Fermo resta in coda nella raccolta differenziata in provincia


I comuni più virtuosi: chi guida la classifica

La discussione sulla Tari nell’ultimo Consiglio comunale di Fermo, con l’annunciato aumento segnalato dal consigliere Saturnino Di Ruscio, diventa lo spunto per guardare oltre i confini del capoluogo e leggere i numeri della raccolta differenziata in tutta la provincia. Dietro le polemiche su tariffe e gestione del servizio, infatti, c’è una mappa territoriale che racconta di molti “comuni virtuosi” capaci di superare stabilmente la media regionale, mentre Fermo resta attestata attorno al 65% di differenziata

Secondo i dati Ispra relativi al 2024, la percentuale di raccolta differenziata del comune di Fermo si ferma al 65,37%, un valore che la colloca nella parte bassa della classifica provinciale. Un dato ancora più significativo se confrontato con la media marchigiana, che oscilla attorno al 71%, e con la crescita costante registrata dalla provincia di Fermo nell’ultimo decennio, come mostrano anche le elaborazioni regionali.

Produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani dei comuni della provincia di Fermo – 2024 (ISPRA)
Comune Popolazione (n. abitanti) RD(t) RU(t) Percentuale RD (%) Pro capite RD (kg/ab.*anno) Pro capite RU (kg/ab.*anno)
Monteleone di Fermo 343 82,3 98,8 83,31 % 239,96 288,03
Magliano di Tenna 1.388 587,0 713,2 82,31 % 422,94 513,86
Grottazzolina 3.237 1054,6 1299,1 81,17 % 325,78 401,33
Monte Urano 7.832 2279,3 2868,4 79,46 % 291,02 366,24
Petritoli 2.116 733,8 932,1 78,73 % 346,81 440,51
Moresco 524 137,8 176,8 77,95 % 263,03 337,44
Lapedona 1.146 261,9 337,7 77,56 % 228,55 294,7
Monte Vidon Combatte 403 124,5 160,8 77,43 % 308,89 398,92
Monte San Pietrangeli 2.172 642,6 830,6 77,36 % 295,84 382,43
Monte Rinaldo 308 100,2 129,8 77,17 % 325,31 421,57
Monterubbiano 1.972 484,5 628,2 77,13 % 245,68 318,53
Ortezzano 733 221,3 287,2 77,04 % 301,9 391,86
Torre San Patrizio 1.795 411,9 536,1 76,83 % 229,46 298,66
Rapagnano 1.924 429,2 559,8 76,66 % 223,05 290,95
Servigliano 2.190 700,1 920,3 76,07 % 319,68 420,22
Pedaso 2.864 1302,9 1713,5 76,04 % 454,94 598,29
Falerone 3.191 869,0 1146,4 75,80 % 272,32 359,26
Montegranaro 12.436 3570,6 4714,8 75,73 % 287,11 379,12
Ponzano di Fermo 1.610 397,1 525,3 75,58 % 246,62 326,28
Altidona 3.743 1478,6 1986,9 74,42 % 395,04 530,84
Montappone 1.543 353,1 474,7 74,39 % 228,85 307,62
Sant’Elpidio a Mare 16.375 3933,6 5356,4 73,44 % 240,22 327,11
Porto Sant’Elpidio 25.801 9327,2 12958,3 71,98 % 361,51 502,24
Monsampietro Morico 592 135,3 188,3 71,85 % 228,51 318,02
Montegiorgio 6.241 1888,7 2636,0 71,65 % 302,62 422,37
Massa Fermana 841 200,2 285,3 70,18 % 238,09 339,25
Monte Vidon Corrado 673 221,4 317,3 69,78 % 328,96 471,46
Montottone 894 188,3 270,9 69,52 % 210,62 302,97
Belmonte Piceno 549 104,5 150,5 69,43 % 190,29 274,06
Amandola 3.232 805,5 1161,9 69,32 % 249,23 359,51
Montelparo 683 136,4 197,4 69,13 % 199,77 288,96
Campofilone 1.905 674,3 1002,0 67,30 % 353,96 525,96
Monte Giberto 728 182,7 274,4 66,59 % 250,99 376,9
Porto San Giorgio 15.542 5983,6 9010,9 66,40 % 385 579,78
Fermo 35.835 13301,7 20347,0 65,37 % 371,19 567,8
Smerillo 326 90,1 139,4 64,62 % 276,38 427,7
Santa Vittoria in Matenano 1.133 210,3 328,3 64,06 % 185,64 289,77
Francavilla d’Ete 904 203,7 324,3 62,82 % 225,33 358,71
Montefalcone Appennino 358 73,7 145,7 50,61 % 205,95 406,93
Montefortino 1.018 104,5 353,8 29,54 % 102,66 347,51

I comuni più virtuosi: chi guida la classifica

La tabella provinciale mette in luce una pattuglia di centri che hanno ormai consolidato un modello di gestione dei rifiuti ad alta efficienza, superando di slancio la soglia del 75% di raccolta differenziata. In testa spicca Monteleone di Fermo, che con l’83,31% si colloca al vertice della classifica, seguito da Magliano di Tenna con l’82,31% e Grottazzolina con l’81,17%.


