sarà davvero natura o solo arredo urbano? – UOMINI LIBERI



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Il nuovo Masterplan di Binario Blu e Orti Folconi è stato presentato come uno dei tasselli più importanti della trasformazione futura di Savona. Ma, osservando il percorso che ha preceduto la progettazione e soprattutto leggendo i pareri espressi da Regione Liguria, ARPAL e dagli altri enti durante la fase preliminare della VAS sulla variante al PUC, nasce una domanda tutt’altro che secondaria: il progetto presentato ha davvero recepito fino in fondo quelle indicazioni ambientali?

La questione riguarda in particolare Piazza del Popolo, Orti Folconi e il sistema del Letimbro, cioè aree che non dovrebbero essere considerate separatamente, ma parti di una possibile infrastruttura verde urbana.

Già nello schema di variante al PUC, infatti, Piazza del Popolo e Orti Folconi erano inseriti nello stesso Schema Direttore SD1. Per Orti Folconi veniva prevista la realizzazione di un edificio pubblico polifunzionale, mentre per Piazza del Popolo si parlava di una riqualificazione complessiva con valorizzazione del verde pubblico… leggi


Fin qui nulla di particolarmente sorprendente. Ma andando avanti nella documentazione regionale il concetto di “verde” diventa molto più impegnativo.

Non basta mettere qualche albero

Il punto forse più interessante arriva dalle osservazioni di ARPAL e del settore regionale competente per la biodiversità.

La Regione rilevava innanzitutto che nella documentazione preliminare non erano stati sufficientemente considerati i collegamenti ecologico-funzionali della Rete Ecologica Regionale, chiedendo quindi approfondimenti sugli effetti della pianificazione e sulla conservazione delle funzioni ecologiche esistenti.

ARPAL andava persino oltre.

Pur riconoscendo che gran parte delle aree interessate dalla variante si trova in un contesto fortemente urbanizzato, osservava che alcune di esse potrebbero funzionare come “patch/corridoi” ecologici, capaci di portare dentro la città i benefici dei servizi ecosistemici normalmente propri delle zone rurali e periurbane.


È una distinzione fondamentale.

Un conto è il verde ornamentale: alberelli inseriti nelle pavimentazioni, aiuole, fioriere e piante sistemate magari dentro grandi vasche di cemento.

Un altro conto è costruire una vera infrastruttura ecologica urbana, con terreno permeabile, alberature capaci di svilupparsi realmente, continuità vegetale, ombra, assorbimento dell’acqua piovana e collegamenti con gli altri sistemi naturali cittadini.

Ed è proprio questa seconda strada che sembra emergere con forza dai documenti della VAS.

Piazza del Popolo collegata al Letimbro

C’è un passaggio ancora più significativo.


Parlando del “Corridoio verde e blu” del Letimbro, ARPAL sottolinea che la connettività ecologica funziona davvero soltanto quando gli interventi non rimangono episodi isolati. Il Piano del Verde, secondo il documento, dovrebbe individuare le essenze da conservare, prevedere deimpermeabilizzazioni, piantumazioni e interventi di “ecological restoration”.

E subito dopo compare un riferimento che riguarda direttamente Piazza del Popolo: viene prospettata la possibilità di un prolungamento verso monte, lungo il Letimbro, delle azioni previste per il Compendio di Piazza del Popolo, proprio allo scopo di avvicinare progressivamente l’area urbana al corridoio ecologico individuato verso via Santuario.

Dunque Piazza del Popolo, almeno nella visione ambientale suggerita durante lo scoping, non dovrebbe essere semplicemente una piazza rifatta con un po’ più di verde.

Potrebbe diventare un elemento di un sistema ecologico più ampio.

Ed è qui che il confronto con il Masterplan appena presentato diventa interessante.


C’è poi il problema del cemento e del suolo impermeabile

Gli enti hanno posto molta attenzione anche a un altro aspetto: quanto terreno rimarrà realmente permeabile.

La documentazione regionale ricorda che il consumo di suolo comporta la perdita dei servizi ecosistemici, a cominciare dalla capacità del terreno di assorbire acqua e quindi di ridurre i deflussi superficiali e il rischio idrogeologico. Per questo viene richiesto di valutare l’attuale livello di impermeabilizzazione delle aree e il contributo concreto della variante all’obiettivo di arrestare il consumo di suolo.

Non è un dettaglio, soprattutto a Savona.

Piazza del Popolo è lambita dal rio San Lorenzo, mentre Orti Folconi è lambita da un rio tombinato e non indagato sotto il profilo idraulico. Anche su questi aspetti gli uffici regionali avevano chiesto attenzione.

E nel verbale della conferenza istruttoria i progettisti stessi avevano sottolineato la grande potenzialità della variante proprio per l’incremento delle aree verdi e la deimpermeabilizzazione del suolo urbano.


La Regione, inoltre, indicava tra gli obiettivi per Savona la diffusione degli spazi verdi e chiedeva che nella variante fossero introdotte norme prestazionali orientate alla “massimizzazione del verde”, anche per contrastare le isole di calore e favorire il riutilizzo delle acque piovane.

Quindi: che verde vedremo davvero?

Ed eccoci alla domanda che dovrebbe accompagnare il dibattito sul Masterplan.

Quanto di tutto questo è entrato concretamente nel progetto di Binario Blu, Orti Folconi e, più in generale, nella trasformazione di Piazza del Popolo?

Perché non sarà sufficiente contare gli alberi sulle tavole progettuali.

Bisognerà capire dove saranno piantati, quanto suolo naturale e permeabile avranno a disposizione, quanta superficie verrà realmente deimpermeabilizzata e se il verde sarà concepito come parte di una rete ecologica oppure semplicemente come elemento di arredo architettonico.


Un albero dentro una vasca circondata dal cemento è certamente meglio di nessun albero. Ma non è necessariamente ciò che Regione e ARPAL sembravano immaginare parlando di corridoi ecologici, servizi ecosistemici, deimpermeabilizzazione ed ecological restoration.

Ed è proprio questo il punto.

Il Masterplan è ancora uno strumento di indirizzo e non avrebbe senso giudicarlo come se ogni dettaglio fosse già un progetto esecutivo. Ma proprio perché siamo ancora nella fase delle scelte, questo è il momento di verificare se gli indirizzi ambientali formulati dagli enti siano stati realmente recepiti e non soltanto tradotti graficamente in qualche macchia verde nelle tavole.

Savona ha davanti un’occasione rara: Piazza del Popolo, Orti Folconi, Binario Blu e il Letimbro potrebbero diventare pezzi collegati di una città più permeabile, ombreggiata e naturalizzata.

Oppure potremmo ritrovarci con molto cemento nuovo, qualche elegante vasca, alberi ordinatamente sistemati al loro interno e la rassicurante definizione di “verde urbano”.


Formalmente sarebbe verde.

Ma leggendo i pareri che accompagnano la variante al PUC, viene il forte dubbio che Regione e ARPAL intendessero qualcosa di parecchio più ambizioso.




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