Piazza Affari chiude a +1,09% con Ftse Mib a 52.381 punti. Vola Stm, bene banche e Prysmian. Deboli Avio, Saipem, Fincantieri, Leonardo ed Eni.
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Piazza Affari archivia la seduta con un netto rialzo, trainata dai tecnologici e dalle banche, mentre difesa ed energia chiudono in calo. A fine giornata l’indice Ftse Mib – il principale paniere di Borsa Italiana che raccoglie le 40 blue chip quotate a Milano – è salito dell’1,09% a quota 52.381 punti.
Scambi in calo e spread Btp-Bund in discesa
I volumi sono risultati più contenuti rispetto alla seduta precedente: il controvalore scambiato si è attestato attorno a 3,3 miliardi di euro, circa un miliardo in meno rispetto alla vigilia. Volumi più bassi indicano, in generale, una minore partecipazione degli investitori ma non hanno impedito al listino di muoversi con decisione al rialzo.
In parallelo, si è mosso il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali, il cosiddetto spread. Questo indicatore misura il gap tra il tasso d’interesse offerto dai titoli di Stato italiani a 10 anni (Btp) e quello dei corrispondenti titoli tedeschi (Bund), considerati il benchmark dell’area euro. A fine seduta lo spread è sceso a 75,3 punti base, in calo rispetto agli 80 punti segnati in apertura.
In flessione anche i rendimenti: il tasso annuo del Btp decennale è sceso di 7,4 punti base al 3,83%, mentre il rendimento del Bund tedesco si è ridotto di 4 punti al 3,08%. Rendimenti più bassi significano, per chi emette debito pubblico, un costo di finanziamento leggermente inferiore sui mercati.
Stm guida il rally dei tecnologici europei
Il principale protagonista di giornata è stata Stm, il colosso dei semiconduttori nato dalla fusione delle attività italiana e francese del settore e oggi tra i maggiori produttori europei di microchip. Il titolo ha chiuso con un balzo del 7,15%.
Il movimento si inserisce in un contesto di forte interesse per il settore dei microprocessori in Europa, sostenuto dai risultati dell’offerta pubblica iniziale (Ipo) della coreana Sk Hynix per la quotazione sul Nasdaq di New York, il listino tecnologico statunitense. Le operazioni di Ipo rappresentano lo sbarco in Borsa di una società e, quando hanno successo, possono innescare un effetto positivo su tutto il comparto di riferimento, come accaduto oggi per i semiconduttori.
Diasorin brilla, effetto M&A sul settore diagnostica
In forte evidenza anche Diasorin (+4,45%), società italiana specializzata nella diagnostica di laboratorio e nei test per la rilevazione di malattie. Il titolo si è mosso al rialzo sulla scia dell’interesse mostrato dai fondi di private equity per l’olandese Qiagen, attiva nello stesso settore.
L’attenzione dei fondi di private equity – veicoli finanziari che investono in aziende non quotate o che puntano a delistarle – su un player come Qiagen ha acceso i riflettori sull’intero comparto della diagnostica, alimentando l’idea che il settore possa essere oggetto di operazioni straordinarie e consolidamento.
Banche in corsa: Unicredit e Mediobanca tra le migliori
Rally anche per il comparto bancario. Unicredit, uno dei principali gruppi bancari italiani ed europei, ha messo a segno un +2,58%, spinta dall’onda lunga del successo dell’Ops su Commerzbank. L’Offerta pubblica di scambio (Ops) è un’operazione con cui una società propone agli azionisti di un’altra società di scambiare le proprie azioni con titoli della società offerente, invece che con denaro contante.
Bene anche Mediobanca (+2,44%), storico istituto milanese focalizzato su investment banking, gestione del risparmio e credito al consumo. Il buon andamento del comparto bancario ha contribuito in modo significativo alla performance dell’indice Ftse Mib.
In progresso inoltre Prysmian (+2,44%), leader mondiale nei cavi per energia e telecomunicazioni. Il titolo ha beneficiato delle stime sul secondo trimestre diffuse da Barclays, che hanno portato gli analisti della banca d’affari ad alzare del 10% il prezzo obiettivo a 161 euro. Il target price è il valore che gli analisti attribuiscono a un’azione sulla base delle loro valutazioni fondamentali e rappresenta un riferimento per gli investitori.
In scia al clima positivo hanno chiuso in rialzo anche altri titoli bancari e assicurativi: Cucinelli (+2,39%), Unipol (+2,27%), Mps (+2,15%), Intesa Sanpaolo (+1,78%), Banco Bpm (+1,18%) e Bper (+0,87%).
Giù Avio, difesa debole. Pressione su energia e utility
La seduta ha visto anche alcuni ribassi marcati. In coda al listino principale Avio – gruppo attivo nella propulsione spaziale – ha registrato uno scivolone del 3,9%.
In forte calo anche Saipem (-2,97%), società di ingegneria e servizi per il settore oil & gas, e Fincantieri (-2,83%), gruppo cantieristico specializzato nella costruzione di navi da crociera, militari e per l’offshore.
Debole il comparto della difesa con Leonardo in calo del 2,21%. Vendite anche su Snam (-1,78%), principale operatore italiano nel trasporto e stoccaggio di gas, e su Eni (-1,18%), colosso energetico penalizzato dal calo del prezzo del greggio. Il prezzo del petrolio è una variabile chiave per i conti dei grandi gruppi oil, influenzando margini e flussi di cassa.
In rosso inoltre Lottomatica (-1,17%), attiva nel gioco legale e nelle scommesse, Moncler (-1%), marchio del lusso specializzato in capispalla, Italgas (-1%) e A2A (-0,86%), entrambe attive nel settore delle utility e dei servizi energetici.
Piazza Affari delle mid e small cap: exploit Ops Ecom e Piaggio
Tra i titoli a minore capitalizzazione – le cosiddette mid e small cap, società di dimensioni più contenute rispetto alle blue chip del Ftse Mib – si sono registrati movimenti molto ampi.
Spicca il balzo di Ops Ecom, che ha chiuso con un incremento del 33,33%. In forte rialzo anche Piaggio (+5,85%), gruppo italiano noto per la produzione di scooter e motocicli (tra cui la Vespa), sostenuto dai risultati preliminari diffusi recentemente.
Pesanti, invece, Somec (-5,09%) e Zucchi (-4,84%), che hanno chiuso la giornata in deciso calo.
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