobias Krick, Florian Krage-Brewitz e Simon Torwie.

Ma il riferimento principale resta Georg Grozer, unico opposto inserito nel gruppo tedesco e giocatore attorno al quale può essere costruita una parte importante del sistema offensivo. La sua potenza in battuta e sulle palle alte offrirà all’Italia un banco di prova interessante soprattutto per la correlazione muro-difesa. Per Giannelli e compagni sarà anche l’occasione per ritrovare automatismi e continuità dopo la Nations League, con De Giorgi chiamato a verificare gerarchie e condizione fisica prima di restringere definitivamente il gruppo.


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Enrico Spada

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