Pensione di agosto: conguagli 730, nuove voci sul cedolino e trattenute del 5% per chi non ha aggiornato i redditi 2022 sulle prestazioni collegate al reddito.
La pensione di agosto porterà con sé diverse novità per molti pensionati italiani. L’Inps ha annunciato che sul rateo in pagamento a inizio mese saranno effettuati i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2024 (relativo ai redditi 2023) per chi ha indicato l’Istituto come sostituto d’imposta, oltre alle prime trattenute sui trattamenti collegati al reddito per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione reddituale per il 2022.
Quando arriva la pensione di agosto e cosa cambia sul cedolino
La pensione di agosto sarà accreditata il 1° agosto sui conti correnti postali e il 3 agosto sui conti correnti bancari. Su questo rateo saranno applicati i conguagli fiscali per i pensionati che, nel modello 730, hanno scelto l’Inps come sostituto d’imposta, cioè come soggetto incaricato di effettuare direttamente rimborsi o trattenute Irpef in busta paga o sul cedolino pensione.
L’Inps precisa che, sulla base dei dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno, il cedolino potrà riportare:
- rimborsi delle somme spettanti ai contribuenti a credito d’imposta;
- trattenute in caso di debito d’imposta emerso dalla dichiarazione dei redditi.
Per rendere più chiara la lettura, l’Istituto ha rivisto la rappresentazione dei conguagli nel cedolino, introducendo descrizioni più semplici e distinguendo in modo più evidente gli importi rimborsati da quelli trattenuti. Il cedolino di pensione è il documento mensile che riporta, voce per voce, l’importo lordo, le ritenute fiscali e previdenziali e l’importo netto effettivamente pagato.
Prestazioni collegate al reddito: scattano le trattenute per chi non ha aggiornato il 2022
Il cedolino di agosto assume particolare rilievo anche per i pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito che non hanno ancora regolarizzato la propria situazione reddituale relativa al 2022.
Rientrano tra le prestazioni collegate al reddito, ad esempio, l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, la quattordicesima mensilità e alcune pensioni ai superstiti. Si tratta di somme che vengono riconosciute solo se il reddito del beneficiario, e in alcuni casi del coniuge o dei familiari, non supera determinati limiti fissati dalla normativa.
Per i pensionati che non hanno ancora fornito all’Inps i dati reddituali richiesti per il 2022, ad agosto viene applicata una trattenuta pari al 5% dell’importo lordo della pensione corrisposta nel mese di luglio. La stessa trattenuta del 5% verrà ripetuta anche sul rateo di settembre.
L’Inps ricorda che i pensionati interessati sono già stati raggiunti da una comunicazione di sollecito e hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per trasmettere la dichiarazione reddituale richiesta, tramite una domanda di ricostituzione reddituale. Con la ricostituzione, l’Istituto ricalcola le prestazioni alla luce dei redditi effettivi dichiarati.
Cosa succede dopo il 15 settembre 2026
Se entro il 15 settembre 2026 la posizione reddituale non sarà stata regolarizzata, le prestazioni collegate al reddito riferite al 2022 saranno revocate in via definitiva. In questo caso, l’Inps procederà al recupero delle somme eventualmente erogate senza titolo, cioè degli importi percepiti dal pensionato senza che vi fossero le condizioni reddituali per averne diritto.
L’Istituto precisa che da questa procedura sono escluse:
- le prestazioni di invalidità civile;
- gli assegni sociali;
- le pensioni sociali.
Per queste tipologie di trattamenti continuano a valere regole specifiche e distinte rispetto alle ordinarie prestazioni collegate al reddito.
Come l’Inps verifica i redditi dei pensionati
Nella sua nota, l’Inps ricorda che molte prestazioni previdenziali e assistenziali sono subordinate alla verifica dei redditi del beneficiario e, nei casi previsti, del coniuge o dei familiari.
La verifica viene effettuata innanzitutto utilizzando le informazioni già disponibili presso l’Agenzia delle Entrate, ossia i dati delle dichiarazioni dei redditi e delle certificazioni fiscali. Solo quando tali informazioni non risultano sufficienti è necessario che il pensionato trasmetta una dichiarazione reddituale specifica all’Istituto.
Questa dichiarazione può essere inviata:
- direttamente online, tramite il servizio Red Precompilato messo a disposizione dall’Inps;
- oppure con il supporto di Caf (Centri di assistenza fiscale) e altri soggetti convenzionati con l’Istituto.
Il Red è la comunicazione con cui i pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito dichiarano annualmente all’Inps i propri redditi, così da consentire il corretto ricalcolo e l’eventuale conferma dei benefici.
L’invito dell’Inps: controllare il cedolino e regolarizzare i redditi
Nella parte conclusiva della nota, l’Inps invita gli interessati a consultare il cedolino di agosto e le comunicazioni ricevute, verificando con attenzione la propria posizione.
L’Istituto sollecita i pensionati a provvedere tempestivamente agli adempimenti richiesti, in particolare all’invio delle dichiarazioni reddituali mancanti, per evitare trattenute prolungate, revoche delle prestazioni collegate al reddito e successivi recuperi di somme già erogate.
Per i lettori, il messaggio chiave è la necessità di monitorare con cura il proprio cedolino pensione (anche tramite i servizi online Inps o l’assistenza di Caf e patronati) e di aggiornare i dati reddituali quando richiesto, soprattutto se si percepiscono integrazioni o maggiorazioni legate al reddito complessivo del nucleo familiare.
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