Modello Operativo Pozzuoli per il monitoraggio strutturale


Il fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei rappresenta una sfida complessa per la sicurezza delle costruzioni esistenti. In questo contesto, il Comune di Pozzuoli ha avviato un innovativo progetto di monitoraggio dinamico su edifici campione, sfruttando tecnologie avanzate e un approccio integrato.

L’articolo illustra il funzionamento, gli obiettivi e gli strumenti impiegati all’interno del Modello Operativo Pozzuoli, un progetto applicativo che utilizza accelerometri, modelli digitali BIM, dati geospaziali GIS e piattaforme di Digital Twin per controllare alcuni edifici campione, definiti anche edifici sentinella, e supportare le attività di prevenzione, gestione del rischio e valutazione strutturale del costruito.

Il progetto è stato avviato dal Comune di Pozzuoli con l’obiettivo di sperimentare una procedura operativa capace di fornire dati tecnici utili non solo alla valutazione del comportamento strutturale degli edifici, ma anche alla gestione delle emergenze, alla comunicazione con la popolazione e alla definizione di strategie di intervento più consapevoli.

Descrizione e obiettivi del Modello Operativo Pozzuoli

Il Comune di Pozzuoli[1] ha affidato al Laboratorio EDILTEST S.r.l.[2] l’attuazione di un “Modello Operativo Pozzuoli” di monitoraggio di Edifici Campione a supporto della gestione delle attività di controllo e monitoraggio del costruito nel Comune, area soggetta a lenta deformazione del suolo nota con il nome di bradisismo, con l’obiettivo di implementare una procedura di controllo e stima dell’evoluzione delle condizioni di danneggiamento del costruito ai fenomeni sismici associati al bradisismo.


Il progetto nasce dall’esigenza di affrontare due aspetti strettamente collegati: da un lato l’assistenza alla popolazione durante eventi sismici frequenti e ripetuti, dall’altro la tutela del patrimonio edilizio pubblico e privato. Le continue sollecitazioni, anche quando di bassa intensità, possono infatti generare preoccupazione nei cittadini e richiedono strumenti oggettivi per valutare se un edificio abbia subito o meno variazioni significative nel proprio comportamento strutturale.

Lo sviluppo e l’implementazione del Modello Operativo, condotti con la consulenza scientifica del Prof. Luigi Petti[3], prevede un approccio multi scalare e multilivello che si basa sul Monitoraggio Dinamico di Edifici Campione descritti da Modelli Digitali in ambiente usBIM.geotwin. La fase iniziale prevede il monitoraggio dei primi tre edifici con reti accelerometriche basate su tecnologia Dewesoft[4]. Il monitoraggio, a richiesta ovvero attivabile su trigger (ovvero in condizioni sismiche), consentirà di controllare l’evoluzione dei parametri principali del comportamento dinamico, tra cui frequenze principali di vibrazione e forme modali, oltre che supportare e tarare la costruzione di Modelli Digitali per lo sviluppo di Digital Twin.

Modello Operativo Pozzuoli

Perché il bradisismo richiede un modello operativo di monitoraggio?

Nell’area flegrea il rischio non è legato solo al singolo evento sismico, ma anche alla ripetizione nel tempo di migliaia di micro-eventi che incidono sulla percezione di sicurezza della popolazione e sulla necessità di controllare il comportamento degli edifici esistenti.

Per la Protezione Civile comunale, il problema non riguarda esclusivamente l’eventuale danno strutturale, ma anche la possibilità di fornire ai cittadini indicazioni rapide, verificabili e supportate da dati. Dopo un evento, infatti, la valutazione visiva di un tecnico può non essere sufficiente a rassicurare la popolazione, soprattutto in presenza di sollecitazioni continue e ripetute.


Il valore operativo del modello sta proprio nella possibilità di trasformare il monitoraggio in una procedura utile alla gestione del territorio. I dati acquisiti dagli edifici sentinella possono essere integrati nelle strategie operative del Comune e nel piano speditivo discendente di Protezione Civile, offrendo una base tecnica più solida per valutare rientri, controlli, chiusure, approfondimenti o ulteriori verifiche.

Un aspetto particolarmente rilevante è la possibilità di produrre, a seguito di un evento significativo, un rapporto tecnico entro circa due ore. Questo documento consente di confrontare i valori registrati con soglie e parametri di riferimento, fornendo un supporto oggettivo alle decisioni dell’amministrazione.

