Il quinto d’obbligo è una disposizione prevista dal codice degli appalti che prevede la possibilità di apportare modifiche ai contratti pubblici già in corso di svolgimento, purché non sostanziali e nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa.
Vediamo più nel dettaglio cos’è, quando si può ricorrere al quinto d’obbligo e i documenti previsti.
Cos’è il quinto d’obbligo?
Il quinto d’obbligo si inserisce tra le possibilità di modifica del contratto d’appalto in corso di esecuzione senza la necessità di una nuova procedura di affidamento, ma solo nel caso in cui la modifica rimanga entro il limite di un quinto dell’importo contrattuale (da cui prende il nome).
Molte sentenze del TAR si sono pronunciate in merito e sono concordi nell’affermare che il quinto d’obbligo riguarda circostanze imprevedibili in corso di esecuzione, circostanze che una volta sopraggiunte richiedono necessariamente un aumento o una diminuzione delle prestazioni.
Quinto d’obbligo nuovo codice appalti 2023: quando si può ricorrere?
Il principio di immodificabilità del contratto vieta ad entrambe le parti (stazione appaltante ed operatore economico aggiudicatario) di apportare modifiche. Tuttavia, tale principio non è assoluto e ammette alcune eccezioni, come stabilito dalla giurisprudenza.
In determinate circostanze ed entro precisi limiti, durante l’esecuzione del contratto, è possibile introdurre modifiche sia soggettive che oggettive, purché si preservi il principio dell’equilibrio contrattuale. L’articolo 120 del codice prevede che i contratti possano essere modificati senza dover ricorrere ad un nuovo affidamento, a condizione che tali modifiche non alterino la struttura del contratto o dell’accordo quadro. Le modifiche che possono essere apportate al contratto senza dover procedere ad una nuova gara sono classificabili in diverse categorie, ognuna soggetta a specifiche condizioni, tra le quali si configura il quinto d’obbligo, ossia la necessità di apportare modifiche fino ad un quinto dell’importo contrattuale pattuito.
Riassumendo si può ricorrere al quinto d’obbligo:
- solo in fase di esecuzione del contratto;
- qualora sia stato espressamente previsto negli atti di gara;
- nei limiti dell’importo previsto negli atti di gara.
il quinto d’obbligo si può estendere agli affidamenti diretti?
Parere MIT 4199/2026
Il MIT (parere n. 4199/2026) chiarisce che il “quinto d’obbligo” ex art. 120, c. 9, D.Lgs. 36/2023 è applicabile anche agli affidamenti diretti, interpretando in senso ampio i “documenti di gara”.
Di conseguenza, l’istituto opera anche nelle procedure semplificate. Ai fini del calcolo dell’importo stimato dell’appalto (art. 14), va considerato l’importo massimo complessivo, includendo anche il cosiddetto “sesto quinto”. Ne deriva che il valore della procedura deve tener conto fin dall’origine delle possibili variazioni contrattuali. Leggi l’approfondimento.
Incremento del quinto SOA nuovo codice appalti
Nel contesto dei lavori pubblici, il concetto di “incremento del quinto” si applica anche al sistema di qualificazione delle imprese (SOA).
L’incremento del quinto SOA consente ad un’impresa di partecipare a gare d’appalto per importi superiori del 20% rispetto alla classifica indicata nella propria attestazione. Ad esempio, un’impresa qualificata per la Classifica II (fino a 516.000 €) può concorrere per lavori fino a 619.200 €. Questa disposizione mira a favorire la flessibilità e la crescita graduale delle imprese, permettendo loro di misurarsi con commesse leggermente superiori alla propria capacità certificata, a condizione che l’incremento sia coperto da idonee garanzie e requisiti di capacità tecnica proporzionati al valore accresciuto.
Qualificazione SOA e quinto d’obbligo: va calcolato nel valore dell’appalto?
Consiglio di Stato 3278/2026
Il Consiglio di Stato (sentenza n. 3278/2026) afferma che il quinto d’obbligo, se previsto e quantificato nella lex specialis, concorre a determinare il valore stimato dell’appalto. Di conseguenza, la qualificazione SOA deve coprire anche l’importo dell’eventuale incremento contrattuale. La capacità dell’operatore va verificata sul valore massimo dell’appalto, comprensivo delle opzioni previste.
