Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026
Un bonifico ai figli è di norma una donazione indiretta: non serve il notaio e le tasse scattano solo oltre 1.000.000 di euro per figlio, con aliquota del 4% sull’eccedenza. Resta però rilevante per l’eredità: la somma può incidere sulla quota di legittima degli altri eredi.
Aiutare un figlio con un bonifico è un gesto comune tra i pensionati. Il tema riguarda donazione e tasse, ma non solo. Chi lo fa si chiede cosa accadrebbe se morisse poco dopo, perché la somma conta anche nella divisione dell’eredità. Ecco regole in vigore, limiti ed esempi concreti.
- Il bonifico spontaneo a un figlio è una donazione indiretta.
- Tra genitori e figli la franchigia è di 1.000.000 di euro: il 4% si applica solo sull’eccedenza.
- Il tempo trascorso non cancella la somma dal calcolo dell’eredità.
- Gli altri figli sono tutelati dalla quota di legittima.
- Tabelle, esempi di calcolo e procedura nelle sezioni seguenti.
Un bonifico ai figli è una donazione? Cosa dice la legge
La donazione è il contratto con cui una persona arricchisce un’altra per spirito di liberalità, cioè senza ricevere nulla in cambio (art. 769 del Codice civile).
La donazione diretta di una somma importante richiede l’atto pubblico davanti a un notaio, con due testimoni (art. 782 del Codice civile). Fa eccezione la donazione di modico valore, che si perfeziona con la consegna (art. 783).
Il bonifico segue un’altra strada. Il genitore versa denaro dal proprio conto a quello del figlio. Si parla di donazione indiretta: una liberalità ottenuta con un mezzo diverso dal contratto di donazione (art. 809 del Codice civile).
Non tutti i bonifici sono donazioni. Contano la volontà di donare e l’assenza di una contropartita.
- Donazione indiretta: bonifico spontaneo, senza obbligo di restituzione.
- Prestito: la somma va restituita, di solito con una scrittura che lo provi.
- Rimborso di spese: il figlio ha anticipato denaro per conto del genitore.
- Liberalità d’uso: regali occasionali, proporzionati al patrimonio (art. 770 del Codice civile).
Sul piano fiscale la materia è regolata dal D.Lgs. n. 346/1990, modificato dal D.Lgs. n. 139/2024.
Per le liberalità diverse dalla donazione vale l’art. 56-bis. Queste emergono ai fini dell’imposta quando risultano da dichiarazioni dell’interessato in un procedimento di accertamento tributario.
Resta una domanda: cosa accade quando il genitore muore dopo aver fatto il bonifico? Ecco come funziona.
Cosa succede al bonifico ai figli se il genitore muore poco dopo?
In Italia non esiste un periodo di attesa dopo cui la somma donata smette di contare. Il Codice civile guarda a tutte le donazioni fatte in vita dal defunto.
Alla morte del genitore si forma la massa ereditaria. Si sommano i beni lasciati e, con la riunione fittizia, il valore dei beni donati in vita (art. 556 del Codice civile). Su questo totale si calcola la quota riservata ai figli.
Questa quota si chiama legittima: è la parte del patrimonio che la legge riserva a coniuge e figli (artt. 536 e seguenti). Il genitore può disporre liberamente solo della quota disponibile.
| Eredi legittimari | Quota riservata | Quota disponibile |
|---|---|---|
| Un solo figlio | 1/2 del patrimonio (art. 537) | 1/2 |
| Due o più figli | 2/3 divisi tra i figli (art. 537) | 1/3 |
| Coniuge e un figlio | 1/3 al coniuge e 1/3 al figlio (art. 542) | 1/3 |
| Coniuge e due o più figli | 1/4 al coniuge e 1/2 ai figli (art. 542) | 1/4 |
Se il bonifico supera la quota disponibile, gli altri legittimari possono chiedere la riduzione della donazione (art. 555 del Codice civile). La richiesta si presenta dopo l’apertura della successione.
Esiste poi la collazione. I figli che concorrono all’eredità devono conferire alla massa ciò che hanno ricevuto in donazione (art. 737 del Codice civile). Lo scopo è dividere in modo equo.
Il genitore può dispensare il figlio dalla collazione. La dispensa vale nei limiti della quota disponibile.
Esempio di calcolo. Un genitore vedovo ha due figli, Anna e Paolo. In vita bonifica 100.000 euro ad Anna. Alla morte lascia 300.000 euro e non ha fatto testamento.
- La massa da dividere è di 400.000 euro (300.000 più 100.000 donati).