Edifici sentinella e rete di monitoraggio

La fase iniziale del Modello operativo Pozzuoli prevede il controllo di un numero ristretto di edifici campione, selezionati in modo da rappresentare diverse condizioni tipologiche, strutturali e territoriali del patrimonio edilizio comunale.

I primi edifici monitorati sono stati individuati in aree significative del territorio, tra cui Rione Terra, Solfatara e Sottopasso Vitaliano. La scelta ha tenuto conto sia della localizzazione urbana sia delle caratteristiche costruttive, includendo fabbricati con differenti tipologie strutturali, come edifici in muratura ed edifici in cemento armato.

Questi edifici assumono il ruolo di “sentinelle” perché permettono di osservare in continuo la risposta dinamica del costruito in punti rappresentativi del territorio. L’obiettivo futuro è estendere la rete a un numero più ampio di fabbricati, fino a costruire una maglia di monitoraggio capace di descrivere in modo più completo il comportamento del patrimonio edilizio comunale.


I sensori installati sugli edifici rilevano vibrazioni, accelerazioni e temperatura. I dati vengono registrati e trasmessi a un sistema centrale, dove sono archiviati, organizzati e resi disponibili per le successive analisi. Il sistema consente sia il monitoraggio ordinario, con report periodici, sia la produzione di rapporti straordinari in caso di eventi che superano specifiche soglie.

L’importanza del monitoraggio strutturale

L’acquisizione di dati sul comportamento delle costruzioni esistenti in esercizio e sotto azioni sollecitanti – con particolare attenzione agli eventi sismici – rappresenta un’opportunità sempre più attuale e strategica. La conoscenza approfondita della risposta strutturale di queste costruzioni può essere efficacemente perseguita attraverso sistemi di monitoraggio strutturale (SHM – Structural Health Monitoring), che si basano sull’integrazione di reti di sensori distribuiti, sistemi di acquisizione e archiviazione dati, infrastrutture per la trasmissione delle informazioni – anche verso piattaforme di elaborazione remote – e procedure software avanzate per l’analisi, la diagnosi e l’interpretazione delle misure [5,6,7].

L’evoluzione normativa, che ha introdotto concetti fondamentali quali la vita nominale, le classi d’uso e prescrizioni specifiche per determinate tipologie di opere, sottolinea l’importanza di una conoscenza continua e documentata della “vita” della costruzione. In quest’ottica, il monitoraggio rappresenta uno strumento essenziale per rilevare nel tempo le condizioni statiche, dinamiche e ambientali cui la struttura è soggetta. Ciò è tanto più importante in contesti complessi quali l’Area Flegrea, dove è in atto da tempo un fenomeno bradisismico che determina continui risentimenti sismici.

Come chiaramente evidenziato dalle norme e dalle linee guida di settore, gli obiettivi principali del monitoraggio del costruito possono consentire:

  1. Miglioramento della conoscenza del comportamento strutturale: attraverso la correlazione diretta tra azioni agenti, stati deformativi e modelli di calcolo impiegati nella progettazione, è possibile affinare le previsioni tecniche e aumentare l’affidabilità delle analisi strutturali;
  2. Rilevamento tempestivo di anomalie: il monitoraggio continuo permette di individuare segnali precoci di degrado strutturale, sia per effetto di fenomeni ciclici (es. fatica dei materiali), sia a seguito di eventi eccezionali come terremoti, impatti ambientali o sollecitazioni antropiche;
  3. Supporto alla gestione e manutenzione delle opere: i dati ottenuti offrono una base solida per prendere decisioni informate nella gestione delle costruzioni, programmando interventi di manutenzione predittiva o straordinaria in modo più efficiente.

In un territorio come Pozzuoli, dove gli eventi possono essere frequenti e ravvicinati, questo approccio consente di passare da una valutazione esclusivamente visiva o percettiva a una lettura basata su dati misurati in situ.


Analisi dinamica e confronto con normativa NTC2018

L’obiettivo del Modello Operativo Pozzuoli è consentire una stima speditiva dell’evoluzione del danneggiamento in conseguenza dei numerosi fenomeni sismici connessi al bradisismo in atto, analizzando l’evoluzione dei principali parametri che descrivono la risposta dinamica degli edifici e confrontando la domanda sismica in termini di accelerazione alla base con la resistenza degli stessi in accordo alle NTC2018.

