REGGIO EMILIA – Spiaggette di sassi, torrenti immersi nei boschi, sorgenti carsiche e cascate nascoste tra le montagne. Quando il caldo diventa difficile da sopportare, l’Appennino reggiano offre numerose occasioni per trascorrere una giornata vicino all’acqua senza affrontare il viaggio verso il mare.
Occorre però fare una distinzione fondamentale. Queste località, salvo le piscine pubbliche attrezzate, non sono stabilimenti balneari e generalmente non dispongono di bagnini, delimitazioni o controlli continuativi sulla qualità dell’acqua. In alcuni punti ci si può immergere con prudenza quando le condizioni lo consentono; in altri la meta è indicata soprattutto per camminare lungo il torrente, bagnarsi i piedi o ammirare il paesaggio.
Prima di partire è sempre necessario verificare ordinanze comunali, segnaletica sul posto, condizioni meteorologiche e livello dei corsi d’acqua.
1. Lido di Vetto e spiaggette dell’Enza
La media Val d’Enza viene tradizionalmente descritta come la “spiaggia dei reggiani”. Nel territorio di Vetto il fiume forma rive ghiaiose e zone frequentate durante l’estate per prendere il sole e cercare refrigerio. Non bisogna però confondere le spiaggette fluviali con la piscina comunale di Vetto, struttura attrezzata e separata dal fiume. Il portale turistico dell’Appennino conferma che Vetto è raggiungibile attraverso la strada della Val d’Enza e che il paese dispone anche di una piscina estiva con vasca olimpionica e vasca per bambini.
Come arrivare: da Reggio Emilia si raggiunge Ciano d’Enza e si prosegue sulla strada della Val d’Enza in direzione Vetto. Nel navigatore conviene inserire prima “Vetto d’Enza” e seguire soltanto gli accessi al fiume consentiti e la segnaletica locale.
Parcheggio: utilizzare esclusivamente le aree pubbliche del paese o gli spazi regolarmente segnalati. Non lasciare l’auto nelle piazzole strette o davanti agli accessi agricoli.
Quanto si cammina: dipende dall’accesso scelto; alcune rive sono vicine alla strada, altre richiedono brevi tratti su terreno ghiaioso.
Si può fare il bagno? Non è una zona balneare sorvegliata. Prima di entrare occorre controllare cartelli, corrente, profondità e condizioni dell’acqua.
Alternativa sicura: la piscina comunale di Vetto, in località Casa Giamarra, offre vasche, prato, sdraio e ombrelloni.
2. Fonti di Poiano – Villa Minozzo
Le Fonti di Poiano sono una delle mete più accessibili e suggestive della valle del Secchia. Le acque carsiche emergono ai piedi degli affioramenti gessosi e attraversano una zona pianeggiante attrezzata con percorsi, ponticelli e un punto di ristoro.
L’accesso ufficiale parte dalla SP9: tra il ponte di Gatta e l’incrocio per Villa Minozzo si imbocca la strada comunale che scende verso il greto del Secchia. Dopo circa due chilometri si raggiunge la piana delle sorgenti. Il Parco nazionale segnala la presenza di un parcheggio poco distante dal bar-trattoria.
Cosa inserire nel navigatore:“Fonti di Poiano” o “Ristoro delle Fonti di Poiano”.
Parcheggio: area di sosta nella fondovalle, vicino al ristoro e all’inizio dei percorsi.
Quanto si cammina: pochi minuti per raggiungere le sorgenti; sono possibili passeggiate più lunghe verso Poiano e Sologno.
Si può fare il bagno? È più corretto presentare Poiano come luogo dove rinfrescarsi e sostare vicino all’acqua. Le sorgenti sono molto fredde e l’area non è una piscina né una zona balneare sorvegliata.
Adatto alle famiglie: sì, prestando attenzione ai ponticelli, al terreno bagnato e ai bambini vicino ai corsi d’acqua.
3. Torrente Dolo – Civago e Case di Civago
Il Dolo attraversa una delle valli più selvagge e affascinanti dell’Appennino. Nei pressi di Civago presenta acque limpide, massi e piccole anse utilizzate dagli escursionisti per rinfrescarsi. La zona è però inserita in un ambiente protetto e richiede attenzione sia per la sicurezza sia per la tutela degli habitat.
Per un accesso semplice e riconoscibile è preferibile raggiungere Case di Civago e seguire l’inizio del sentiero Cai 605. Il Parco nazionale indica che da piazza Umberto Monti, a Civago, si procede verso Piandelagotti, si supera il cimitero e si sale verso Case di Civago; la strada diventa sterrata e termina in corrispondenza del punto di partenza del sentiero, dove è possibile parcheggiare.
Cosa inserire nel navigatore:“Case di Civago”. Una volta arrivati, seguire esclusivamente la segnaletica Cai e le indicazioni per la Val Dolo.
Parcheggio: al termine della strada indicata dal Parco oppure ai margini dell’abitato, senza bloccare il passaggio. Nel centro di Civago i posti sono limitati.
