Una delle immagini più celebri dell’Isola di Skye, territorio appartenente alle Ebridi Interne, al largo della costa occidentale scozzese, è senza dubbio quella delle Fairy Pools. I più scettici potrebbero pensare che sia il risultato del lavoro di un’intelligenza artificiale, ma nei fatti basta arrivarci e dare un rapido sguardo per intuire la ragione di tanta fama: acqua trasparente fino al fondo, sfumature turchesi, piccole cascate scolpite nella roccia vulcanica e, sullo sfondo, la sagoma frastagliata dei Black Cuillin.
Le “Piscine delle Fate” (così traduciamo il nome in italiano) sono un luogo dove fantasia e paesaggio finiscono per fondersi senza sforzo. Nebbia, nuvole basse, vento proveniente dall’Atlantico e montagne scure costruiscono una scenografia in grado di alimentare leggende tramandate nei secoli.
Origini, formazione e leggende delle Fairy Pools
La storia di questo paradiso della Scozia affonda le radici in un passato assai più remoto della presenza umana sull’Isola di Skye. Circa 60 milioni di anni fa, durante un’intensa fase di attività vulcanica collegata all’apertura dell’Oceano Atlantico settentrionale, enormi quantità di magma risalirono verso la superficie e, raffreddandosi lentamente, diedero origine ai rilievi che ancora caratterizzano gran parte del territorio.
I Black Cuillin rappresentano il risultato più spettacolare di quel lungo processo geologico: rocce scure ricche di gabbro resistettero meglio all’erosione rispetto ai materiali circostanti, dando vita a creste affilate e vallate profonde. Col trascorrere delle ere glaciali, ghiacciai e torrenti iniziarono a incidere il paesaggio, scavando gole, canali e bacini naturali.
L’acqua proveniente dalle sorgenti montane continua ancora oggi quel lavoro. Cascata dopo cascata, il torrente ha levigato le superfici rocciose fino a creare una sequenza di piscine naturali unite da piccoli salti d’acqua. Alcune vasche presentano pochi centimetri di profondità, altre raggiungono dimensioni tali da attirare appassionati di nuoto in acque fredde.
Accanto alla geologia, però, trova spazio un patrimonio di racconti popolari profondamente radicato nella cultura gaelica. Secondo una tradizione molto diffusa, un antico capo del Clan MacLeod avrebbe sposato una principessa appartenente al popolo delle fate. Da quell’unione deriverebbe il legame simbolico fra la famiglia e numerosi luoghi “fatati” disseminati sull’Isola di Skye, fra i quali figurano anche le Fairy Pools.
Un’altra narrazione chiama in causa le selkie, creature leggendarie in grado di assumere un duplice aspetto: durante la permanenza in mare vivrebbero sotto forma di foche, mentre sulla terraferma acquisirebbero sembianze umane dopo avere deposto la propria pelle. Nelle notti illuminate dalla luna piena queste figure avrebbero raggiunto le piscine naturali di Glen Brittle per dedicarsi al bagno lontano dagli sguardi umani.
Una vicenda decisamente più concreta collega invece quest’area alla storia delle Highlands. Nelle vicinanze si combatté infatti la battaglia di Coire na Creiche, ultimo grande scontro armato fra il Clan MacDonald di Sleat e il Clan MacLeod di Dunvegan, avvenuto alla fine del XVI secolo. La tradizione racconta che il torrente si tinse di rosso a causa dell’enorme quantità di sangue versato durante lo scontro.
Come visitare e cosa vedere alle Fairy Pools
L’accesso alle Fairy Pools parte dal parcheggio situato lungo la strada diretta verso Glen Brittle. Alle spalle resta la carreggiata, mentre davanti si apre una valle ampia dominata dai Black Cuillin. Il tracciato misura circa 2,4 km fra andata e ritorno, con fondo in ghiaia, piccoli ponti e tratti naturali che accompagnano l’avvicinamento al torrente.
Pochi minuti bastano per raggiungere il primo attraversamento dell’acqua, dove grossi blocchi di pietra consentono il passaggio da una sponda all’altra. Più avanti la valle si allarga, l’erica ricopre vaste porzioni del paesaggio e il corso d’acqua diventa il vero protagonista. La prima cascata, infatti, appare quasi all’improvviso.
Acqua gelida, limpida fino al fondale, scende fra pareti levigate alimentando una pozza dai riflessi azzurri. Da quel punto in avanti inizia la successione più celebre delle Fairy Pools. Vasca dopo vasca, salto dopo salto, il torrente costruisce un susseguirsi di scenari sempre diversi.
Alcune piscine presentano superfici perfettamente lisce che riflettono montagne e nuvole. Altre mostrano correnti vivaci, schiuma bianca e piccole rapide. Diversi appassionati affrontano anche un tuffo nelle piscine naturali. È fondamentale sapere, però, che l’acqua proviene direttamente dalle sorgenti dei Black Cuillin e che quindi mantiene temperature comprese fra 5 e 10 °C durante gran parte dell’anno.
La piscina più ampia richiama spesso gli amanti dei tuffi grazie alla profondità maggiore rispetto alle altre. Rocce bagnate necessitano comunque di grande attenzione, poiché la superficie levigata diventa facilmente scivolosa. Gran parte dei visitatori dedica fra 2 e 4 ore all’escursione.
Dove si trovano e come arrivare
Le Fairy Pools sorgono nella parte occidentale dell’Isola di Skye, all’interno di Glen Brittle, vasta valle appartenente ai terreni storicamente legati al Clan MacLeod. Ai piedi dei Black Cuillin nasce il River Brittle, alimentato da numerosi torrenti montani fra i quali figura anche quello che forma le celebri piscine naturali.
Carbost costituisce il centro abitato più vicino. Da Portree bastano circa 40 minuti d’auto lungo la A87, seguita dalla A863 e infine dalla B8009. L’ultimo tratto attraversa una tipica single track road, carreggiata a corsia unica dotata di piazzole laterali destinate agli incroci fra veicoli. Prudenza e velocità moderata permettono una percorrenza tranquilla, soprattutto durante l’alta stagione.
Un parcheggio dedicato accoglie auto, motocicli e camper, con tariffe che possono variare nel corso degli anni. Quel che rimane certo, è che il ricavato contribuisce alla manutenzione dell’area e dei servizi presenti. Chi preferisce i mezzi pubblici trova collegamenti stagionali provenienti da Portree, particolarmente utili durante i mesi estivi. Vale comunque la pena verificare orari aggiornati prima della partenza, poiché frequenze e corse seguono la programmazione annuale.
È consigliato, inoltre, indossare abbigliamento impermeabile e scarponcini da trekking, ma anche portare con sé acqua, snack e una giacca antivento. Il clima delle Highlands, infatti, cambia con rapidità, regalando alternanza fra sole, pioggia e raffiche nel giro di breve tempo. Le Fairy Pools hanno conquistato fotografi, naturalisti ed escursionisti provenienti da tutto il pianeta grazie a un equilibrio raro fra geologia, acqua e tradizioni popolari. Non ci credete? Provate ad andarci!
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