La conoscenza approfondita del comportamento strutturale rappresenta purtuttavia anche un aspetto cruciale per una valutazione affidabile della sicurezza delle costruzioni esistenti. In particolare, l’acquisizione di dati reali mediante il monitoraggio può consentire di:

  • ridurre le incertezze legate ai modelli strutturali, spesso basati su ipotesi semplificate o su informazioni incomplete relative ai materiali, ai dettagli costruttivi e alle condizioni al contorno;
  • correlare direttamente le azioni agenti (carichi statici, dinamici, ambientali) con la risposta reale della struttura (deformazioni, spostamenti, accelerazioni), verificando l’adeguatezza delle assunzioni progettuali e dei modelli analitici utilizzati;
  • ricalibrare i parametri meccanici attraverso l’uso di modelli aggiornati, supportati da dati misurati in situ, permettendo analisi più coerenti con il comportamento effettivo dell’opera;
  • valutare la capacità resistente residua sulla base della risposta osservata nel tempo, considerando anche eventuali modifiche, degradi o interventi che abbiano alterato le caratteristiche strutturali originarie.

Frequenze proprie e indicatori di possibile danneggiamento

Ogni edificio è caratterizzato da frequenze proprie di oscillazione, legate principalmente alla massa e alla rigidezza del sistema strutturale. Se dopo un evento sismico la massa dell’edificio può essere considerata sostanzialmente invariata, una variazione significativa delle frequenze può invece indicare una modifica della rigidezza e, quindi, un possibile danneggiamento.

Per questo motivo, una delle informazioni più importanti ricavate dal monitoraggio è il confronto tra le frequenze rilevate prima e dopo un evento. Se la frequenza rimane invariata, il comportamento dinamico dell’edificio non mostra variazioni significative. Se invece si osservano scostamenti rilevanti, il dato può diventare un indicatore di attenzione da approfondire con analisi successive.

Il modello utilizza anche indicatori legati al rapporto tra l’accelerazione di picco registrata al suolo durante l’evento e l’accelerazione che l’edificio è in grado di sopportare rispetto allo stato limite di salvaguardia della vita. Questi indicatori non sostituiscono una verifica strutturale completa, ma consentono di descrivere rapidamente uno scenario di possibile danneggiamento subito dopo un evento.


In definitiva, l’approccio consente di superare una logica puramente teorica e di avvicinarsi a una valutazione prestazionale basata su misure reali, integrando modellazione, dati sperimentali e criteri di confronto tecnico-normativo.

Fasi operative di analisi dei dati

La metodologia di analisi prevede una prima fase di caratterizzazione, necessaria a definire i valori di riferimento delle principali frequenze di oscillazione degli edifici. In questa fase vengono considerate registrazioni diurne e notturne, così da valutare il comportamento dinamico della struttura in diverse condizioni d’uso e ambientali.

Segue una fase di validazione, in cui vengono applicate analisi più approfondite per confermare i risultati preliminari. Tra le procedure utilizzate rientrano la valutazione del contenuto in frequenza del rumore nei segnali, le analisi di cross-correlazione tra segnali registrati da diversi dispositivi e canali, e la decomposizione dei valori singolari della matrice di densità spettrale, utile a evidenziare contenuti in frequenza principali o non immediatamente visibili.

In condizioni post-evento, la procedura prevede il ricalcolo delle principali frequenze di oscillazione della struttura, tenendo conto anche del contributo termico. Durante l’evento, invece, il sistema registra la risposta dell’edificio in termini di accelerazioni, sia in copertura sia a livello fondale, permettendo di caratterizzare la sollecitazione e la risposta strutturale.

Il risultato finale è la costruzione di indicatori di attenzione specifici per ciascun fabbricato. Tali soglie non sono valori generici, ma dipendono dalle caratteristiche intrinseche, tipologiche e costruttive dell’edificio e possono richiedere calibrazioni progressive nel tempo.


Tecnologie impiegate: Dewesoft e usBIM.geotwin

Le reti di monitoraggio implementate sugli Edifici Campione sono state sviluppate adottando la piattaforma Dewesoft, soluzione integrata per l’acquisizione, l’analisi e la gestione dei dati strutturali e ambientali in tempo reale. In particolare, sono state scelte tecnologie robuste, che prevedono l’impiego di sensori calibrati a bassissimo rumore, di norma utilizzati in ambienti industriali complessi, con capacità di espansione e riconfigurazione immediata, in caso di evoluzioni delle condizioni di fatto.

