L’istituto ha aumentato l’ambizione per l’utile netto dell’intero esercizio, stimato superiore a 11 miliardi di euro, o a circa 11,5 miliardi esclusi i costi di integrazione.
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UniCredit ha comunicato i risultati finanziari del 2° trimestre 2026: l’istituto guidato da Andrea Orcel ha registrato una redditività migliore del consensus degli analisti.
Di conseguenza, il management di UniCredit ha rivisto alcune stime finanziarie per l’intero 2026.
UniCredit, i numeri del 2° trimestre 2026
UniCredit ha chiuso il 2° trimestre del 2026 con ricavi pari a 6,52 miliardi di euro, in aumento del 6,6% rispetto ai 6,12 miliardi ottenuti nello stesso periodo dell’esercizio precedente, in seguito alla crescita delle commissioni (+14,3%), mentre il margine di interesse è rimasto praticamente invariato (+0,4% a 3,66 miliardi).
Sempre nel periodo aprile-giugno i costi operativi sono scesi dello 0,7% a 2,3 miliardi di euro; di conseguenza, nel trimestre il rapporto tra costi e ricavi era diminuito al 35,2%.
Il risultato netto di gestione è aumentato a 4,03 miliardi di euro, rispetto ai 3,69 miliardi del 2° trimestre del 2025 (+9,2%).
UniCredit ha terminato il trimestre con un utile netto di 2,91 miliardi di euro, rispetto ai 3,34 miliardi di euro contabilizzati nello stesso periodo dell’esercizio precedente (-13,1%); anche l’utile netto contabile è stato pari a 3,34 miliardi di euro.
UniCredit, quali erano le stime degli analisti per il 2° trimestre 2026
Stando alle indicazioni di consensus degli analisti pubblicate sul sito Internet di UniCredit, il margine di intermediazione era previsto a 6,49 miliardi di euro (valore medio), mentre il risultato netto di gestione era stimato a 3,98 miliardi di euro, dopo svalutazioni su crediti per 205 milioni di euro.
Il consensus degli analisti indicava utile netto trimestrale di 2,84 miliardi di euro (valore medio).
I valori patrimoniali di UniCredit a fine giugno 2026
A fine giugno 2026 le attività finanziarie totali di UniCredit ammontavano a 885,7 miliardi di euro, in aumento del 4,2% rispetto al trimestre precedente e del 6,9% a/a.
Alla stessa data le esposizioni deteriorate lorde erano pari a 12 miliardi di euro (+0,7% trim/trim e -+2,7% a/a), determinando un rapporto tra crediti deteriorate lordi e totale crediti lordi pari al 2,5%.
Sempre fine giugno il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti era pari all’1,4%, mentre il rapporto di copertura era aumentato al 45,9%.
I ratio patrimoniali di UniCredit a fine giugno 2026
A fine giugno 2026 il CET1 ratio contabile di UniCredit era salito al 14,3%, principalmente per effetto di +85 punti base relativi alla generazione organica di capitale aggiustata, +26 punti base derivanti da DTA, impatti della regolamentazione e da altre voci, -84 punti base relativi all’accantonamento per le distribuzioni e -19 punti base da un impatto temporeaneo da RWA (attività ponderate per il rischio) legato al portafoglio strategico. Alla stessa datale attività ponderate per il rischio erano salite a 308,9 miliardi di euro.
UniCredit ha segnalato che al 30 giugno 2026, il valore di bilancio delle esposizioni rappresentate dai “titoli di debito” ammontava a 131,55 miliardi di euro, di cui oltre il 72% concentrato su otto Paesi; l’Italia, con 43,4 miliardi, rappresentava una quota di circa il 33% sul totale complessivo.
UniCredit, le previsioni per il 2026
Il management di UniCredit ha rivisto alcune stime finanziarie per l’intero 2026.
In particolare, l’istituto ha aumentato l’ambizione per l’utile netto dell’intero esercizio, stimato superiore a 11 miliardi di euro, o a circa 11,5 miliardi esclusi i costi di integrazione.
Inoltre, i vertici di UniCredit hanno segnalato che il CET1 Ratio è atteso a circa il 15% prima del consolidamento integrale di Commerzbank. “L’impatto iniziale sul capitale derivante dal consolidamento integrale, assumendo il completamento dell’offerta entro la fine dell’anno e soggetto a tutte le autorizzazioni necessarie, è atteso a circa 200 punti base, prima dell’impatto dalla allocazione dei costi di acquisizione, e includendo l’effetto della cancellazione dei 4,75 miliardi di riacquisto azioni a valere sul 2025”, ha aggiunto UniCredit
UniCredit, la politica dei dividendi
UniCredit ha segnalato che l’acconto sulla distribuzione di dividendi in contanti per l’esercizio 2026 sarà definito dal consiglio di amministrazione di UniCredit che approverà i risultati del 3° trimestre 2026 (attualmente programmato il 21 ottobre 2026) e sarà pari a circa 2,8 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 50% del dividendo in contanti atteso a valere sull’intero esercizio; la cedola sarà staccata lunedì 23 novembre 2026.
UniCredit, le indicazioni al 2028-2030
Il management ha fissato l’ambizione per l’utile netto dell’esercizio 2028 a oltre 13 miliardi di euro e quella per l’utile netto del 2030 a oltre 15 miliardi, entrambe prima del consolidamento integrale di Commerzbank.
Inoltre, i vertici dell’istituto si attendono che la transazione sia accrescitiva sia in termini assoluti che su base per azione, portando ad una crescita a doppia cifra dell’utile netto nel periodo 2026-2028 e sommandosi alla crescita a doppia cifra di EPS e DPS di Unlimited per il periodo 2026-2028, continuando su una traiettoria positiva oltre il 2028, verso il 2030.
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primo semestre 2026, unicredit
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Edoardo Fagnani
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