Sul caso della presa in carico di una minore con disabilità da parte dell’Azienda sanitaria di Matera, dopo la lettera inviata dall’avvocata Angela Bitonti al Presidente della Giunta Regionale a seguito di una sentenza del TAR a cui non si sarebbe dato esecuzione, ecco giungere una precisazione dell’ASM che sostiene: “nessuna inerzia e presa in carico già attivata”.
“In riferimento alla lettera aperta diffusa alla stampa e indirizzata al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi” si legge nel comunicato stampa “l’Azienda Sanitaria Locale di Matera ritiene necessario fornire alcune precisazioni al fine di ricostruire correttamente la vicenda e garantire una corretta informazione ai cittadini. L’ASM condivide pienamente il principio secondo cui ogni minore con disabilità debba poter accedere tempestivamente ai percorsi riabilitativi più appropriati.
La minore, infatti, non è mai rimasta priva di valutazione specialistica. È stata seguita in più occasioni dalla Neuropsichiatria Infantile che, già nell’aprile 2025, aveva indicato un trattamento logopedico, successivamente integrato con la neuropsicomotricità. Nel marzo 2026 il programma terapeutico è stato confermato prevedendo due sedute settimanali di logopedia e due sedute settimanali di neuropsicomotricità. È opportuno chiarire che, a norma di legge, il Progetto Riabilitativo Individuale deve essere elaborato dal centro riabilitativo accreditato dopo l’accettazione e la valutazione del paziente. Solo successivamente il progetto viene sottoposto all’Unità di Valutazione dei Bisogni Riabilitativi (UVBR) dell’ASM per l’eventuale approvazione.
L’UVBR, pertanto, non può approvare un progetto che il centro riabilitativo non abbia preventivamente predisposto e caricato sulla piattaforma dedicata. Per tale motivo non è corretto attribuire alla Neuropsichiatria Infantile o all’UVBR la mancata predisposizione del Progetto Riabilitativo Individuale né parlare di inerzia da parte delle strutture aziendali. Proprio per evitare un ulteriore vuoto assistenziale, la Neuropsichiatria Infantile ha attivato una presa in carico diretta in attesa della disponibilità di un posto presso un centro riabilitativo convenzionato.
È stato così programmato un trattamento a cicli comprendente due sedute settimanali di logopedia e due di neuropsicomotricità svolte già dal 10 luglio 2026, quindi prima della pubblicazione della lettera diffusa a mezzo stampa. Non corrisponde al vero, pertanto, l’affermazione secondo cui la minore fosse ancora in attesa delle cure.”
“Comprendiamo pienamente la preoccupazione della famiglia – dichiara il Direttore Generale dell’ASM Matera, Maurizio Friolo – e condividiamo l’obiettivo di assicurare a ogni bambino il diritto a ricevere le cure necessarie. È doveroso ricostruire i fatti con precisione, evitando di attribuire responsabilità a professionisti e strutture che hanno operato con tempestività e senso di responsabilità. Voglio ribadire un principio che guida quotidianamente l’azione dell’Azienda Sanitaria di Matera: l’ASM non lascia indietro nessuno. Quando il percorso ordinario incontra ostacoli, come in questo caso legati alla indisponibilità dei centri accreditati, i nostri professionisti si attivano per garantire comunque la continuità assistenziale. È quanto avvenuto per questa minore, presa in carico direttamente prima ancora della pubblicazione della lettera aperta”.
A seguire il testo della lettera che l’avvocata Angela Bitonti, qualche giorno, fa aveva inviato a Bardi : “Mi rivolgo a Lei nella mia qualità di avvocata e cittadina lucana, dopo un’altra decisione giudiziaria che riconosce il diritto fondamentale di un bambino con disabilità ad accedere alle terapie riabilitative necessarie e non differibili.
Il TAR Basilicata, con una pronuncia chiara e inequivocabile, ha nuovamente affermato, ciò che dovrebbe essere ovvio in una Regione che si proclama attenta ai più fragili: la riabilitazione non è un favore, non è un servizio accessorio, non è una concessione amministrativa. È un diritto soggettivo pieno, tutelato dalla Costituzione e dalla normativa nazionale, e come tale deve essere garantito senza ritardi, senza ostacoli, senza rimpalli burocratici.
Non è la prima volta che la giustizia interviene. Il Tribunale di Matera, in un caso analogo, aveva già riconosciuto le ragioni di un altro bambino, costretto a vedere compromesso il proprio percorso terapeutico a causa di disfunzioni organizzative che non possono più essere considerate episodiche. Quando le pronunce si ripetono, non siamo di fronte a eccezioni: siamo di fronte a un sistema che non funziona.
Presidente, la Basilicata non può permettersi di lasciare indietro i suoi bambini. Non può permettersi che siano i tribunali a supplire a ciò che dovrebbe essere garantito in via amministrativa. Non può permettersi che famiglie già provate debbano ricorrere alla giustizia per ottenere ciò che è loro dovuto.
Le chiedo, con fermezza ma con spirito costruttivo, di intervenire immediatamente affinché sia assicurata la presa in carico tempestiva dei minori con disabilità;siano potenziati i servizi riabilitativi, eliminando le liste d’attesa incompatibili con i tempi della cura;sia garantita una programmazione stabile, trasparente e rispettosa dei diritti dei bambini e delle loro famiglie;sia avviata una verifica interna sulle cause che hanno determinato queste ripetute violazioni.
La tutela dei più fragili è il primo indicatore della qualità democratica di un territorio. La Basilicata può e deve dimostrare di essere all’altezza di questo principio.
Confido che Lei voglia assumere un impegno pubblico e concreto affinché nessun altro bambino debba attendere una sentenza per vedere riconosciuto ciò che gli spetta per legge e per dignità.
Con rispetto istituzionale.
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Vito Bubbico
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