Milano, Monza e Lodi battono l’Italia: crescita allo 0,7%


Milano, Monza e Lodi crescono dello 0,7% nel 2025. Più imprese, occupazione in rialzo e saldo aziendale record, ma pesa ancora il caro energia.


14 Luglio 2026 alle 18:30





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L’area economica che comprende Milano, Monza Brianza e Lodi continua a mostrare una notevole capacità di resistenza alle turbolenze internazionali. Nel 2025 questa macroarea registra infatti una crescita dello 0,7%, un ritmo superiore alla media italiana, che si ferma allo 0,5%.

I numeri arrivano dalla 36ª edizione del rapporto annuale “Milano Produttiva”, elaborato dal Servizio Studi Statistica e Programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, l’ente che rappresenta e supporta le imprese del territorio.

Crescita sopra la media nazionale e traino dei servizi

Nel rapporto viene sottolineato come, nonostante le tensioni e la forte incertezza a livello internazionale, il territorio mantenga una dinamica positiva. Il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli, osserva che “l’economia milanese si dimostra solida e competitiva”.

Alla base di questa performance c’è soprattutto il settore dei servizi, che rappresenta una componente centrale per l’economia milanese e lombarda: si tratta di attività che spaziano dal commercio alla ristorazione, dai servizi professionali e finanziari al turismo, fino ai servizi alle imprese e alla persona. È questo comparto a sostenere il ritmo di crescita dell’area, contribuendo ad aumentare il numero delle aziende attive e a ridurre il tasso di disoccupazione.


Nel rapporto si evidenzia infatti che aumenta il numero delle imprese e diminuisce il tasso di disoccupazione, segnale di un mercato del lavoro in progressivo rafforzamento.

Energia ancora troppo cara: la richiesta su rinnovabili e nucleare

Accanto agli elementi positivi, Sangalli richiama però anche una criticità strutturale: il costo dell’energia. Nel documento si sottolinea che l’energia resta “ancora troppo costosa” per il tessuto produttivo locale.

Per questo, il presidente della Camera di commercio indica come “urgente puntare sullo sviluppo delle rinnovabili e sul nucleare”. Il riferimento è alla necessità di una strategia energetica che consenta a imprese e famiglie di beneficiare di costi più sostenibili e di una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, elementi cruciali per la competitività, in particolare per le aziende manifatturiere e ad alta intensità energetica.

Nuove imprese: saldo attivo e tasso di crescita oltre il doppio della media italiana

La macroarea dei tre capoluoghi e delle rispettive province viene descritta nel rapporto come un “terreno fertile per la nascita di nuove imprese”. Il dato sul bilancio tra aperture e chiusure d’azienda è particolarmente indicativo.

Nel 2025 il saldo tra nuove iscrizioni e cancellazioni dai registri delle imprese è positivo per 10.007 unità, in aumento rispetto alle 8.428 del 2024. Questo si traduce in un tasso di crescita del numero di imprese pari al 2,1%, ben superiore allo 0,96% registrato a livello nazionale e all’1,41% medio della Lombardia.


Per i lettori meno esperti, il tasso di crescita delle imprese esprime, in percentuale, quanto aumenta (o diminuisce) il numero delle aziende attive in un certo periodo, tenendo conto sia delle nuove aperture sia delle chiusure. Un valore superiore alla media indica un tessuto imprenditoriale più dinamico, in cui si sperimenta e si investe di più.

Primo semestre 2025: oltre 17.500 nuove iscrizioni

Entrando nel dettaglio, nel primo semestre del 2025 nella macroarea si contano 17.555 nuove iscrizioni al registro imprese e 13.792 cessazioni. Il saldo è quindi positivo per 3.763 aziende, con un tasso di crescita dello 0,8% nel solo periodo gennaio-giugno.

All’interno di questo perimetro, Milano si conferma il principale motore. Nel primo semestre dell’anno il capoluogo e la sua provincia registrano 14.198 nuove iscrizioni e un saldo attivo di 3.336 unità, a fronte di 10.862 cessazioni. Si tratta di numeri che riflettono la capacità attrattiva dell’area milanese, storicamente polo di servizi avanzati, finanza, moda, design e innovazione tecnologica.

Nel dettaglio, nella provincia di Milano le nuove iscrizioni arrivano a 6.043, pari al 32,7% del totale nazionale. Ciò significa che quasi un terzo delle nuove imprese italiane, in questo specifico ambito considerato, si concentra in questa porzione di territorio, confermando la centralità di Milano nel panorama economico del Paese.

Occupazione sopra i 2 milioni di addetti

Un altro indicatore chiave è quello del lavoro. Nel 2025 l’occupazione è in crescita dell’1%, superando la soglia dei 2 milioni di addetti nell’area considerata. Questo bacino occupazionale rappresenta il 45% del totale degli addetti in Lombardia e l’8,5% dei lavoratori in Italia.


Per comprendere il dato, va ricordato che per addetti si intendono le persone che lavorano all’interno di imprese e organizzazioni, siano esse dipendenti o, in alcuni casi, imprenditori stessi. Il fatto che quasi la metà degli addetti della Lombardia e una quota significativa del totale nazionale si concentri tra Milano, Monza Brianza e Lodi conferma il ruolo di quest’area come hub economico e occupazionale del Paese.

Nel complesso, il quadro delineato da “Milano Produttiva” evidenzia un territorio che cresce più della media italiana, apre più imprese, riduce la disoccupazione ma si confronta con la sfida, ancora aperta, di un costo dell’energia elevato, su cui le istituzioni economiche locali chiedono interventi mirati.

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