Cooperazione e innovazione ridisegnano la frutticoltura della Calabria


La frutticoltura calabrese sta vivendo una fase di profonda trasformazione, passando da un approccio frammentato a un modello strutturato e altamente competitivo. La risposta alla domanda su come stia cambiando il volto agricolo della Regione si trova in una parola chiave: integrazione cooperativa.

© Maria Luigia Brusco | FreshPlaza.itLuigi Nola (Cda Agrintesa), Mauro Laghi (Gruppo Alegra), l’assessore all’agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, Aristide Castellari e Cristian Moretti (Agrintesa)

A guidare questa evoluzione è Agrintesa, cooperativa che gestisce complessivamente un patrimonio di 10.500 ettari a frutteto, 7.000 a vigneto e 600 a orticole e che ha suggellato il legame con il territorio attraverso la fusione per incorporazione di Osas, effettiva dal 1° giugno 2024. Con un un valore della produzione di 450 milioni di euro al 30 aprile 2026, Agrintesa porta in dote una forza d’urto di 3.500 soci e 2.300 dipendenti. In Calabria, l’impatto è già tangibile: 173 soci produttori e 151 dipendenti stabilmente impiegati nel polo di Castrovillari, a dimostrazione di una crescita che genera occupazione e reddito locale.

Il consolidamento di Agrintesa in Calabria, celebrato ieri 26 maggio 2026 a Castrovillari, durante l’evento “Radici di Futuro. Progetti, investimenti e sviluppo per una frutticoltura innovativa“, promosso insieme a Gruppo Alegra con soci e produttori, istituzioni, partner della Grande distribuzione e stampa, non rappresenta un semplice ampliamento di perimetro, ma un’operazione di radicamento strutturale e valoriale.

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Cristian Moretti (nella foto sopra), direttore generale della cooperativa, ha illustrato come l’integrazione cooperativa stia trasformando radicalmente la frutticoltura calabrese attraverso una profonda diversificazione varietale, la modernizzazione delle infrastrutture e un’intensa ricerca sul campo.

La mappa varietale di Agrintesa in Calabria è un disegno strategico studiato per massimizzare le vocazioni pedoclimatiche degli areali di Cosenza/Castrovillari e della piana di Reggio Calabria/Gioia Tauro/Rosarno. Con 1.282 ettari totali nella Regione, la cooperativa punta su filiere ad alto valore aggiunto: kiwi (647 ettari), drupacee (pesche, nettarine e varietà piatte – 442 ettari), agrumi (92 ha) e altre specie minori a completamento.

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La cooperativa detiene il primato di primo produttore europeo di kiwi con 3.300 ettari complessivi: la Calabria ne ospita il 19,6%. L’offerta è una piramide che spazia dal mass market al premium, includendo le varietà a polpa verde Hayward e Dulcis, quelle a polpa gialla SunGold e Jingold, fino alla specialità a polpa rossa Oriental Red.

Un capitolo centrale è dedicato al progetto Ondine, programma esclusivo per pesche e nettarine piatte che vede Agrintesa tra i quattro player italiani. Con 194 ettari previsti in Calabria per il 2026, la cooperativa rappresenta il 17,3% del peso totale dei partner internazionali del progetto (che coinvolge cinque Paesi europei).

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“La Calabria è un territorio centrale nello sviluppo della nostra cooperativa – ha detto Moretti – Qui troviamo condizioni pedoclimatiche favorevoli, competenze produttive importanti e un calendario che ci consente di diversificare e di servire al meglio la nostra clientela. Essere cooperativo vuol dire anche rappresentare quella che è la filiera. La nostra mission è quella di valorizzare i prodotti dei soci: siamo il loro braccio esecutivo. Circa 45 agronomi li assistono dalla scelta varietale alla linea di difesa, fino alla raccolta e alle certificazioni”.

“Lo stabilimento di Castrovillari è un asset fondamentale per dare servizio ai soci e accompagnare la nostra crescita nel territorio – ha proseguito il direttore generale – Parliamo di una struttura con 10.000 tonnellate di capacità refrigerata e 180 tonnellate al giorno di capacità di confezionamento, effettuata con impianti di nuova tecnologia e altamente specializzati. La campagna 2026 si preannuncia di piena produzione, con volumi in crescita e tanto lavoro da fare”.

Moretti ha infine parlato di “galassia” per descrivere l’articolata rete relazionale e commerciale di Agrintesa: questa comprende uffici commerciali specializzati nei vari segmenti di mercato (biologico, premium, tradizionale) e si estende alla partecipazione a progetti condivisi anche con aziende concorrenti.

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Il presidio produttivo trova sbocco nel lavoro commerciale del Gruppo Alegra, che attraverso le proprie società (Alegra, Valfrutta Fresco e Brio) valorizza le produzioni dei soci Agrintesa sui mercati nazionali ed esteri. L’efficienza commerciale del Gruppo è alimentata direttamente dalla potenza logistica dello stabilimento di Castrovillari, un asset che trasforma la capacità produttiva in continuità di servizio per la GDO.

