Quando una ruota tassellata sale su una duna, la traccia visibile è un canale compresso. Più in basso i fusti cedono e la copertura vegetale si apre; i granelli rimasti scoperti restano esposti al vento. A Torre Guaceto quella sabbia ricade nella ZSC “Torre Guaceto e Macchia S. Giovanni”, area della rete Natura 2000 con habitat riconosciuti dalla Direttiva europea. L’episodio coinvolge la circolazione dei mezzi dentro una riserva e l’integrità del cordone costiero.
La parola “danni” viene dal Consorzio: alla comunicazione dell’ente gestore non è allegata una relazione ecologica con fotografie georeferenziate o rilievi della vegetazione.
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Il presidio ha coperto anche le vie di avvicinamento
L’operazione ha interessato l’intero territorio e i varchi dai quali le moto tentano di raggiungere la costa. A dirigere le pattuglie c’erano Giuseppe Berardino per la Stazione dei Carabinieri di Carovigno e Gabriele Grassi per la Polizia locale. Personale del Consorzio e GEV si sono uniti al controllo.
Intercettare una moto al varco tiene il battistrada lontano dalla sabbia e offre alle pattuglie uno spazio più sicuro. Sulla duna la visuale si restringe e il fondo cede sotto le ruote. La presenza di persone lungo la spiaggia amplifica il pericolo.
Il provvedimento sui veicoli è un fermo amministrativo
Il provvedimento comunicato è il fermo amministrativo: per tre mesi i veicoli restano sottratti alla circolazione. La parola “sequestro”, comparsa in alcuni titoli, appartiene a una diversa categoria giuridica.
L’articolo 100 del Codice della strada impone ai motoveicoli la targa posteriore. Il comma 15 collega alle violazioni richiamate dalla norma il fermo amministrativo del veicolo. Il verbale individuale non è pubblico e impedisce di attribuire un determinato comma alle persone fermate.
Il battistrada apre la sabbia e interrompe la vegetazione
Una duna costiera prende forma dal movimento del vento sulla sabbia. Le piante psammofile rallentano i granelli e ancorano la superficie. Il pneumatico tassellato taglia la copertura e schiaccia i germogli; sotto il peso del mezzo il solco affonda nel substrato incoerente.
La breccia vegetale espone sabbia che il vento rimuove oppure accumula ai margini della traccia, alterando il profilo locale. Una ricerca mondiale pubblicata nel 2025 su Estuarine, Coastal and Shelf Science, costruita riunendo gli esiti di numerose pubblicazioni, ha documentato che gran parte della perdita vegetale si concentra già nei primi passaggi. In alcune località esaminate il recupero ha richiesto circa un decennio o più. Quel tempo riguarda soltanto le località comprese nella ricerca. Per Torre Guaceto non è stata pubblicata una stima dei tempi di recupero.
Sei habitat dunali nella ZSC di Torre Guaceto
La ZSC “Torre Guaceto e Macchia S. Giovanni”, codice IT9140005, ospita venti tipi di habitat riconosciuti dalla Direttiva europea. La fascia dunale comprende sei formazioni, dalle dune embrionali mobili ai cordoni con ginepro. Ogni fascia crea le condizioni per quella più interna; un taglio trasversale interrompe il sostegno reciproco fra sabbia e vegetazione.
Gli habitat della Direttiva occupano 82 ettari entro i confini della riserva, circa il 7 per cento dell’area protetta. Quella superficie descrive l’intero insieme censito. Anche un tracciato stretto attraversa uno spazio sottoposto a regole più severe di quelle di una spiaggia ordinaria.
La duna conserva sabbia e protegge ciò che si trova alle sue spalle
I sistemi dunali agiscono come argini contro le acque alte e custodiscono sabbia che alimenta la spiaggia. Dietro il cordone sabbioso gli ambienti umidi ricevono una protezione fisica legata alla continuità del rilievo. Le piante trattengono i granelli uno dopo l’altro; un varco aperto dalle ruote offre al vento un corridoio.
Se un altro mezzo segue il corridoio già inciso, la depressione si approfondisce e i bordi si sfaldano. La sorveglianza ai varchi interviene prima che nuove ruote allarghino il passaggio aperto nel cordone sabbioso.
La velocità delle moto espone fauna e visitatori lungo la spiaggia
Per gli animali il mezzo introduce pericolo di collisione e allontanamento dalle aree usate per alimentarsi o riposare. Una ricerca del 2025 dedicata agli uccelli delle spiagge ha rilevato minore abbondanza e peggiori esiti riproduttivi nei litorali aperti al traffico fuoristrada. Il resoconto del 19 ottobre non segnala esemplari feriti o nidi colpiti; nessuna vittima biologica viene associata all’episodio.
Per le persone il pericolo nasce dalla velocità in uno spazio condiviso e dalla visuale spezzata dai rilievi sabbiosi. Il precedente del marzo 2022 lo mostra con immediatezza: alcune moto attraversarono Punta Penna Grossa fra i visitatori e proseguirono con salti dalle dune alla macchia mediterranea. Quel giorno erano presenti anche ragazzi impegnati in una visita guidata.
Le incursioni erano già state documentate nel 2022 e nel 2024
Il comunicato del 14 marzo 2022 raccontava corse davanti al Centro recupero tartarughe marine e mezzi privi di targhe identificative. Il 15 gennaio 2024 i Carabinieri bloccarono altri due giovani che percorrevano a velocità sostenuta le dune dell’oasi; in quel caso le motociclette risultarono prive anche di assicurazione.
Nel giugno 2026 le Guardie ecologiche volontarie avevano già sanzionato 32 trasgressori, soprattutto per la sosta di veicoli sul demanio marittimo costiero. Il numero riguarda quel mese di vigilanza e comprende infrazioni diverse dalle incursioni sulle dune.
Le GEV registrano coordinate e accessi ricorrenti
Le GEV di Torre Guaceto hanno seguito una formazione per SMART Mobile for Conservation, applicazione usata sul campo per registrare attività illecite e costruire mappe georeferenziate. Nel luglio 2026 il Consorzio ne aveva già annunciato l’impiego.
Applicata alle incursioni motoristiche, la georeferenziazione collega le tracce agli orari registrati e associa a ciascun episodio il punto di entrata. La mappa mostra i corridoi ricorrenti e orienta il presidio verso i varchi esterni. Le informazioni diffuse sull’episodio di ottobre non precisano se il varco usato sia stato inserito nella mappa.
A piedi e in bicicletta si resta sui percorsi consentiti
Le regole per i visitatori aprono i percorsi segnalati a chi cammina e pedala; la corsa segue la stessa disciplina. L’accesso alle dune e alla zona A terrestre è vietato. I veicoli a motore si fermano fuori dall’area protetta, fatta eccezione per i mezzi autorizzati destinati alla gestione o alla vigilanza.
La cartellonistica sul posto indica il confine delle zone. Chi arriva in auto usa le aree di sosta esterne e prosegue lungo gli itinerari ammessi, a piedi oppure con i servizi collettivi quando attivi. La regola protegge il cordone sabbioso e separa il flusso dei visitatori dai tratti nei quali la fauna cerca riparo.
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