ridurre la dipendenza dai circuiti Usa



Il Parlamento europeo apre la strada ai negoziati con il Consiglio sulla creazione dell’euro digitale, la nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca centrale europea e pensata per ridurre la dipendenza dell’Unione europea da fornitori di pagamento basati negli Stati Uniti. Giovedì l’Aula ha approvato due mandati negoziali: il primo, relativo alla creazione dell’euro digitale, con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astensioni; il secondo, dedicato alla possibilità per i prestatori di servizi di pagamento con sede negli Stati membri non appartenenti all’eurozona di distribuire l’euro digitale, per alzata di mano.

La partita sull’euro digitale si inserisce in un contesto più ampio di autonomia strategica europea nei pagamenti. Per Bruxelles e Strasburgo, la creazione di una moneta digitale pubblica dovrebbe rafforzare la resilienza del sistema finanziario europeo, ridurre la dipendenza da grandi circuiti e piattaforme extra-UE e garantire ai cittadini un mezzo di pagamento digitale sicuro, accessibile e ancorato alla moneta pubblica. Resta però aperto il nodo dell’equilibrio tra innovazione, privacy, ruolo delle banche e tutela del contante, che sarà al centro dei negoziati con il Consiglio.

Il voto contrario delle destre

Il voto ha visto una spaccatura tra i partiti europeisti e progressisti e le destre, con le delegazioni dei partiti di governo italiano che hanno votato in modo differente. L’intera delegazione della Lega ha votato contro così come il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci.

A votare a favore, invece, quasi tutta la delegazione di Fratelli d’Italia e gli interi schieramenti di Forza Italia, Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, con anche l’eurodeputata dei Liberali Ue Elisabetta Gualmini. Tra gli eurodeputati meloniani, l’unica defezione è stata quella di Sergio Berlato, che ha scelto di esprimersi contro all’entrata nei negoziati.


“Progetto strategico per l’Europa”

L’eurodeputata del PD (S&D), Irene Tinagli, ha criticato la posizione delle destre, definendo Vannacci e la Lega sovranisti “solamente a parole”.

“Il finto patriota Vannacci e la Lega sovranista a parole, hanno votato contro l’euro digitale scegliendo di ritardare un progetto strategico per l’Europa e schierandosi con chi vuole affossarlo definitivamente”, ha affermato l’eurodeputata in una nota, osservando come la destra sia andata in ordine sparso con Forza Italia che ha votato a favore, FdI che dopo il voto contrario in commissione ECON ha mutato la sua posizione solamente in plenaria, mentre Lega e Futuro nazionale hanno votato “contro su tutto”.

Secondo Tinagli, ciò “segna non solo l’ennesima spaccatura, ma testimonia la totale confusione e assenza di strategia politica economica nazionale ed europea della maggioranza che è presa solo dalle sue schermaglie interne”.

“Lega e Vannacci finti sovranisti”

Il capo delegazione del Movimento cinque stelle (La Sinistra), Pasquale Tridico, ha rivendicato il sostegno alla nuova moneta e ai tentativi delle destre di affossare il negoziato. “Abbiamo respinto al Parlamento europeo l’assalto delle destre europee all’euro digitale. Ancora una volta Lega e Vannacci hanno dimostrato di essere finti sovranisti che fanno gli interessi delle grandi corporations americane, anziché quelli dei nostri cittadini”, ha affermato Tridico in una nota.

“Con il voto di oggi invece il Parlamento europeo porta sovranità monetaria e autonomia strategica in un campo dove siamo ancora molto indietro – quello dei pagamenti elettronici – perché dominati da colossi tecnologici stranieri”, ha aggiunto.


“L’Europa perde dati a vantaggio dei sistemi di pagamento elettronico Usa”

Secondo l’eurodeputato ed ex presidente dell’INPS, “ogni giorno l’Europa perde milioni di euro e milioni di dati a vantaggio dei principali sistemi di pagamento elettronici che sono americani, Visa e Mastercard in particolare”. L’introduzione dell’euro digitale – ha aggiunto -“è una risposta principalmente a questo: non vuole e non può sostituire il contante, ma vuole tagliare le commissioni per i cittadini e le imprese europee”.