Mauro Laghi (nella foto sopra), direttore generale del Gruppo Alegra, ha sottolineato: “Le filiere calabresi sono strategiche in ottica commerciale, in primo luogo perché, grazie a prodotti particolarmente apprezzati come le clementine, ci hanno permesso di arricchire il paniere del Gruppo, ma anche perché consentono di garantire maggiore continuità di fornitura alla distribuzione moderna con progetti premium come Dulcis e Ondine”.

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La precocità delle drupacee calabresi permette di anticipare il mercato, mentre la tardività del kaki Rojo Brillante assicura una presenza commerciale forte proprio quando l’offerta estiva si esaurisce, garantendo una finestra di vendita estesa. Il biologico rappresenta un ulteriore vertice d’eccellenza, con le Clementine di Calabria IGP, le arance bionde, i kiwi e i kaki commercializzati a marchio Alce Nero.

“Nell’era dell’intelligenza artificiale, che sta entrando anche nel nostro mondo e ci supporterà, ancora oggi la forza di questo Gruppo è rappresentata dalle persone che ne fanno parte e che tutti i giorni lavorano consci di quello che è l’obiettivo: portare valore sul territorio, portare valore per i soci”, ha evidenziato Laghi.

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Da “La Svolta nelle Radici” alle “Radici di Futuro” sono passati 11 anni e già si collaborava dagli anni Novanta. Attraverso il racconto di Luigi Nola, consigliere Cda Agrintesa, si è ripercorso il cammino della Osas, iniziato sessant’anni fa con l’obiettivo di introdurre il modello cooperativo emiliano in un contesto territoriale, inizialmente frammentato e diffidente. Nola ha evidenziato come “l’aggregazione dei produttori abbia permesso di superare le crisi di mercato, promuovendo innovazione colturale, legalità e contrasto al caporalato”. Il 2015 ha segnato una crisi di sistema per le drupacee, determinata da sovrapproduzione, cambiamenti climatici e lo shock geopolitico dell’embargo russo. La risposta strutturale è stata un piano di riconversione varietale, attuato in partnership con Agrintesa e Alegra. L’analisi strategica ha guidato lo spostamento dalle commodity verso specialità varietali e “club” ad alto valore aggiunto.

Il sodalizio mira a consolidare un polo agroindustriale all’avanguardia a Castrovillari, capace di valorizzare le produzioni locali come pesche, nettarine e kiwi. Nola ha sottolineato che la cooperazione strutturata rimane l’unico modello vincente per garantire sviluppo economico e dignità lavorativa nel futuro del comparto agricolo calabrese.

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In merito allo sviluppo del settore agroalimentare calabrese, l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, si è focalizzato sull’importanza della cooperazione tra imprese e istituzioni. È stata messa in luce la resilienza degli agricoltori locali di fronte alle sfide climatiche e logistiche, evidenziando il valore strategico delle produzioni biologiche e certificate. L’assessore ha promosso una visione orientata all’innovazione tecnologica e alla formazione per elevare la qualità e la competitività del territorio sui mercati internazionali.

Gallo ha celebrato il modello di un’agricoltura moderna che affonda le sue radici nella cultura del lavoro e del rispetto. L’intervento si è chiuso con un forte messaggio identitario, elogiando le partnership strategiche come quella tra Osas e Agrintesa e promuovendo una collaborazione sana con la Gdo. “Queste sinergie servono a mostrare al Paese l’azione della Calabria migliore, l’azione della Calabria pulita che vuole lavorare, che vuole produrre, che vuole raccontarsi in maniera diversa, nella maniera più giusta”.

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Le conclusioni sono state affidate al presidente di Agrintesa, Aristide Castellari (nella foto sopra), che ha riflettuto sul valore strategico della fusione cooperativa avvenuta due anni prima, sottolineando l’importanza di creare opportunità concrete per tutti i soci.

Castellari ha evidenziato come l’unione di diverse realtà territoriali “non sia un atto di opportunismo, ma una missione volta a generare ricchezza e sviluppo locale condiviso”. Attraverso il concetto di “radici di futuro”, il presidente ha ribadito la volontà di onorare le storie produttive passate, proiettandole verso un sistema più solido e remunerativo. Ha invitato quindi i produttori a sfruttare i progetti innovativi della cooperativa per garantire la sostenibilità economica delle proprie aziende agricole. Un appello è stato rivolto ad ampliare la base sociale, consolidando un modello di aggregazione che mette al centro la dignità del lavoro e la crescita collettiva del settore ortofrutticolo.

“Agrintesa è nata e continua a crescere mettendo al centro i soci. La cooperazione è una risposta concreta alle esigenze dei territori, perché permette alle aziende agricole di non essere sole, di crescere insieme e di affrontare mercati sempre più complessi con una struttura solida alle spalle. La Calabria è parte integrante del futuro di Agrintesa e vogliamo continuare a investire qui con serietà, responsabilità e visione”.


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