In caso di SOA insufficiente rispetto a tale importo, l’impresa deve essere esclusa dalla gara. Leggi l’approfondimento dedicato alla sentenza.
L’incremento del “Quinto” nelle gare d’appalto, limiti e perimetro applicativo
Parere MIT 4130/2026
Il parere MIT 4130/2026 chiarisce che l’incremento del quinto non è un principio generale applicabile a tutte le imprese, ma un meccanismo premiale legato esclusivamente al sistema di qualificazione SOA. La norma consente alle imprese con attestazione SOA di partecipare a gare per importi fino al 20% superiori alla propria classifica. Tale beneficio non si applica invece alle imprese qualificate per lavori sotto i 150.000 euro ai sensi dell’art. 28 dell’Allegato II.12. Di conseguenza, l’incremento del quinto resta limitato ai casi espressamente previsti dal legislatore. Leggi l’approfondimento.
Il quinto d’obbligo deve essere stabilito già nei documenti di gara
Secondo l’articolo 120, comma 9 del nuovo codice appalti già nei documenti di gara iniziali può essere stabilito che, qualora in corso di esecuzione si renda necessario un aumento o una diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza del quinto dell’importo del contratto, la stazione appaltante può imporre all’appaltatore l’esecuzione alle condizioni originariamente previste. In tal caso l’appaltatore non può fare valere il diritto alla risoluzione del contratto.
L’indicazione rispecchia quasi per intero le disposizioni contenute nel vecchio articolo 106, comma 12 del D.Lgs. 50/2026, con una differenza: il vecchio codice non riportava la necessità di esplicitare già negli atti di gara la facoltà di poter ricorrere al quinto d’obbligo. La novità introdotta dal nuovo codice di prevedere il quinto d’obbligo sin nei documenti di gara iniziali è stata una scelta fatta per rendere la previsione compatibile con le fattispecie di modifica consentite dalla direttiva 2014/24/UE, come si evince dalla relazione di accompagnamento al codice.
Quinto d’obbligo e opzioni contrattuali
Parere MIT 4072/2026
Il parere MIT n. 4072/2026 ribadisce che l’importo stimato dell’appalto deve includere tutte le opzioni previste negli atti di gara, compreso il quinto d’obbligo, quale valore massimo pagabile. Anche in presenza di clausole limitate al recupero dei ribassi, la stazione appaltante deve comunque considerare tale opzione nella quantificazione complessiva. Il quinto d’obbligo, infatti, assume natura di opzione contrattuale ed è esercitabile solo se espressamente previsto nei documenti di gara. Ne deriva l’obbligo di una chiara previsione ex ante e di coordinamento con la disciplina delle modifiche contrattuali ex art. 120 del Codice. Leggi l’approfondimento.
Gli ultimi pareri del MIT sul quinto d’obbligo
Variante entro il quinto d’obbligo nei contratti Consip
Parere 3427/2025
Si può modificare un contratto basato su convenzioni Consip, soprattutto quando si verifica l’esaurimento del plafond disponibile? In particolare, può un’amministrazione approvare una variante integrativa, rientrante nel quinto d’obbligo, anche se il tetto massimo della convenzione è stato raggiunto?
A fornire un chiarimento in merito è il parere n. 3427 del 3 aprile 2025, emanato dal Supporto Giuridico del MIT. Il tema è particolarmente rilevante per le stazioni appaltanti che, aderendo a convenzioni centralizzate, si trovano a dover fronteggiare necessità impreviste durante la vigenza del contratto. Nella fattispecie sottoposta all’attenzione del Ministero, si chiedeva se fosse legittimo intervenire con una variante in aumento – entro il limite del quinto d’obbligo – su un contratto ancora in corso (valido fino al 2028), ma per il quale il plafond è già stato completamente utilizzato. Secondo quanto riferito dall’ente richiedente, non sarebbe possibile modificare ulteriormente il valore della convenzione, rendendo quindi particolarmente delicata l’eventuale approvazione di una modifica contrattuale.
Bisogna tener presente che i contratti sottoscritti dalle amministrazioni che aderiscono a convenzioni Consip devono attenersi alle condizioni fissate nella documentazione di gara relativa alla convenzione originaria. Prima di apportare qualsiasi modifica al contratto, l’ente deve verificare se la convenzione o i relativi documenti di gara prevedano espressamente la possibilità di estendere le prestazioni, e in quali limiti.