Da parte sua, l’eurodeputato di Forza Italia, Marco Falcone, ha sottolineato il contributo fondamentale di Forza Italia, osservando che con il voto odierno si è compiuto “un passaggio decisivo per l’evoluzione della moneta unica, che rimane la più importante espressione della sovranità europea”. Falcone ha rivendicato “il ruolo determinante di Forza Italia per consolidare una maggioranza a sostegno del progetto”.

“Abbiamo inoltre difeso la privacy, rafforzata rispetto agli attuali circuiti, e un principio fondamentale: l’euro digitale sarà di fatto un contante digitale che affiancherà il contante, senza sostituirlo né limitarne l’utilizzo”, ha fatto notare l’eurodeputato, secondo cui “i cittadini resteranno liberi di scegliere come pagare, beneficiando al tempo stesso di uno strumento pubblico, sicuro, semplice e con commissioni ridotte”.

Dotare l’area euro di uno strumento non alternativo al contante

Con il voto, il Parlamento conferma la volontà di entrare nei negoziati interistituzionali con il Consiglio su uno dei dossier più sensibili del pacchetto sulla moneta unica. L’obiettivo politico è dotare l’area euro di uno strumento pubblico di pagamento digitale, emesso dalla BCE, che possa essere utilizzato sia online sia offline e che affianchi, senza sostituirlo, il contante.

Secondo la posizione negoziale approvata dall’Aula, l’euro digitale dovrebbe integrare garanzie specifiche per la privacy. Le transazioni verrebbero verificate senza esporre dati personali e le informazioni degli utenti potrebbero essere trattate soltanto nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema. Il punto è centrale nel dibattito politico, perché il progetto dell’euro digitale è stato accompagnato negli ultimi anni da preoccupazioni sulla protezione dei dati, sulla sorveglianza dei pagamenti e sul ruolo della BCE.


Il Parlamento chiede inoltre che la maggior parte delle imprese sia tenuta ad accettare l’euro digitale. Sarebbero tuttavia previste eccezioni per i lavoratori autonomi e per le piccole e microimprese che non accettano altri pagamenti digitali. I servizi di base, come l’apertura di un conto, la detenzione e la gestione dei fondi e l’accesso ad almeno uno strumento di pagamento, dovrebbero essere gratuiti.

Per evitare rischi alla stabilità finanziaria e limitare l’eventuale spostamento di depositi dal sistema bancario verso la moneta digitale pubblica, il Parlamento prevede l’introduzione di un limite massimo alla quantità di euro digitali che ciascun individuo potrebbe detenere. Si tratta di una delle garanzie pensate per evitare che l’euro digitale diventi uno strumento alternativo ai depositi bancari, anziché un mezzo di pagamento complementare.

Un altro elemento della posizione negoziale riguarda i Paesi dell’Unione europea che non adottano l’euro. Le banche e i prestatori di servizi di pagamento degli Stati membri non appartenenti all’eurozona sarebbero autorizzati a distribuire l’euro digitale, ampliando così la portata del sistema oltre i confini immediati dell’area euro.

La tutela del contante

Il Parlamento collega però il nuovo strumento digitale alla tutela del contante. La posizione approvata prevede che i Paesi dell’area euro siano obbligati a mantenere la disponibilità di banconote e monete. Le imprese non potrebbero vietarne l’uso e gli Stati membri dovrebbero monitorare regolarmente l’accesso al contante, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili, come anziani, persone a basso reddito e cittadini esclusi dal sistema bancario tradizionale.

Il relatore Fernando Navarrete Rojas, eurodeputato spagnolo del Partito popolare europeo (PPE), guiderà il gruppo negoziale del Parlamento. Il primo round di trattative con la Presidenza irlandese del Consiglio, in rappresentanza degli Stati membri, è previsto a breve.


Il voto del Parlamento UE

Il voto in plenaria arriva dopo la contestazione, da parte dei gruppi ECR e PfE, delle decisioni adottate il 23 giugno 2026 dalla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo di avviare i colloqui interistituzionali sulla creazione dell’euro digitale e sulla fornitura dei relativi servizi da parte di operatori con sede in Stati membri la cui valuta non è l’euro.

Un terzo dossier, parte dello stesso pacchetto sulla moneta unica e relativo al corso legale delle banconote e delle monete in euro, non è stato invece contestato. Anche su questo punto, quindi, i negoziati possono procedere in conformità con l’articolo 72 del regolamento del Parlamento europeo.


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