Quanto si cammina: il torrente accompagna diversi tratti dell’itinerario; il tempo dipende dal punto scelto. Per una semplice passeggiata sono sufficienti alcune decine di minuti.
Si può fare il bagno? Non esiste una zona balneare certificata. È possibile rinfrescarsi soltanto nei punti facilmente accessibili, evitando gole, salti d’acqua e tratti con corrente.
Per chi è indicato: escursionisti e famiglie abituate a camminare su sentieri; non è adatto ai passeggini.
4. Cascata del Golfarone – Calizzo di Villa Minozzo
Il Golfarone, formato dal torrente Secchiello, è uno dei luoghi naturalistici più fotografati della provincia. La cascata si trova nei pressi di Calizzo, ma l’accesso non è immediato e non esiste un grande parcheggio ufficiale.
Il punto comunemente utilizzato per iniziare la discesa si trova dopo l’abitato di Calizzo, lungo la strada, in corrispondenza di una piccola piazzola. Le indicazioni escursionistiche collocano l’imbocco intorno alle coordinate 44.18532, 10.27418. Il sentiero scende nel bosco e richiede calzature adatte.
Cosa inserire nel navigatore: prima “Calizzo, Villa Minozzo”. Non affidarsi ciecamente al navigatore per l’ultimo tratto e verificare cartelli e condizioni della strada.
Parcheggio: pochi posti nelle piazzole segnate lungo la carreggiata. Non parcheggiare nelle curve o occupando la strada.
Quanto si cammina: circa 15 minuti in discesa; il ritorno è più faticoso. Il terreno può essere ripido e scivoloso.
Si può fare il bagno? Il Golfarone deve essere presentato soprattutto come meta naturalistica. Occorre rispettare ogni eventuale divieto e non tuffarsi: fondale, rocce sommerse e portata del torrente possono cambiare rapidamente.
Adatto ai bambini: non ai passeggini; sconsigliato ai bambini molto piccoli e a chi ha difficoltà motorie.
5. Alta Val Dolo – sentiero verso San Leonardo
Per chi desidera un ambiente meno frequentato rispetto agli accessi più vicini a Civago, il percorso verso l’antico ospitale di San Leonardo consente di seguire la valle e incontrare diversi punti panoramici sul torrente.
La partenza consigliata coincide con quella del sentiero Cai 605, oltre Case di Civago. La carraia risale la Val Dolo ed è descritta dal Parco come accesso principale all’alta valle.
Cosa inserire nel navigatore:“Case di Civago”, poi seguire i cartelli Cai 605.
Parcheggio: al termine della strada percorribile o negli spazi consentiti prima dell’inizio del sentiero.
Quanto si cammina: si può scegliere una passeggiata breve e tornare indietro oppure proseguire verso San Leonardo. Per raggiungere le zone più isolate occorre mettere in conto un’escursione vera e propria.
Si può fare il bagno? Non è una località balneare. È adatta a soste sulle rive e a brevi immersioni dei piedi nei punti sicuri, senza uscire dai sentieri o danneggiare la vegetazione.
Da portare: scarpe da trekking, acqua, giacca leggera e una mappa escursionistica.
6. Torrente Ozola – Ligonchio e Presa Bassa
L’Ozola attraversa una valle profonda, caratterizzata anche dalla presenza delle storiche opere idroelettriche. Il Parco nazionale indica Ligonchio come punto di partenza degli itinerari nella valle; i percorsi più completi raggiungono Presa Bassa, Presa Alta, le cascate del Lavacchiello e il crinale, ma richiedono preparazione e molte ore di cammino.
Per una giornata vicino all’acqua non è necessario affrontare l’intero anello di otto ore e mezza: è preferibile fermarsi nei tratti bassi e accessibili della valle, seguendo la viabilità e la segnaletica locale.
Cosa inserire nel navigatore:“Ligonchio” e successivamente seguire le indicazioni per Presa Bassa soltanto se la strada è aperta e percorribile.
Parcheggio: nelle aree pubbliche di Ligonchio o negli spazi consentiti lungo gli accessi autorizzati. Le strade forestali possono essere soggette a limitazioni.
Quanto si cammina: variabile. I punti più vicini al paese richiedono passeggiate brevi; Presa Alta e Lavacchiello sono mete escursionistiche.
Si può fare il bagno? Non risulta una zona di balneazione ufficiale. È una destinazione per camminare lungo il torrente e rinfrescarsi nei punti sicuri, non per tuffarsi nelle gole.
7. Val d’Ozola e cascate del Lavacchiello
Le cascate del Lavacchiello sono una delle mete più spettacolari della valle, ma non devono essere confuse con una spiaggia fluviale. Il percorso fa parte dell’itinerario dell’Alta Val d’Ozola, classificato dal Parco con difficoltà escursionistica elevata, 990 metri di dislivello e oltre otto ore per l’anello completo.