Catena di acquisizione DewesoftCatena di acquisizione Dewesoft

La catena di acquisizione Dewesoft garantisce la sincronizzazione dei dati al microsecondo, assicurando un’elevata accuratezza dei segnali generati da tutti i canali. Ogni unità è, inoltre, certificata per operare in ambienti con elevato disturbo elettromagnetico e in contesti in cui è richiesta una elevata robustezza ed affidabilità, rendendola ideale per applicazioni critiche come i settori ferroviario, industriale ed aerospaziale, dove l’affidabilità del segnale è fondamentale.

Ambienti con elevato disturbo elettromagneticoAmbienti con elevato disturbo elettromagnetico

I dati provenienti dai sensori installati in sito vengono registrati su un server locale e successivamente organizzati all’interno della piattaforma digitale. Questo consente di raccogliere in un unico ambiente i segnali del monitoraggio, i report tecnici, i modelli BIM degli edifici, la documentazione disponibile e le informazioni relative alla rete di sensori.


La piattaforma usBIM.geotwin è stata configurata per offrire un ambiente di Condivisione Dati (ACDat) per la gestione digitale dei dati e delle informazioni elaborate, che consente di pubblicare e condividere dati e documenti in conformità con le norme di settore. In tal modo, è possibile la gestione dei Digital Twin, grazie ad una tecnologia che si basa su un’integrazione dinamica e bidirezionale tra il sistema openBIM® e quello GIS. In particolare, la piattaforma integra dinamicamente modelli e processi openBIM® con mappe, scene e funzioni GIS (ArcGIS® di Esri) per costruire e gestire Digital Twin Geospaziali senza limiti dimensionali. Inoltre, il sistema offre un ambiente unificato in cui vedere i singoli oggetti di analisi in un contesto geospaziale dettagliato, integrando la piattaforma di gestione openBIM in modo trasparente al GIS, senza importazione di dati. È possibile gestire modelli IFC/openBIM®, BIM/3D, nuvole di punti, mesh texturizzate, etc. geolocalizzati e integrati con il GIS.

Integrazione modelli openBIM mappe, scene e funzioni GISIntegrazione modelli openBIM mappe, scene e funzioni GIS

Integrazione modelli openBIM mappe, scene e funzioni GIS

Dal modello BIM al Digital Twin geospaziale

Nel Modello operativo Pozzuoli, i modelli BIM degli edifici sentinella sono collocati su mappe GIS mediante la lettura dei dati di georeferenziazione. Il modello viene quindi posizionato nel sito reale e diventa il punto di accesso alle informazioni tecniche dell’edificio, alla documentazione disponibile e ai dati prodotti dalla rete di monitoraggio.

La struttura informativa prevede cartelle codificate per ogni edificio sentinella, contenenti il modello parametrico BIM, la rappresentazione della rete di sensori, le registrazioni ordinarie, le registrazioni attivate da eventi sismici, i rapporti periodici di monitoraggio e i rapporti straordinari.


Tutti i documenti caricati in piattaforma sono aggiornati all’ultima versione disponibile, mantenendo al tempo stesso la tracciabilità delle versioni precedenti. Questo consente di ricostruire l’evoluzione del dato e di conservare una memoria digitale delle analisi svolte nel tempo.

L’integrazione BIM-GIS consente una lettura multilivello e granulare del costruito: dal territorio all’edificio, dall’edificio ai singoli elementi informativi, fino alla documentazione tecnica e ai dati provenienti dai sensori. Questo approccio rende il Digital Twin uno strumento operativo, non solo rappresentativo.

Come i dati supportano le decisioni del Comune

Il valore del Modello operativo Pozzuoli non risiede solo nella capacità di acquisire dati, ma nella possibilità di trasformare questi dati in informazioni utili per chi deve prendere decisioni. Il Comune può consultare dati e report relativi agli edifici monitorati, valutare eventuali variazioni del comportamento strutturale e disporre di elementi oggettivi a supporto delle attività di Protezione Civile.

In caso di evento significativo, il sistema consente di produrre un rapporto straordinario di monitoraggio che confronta le soglie previste e i valori effettivamente registrati per ciascun edificio. Questo passaggio è essenziale per rendere più rapido e documentato il processo decisionale, soprattutto quando occorre valutare il rientro negli edifici, la necessità di ulteriori verifiche o l’attivazione di misure di sicurezza.