- La quota di ciascun figlio è di 200.000 euro.
- Anna ha già ricevuto 100.000 euro e ne prende altri 100.000 dall’eredità.
- Paolo riceve 200.000 euro dall’eredità.
Il risultato dipende dal patrimonio effettivo e dalla presenza di un testamento. Ora vediamo quanto si può donare senza pagare tasse.
Quanto si può donare ai figli senza tasse? Franchigie e aliquote
La franchigia è la soglia entro cui l’imposta non si paga. Si applica per ogni beneficiario.
Tra genitori e figli la franchigia è di 1.000.000 di euro per beneficiario (D.Lgs. n. 346/1990, art. 56, come modificato dal D.Lgs. n. 139/2024).
| Beneficiario della donazione | Franchigia | Aliquota sulla parte eccedente |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti) | 1.000.000 euro per beneficiario | 4% |
| Fratelli e sorelle | 100.000 euro per beneficiario | 6% |
| Altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta | Nessuna | 6% |
| Altri soggetti | Nessuna | 8% |
| Beneficiario con disabilità grave (L. 104/1992, art. 3, comma 3) | 1.500.000 euro | Quella del rapporto di parentela, sulla parte oltre la soglia |
Le donazioni precedenti dello stesso donante allo stesso beneficiario si sommano, ma solo ai fini delle franchigie (D.Lgs. n. 346/1990, art. 57).
Esempio di calcolo. L’imposta si calcola con il 4% sulla sola parte che supera 1.000.000 di euro, per ogni figlio.
| Donazione a un figlio | Parte eccedente la franchigia | Imposta al 4% |
|---|---|---|
| 150.000 euro | 0 euro | 0 euro |
| 1.000.000 euro | 0 euro | 0 euro |
| 1.200.000 euro | 200.000 euro | 8.000 euro |
| 1.500.000 euro | 500.000 euro | 20.000 euro |
L’imposta è dovuta dal beneficiario. Per i bonifici tra genitori e figli, nella pratica, la soglia di un milione per figlio viene raggiunta di rado.
La franchigia riguarda solo l’imposta. Non cancella gli effetti civilistici su legittima e collazione. Vediamo come fare un bonifico in modo chiaro e documentato.
Come fare un bonifico ai figli in modo corretto? Procedura passo-passo
Queste sono le buone pratiche per rendere chiara la natura del trasferimento. Non sostituiscono la consulenza di un professionista.
- Verificare che il conto di partenza sia intestato al genitore che dona.
- Effettuare il bonifico con strumento tracciabile, evitando i contanti.
- Indicare nella causale la natura del trasferimento, ad esempio “liberalità” o “donazione indiretta”.
- Conservare la ricevuta del bonifico e l’estratto conto che ne prova l’addebito.
- Annotare il totale delle somme già donate a ciascun figlio negli anni.
- Per importi rilevanti, rivolgersi a un notaio per l’atto pubblico di donazione, anche ai fini della dispensa dalla collazione.
Se la somma è un prestito, la restituzione va provata con una scrittura che ne indichi tempi e modalità.
Documenti utili da conservare:
- Ricevuta del bonifico con causale
- Estratto conto del conto del genitore e di quello del figlio
- Eventuale scrittura privata che indichi se è donazione o prestito
- Elenco delle donazioni precedenti allo stesso beneficiario
Domande frequenti
Chi paga le tasse su un bonifico ai figli?
L’imposta è dovuta dal beneficiario. Tra genitori e figli non si paga nulla fino a 1.000.000 di euro per figlio. Oltre la soglia l’aliquota è del 4% (D.Lgs. n. 346/1990, art. 56).
È possibile regalare soldi ai nipoti?
Sì. I nipoti sono parenti in linea retta: franchigia di 1.000.000 di euro per beneficiario e aliquota del 4% sull’eccedenza. Le somme donate possono incidere sulla legittima degli eredi.
Un genitore in vita può donare soldi a un solo figlio?
Sì, la legge lo consente. Gli altri legittimari restano però tutelati: se la donazione supera la quota disponibile, possono chiedere la riduzione dopo la morte del genitore (art. 555 del Codice civile).
Quanto costa fare una donazione ai propri figli?
Con un bonifico non servono notaio né atto pubblico. L’imposta è zero fino a 1.000.000 di euro per figlio e del 4% oltre. La donazione in atto notarile ha invece i costi del notaio.
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Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — D.Lgs. n. 346/1990 su Normattiva, D.Lgs. n. 139/2024 su Normattiva e Agenzia delle Entrate | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
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