Roma, 7 agosto 2026 – A Roma è scoppiata la bomba Spin Time, un ‘melting pot’ culturale e sociale ormai diventato caso politico divisivo. Spin Time è un importante centro sociale della Capitale che negli anni è diventato punto di riferimento culturale per intere generazioni di romani e che ora rischia di diventare terremo di battaglia elettorale tra le destre e la sinistra.
La situazione è precipitata nell’ultima settimana dopo l’incendio scoppiato il 29 luglio all’interno dell’ex palazzo Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, uno stabile di 10 piani dove dal 2013 vivono 400 persone di 27 nazionalità differenti. Il palazzo è stato dichiarato inagibile ed è stato sgomberato, così da giorni tutti gli occupanti – tra cui 130 famiglie con bambini piccoli – vivono accampati con tende e sacchi a pelo, nonostante il caldo torrido abbia già provocato i primi malori.
Spin Time è un centro controverso: ospita migranti e famiglie bisognose, crea cultura e opportunità sociali, crea reddito con le attività economiche. E si è conquistata la foducia di una parte dei romani, tanto che in pochi giorni sono stati raccolti oltre 85mila euro per sostenere la protesta sotto la sede del palazzo sotto sequestro. Ecco la storia di Spin Time.
L’ex sede Inpdap fu venduta dal Campidoglio
Il palazzo dell’Inpdap, l’ex ente previdenziale dei dipendenti pubblici, era stato venduto dal Comune di Roma nel 2004 nell’ambito di un maxi piano di dismissione di immobili pubblici a Investire, società leader nel settore del ‘real estate’ composta in larga parte da capitali privati. Dopo la dismissione, lo Stato prese il palazzo in affitto per mantenere all’interno gli uffici Inpdap, per poi definitivamente abbandonarlo nel 2010. Secondo i calcoli di Luigi Corvo, docente di economia alla Bicocca, pubblicati sul Manifesto, l’affitto è costato complessivamente 48 milioni di euro di soldi pubblici, più di quanto venne incassato con la sua cessione.
Residentei dello Spin Time Labs escono dallo stabile sotto sequestro
Cos’è lo Spin Time, il centro sociale dell’Esquilino
Lo Spin Time è un diventato esempio di rinascita, come negli anni d’oro del Leoncavallo a Milano e dell’Askatasuna a Torino. Un recupero abitativo e sociale ha trasformato uno stabile abbandonato e degradato in una fucina culturale e un centro di servizi per tutto il quartiere, e non solo. All’interno dell’ex sede Inpdap – non molto lontano da piazza di San Giovanni in Laterano, nella zona sud est del centro di Roma – è nata una vera e propria comunità: 400 persone hanno trovato alloggio, tra giovani in cerca di espressione e migranti con il sogno di costruirsi un futuro. Dal 2013 ad oggi, è fiorita la speranza: si sono formate famiglie (oggi sono 130), sono nati bambini, sono arrivati artisti e intellettuali, attivisti con la voglia di cambiare il mondo.
Il recupero sociale del palazzo: dal coworking alla redazione di un giornale
In quei 10 piani fantasma sono stati aperti spazi a servizio della città. Al piano terra c’è un coworking e un doposcuola frequentato dai bambini che vivono nel palazzo, ma anche dagli studenti delle scuole del quartiere. C’è anche un’osteria, un auditorium per dibattiti e spettacoli, uno studio di registrazione, una falegnameria e una camera oscura per i fotografi.Perfino il parcheggio dello stabile è stato trasformato con la redazione del giornale Scomodo, usata anche come spazio ricreativo, per spettacoli e concerti.
Volontari e membri della Protezione Civile assistono i residenti dello Spin Time Labs accampati davanti allo stabile sotto sequestro
La corsa contro il tempo per salvare lo Spin Time
A Roma è iniziata una corsa contro il tempo per salvare lo Spin Time. Il Comune ha formalizzato una proposta di acquisto dello stabile, respinta dalla proprietà. La trattativa tra il Comune e la società InvestiRE è fallita, lasciando gli abitanti senza accordo ponte.