I dati possono inoltre essere utilizzati per alimentare dashboard di business intelligence, capaci di aggregare informazioni provenienti da rapporti di monitoraggio, modelli BIM, cartografie GIS e mappe di rischio. Attraverso filtri e rappresentazioni grafiche, la dashboard può evidenziare gli edifici con indici di attenzione più severi, mostrare le caratteristiche strutturali e materiche dei fabbricati e supportare la priorità degli interventi.


Questo approccio permette di ottimizzare l’impiego delle risorse tecniche, economiche e umane, riducendo i tempi di controllo delle condizioni di fatto e rendendo più trasparente il processo di gestione del rischio.

Monitoraggio, asset management e gestione del costruito

Nel caso di Pozzuoli, i dati raccolti e le informazioni elaborate sono rese disponibili quasi in real time al Comune grazie all’implantazione di una piattaforma usBIM.geotwin. In questo modo l’incremento di conoscenza, oltre a rappresentare un supporto per il Comune di Pozzuoli nelle fasi di gestione dei fenomeni in atto, costituisce una base informativa continua che può essere integrata nei sistemi di asset management per:

  1. Pianificare interventi di manutenzione predittiva, riducendo costi e rischi rispetto a una gestione reattiva;
  2. Prioritizzare le risorse in funzione del reale stato di sollecitazione e degrado delle costruzioni;
  3. Documentare l’evoluzione del comportamento strutturale nel tempo, anche in relazione a eventi ambientali estremi;
  4. Supportare le decisioni strategiche degli enti locali in merito a evacuazioni, chiusure, messe in sicurezza o consolidamenti, basandosi su evidenze tecniche oggettive.

La possibilità di associare a ogni edificio sentinella dati di monitoraggio, modelli BIM, documenti, report e informazioni geospaziali rende il sistema scalabile e replicabile. In prospettiva, l’estensione della rete di edifici monitorati può contribuire a rappresentare in modo più completo l’intero territorio comunale, già articolato in zone omogenee dal punto di vista geologico e tipologico.

Quali vantaggi offre il Modello operativo Pozzuoli?

Il Modello operativo Pozzuoli introduce un approccio tecnico e gestionale innovativo per il controllo degli edifici in area bradisismica. I principali vantaggi riguardano:

  • controllo continuo del costruito, grazie a sensori installati sugli edifici campione;
  • valutazione post-evento più rapida, tramite report straordinari generati dopo il superamento di determinate soglie;
  • maggiore oggettività delle decisioni, perché le valutazioni sono supportate da dati misurati;
  • integrazione tra dati tecnici e dati territoriali, grazie al collegamento tra BIM e GIS;
  • tracciabilità documentale, con archiviazione ordinata di report, modelli e registrazioni;
  • supporto alla Protezione Civile, nelle fasi di gestione dell’emergenza e comunicazione con la popolazione;
  • scalabilità del sistema, con possibilità di estendere il modello a un numero maggiore di edifici sentinella.

Il progetto non si limita quindi a sperimentare una tecnologia di monitoraggio, ma propone una procedura operativa per trasformare il dato strutturale in conoscenza utile alla gestione del territorio.


Il Modello operativo Pozzuoli rappresenta un esempio concreto di applicazione integrata di monitoraggio strutturale, BIM, GIS e Digital Twin alla gestione del rischio in un territorio complesso. L’utilizzo di accelerometri sugli edifici sentinella consente di osservare la risposta dinamica del costruito, mentre la piattaforma digitale permette di organizzare dati, documenti, modelli e report in un ambiente unico e consultabile.

Il valore del progetto è soprattutto operativo: i dati acquisiti non restano informazioni isolate, ma diventano strumenti a supporto della Protezione Civile, della gestione comunale e della valutazione tecnica post-evento. In un’area soggetta a bradisismo, poter disporre di informazioni oggettive e aggiornate significa migliorare la capacità di prevenzione, ridurre l’incertezza decisionale e costruire un modello replicabile per la sicurezza del patrimonio edilizio.

Grazie all’integrazione tra sensori, modelli BIM, cartografie GIS e dashboard informative, il Modello operativo Pozzuoli dimostra come il Digital Twin geospaziale possa diventare uno strumento concreto per la gestione del costruito, la tutela della popolazione e il governo del territorio.