Anche nel caso di modifiche entro il quinto d’obbligo, la variante deve risultare coerente con quanto previsto negli atti di gara iniziali e rispettare quanto stabilito dalla normativa vigente in materia, in particolare l’articolo 120 del D.lgs. 36/2023.
L’approvazione di una variante non può considerarsi automatica: è necessario un esame puntuale della convenzione per accertare se vi sia spazio per un incremento delle prestazioni e secondo quali modalità.
È ammesso nel contratto un valore inferiore al quinto d’obbligo
Parere 2455/2024
Nei documenti di gara iniziali la stazione appaltante può esercitare la facoltà di cui all’art. 120, comma 9 D.Lgs. 36/2023 indicando un valore inferiore al quinto dell’importo del contratto con riferimento all’obbligo per l’appaltatore di eseguire le prestazioni alle stesse condizioni originariamente previste?
Con il parere 2455/2024 il servizio supporto giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risponde chiarendo innanzitutto che la questione del “quinto d’obbligo” nel nuovo Codice degli Appalti è inquadrata come una vera e propria fattispecie di modifica contrattuale. La possibilità di applicare il quinto d’obbligo rientra nell’ambito specifico del bando tipo n. 1/2023, che disciplina l’affidamento di contratti pubblici di servizi e forniture nei settori ordinari. Inoltre, la norma prevede che questa facoltà debba essere obbligatoriamente programmata e indicata nei documenti di gara iniziali, pena l’illegittimità dell’azione.
Alla luce di questo quadro normativo, il MIT ritiene che la possibilità per le stazioni appaltanti di indicare nei documenti di gara un valore inferiore al quinto dell’importo contrattuale sia coerente con le previsioni dell”articolo 120, comma 9.
Tuttavia, anche se la stazione appaltante indica un valore inferiore al quinto, essa rimane comunque vincolata a un utilizzo effettivo della facoltà entro tale limite ridotto. Non potrà quindi sfruttare l’intero quinto dell’importo contrattuale, ma dovrà attenersi al valore minore indicato nei documenti di gara.
Acquisizione CIG
Parere 2713/2024
Nonostante l’articolo 14, comma 4 – in tema di corretto calcolo dell’importo dell’appalto – non richiami il quinto d’obbligo ma solo le opzioni di durata del contratto (ad esempio il rinnovo), l’importo in aumento deve essere ricompreso nel calcolo per l’individuazione della soglia e per l’acquisizione del CIG?
Nel parere 2713/2024 si conferma questa disciplina evidenziando come le ragioni risultino chiaramente esplicitate nella relazione tecnica che accompagna il bando tipo n. 1/2023 dell’Anac. In questa, infatti, si spiega che “rispetto alle precedenti versioni del bando tipo e alle indicazioni fornite sul punto” dall’Anac con il nuovo bando tipo è stata adottata una diversa interpretazione della fattispecie anche sulla base delle considerazioni offerte nella Relazione illustrativa che accompagna il codice. Nella relazione predisposta dagli estensori del codice, infatti, si è valorizzata l’esigenza di prevedere il quinto d’obbligo fin dai documenti di gara iniziali, per rendere la previsione compatibile con le fattispecie di modifica consentite dalla direttiva, con ciò qualificando la fattispecie come ipotesi di modifica. In pratica la fattispecie del quinto d’obbligo è stata configurata come “esemplificazione delle ipotesi di cui al comma 1, lettera a) dell’articolo 120 ed inserita nel calcolo del valore complessivo dell’appalto”. Pertanto, conclude il parere “il quinto d’obbligo va ricompreso nel valore stimato dell’appalto ex art.14, co. 4, d.lgs. 36/2023“.
Quinto d’obbligo e modifiche contrattuali
Parere 2174/2024
Il quinto d’obbligo va ricompreso nel valore stimato dell’appalto ex art.14, co. 4, d.lgs. 36/2023
È quanto confermato nel parere 2174/2024 del Mit; nella Relazione illustrativa del Bando-tipo n. 1 1/2023 è infatti evidenziata la necessità di prevedere il quinto d’obbligo sin nei documenti di gara iniziali, per rendere la previsione compatibile con le fattispecie di modifica consentite dalla direttiva, con ciò qualificando la fattispecie come ipotesi di modifica.