Come arrivare: si parte da Ligonchio e si seguono i sentieri ufficiali indicati dal Parco. Una possibilità è salire in auto verso Presa Alta quando la viabilità è consentita, riducendo la lunghezza dell’escursione.
Parcheggio: a Ligonchio oppure nelle aree autorizzate lungo la strada per le prese. Prima di partire è opportuno chiedere informazioni all’ufficio turistico o al Parco sulle condizioni della strada.
Quanto si cammina: diverse ore. Non è una passeggiata da affrontare in ciabatte o con attrezzatura da spiaggia.
Si può fare il bagno? No: la meta è indicata per l’escursione e per ammirare le cascate. Non bisogna avvicinarsi ai salti d’acqua né entrare nelle gole.
Per chi è indicato: escursionisti allenati e dotati di calzature, acqua e cartografia.
8. Riarbero e gli Schiocchi – zona di Ligonchio
Il torrente Riarbero attraversa un ambiente spettacolare, con gole profonde e pareti ripide. Proprio queste caratteristiche rendono però l’area inadatta a essere proposta come semplice luogo di balneazione.
Il Piano del Parco descrive gli Schiocchi del Riarbero come profonde incisioni con pareti verticali di centinaia di metri: una conformazione che richiede prudenza e rende alcuni accessi difficili o pericolosi.
Come arrivare: il riferimento principale è Ligonchio. Da qui occorre utilizzare soltanto i sentieri Cai ufficiali e scegliere itinerari compatibili con la propria preparazione.
Parcheggio: nelle aree pubbliche del paese o presso i punti di partenza indicati dalla segnaletica escursionistica.
Quanto si cammina: dipende dal percorso; non esiste un accesso unico e immediato a una “pozza del Riarbero”.
Si può fare il bagno? Non va indicato come luogo balneabile. È una meta da osservare attraverso i sentieri, evitando discese improvvisate verso l’alveo.
Perché inserirlo nella guida: per chiarire che le immagini diffuse online non devono indurre a cercare accessi non segnalati o a scendere nelle gole.
9. Ponte del Pianello e fondovalle del Secchia
Il ponte del Pianello è uno degli accessi utilizzati per raggiungere la fondovalle e le Fonti di Poiano dal versante meridionale. Il Parco nazionale indica che la piana delle sorgenti può essere raggiunta anche dal ponte del Pianello, seguendo la pista di fondovalle.
Cosa inserire nel navigatore:“Ponte del Pianello, Villa Minozzo”. Una volta raggiunta la zona, seguire solamente la viabilità aperta al traffico e i cartelli per Poiano.
Parcheggio: utilizzare gli spazi consentiti vicino agli accessi, senza occupare la carreggiata o le piste di servizio.
Quanto si cammina: variabile; il percorso di fondovalle permette di collegarsi alla zona delle Fonti di Poiano.
Si può fare il bagno? Il Secchia in questa zona non è una spiaggia sorvegliata. Meglio considerarlo un itinerario naturalistico lungo il fiume e limitarsi a soste nei punti accessibili e sicuri.
Attenzione: non entrare in acqua con livello alto, acqua torbida o dopo temporali.
10. Area di Temporia – Ventasso
Temporia è una zona poco urbanizzata del territorio di Ventasso, caratterizzata da rocce modellate dall’acqua e da un paesaggio fluviale ancora molto naturale. Il portale turistico ufficiale indica di raggiungerla seguendo la SP15 verso il Passo del Lagastrello, svoltando per Cereggio e poi seguendo le indicazioni per Vetto fino al bivio per Temporia.
Cosa inserire nel navigatore:“Temporia, Ventasso”. La copertura telefonica può essere discontinua: conviene scaricare preventivamente la mappa.
Parcheggio: soltanto negli slarghi e negli spazi consentiti, senza entrare con l’auto su prati, carraie private o piste forestali.
Quanto si cammina: dipende dal tratto scelto; è una zona da esplorare con prudenza seguendo le strade e i sentieri esistenti.
Si può fare il bagno? Non risulta un’area balneare ufficiale. È indicata per una giornata nella natura e per rinfrescarsi lungo i corsi d’acqua nei soli punti accessibili.
Le precauzioni indispensabili
Un torrente può cambiare condizioni in pochi minuti. Un temporale avvenuto a monte può aumentare corrente e livello dell’acqua anche quando nel punto in cui ci si trova non sta piovendo. Non bisogna mai tuffarsi senza conoscere profondità e fondale, avvicinarsi alle cascate dall’alto o entrare nelle gole.
È inoltre consigliabile:
- controllare previsioni meteorologiche e ordinanze comunali;
- rispettare cartelli e proprietà private;
- indossare scarpe da trekking o da acqua;
- non lasciare bambini incustoditi;
- non accendere fuochi;
- riportare a casa tutti i rifiuti;
- evitare le ore successive a piogge intense;
- rinunciare all’ingresso in acqua quando è torbida o la corrente appare sostenuta.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Paolo Pergolizzi
Source link