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Guarda l’intervista al Prof. Luigi Petti per approfondire lo sviluppo e l’implementazione del Modello Operativo Pozzuoli e il suo approccio multiscalare e multilivello basato su modelli digitali usBIM.geotwin.

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Riferimenti

[1] Il Comune di Pozzuoli, sotto la guida del Sindaco, ing. Luigi Manzoni, ha formalmente avviato e promosso il “Modello Operativo Pozzuoli”. La responsabilità primaria per la gestione strategica e il coordinamento esecutivo di questa iniziativa civica è stata attribuita agli uffici diretti dal Dirigente arch. Agostino di Lorenzo, il quale si avvale del contributo professionale di un team interno qualificato, composto dalla dott.ssa Maria Cristina Gioia, dalla dott.ssa Vittoria Scotto Rosato e dall’arch. Nicola Manzo. [2] Il Laboratorio EDIL-TEST S.r.l., www.ediltest.it è uno dei primi Laboratori Autorizzati dal Ministero dei Lavori Pubblici ai sensi dell’art. 20 della Legge 1086/71, si costituisce nel 1977 e attualmente dotato di concessione ministeriale secondo l’articolo 59 del D.P.R. 380/2001 e autorizzazione secondo la Circolare 633/STC del 03/12/2019.  Il Laboratorio negli anni ha già prestato i propri servizi per opere pubbliche di interesse nazionale, Colosseo, Certosa di Padula, Basilica di S. Francesco D’Assisi, Chiesa di S. Anna di Pietrelcina, Certosa di San Giacomo a Capri, Torri Morandi di Messina, Tribunale dell’Aquila, Viadotto Rio Faldo e Rio Gamberi (Autostrade per l’Italia). [3] Il prof. Luigi Petti, docente presso l’Università degli Studi di Salerno https://docenti.unisa.it/004657/home, insegna, tra l’altro, MONITORAGGIO E ISPEZIONE DELLE OPERE D’ARTE STRADALI. È responsabile di numerose attività di ricerca e/o servizi per la sorveglianza, il monitoraggio, l’AUDIT e l’analisi di rischio di strutture e sistemi complessi, quali SS691, Raccordo Autostradale RA02, Autostrada A3, Tangenziale di Napoli, Parchi Archeologici di Paestum e Velia, Parco Archeologico di Pompei, Centro storico di Palermo, Area Porta Ovest Salerno, oltre che dell’analisi di strutture complesse quali, ad esempio, le componenti DIVERTORE del progetto DEMO (EUROFUSION). Partecipa ai lavori del gruppo di lavoro UNI/CT 021/GL08 “Monitoraggio delle strutture”. www.lacelab.net [4] Dewesoft è una società che fornisce strumenti di misura e testing la cui sede madre si trova in Slovenia, https://dewesoft.com/it. Progettazione, realizzazione e testing vengono svolti direttamente in casa madre; la taratura dei sistemi viene svolta dai laboratori interni certificati secondo gli standard ISO 9001 e ISO 17025. I campi di applicazione principali sono l’industriale, l’automobilistico, l’aerospaziale, l’acustico, il civile e l’elettrico. La strumentazione plug and play offre la possibilità di creare sistemi di analisi complessi, ma allo stesso tempo facili da configurare, con un’elevata accuratezza e precisione ed il software di acquisizione può essere impiegato per l’analisi del dato in “tempo reale” o in post acquisizione. [5] Petti, L.; Lupo, C.; De Gaetano, C.M. A “Methodological Framework for Bridge Surveillance”. Appl. Sci. 2023, 13, 4975. https://doi.org/10.3390/app13084975 [6] Zuchtriegel, G.; Petti, L.; Calvanese, V.; De Gaetano C.M.; Lupo, C.; Spinosa A.; Zambrano, A., “The Pompeii sustainable management model”, e-Journal Pompei, 2024, https://pompeiisites.org/wp-content/uploads/28_E-Journal-The-Pompeii-sustainable-management-model-2.pdf [7] Petti, L.; Lupo, C.; D’Angelo, T.; Dallocchio, P.; Guizzetti, D., “An Innovative Monitoring Strategy of Ancient Temples made of An Innovative Monitoring Strategy of Ancient Temples made of Rigid-Block Structures”, Sciencedirect Procedia Structural Integrity 64 (2024) 637–644, 2452-3216 © 2024, ELSEVIER


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 Cristina Fratello

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