La mancata previsione ne impedirà l’utilizzo ed in caso di necessità il Rup, che autorizza le modifiche contrattuali (ai sensi del comma 13 dell’articolo 120), dovrà ricorrere ad altre fattispecie (sempre che risultino utilizzabili).
Il quinto d’obbligo dove deve essere inserito nel quadro economico
Parere MIT 3116/2024
Il parere MIT n. 3116 del 6 dicembre 2024 spiega le modalità di gestione del quinto d’obbligo. Il quesito è: il quinto d’obbligo deve essere previsto nel quadro principale (quadro A) o considerato come “somma a disposizione” (quadro B)?
Il MIT puntualizza che non esiste una metodologia univoca per l’applicazione di questa norma, la decisione dipende dalle specifiche disposizioni della gara.
Se è prevista l’applicazione dell’articolo 120 comma 9 del D.Lgs. 36/2023:
- come forma di “opzione“, il quinto d’obbligo deve essere computato nel valore della procedura e quindi inserito nel quadro economico “A”;
- come vincolo per l’appaltatore in caso di modifiche non preventivate (o varianti), il quinto d’obbligo non deve essere conteggiato nell’importo della procedura e non trova una corrispondenza specifica nel quadro economico, essendo un “imprevisto”.
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La stazione appaltante tiene in conto il quinto d’obbligo nel calcolo del valore dell’affidamento
Nel caso in cui la stazione appaltante richieda la modifica del contratto in corso di esecuzione nei limiti del quinto dell’importo a base di gara, ai sensi dell’art. 14, comma 4, del D.Lgs. n. 36/2023, ne dovrà tenere conto ai fini del calcolo del valore complessivo dell’affidamento.
Infatti secondo l’articolo appena citato:
Il calcolo dell’importo stimato di un appalto pubblico di lavori, servizi e forniture è basato sull’importo totale pagabile, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), valutato dalla stazione appaltante. Il calcolo tiene conto dell’importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di eventuali opzioni o rinnovi del contratto esplicitamente stabiliti nei documenti di gara. Quando la stazione appaltante prevede premi o pagamenti per i candidati o gli offerenti, ne tiene conto nel calcolo dell’importo stimato dell’appalto.
FAQ incremento del quinto
Cos’è il quinto d’obbligo negli appalti pubblici?
Il quinto d’obbligo è una fattispecie di modifica contrattuale prevista dal Codice dei contratti pubblici che consente alla stazione appaltante di aumentare o diminuire le prestazioni fino al limite massimo del 20% (un quinto) dell’importo contrattuale, senza indire una nuova gara, purché nel rispetto delle condizioni normative e degli atti di gara.
Quando si può applicare il quinto d’obbligo?
Si può ricorrere al quinto d’obbligo esclusivamente nella fase di esecuzione del contratto, in presenza di circostanze impreviste che richiedono una variazione delle prestazioni. La modifica non deve alterare la natura del contratto e deve rispettare il principio di equilibrio contrattuale previsto dall’art. 120 del D.Lgs. 36/2023.
Il quinto d’obbligo deve essere previsto nei documenti di gara?
Sì. Il nuovo Codice dei contratti pubblici richiede che la facoltà di applicare il quinto d’obbligo sia espressamente indicata nei documenti di gara iniziali. In mancanza di tale previsione, la stazione appaltante non può esercitarla in fase esecutiva.
Il quinto d’obbligo si applica anche agli affidamenti diretti?
Sì. Secondo il parere MIT n. 4199/2026, il quinto d’obbligo può essere applicato anche agli affidamenti diretti, purché sia rispettata la logica delle modifiche contrattuali e la previsione sia coerente con i documenti originari, estendendo così l’istituto anche alle procedure semplificate.
Il quinto d’obbligo rientra nel valore stimato dell’appalto?
Sì. Secondo i pareri MIT e la disciplina vigente, il quinto d’obbligo deve essere incluso nel calcolo del valore stimato dell’appalto, poiché rappresenta un’opzione contrattuale potenzialmente esercitabile. Questo incide anche sulla determinazione delle soglie e sull’acquisizione del CIG.
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Giusi Rosamilia
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