Un pezzo della cultura italiana, idealmente legata alla sinistra, si è mobilitata per salvare lo Spin Time, che da anni è nella lista nera della prefettura. Ci sono state le visite di Roberto Saviano, del fumettista Zerocalcare, all’anagrafe Michele Rech, della comica Sabina Guzzanti e la cantante Ditonellapiaga che hanno portato solidarietà e acceso i riflettori dell’Italia intera sul caso Spin Time.
Poi è sceso in campo il mondo del cinema con l’appello dei registi Marco Bellocchio, Francesca Comencini, Matteo Garrone, Mario Martone, Paolo Sorrentino, Carlo Verdone e Paolo Virzì.
Alla fine, tirati per la giacca, anche i politici hanno iniziato a prendere posizione, ma a questo punto lo Spin Time rischia di diventare un braccio di ferro tra maggioranza e opposizione, un altro caso eclatante come lo sgombero del Leoncavallo a Milano o l’Askatasuna a Torino.
Saviano: “Non è Casa Pound, è una società di famiglie”
“Qui non c’è un’occupazione, qui non è Casa Pound. Mentre Casa Pound viene tutelata perché è un’occupazione politica, qui invece è una società di famiglie, quindi qui si tratta di persone che per sopravvivenza hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere”. Sullo Spin Time, Roberto Saviano, ha le idee chiare e ha voluto spiegarle direttamente alle decine di persone che da quattro giorni animano il presidio sotto il fabbricato sequestrato dopo un incendio.
Attivisti e abitanti dello Spin Time Labs durante una conferenza stampa davanti allo stabile sotto sequestro
Lo scontro politico
Intorno al futuro di Spin Time c’è uno scontro politico che dura da anni. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inserito lo stabile nella lista degli sgomberi ma, a differenza dei famosi Leoncavallo e Askatasuna – sgomberati nell’ultimo anno a Milano e Torino – lo Spin Time vive ancora. O almeno viveva fino all’incendio di settimana scorsa.
I partiti di centrodestra spingono per liberare il palazzo dall’occupazione abusiva e, secondo il governatore del Lazio Francesco Rocca, gli occupanti dovrebbero essere inseriti nelle graduatorie delle case popolari, senza però fare rientro in via Santa Croce in Gerusalemme. Sul lato opposto della barricata c’è una parte del centrosinistra, che considera Spin Time un esempio di partecipazione e una risposta concreta all’emergenza abitativa.
Spin Time ha sempre mantenuto aperto il dialogo con la politica e le istituzioni: nel 2021 ospitò il primo confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra per l’elezione del sindaco di Roma. Anche i rapporti col Vaticano non si sono mai interrotti e nel 2025 Spin Time ha ospitato la quinta edizione dell’Incontro mondiale dei movimenti popolari, un appuntamento nato su impulso di Papa Francesco che riunisce organizzazioni sociali e dei lavoratori provenienti da circa 170 paesi. In quell’occasione gli attivisti e gli abitanti di Spin Time furono ricevuti da Papa Leone XIV.
L’intervento del elemosiniere di Papa Francesco
Nel 2019 la corrente elettrica venne staccata per una morosità di oltre 300 mila euro. E, a sorpresa, ci fu un intervento importante – e altamenet simbolico – da parte della Chiesa. Il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di Papa Francesco, ruppe i sigilli e riallacciò l’elettricità. Ma il Campidoglio, guidato dall’allora sindaca pentastellata Virginia Raggi – alle prese con la battaglia dell’emergenza rifiuti – fece un passo indietro, negando il pagamento degli arretrati. Quell’anno il Questore di Roma firmò una diffida per l’evento di Capodanno organizzato nello stabile e socppiò pure una polemica per l’inserimento di Spin Time nel portale turistico di Roma Capitale, poi rimosso.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link


