Borse asiatiche in rosso con Samsung a -10,27% e Seul -4,91%. Sale il gas dopo l’attacco nello Stretto di Hormuz, in rialzo spread Btp-Bund a 77,6 punti.
Seduta pesante per le borse asiatiche e dell’area Pacifico, zavorrate dalle vendite sui produttori di semiconduttori e di apparecchi informatici. A guidare i ribassi è stata soprattutto la piazza di Seul, con un vero e proprio scossone su uno dei colossi del settore tecnologico.
Samsung crolla a Seul, listino sospeso per 20 minuti
Al centro delle vendite c’è Samsung, gigante sudcoreano dell’elettronica e dei semiconduttori, precipitata del 10,27%. Alla base del movimento, i timori sulle forniture di memorie da qui al 2027, che hanno innescato un’ondata di ordini di vendita sul titolo.
Il listino coreano è arrivato a perdere fino all’8% nel corso della seduta. Il calo è stato così marcato da portare alla sospensione degli scambi per 20 minuti, un meccanismo di sicurezza (circuit breaker) spesso previsto dai mercati per arginare la volatilità eccessiva. Alla fine, l’indice di Seul ha chiuso con un ribasso del 4,91%.
Asia in rosso, poche le eccezioni
Il clima negativo ha colpito in modo diffuso l’area Asia-Pacifico. La Borsa di Tokyo, una delle principali piazze mondiali, ha chiuso in calo del 2,12%, mentre Taiwan, altro hub cruciale per l’industria dei chip, ha ceduto il 2,31%. Più contenuta la flessione di Sydney, scesa dello 0,31%.
Al momento della rilevazione, erano ancora aperte le Borse di Hong Kong (-0,77%), Shanghai (-1,56%) e Mumbai (+0,46%). In controtendenza si segnalava Singapore, in rialzo dello 0,99%. Questi mercati, pur risentendo del clima di incertezza globale, stanno mostrando una maggiore resilienza rispetto ai listini più esposti al comparto dei semiconduttori.
Future europei deboli, Wall Street divisa tra Dow e Nasdaq
Sul fronte occidentale, i future – i contratti derivati che anticipano l’andamento previsto degli indici azionari – segnalano un avvio negativo per l’Europa, mentre sui listini statunitensi il quadro è misto: in rialzo i future sul Dow Jones (l’indice che raggruppa 30 blue chip Usa a forte capitalizzazione) e in calo quelli sul Nasdaq, il principale listino americano a forte componente tecnologica.
Gli operatori attendono in giornata la pubblicazione della produzione industriale tedesca su base annua nel mese di maggio, oltre ad alcuni indici predittivi dagli Stati Uniti, dati che possono influenzare le aspettative sulla crescita economica e sulle prossime mosse delle banche centrali.
Petrolio e gas in rialzo dopo l’attacco nello Stretto di Hormuz
Movimenti significativi arrivano anche dalle materie prime energetiche. Il prezzo del greggio Wti – il benchmark di riferimento per il petrolio statunitense – sale dell’1,02% a 69,25 dollari al barile.
Molto più marcato il rialzo del gas naturale europeo, in aumento del 4,36% a 46,01 euro. L’impennata arriva dopo un attacco a una petroliera nello Stretto di Hormuz nella notte. Lo Stretto di Hormuz è uno dei chokepoint più strategici al mondo per il trasporto di petrolio e gas: qualsiasi tensione nell’area tende a far salire i prezzi per il timore di possibili interruzioni delle forniture.
Oro in calo, dollaro in rafforzamento
In controtendenza rispetto al clima di incertezza sui mercati azionari, l’oro – tradizionalmente considerato bene rifugio – registra un calo dello 0,7% a 4.126,645 dollari l’oncia. Il movimento può essere collegato anche al rafforzamento del dollaro, che tende a rendere più costoso il metallo per gli investitori non americani.
La valuta statunitense si apprezza a 1,14 sull’euro e a 1,35 sulla sterlina. Nel mercato Forex, un dollaro più forte spesso riflette aspettative di tassi Usa relativamente più elevati o una maggiore domanda di asset in valuta americana nei momenti di volatilità.
Spread Btp-Bund in rialzo, rendimenti in crescita
Si muove anche il fronte obbligazionario dell’Eurozona. Lo spread tra Btp e Bund – il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano a 10 anni (Btp) e l’omologo tedesco (Bund), considerato il più sicuro dell’area euro – sale a 77,6 punti base. Lo spread è uno degli indicatori più seguiti per misurare il rischio percepito sul debito italiano rispetto a quello tedesco.
Il rendimento annuo del Btp a 10 anni cresce di 3,2 punti al 3,74%, mentre quello del Bund si porta al 2,97%, in aumento di 2,4 punti. In rialzo anche il rendimento francese, al 3,76%, con un incremento di 2,8 punti. Rendimenti più alti significano prezzi dei titoli in calo e, per gli Stati, un costo di finanziamento maggiore sul nuovo debito emesso.
Tech e semiconduttori sotto pressione in Asia
Le vendite hanno colpito in modo selettivo soprattutto il comparto informatica e semiconduttori. A Tokyo sono finiti nel mirino diversi nomi di peso del settore:
- Kioxia Holdings in calo del 10,57%
- Disco Corp in ribasso del 7,42%
- Taio Yuden in flessione dell’11,69%
- Tdk in calo del 3,66%
Queste società operano nella produzione di memorie, componenti elettronici e apparecchiature per il settore dei chip, un comparto particolarmente sensibile alle aspettative sulla domanda futura e sulle catene di fornitura globali.
Andamento più variegato per i titoli automobilistici giapponesi. Honda cede l’1,72%, Mazda arretra dell’1,42%, mentre Toyota si muove in controtendenza con un incremento dello 0,63%. Il settore auto in Giappone, fortemente internazionale, risente sia delle dinamiche della domanda globale sia dell’andamento delle valute e dei mercati dei semiconduttori, sempre più centrali anche per i veicoli di nuova generazione.
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