A ridosso dell’80% troviamo Monte Urano, che raggiunge il 79,46%, e diversi centri collinari come Monterubbiano, Pedaso, Servigliano e altri comuni che oscillano tra il 75 e il 78%. In molti casi si tratta di realtà medio-piccole che hanno puntato su sistemi porta a porta spinti, forte coinvolgimento dei cittadini e un utilizzo mirato delle isole ecologiche, in linea con le buone pratiche evidenziate a livello regionale.

La fotografia cambia se si osservano i comuni più popolosi, dove la complessità del tessuto urbano rende più difficile raggiungere eccellenze assolute. Porto Sant’Elpidio, con il 71,98% di raccolta differenziata, e Sant’Elpidio a Mare, al 73,44%, si collocano comunque sopra la soglia del 70%, allineandosi alla media regionale e confermando una buona tenuta del sistema.

Fermo, invece, resta ferma poco oltre il 65%, mentre Porto San Giorgio si attesta al 66,40%, valori che appaiono modesti se confrontati con i risultati dei centri vicini e con quanto avviene in altre aree delle Marche, dove città sopra i 30 mila abitanti hanno ormai superato stabilmente il 75%. Il rischio, sottolineato anche nel dibattito consiliare, è che il capoluogo finisca per inseguire gli standard regionali anziché guidarli, pur disponendo di una società partecipata dedicata e di impianti strutturati.

Le aree in difficoltà e il divario interno

Non mancano, all’interno della provincia, situazioni di forte ritardo. Alcuni comuni dell’area montana, come Montefortino che non raggiunge il 30% di differenziata e Montefalcone Appennino che si ferma poco sopra il 50%, evidenziano un gap legato alla dispersione abitativa.

Questo divario interno rende ancora più evidente la responsabilità dei centri medio-grandi, chiamati a fare da traino in termini di innovazione organizzativa e comunicazione ambientale. La provincia di Fermo, nel suo complesso, ha comunque registrato negli ultimi anni un trend di crescita che l’ha portata a sfiorare il 71% di raccolta differenziata, segno di un percorso positivo che andrebbe consolidato proprio colmando le sacche di ritardo.


Il ruolo del dibattito sulla Tari

Nel suo intervento in Consiglio comunale, Saturnino Di Ruscio ha collegato l’aumento della Tari alla gestione del servizio dei rifiuti e al contratto con la società Asite, sollevando interrogativi su costi, organici, investimenti in impianti come il biodigestore e scelte strategiche adottate negli ultimi anni. Secondo il consigliere, il rincaro stimato attorno al 6% e pari a circa 8 euro a persona l’anno, si intreccia con un quadro in cui Fermo resta poco performante sul fronte della differenziata rispetto a molti comuni della stessa provincia.

Il dibattito sulla tariffa diventa così una lente attraverso cui leggere l’efficacia delle politiche ambientali: una città che chiede ai cittadini un maggiore contributo economico ma non riesce a porsi tra i “virtuosi” rischia di alimentare diffidenza e sfiducia, soprattutto se i dati provinciali mostrano esempi di eccellenza a pochi chilometri di distanza. Per questo, più che sulla sola discussione consiliare, l’attenzione si sposta sul confronto con i comuni che hanno già centrato l’obiettivo di un’economia circolare più avanzata.

Cosa insegnano i “comuni virtuosi”

La lezione che arriva dai comuni in cima alla classifica del Fermano è che la percentuale di differenziata non è solo un indicatore tecnico, ma il risultato di un patto tra amministrazione, gestore e comunità locale. Sistemi di raccolta chiari, controlli, incentivi, comunicazione costante e servizi di prossimità (dalle isole ecologiche alle eco-card) si sono rivelati decisivi per stabilizzare i risultati oltre il 75–80%.

Per Fermo, e per le realtà che ancora faticano, la sfida dei prossimi anni sarà quella di trasformare il caso Tari da semplice contenzioso politico in opportunità di ripensare l’intera filiera: meno centrata sulle polemiche e più orientata a raggiungere i livelli dei comuni “ricicloni” della provincia e delle Marche. Solo così il tema delle tariffe potrà essere riletto alla luce di un servizio percepito come efficiente, equo e ambientalmente coerente con gli obiettivi regionali ed europei.


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