Punti chiave
- Lummis promette di continuare a sostenere il CLARITY Act nonostante l’attuale stallo.
- Il CLARITY Act rafforzerebbe le misure di tutela e l’applicazione delle norme nel settore delle criptovalute.
- La senatrice avverte che ulteriori ritardi potrebbero far slittare l’adozione di norme complete al 2030.
Lummis rinnova la spinta a favore del CLARITY Act mentre l’iter al Senato rallenta
La senatrice statunitense Cynthia Lummis (R-WY) ha dichiarato su X il 7 agosto di rimanere determinata a portare avanti il CLARITY Act, pur esprimendo frustrazione per lo stallo dei lavori. Ha sottolineato che i legislatori hanno investito troppo impegno nella creazione di un quadro normativo completo sulle criptovalute negli Stati Uniti per fermarsi ora, impegnandosi a collaborare con i colleghi del Senato per portarlo avanti. Lummis ha dichiarato:
«Mi conoscete tutti e sapete da quanto tempo e con quanta tenacia mi batto per questo disegno di legge, quindi potete immaginare quanto io sia frustrata. Verrà il momento in cui potrò dire di più, ma per ora lasciatemi dire questo: siamo arrivati troppo lontano per fermarci adesso».
La senatrice del Wyoming ha collegato tale impegno alla sua convinzione che le società operanti nel settore degli asset digitali abbiano bisogno di norme federali prevedibili per operare ed espandersi negli Stati Uniti. In qualità di presidente della sottocommissione bancaria del Senato sugli asset digitali, Lummis è emersa come una figura chiave del Senato nel promuovere il CLARITY Act, guidando i negoziati e sollecitando i legislatori a portarlo in votazione.
Appena due giorni prima della sua ultima dichiarazione, Lummis si aspettava che i senatori rimanessero a Washington per tutto il fine settimana per garantire una votazione sul CLARITY Act prima della pausa estiva di agosto. Ha descritto 11 mesi di negoziati che hanno prodotto oltre 300 pagine di emendamenti richiesti dai Democratici, mentre proseguivano le discussioni sulle disposizioni relative alla Commodity Futures Trading Commission, sulle misure di applicazione della legge e sulle norme etiche per gli alti funzionari federali.
Tuttavia, il 7 agosto il leader della maggioranza al Senato John Thune (R-SD) ha confermato che la Camera avrebbe rinviato la votazione a settembre, dopo la pausa estiva di agosto.
La tutela dei consumatori e l’applicazione delle norme sono al centro della posizione di Lummis
La tutela dei consumatori ha costituito un altro aspetto fondamentale del messaggio di Lummis del 7 agosto, in cui la senatrice ha sostenuto che gli americani hanno bisogno di garanzie più solide contro le truffe e di maggiore fiducia quando partecipano all’economia digitale. Ha collegato tali tutele a regole più chiare per le imprese legittime, presentando la sicurezza dei consumatori e l’innovazione nazionale nel settore delle criptovalute come priorità che possono progredire nell’ambito dello stesso quadro normativo federale.
La senatrice ha dichiarato:
«Non mi arrenderò perché credo fermamente che questo settore meriti di prosperare con regole chiare sul territorio statunitense, che i consumatori meritino di essere protetti dalle truffe e abbiano la fiducia necessaria per partecipare alla nostra economia digitale, e che le forze dell’ordine meritino gli strumenti di cui hanno bisogno per assicurare alla giustizia i malintenzionati».
La titolarità dei clienti in caso di fallimenti degli exchange illustra una delle tutele finanziarie più dirette previste dalla proposta per chi detiene asset digitali tramite intermediari. La normativa tratterebbe il contante e le criptovalute dei clienti coperti come proprietà dei clienti stessi, richiederebbe la separazione dal patrimonio aziendale e affronterebbe le controversie sulla titolarità evidenziate dal caso Celsius, in cui circa 600.000 conti Earn detenevano circa 4,2 miliardi di dollari all’inizio della procedura fallimentare.
I progressi bipartisan si scontrano con un calendario del Senato sempre più lungo
Il Congresso ha già registrato un sostanziale avanzamento bipartisan sulla proposta dopo mesi di negoziati sulla struttura del mercato federale delle attività digitali. Il 14 maggio la Commissione bancaria del Senato ha approvato l’H.R. 3633, il Digital Asset Market Clarity Act del 2025, con 15 voti a favore e 9 contrari, facendo passare la proposta oltre la fase di commissione. Lummis ha osservato:
«Il CLARITY Act è l’unico modo per raggiungere tali obiettivi. Lo status quo fallisce su ogni fronte e non smetterò di lottare finché non avremo risolto questo sistema malfunzionante».
A più di un anno dall’approvazione della legge da parte della Camera, l’azione del Senato rimane fondamentale per determinare se gli standard federali completi sulla struttura del mercato diventeranno legge. Il quadro normativo ancora irrisolto riguarda la classificazione delle risorse digitali, i requisiti di registrazione, la supervisione federale e il contesto operativo per le piattaforme di scambio, gli sviluppatori, i gestori patrimoniali e le istituzioni finanziarie.
Precedenti avvertimenti di Lummis avevano previsto tempi molto più lunghi per l’intervento del Congresso qualora i legislatori non fossero riusciti a portare a termine la legislazione entro l’attuale finestra temporale. La senatrice ha sostenuto che un’altra opportunità realistica potrebbe slittare verso il 2030, lasciando potenzialmente consumatori, sviluppatori, piattaforme di scambio e autorità di controllo a operare per anni nell’ambito dell’attuale struttura federale.
La versione aggiornata del CLARITY Act dimostra che il lavoro è proseguito prima dell’ultima battuta d’arresto
Il lavoro legislativo è proseguito prima dell’ultimo rallentamento, dimostrando che i senatori stavano ancora perfezionando il quadro normativo poco prima che la Lummis diffondesse il suo messaggio del 7 agosto. Il 22 luglio, Lummis ha pubblicato il testo aggiornato del CLARITY Act che riunisce il lavoro delle commissioni senatoria per le questioni bancarie e per l’agricoltura, integrando in una proposta rivista diversi elementi dell’impegno del Senato sulla struttura del mercato degli asset digitali.
Il testo rivisto rafforza inoltre il ruolo centrale di Lummis nell’impegno legislativo, estendendo il suo lavoro sulla struttura di mercato al di là delle richieste pubbliche di un intervento del Congresso. Il suo ultimo messaggio colloca tale lavoro al fianco delle tre priorità che continua a sottolineare: creare regole applicabili per le imprese legittime nel settore delle criptovalute, proteggere gli americani che partecipano ai mercati digitali e dotare le autorità degli strumenti necessari per perseguire le frodi e altre attività illecite.
La Lummis ha concluso:
«Continuerò a lavorare con i miei colleghi per portare a termine questo obiettivo: questa battaglia è ben lungi dall’essere conclusa».
Con il testo legislativo aggiornato già pubblicato e l’iter in commissione completato, l’attenzione si sposta ora sulla capacità di Lummis e degli altri senatori di trasformare mesi di negoziati in un più ampio sostegno congressuale quando il Senato riprenderà i lavori a settembre.
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Alan Inman
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